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Italia ed estero

Elezioni Sardegna, nuovo tracollo del movimento cinque stelle

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Nei primi exit poll dopo l’inizio dello scrutinio cominciato nei 1.840 seggi alle 7 di stamane, il centro destra è avanti, seppur di poco.

Salta agli occhi, però, lo spettacolare risultato di Massimo Zedda, il candidato di centrosinistra, sindaco uscente di Cagliari, che avrebbe incassato un voto personale che oscilla tra il 35 e il 39%.

Grazie al voto disgiunto, Zedda ha ottenuto molto più delle liste che lo appoggiano.

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Di contro, non ha funzionato granché l’uomo del centrodestra, Christian Solinas, del Partito sardo d’azione, catapultato al rango di candidato Governatore per designazione di Matteo Salvini, che però è in vantaggio con una forbice di circa un 3%.

Gli exit-poll per lui indicano un range tra il 36,5 e il 40,5%. E quindi è testa a testa. Un pugno di voti stabilirà chi vince.

In caduta libera, invece, è il M5S: il suo candidato, Francesco Desogus, arranca tra il 13,5 e il 17,5% di preferenze.

È la prima volta che i grillini si presentano alle Amministrative in Sardegna, e quindi possono vantare per la prima volta l’ingresso in Consiglio regionale, ma è una magra consolazione

Resta lontanissimo il risultato eccezionale del 4 marzo scorso, quando i grillini alle Politiche avevano ottenuto uno strabiliante 42%.

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Italia ed estero

40 minuti di terrore sul bus, il racconto degli studenti

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40 minuti di panico, paura, vero e proprio terrore.

32 chilometri su un autobus guidato da un folle.

Un uomo di 47 anni, Ousseynou Sy, (foto) senegalese ma naturalizzato italiano dal 2014 e condannato per violenza sessuale, abusi sessuali su minori e guida in stato di ebrezza.

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E’ stato un pomeriggio infernale quello vissuto dai 51 giovanissimi studenti delle scuole medie che, a San Donato milanese, hanno avuto la sfortuna di trovarsi sul bus guidato da Ousseynou Sy, il 47enne di origine senegalese (ma cittadino italiano dal 2004) che, dopo aver sequestrato il mezzo e averlo cosparso di benzina, gli ha dato fuoco dopo aver a più riprese minacciato i bambini e chi li accompagnava, avvertendoli che loro, da quel pullman, non sarebbero mai scesi.

A risolvere la terribile situazione ci hanno pensato i carabinieri che, allertati da tre degli studenti che erano riusciti a tenere con sé i propri cellulari, hanno bloccato la corsa del bus e fatto evacuare i suoi occupanti mentre le fiamme iniziavano a divampare, evitando una possibile strage.

Momenti di spavento per i bambini, costretti a guardare negli occhi la follia umana, reagendo però con grande coraggio e raccontando in seguito la loro esperienza ai cronisti che li hanno avvicinati: “Ho avuto tantissima paura – ha raccontato all’Ansa uno dei bambini – e ho capito che eravamo salvi quando abbiamo visto i carabinieri e ho detto: ‘che bello'”.

Particolarmente commovente il grido di uno dei ragazzini, che mentre scappava terrorizzato dall’autobus in fiamme, ha gridato  un «Ti amo» disperato, urlato forse ad una compagna di classe oppure ai propri genitori.

Un urlo straziante e pieno di terrore da parte di chi è consapevole che potrebbe morire dopo alcuni secondi.

Alla fine tutti salvi, grazie al tempestivo intervento dei carabinieri ma anche per il coraggio dei loro compagni che, nonostante il terrore del momento e i polsi legati, sono riusciti a chiamare i soccorsi: “Eravamo tutti molto spaventati – ha raccontato a Repubblica – perché l’autista ha vuotato le taniche di benzina per terra, ci ha legato tutti e ha sequestrato i telefoni in modo che non chiamassimo la polizia. Uno dei telefoni, di un mio compagno, è caduto a terra. Allora mi sono tolto le ‘manette’, facendomi anche un po’ male, sono andato a raccoglierlo e abbiamo chiamato i carabinieri e la polizia”.

Un gesto estremamente coraggioso in un frangente in cui a regnare sovrani erano il panico e la paura: “Ci minacciava – ha raccontato un’altra bambina ai cronisti dell’Ansa -, ci diceva parolacce, diceva che se ci muovevamo versava la benzina e accendeva il fuoco continuava a dire che le persone in Africa muoiono ed è colpa di Di Maio e Salvini. Ero molto spaventata, piangevo”.

