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Fiemme, Fassa e Cembra

Inaugurata la nuova risonanza magnetica dell’Ospedale di Cavalese

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Sarà a servizio sia dei pazienti ricoverati che per quelli esterni, la nuova risonanza magnetica installata in tempi record dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari all’Ospedale di Cavalese.

L’apparecchiatura, il cui costo complessivo è di oltre 270 mila euro, consentirà a regime di effettuare 2500 esami all’anno, ma anche di ampliare l’offerta diagnostica; in questi giorni si sta completando la formazione del personale e si prevede l’avvio dell’attività clinica il 4 di marzo.

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Oggi l’inaugurazione ufficiale, alla presenza del presidente della Provincia Maurizio Fugatti, dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana, del direttore generale dell’Apss Paolo Bordon affiancato dal direttore dell’Unità operativa di radiologia Maurizio Centonze e dal direttore medico del presidio Pierantonio Scappini.

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Presenti anche i locali amministratori, dal sindaco di Cavalese Silvano Welponer al presidente della Comunità di Valle Giovanni Zanon, ai consiglieri provinciali Gianluca Cavada e Piero Degodenz.

Possiamo mantenere i servizi in valle solo se c’è la volontà dei territori, in questo senso la valle di Fiemme, come anche altre valli del Trentino, ci ha dimostrato la propria tenacia – sono state le parole del presidente Fugatti – Questo è un servizio funzionale e moderno scaturito da un percorso voluto insieme da amministratori, medici, cittadini, per un ospedale davvero presidio del territorio, sul quale sono in corso lavori di ristrutturazione che ci consentiranno di rispondere al meglio alle esigenze di residenti e pazienti”.

Sulla stessa linea l’assessore Segnana che ha evidenziato l’impegno riservato agli ospedali di valle: “I lavori per il pronto soccorso saranno portati avanti come abbiamo concordato, da parte nostra l’attenzione sarà sempre elevata, grazie a tutti coloro che hanno lavorato per raggiungere questo importante risultato, fondamentale per la val di Fiemme”.

E se il sindaco Welponer ha parlato di un valore aggiunto perché è un “servizio che aiuta a ridurre i tempi di diagnosi per chi vive in valle”, il presidente della Comunità Zanon ha ricordato i prossimi step per l’ospedale, dalla sala operatoria a supporto della neonatologia che sarà pronta in estate ai lavori al pronto soccorso.

“La nuova risonanza magnetica – ha detto quindi il direttore generale dell’Apss Paolo Bordon, che ha ringraziato il personale del tecnico e amministrativo dell’Azienda per aver perfettamente rispettato il cronoprogamma – è un servizio indispensabile richiesto da molto tempo dai rappresentanti delle comunità delle Valli dell’Avisio e Fassa.

Un servizio che permetterà non solo di assistere al meglio i pazienti ricoverati all’ospedale di Cavalese ma anche di dare risposte ai cittadini di questi territori che non dovranno più recarsi in altri ospedali per effettuare esami diagnostici con risonanza magnetica”.

Sono infatti potenzialmente 2500 gli esami che questo nuovo strumento può effettuare, a fronte di circa 700 risonanze magnetiche all’anno chieste dai residenti della val di Fiemme.

Quindi il direttore Scappini ha ricordato che l’intervento per la collocazione della nuova risonanza magnetica è stato eseguito in tempi record, visto che i lavori sono iniziati ufficialmente il 7 gennaio scorso: “Questo è un ulteriore tassello del percorso che si sta facendo per il rilancio di questo ospedale”, sono state le sue conclusioni.

“Questa apparecchiatura – ha spiegato infine Centonze, direttore dell’U.O. – risponde perfettamente alle esigenze di efficienza dell’assistenza sanitaria moderna e costituisce una scelta ideale per tutti i servizi di radiodiagnostica, come quello dell’ospedale di Cavalese, caratterizzati da un carico di lavoro muscolo-scheletrico considerevole.

Fra le novità assolute vi è possibilità di studiare la colonna vertebrale e le articolazioni fra cui le anche; è una apparecchiatura piccola ma con costi di manutenzione e gestione contenuti”.