Anche un altro bambino, Adam, è riuscito a utilizzare il telefono, chiamando i suoi genitori: “Ho telefonato alla polizia e ai miei genitori – ha raccontato al Corriere della Sera -. Tre volte. Perché le prime due volte ho dovuto mettere giù perché sembrava che l’autista mi avesse scoperto. Ho spiegato a mia madre cosa stava succedendo e che quello voleva ucciderci tutti cospargendoci di carburante… Ma all’inizio non ci credeva, perché in effetti io faccio spesso degli scherzi e poi attorno a me tutti gridavano e parlavano ad alta voce e non si capiva bene“.

Racconta anche altri dettagli lo studente, dalle tre soste effettuate dall’autista “per controllare cosa stessimo facendo” all’ordine di “appendere alle finestre delle coperte, che erano già bagnate di benzina”, così da impedire qualsiasi comunicazione con l’esterno.

Di sicuro, la versione concorde dei ragazzi è che si sia trattato del “giorno più brutto” della loro vita: “Ho avuto paura di morire”, “Ci ha legato le mani e ha minacciato di appiccare il fuoco”, “Ci diceva che dovevamo morire tutti come erano morte le sue tre figlie in mare”,Sembrava non finisse più“.

Testimonianze drammatiche, quasi tutte sullo stesso tenore quelle dei piccoli occupanti del bus. Alcuni di loro sono saltati giù quando ancora il mezzo era in movimento e un principio di incendio aveva iniziato a svilupparsi sulle lamiere esterne. Scene che, forse, potrebbero aver visto in qualche fantasioso film d’azione ma che, loro malgrado, sono stati costretti a vivere sulla loro pelle. E, con la spontaneità di un bambino, è lo stesso Adam a concludere la sua testimonianza al Corriere spiegando che, certamente, “ stato il giorno più brutto della mia vita. Però anche utile perché noi ci siamo aiutati e abbiamo imparato come si fa a difendersi. E anche a salvarsi”.

Ad abbracciarli, una volta in salvo, c’erano i loro genitori:“Supereranno questo spavento prima loro di noi, forse“, ha detto un papà.

L’autista, da 15 anni impiegato presso la società in possesso del mezzo che stava guidando, è ora in arresto, accusato di sequestro di persona e strage con l’aggravante della finalità terroristica anche se, spiegano gli inquirenti, il suo gesto “non è inquadrabile in un contesto radicalizzato nè di stragismo islamico: sembra piuttosto un lupo solitario, sembra non aver fatto alcuna riflessione di legarsi all’Isis”.

Di sicuro, il suo è stato un atto che, secondo gli investigatori, è stato “premeditato: voleva che tutti sapessero e voleva sollevare la questione della strage dei migranti nel Mediterraneo”.

Per farlo, però, ha deciso di sconvolgere 51 innocenti, colpevoli solo di trovarsi sul suo bus che, nelle sue intenzioni, doveva diventare strumento di terrore.

CHI È OUSSEYNOU SY? – Nato in Francia da genitori senegalesi, cittadino italiano dal 2004 dopo aver sposato una bresciana dal quale era separato, a Ousseynou Sy, detto Paolo, 47 anni, l’autista dello scuolabus della tentata strage di San Donato (Milano), nel 2007 era stata sospesa la patente per eccessivo consumo di alcolici.

Nel 2018 la condanna a un anno e mezzo per violenza sessuale, pena sospesa.

Sy da 15 anni era dipendente della società di trasporto Autoguidovie di Crema (Cremona).

Un “gran lavoratore, nessun segno di squilibrio” per i colleghi, anche se la separazione e l’allontanamento dai due figli (18 e 13 anni) lo avrebbero segnato. “Diceva di aver perso tre bimbe in mare e che dovevamo morire anche noi, bruciati”, il racconto ai carabinieri degli studenti tratti in salvo da quel folle piano. Ma in realtà non aveva perso nessuno in mare.

Non vedeva i figli da anni, secondo le prime indiscrezioni; “li frequentava di tanto in tanto”, raccontano i vicini. Il parroco, don Vittore Bariselli, a La Stampa rivela che “i ragazzi hanno tanto sofferto per la separazione; il padre non si era più vivo con loro”. Quanto all’ex moglie italiana “anche lei da anni non aveva più rapporti con l’ex marito, era stata una separazione difficile”, continua il sacerdote.

Oggi nel milanese, un senegalese con precedenti per violenza sessuale e guida in stato di ebbrezza ha sequestrato una scolaresca di 51 bambini, tentato di forzare un blocco della polizia allertata da un alunno, poi ha dato fuoco al mezzo. Più fonti riferiscono che non è stato il delinquente aizzato dalla propaganda dei sinistri (voleva "vendicare i morti nel Mediterraneo") a far scendere i ragazzi ma i carabinieri, come è evidente anche da questo video dove non mi sembra che il delinquente fosse intenzionato a lasciarli andare. Immaginate cosa sarebbe successo se 51 bambini fossero morti carbonizzati per vendicare "i morti nel Mediterraneo" di cui delira la Sinistra. Questi a forza di fare gli anti-razzisti provocheranno i pogrom in Italia. Andrebbero fermati subito. I sinistri, non solo i deliquenti d'importazione.

Gepostet von Sherif El Sebaie am Mittwoch, 20. März 2019

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Italia ed estero

Attentato pullman, Ousseynou Sy accusato anche di Terrorismo. Emergono particolari inquietanti

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Sequestro di persona, strage, incendio, resistenza  con l’aggravante del terrorismo.

Sono queste le accuse mosse al 47enne di origini senegalesi, Ousseynou Sy, che nel pomeriggio di oggi ha tentato di dar fuoco all’autobus che guidava con a bordo 51 ragazzini delle medie.

Il suo obiettivo era però di raggiungere l’aeroporto di Linate per compiere una strage con l’autobus dopo aver ucciso tutti i ragazzini.

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Nelle ultime ore stanno emergendo particolari agghiaccianti sull’episodio folle che poteva trasformarsi in una vera e propria strage di innocenti.

Il grande grazie va ai carabinieri che grazie al loro comportamento hanno salvato le vite dei ragazzini e bloccato l’attentatore. Sono loro i veri eroi della giornata.

L’uomo aveva precedenti penali per violenza sessuale e per guida in stato di ebrezza.

Ma potrebbe esserci anche dell’altro, infatti nelle ultime ore alcune testate parlano anche di condanne per abusi sessuali su minori. Come potesse essere alla guida di quel pullman un autista con questi precedenti è un mistero.

Il senegalese ha ammesso di aver agito con premeditazione per protestare contro le politiche di accoglienza del governo italiano.

Da qui anche l’accusa di terrorismo.

I datori di lavoro del senegalese, vissuto molti anni in Francia e dal 2004 cittadino italiano, hanno dichiarato di non aver saputo nulla dei suoi precedenti penali.

Ai ragazzini aveva urlato: “Non si salverà nessuno”. Per poi aggiungere: “Voglio farla finita, vanno fermate le morti nel Mediterraneo, colpa di Salvini e Di Maio”.

Per i poveri ragazzi sono stati 40 minuti di terrore.

Insomma, a forze di inventarsi che nel Mediterraneo ci sono i morti, va a finire che qualcuno ci crede sul serio e finisce come oggi. Il messaggio è per i buonisti della sinistra che continuano a mentire spudoratamente non riconoscendo il grande lavoro del ministro dell’interno Salvini che grazie al blocco degli sbarchi ha messo fine a migliaia di morti in mare.

A bordo dell’autobus c’erano 51 ragazzini della scuola media Vailati di Crema (nel Cremonese) con le loro insegnanti.

Ventidue bambini e un adulto sono stati trasferiti negli ospedali della zona. Un ragazzino e un adulto sono in codice giallo, gli altri in codice verde. L’autore del gesto è invece stato trasportato con i carabinieri a San Donato. Tutti gli altri bambini sono stati visitati sul posto in attesa dei genitori.

L’uomo ha guidato per 32 chilometri tenendo sotto sequestro tutte le persone sul pullman e legando alcuni bambini con delle fascette.

A dare l’allarme e a far scattare l’intervento dei carabinieri è stato uno dei ragazzini a bordo. Secondo quanto è stato finora ricostruito, il 47enne era alla guida del bus che doveva riportare i ragazzini a scuola, dopo un’attività sportiva all’aperto. Ad un certo punto l’uomo avrebbe cambiato percorso e, rivolgendosi agli studenti con in mano un coltello, avrebbe detto: “Andiamo a Linate, qui non scende più nessuno”. Il senegalese aveva sequestrato tutti i cellulari dei ragazzi.

Ma ne aveva perso uno. Uno degli studenti a bordo, con coraggio e prontezza lo ha raccolto e ha chiamato con il cellulare i genitori che, a loro volta, hanno avvisato i carabinieri.

Immediatamente sono scattati diversi posti di blocco, mentre le pattuglie hanno raggiunto il mezzo.