Scheda tecnica – Il macchinario installato in valle di Fiemme ha una potenza di 0,25 Tesla ed è dedicato all’attività diagnostica ortopedica e allo studio delle articolazioni.

L’apparecchiatura, permette lo studio delle articolazioni (ginocchio, spalla, caviglia, polso, gomito), a cui vanno ad aggiungersi le articolazioni coxo-femorale (anca), temporo-mandibolare e la colonna vertebrale (distretti cervicale e lombare), introducendo pertanto alcune novità assolute nell’offerta diagnostica.

La nuova apparecchiatura è prodotta in Italia e il suo open design permette scansioni su pazienti fino a 200 Kg e un accesso facile per il paziente come un’ampia apertura e un tavolo rotante, senza problemi di claustrofobia, visto che il diametro del polo superiore di 84 cm permette al paziente di tenere la testa fuori dal sistema anche durante l’esame sulla colonna lombare.

La risonanza magnetica ha in dotazione un’ampia gamma di bobine multiple phased array e solenoidali in modo da garantire il massimo rapporto segnale/rumore ottenibile per ogni distretto esaminato.

Il software dell’apparecchiatura dispone di un ampio set di sequenze per garantire la copertura di tutti i bisogni clinici dei pazienti. Considerando un utilizzo clinico giornaliero di otto ore per 250 giorni all’anno, la capacità operativa massima della nuova apparecchiatura è di circa 2500 esami all’anno.

Il costo complessivo dell’intervento per lavori di adattamento dell’area e fornitura in opera dell’apparecchiatura è stato di 274.168 euro Iva compresa.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Scoperta officina abusiva a Soraga, denunciati padre e figlio che è un dipendente pubblico

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Personale del Distaccamento Polizia Stradale di Predazzo e della Tenenza della Guardia di Finanza di Cavalese, nell’ambito di mirati controlli sul territorio riguardanti l’adempimento alle normative di rispettiva competenza, è intervenuto lo scorso sabato 11 maggio, presso un’autorimessa privata ubicata nel comune di Soraga di Fassa, ove si stava svolgendo un’attività abusiva di riparazione di autovetture, gestita prevalentemente da padre e figlio, l’uno dipendente pubblico e l’altro dipendente di una società privata.

L’operazione svolta dagli operatori della polizia stradale, insospettiti dal transito di un furgone che scaricava pneumatici davanti ad un garage adiacente un edificio di civile abitazione, ha comportato il monitoraggio per diversi giorni dell’attività abusiva, che si svolgeva all’interno di un’autorimessa adiacente un’abitazione privata, documentata anche fotograficamente; contestualmente, la Guardia di Finanza aveva ipotizzato la possibilità che nell’edificio vi fosse un’officina “in nero”, priva della prescritta iscrizione nel registro delle imprese degli esercenti e dei titoli autorizzativi previsti per legge per l’esercizio dell’attività.

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Le forze dell’ordine hanno pertanto predisposto e coordinato dai due Uffici un intervento congiunto, grazie al quale all’interno dell’autorimessa privata è stata rinvenuta la presenza delle attrezzature tecniche necessarie per le riparazioni di autovetture.

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Al responsabile dell’attività, non iscritto alla Camera di Commercio così come prescritto dalla Legge nr. 122 del 1992, è stata notificata la violazione dell’articolo 10 della Legge 122 del 5/02/1992, la cui sanzione amministrativa prevede un minimo di  5.164 euro ed un massimo di 15.493 euro nonché la confisca delle attrezzature e delle strumentazioni utilizzate per l’attività illecita.

La polizia stradale di Predazzo procederà inoltre alla contestazione degli illeciti amministrativi nei confronti dei proprietari dei veicoli che si sono avvalsi del lavoro svolto abusivamente dai due soggetti, la cui sanzione prevede da un minimo di  51 euro ad un massimo di 258 euro

Per quanto riguarda l’attività prettamente fiscale derivante dall’esercizio abusivo dell’attività di autoriparazione, la Tenenza della Guardia di Finanza di Cavalese sta procedendo alla ricostruzione dell’attività svolta nel corso degli ultimi anni e del volume d’affari conseguito.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Blitz dei Nas in val di Fiemme: sequestrati farmaci dopanti

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Il Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Cavalese in collaborazione con personale specializzato del N.A.S. di Trento, nei scorsi giorni ha dato esecuzione a diverse perquisizioni domiciliari sul territorio Provinciale, finalizzate alla ricerca di farmaci dopanti.