L’autista a quel punto ha forzato uno sbarramento dei carabinieri, speronando le auto, ma ha perso il controllo del mezzo che è finito contro il guardrail. Solo allora Sy ha cosparso il mezzo di benzina e ha dato fuoco con un’accendino mentre i bambini erano ancora a bordo, ma i militari sono riusciti a mettere in salvo studenti e professori entrando dalla porta posteriore e rompendo i finestrini.

Nel video l’autobus che dopo aver speronato una macchina dei carabinieri si blocca. Dopo pochi minuti prenderà fuoco. 

Oggi nel milanese, un senegalese con precedenti per violenza sessuale e guida in stato di ebbrezza ha sequestrato una scolaresca di 51 bambini, tentato di forzare un blocco della polizia allertata da un alunno, poi ha dato fuoco al mezzo. Più fonti riferiscono che non è stato il delinquente aizzato dalla propaganda dei sinistri (voleva "vendicare i morti nel Mediterraneo") a far scendere i ragazzi ma i carabinieri, come è evidente anche da questo video dove non mi sembra che il delinquente fosse intenzionato a lasciarli andare. Immaginate cosa sarebbe successo se 51 bambini fossero morti carbonizzati per vendicare "i morti nel Mediterraneo" di cui delira la Sinistra. Questi a forza di fare gli anti-razzisti provocheranno i pogrom in Italia. Andrebbero fermati subito. I sinistri, non solo i deliquenti d'importazione.

Gepostet von Sherif El Sebaie am Mittwoch, 20. März 2019

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Italia ed estero

Senegalese sequestra autobus con 51 bambini a bordo e lo incendia: arrestato

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Un 47enne di origini senegalesi, Ousseynou Sy, è stato arrestato dopo aver sequestrato un autobus che guidava carico di studenti per poi dar fuoco al mezzo.

E’ successo a San Donato, alle porte di Milano.

È un vero miracolo che l’episodio non abbia portato ad una strage.

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L’uomo, italiano dal 2004 e con precedenti per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale, aveva minacciato di uccidersi: “Voglio farla finita, vanno fermate le morti nel Mediterraneo“.

A bordo dell’autobus c’erano 51 ragazzini della scuola media Vailati di Crema (nel Cremonese) con le loro insegnanti.

Ventidue bambini e un adulto sono stati trasferiti negli ospedali della zona.

Un ragazzino e un adulto sono in codice giallo, gli altri in codice verde. L’autore del gesto è invece stato trasportato con i carabinieri a San Donato.

Tutti gli altri bambini sono stati visitati sul posto e poi trasferiti nella palestra dell‘istituto Margherita Hack di San Donato, in attesa dei genitori.

A dare l’allarme e a far scattare l’intervento dei carabinieri è stato uno dei ragazzini a bordo.

Secondo quanto è stato finora ricostruito, il 47enne era alla guida del bus che doveva riportare i ragazzini a scuola, dopo un’attività sportiva all’aperto.

Ad un certo punto l’uomo avrebbe cambiato percorso e, rivolgendosi agli studenti con in mano un coltello, avrebbe detto: “Andiamo a Linate, qui non scende più nessuno”.

Uno degli studenti a bordo ha però chiamato con il cellulare i genitori che, a loro volta, hanno avvisato i carabinieri.

Immediatamente sono scattati diversi posti di blocco, mentre le pattuglie hanno raggiunto il mezzo.

L’autista a quel punto ha forzato uno sbarramento dei carabinieri, speronando le auto, ma ha perso il controllo del mezzo che è finito contro il guardrail.

Solo allora Sy ha cosparso il mezzo di benzina e ha dato fuoco con un’accendino, ma i militari sono riusciti a mettere in salvo studenti e professori entrando dalla porta posteriore e rompendo i finestrini.

Oggi nel minalese, un senegalese con precedenti per violenza sessuale e guida in stato di ebbrezza ha sequestrato una scolaresca di 51 bambini, tentato di forzare un blocco della polizia allertata da un alunno, poi ha dato fuoco al mezzo. Più fonti riferiscono che non è stato il delinquente aizzato dalla propaganda dei sinistri (voleva "vendicare i morti nel Mediterraneo") a far scendere i ragazzi ma i carabinieri, come è evidente anche da questo video dove non mi sembra che il delinquente fosse intenzionato a lasciarli andare. Immaginate cosa sarebbe successo se 51 bambini fossero morti carbonizzati per vendicare "i morti nel Mediterraneo" di cui delira la Sinistra. Questi a forza di fare gli anti-razzisti provocheranno i pogrom in Italia. Andrebbero fermati subito. I sinistri, non solo i deliquenti d'importazione.

Gepostet von Sherif El Sebaie am Mittwoch, 20. März 2019

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