Le ricerche, che hanno avuto esito positivo, sono scattate a seguito dello spropositato irrobustimento di alcuni giovani non giustificabile come frutto del solo “lavoro“ in palestra e dal preoccupante fatto che vi siano diversi ragazzi discepoli di queste tendenze.

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«A tal merito – sottolineano i Carabinieri – si evidenzia che l’azione sia preventiva che repressiva dei Carabinieri intende ottenere anche un effetto preventivo, in considerazione della percezione di come numerosi giovani gravitanti nei circuiti competitivi di body building, non abbiano ben chiari gli effetti collaterali dovuti all’utilizzo di farmaci dopanti».

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In tal senso, nel corso delle operazioni i carabinieri hanno potuto apprendere come gli assuntori si ritengano immuni dagli effetti causati, fidandosi ciecamente di scellerati preparatori e medici, che mettono irresponsabilmente a repentaglio l’integrità fisica degli atleti “seguiti”.

Di contro, i militari hanno anche  registrato come anche i giovani recettori di farmaci, siano cinicamente disposti a tutto, al fine di ottenere risultati estetici massimali, non rendendosi contro del reale pericolo.

A tal merito gli ispettori antidoping del Nucleo Antisofisticazioni Trentino, fanno presente come l’uso di farmaci dopanti possa causare danni irreversibili agli organi interni, in particolare reni, fegato ed apparato genitale che sono i primi ad essere intaccati in esito all’uso di quei prodotti.

Le operazioni di perquisizione condotte dagli operatori del Nucleo Operativo di Cavalese nella mattinata del 7 maggio, supportate dalle alte competenze settoriali degli specialisti del N.A.S., hanno consentito la non facile individuazione di un importante quantitativo di farmaci dopanti, posti sono sotto sequestro.

Nel dettaglio sono stati rinvenuti farmaci contenenti principi attivi dopanti quali: anabolizzanti, ormoni della crescita e diuretici, alcuni di essi di provenienza estera non commercializzati in Italia.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Vandali danneggiano la scuola primaria “Don Milani” di Lases

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E’ stato un lunedì da dimenticare per personale e scolari della scuola primaria “don Milani” di Lases che, all’arrivo per la ripresa delle lezioni, hanno dovuto fare i conti con i danni fatti da alcuni vandali.

Sull’episodio stanno indagando i carabinieri della compagnia di Cavalese, ma si hanno pochi dubbi sul fatto che siano stati dei ragazzi.

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Ieri mattina docente e personale hanno trovato una delle porte forzate, e scritte sulle lavagne e sui muri con slogan volgari e bestemmie.

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Dopo aver allertato la dirigente scolastica e le forze dell’ordine, quest’ultimi hanno fotografato il tutto, e le scritte sono state prontamente rimosse per permettere il regolare svolgimento delle lezioni.

Dopo aver perlustrato tutti i locali, si è notato che dall’aula di informatica sono spariti due computer.

Il paese è sconcertato per l’accaduto. Il sindaco Roberto Dalmonego ha spiegato come mai in passato si fossero verificati episodi del genere. La realizzazione di un impianto di videosorveglianza è in programma nei prossimi mesi.

Il caso in Trentino non è comunque isolato.

Solo alcuni giorni a infatti nelle scuole di Tenno  sono stati individuati 11 ragazzini colpevoli di aver provocato  gravi atti vandalici alla palestra.

La questione per fortuna non è arrivata sul tavolo delle forze dell’ordine perché i colpevoli hanno ammesso le proprie colpe in modo volontario al preside della scuola.

I ragazzi, hanno ripagato i danni alla scuola e per tutta l’estate ogni settimana a turno puliranno i vicoli di Frapporta, in particolare la via che dall’arco a sesto acuto, accesso del borgo, raggiunge la chiesa di San Lorenzo, il capolavoro romanico tennese.

 

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