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Italia ed estero

Elezioni Sardegna, nuovo tracollo del movimento cinque stelle

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Nei primi exit poll dopo l’inizio dello scrutinio cominciato nei 1.840 seggi alle 7 di stamane, il centro destra è avanti, seppur di poco.

Salta agli occhi, però, lo spettacolare risultato di Massimo Zedda, il candidato di centrosinistra, sindaco uscente di Cagliari, che avrebbe incassato un voto personale che oscilla tra il 35 e il 39%.

Grazie al voto disgiunto, Zedda ha ottenuto molto più delle liste che lo appoggiano.

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Di contro, non ha funzionato granché l’uomo del centrodestra, Christian Solinas, del Partito sardo d’azione, catapultato al rango di candidato Governatore per designazione di Matteo Salvini, che però è in vantaggio con una forbice di circa un 3%.

Gli exit-poll per lui indicano un range tra il 36,5 e il 40,5%. E quindi è testa a testa. Un pugno di voti stabilirà chi vince.

In caduta libera, invece, è il M5S: il suo candidato, Francesco Desogus, arranca tra il 13,5 e il 17,5% di preferenze.

È la prima volta che i grillini si presentano alle Amministrative in Sardegna, e quindi possono vantare per la prima volta l’ingresso in Consiglio regionale, ma è una magra consolazione

Resta lontanissimo il risultato eccezionale del 4 marzo scorso, quando i grillini alle Politiche avevano ottenuto uno strabiliante 42%.

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Italia ed estero

George Soros dona 200 mila euro ad Emma Bonino di + Europa

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+ Europa: se c’è qualche illuso che ancora crede nella qualità dell’idea europea di Emma Bonino, meglio che guardi in faccia alla realtà: Soros finanzia l’ennesimo travestimento politico di quanto è rimasto del movimento dei Radicali.

La conferma arriva direttamente dal sito del microcosmo del partito della Bonino che riporta la notizia che tra il 22 ed il 30 gennaio scorsi George Soros e la moglie Tamiko Bolton hanno versato nelle casse del mini partito 99,789 euro a testa.

Curioso il fatto che nello stesso periodo sia partita la questua popolare ormai ciclica, per reperire fondi per mantenere in vita Radio Radicale della quale secondo la Bonino il mondo dell’informazione, non ne potrebbe fare a meno.

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Che nelle casse radicali siano entrati i soldi di Soros speculatore finanziario e burattinaio dei flussi migratori in partenza dall’Africa anche con lo scopo di portare in dote al capitalismo europeo, manovalanza a basso costo attraverso la sostituzione etnica, è cosa che farà rigirare nella tomba Marco Pannella.

Un Marco Pannella paladino della libertà a prescindere, di tante battaglie per i diritti civili, sempre schierato a favore dei più deboli – esattamente il contrario dei principi di Soros – che dopo averli conosciuti, si è allontanato a passi svelti dalla Bonino che in breve tempo ha dimostrato la sua vera natura.

Soros attraverso le sue finanziarie, le ong a sua immagine e somiglianza finisce per essere l’interessato mecenate di tutta la sinistra italiana.

Sul finanziamento di Soros a +Europa è significativo quanto affermato dal filosofo di sinistra Diego Fusaro che ha detto: “ Soros rappresenta l’apice del padronato capitalista e la Bonino il suo ideale cavallo da corsa”.

La Bonino abbozza ad una smentita a quanto pubblicato dal sito internet del suo stesso partito parlando di leggenda, ma confermando anche un rapporto amichevole e molto collaborativo iniziato con Soros ancora nel 1989.

E riconosce anche che è “ tutto chiaro e trasparente e pubblicato sui bilanci”.

Ma se Soros elargisce 200 mila euro ad un partito che riesce a raddoppiare i propri votanti guardandosi nello specchio, quanto può aver  disinteressamente” versato nelle casse di altri partiti, associazioni, ong e quant’altro funzionale ai suoi progetti?

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Italia ed estero

In oltre centomila a Milano per Matteo Salvini: «Estremista è chi guida lʼEuropa»

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Erano in migliaia i simpatizzanti di Matteo Salvini in piazza Duomo a Milano nel pomeriggio.

In piazza Duomo, i sostenitori del Movimento sono arrivati da tutta Italia a bordo dei circa 250 pullman (oltre a un aereo dalla Sardegna) per ascoltare gli interventi degli undici leader europei ‘sovranisti’ che condividono il progetto di Matteo Salvini.

In Pullman a Milano sono arrivati anche numerosi sostenitori Trentini partiti di buon’ora stamane dal capoluogo. (foto sotto)

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Presenti oltre ai tanti militanti e sostenitori, il Presidente Fugatti, i Consiglieri Provinciali e Comunali e il Segretario della Lega Salvini Trentino Mirko Bisesti che si è detto particolarmente soddisfatto dell’esito della manifestazione che ha visto, ancora una volta, il Trentino protagonista per ciò che riguarda un evento così importante e che segnerà, il 26 maggio, un cambiamento fondamentale per quanto riguarda l’Europa. «Le parole che ha pronunciato oggi il Ministro Salvini”  afferma il Segretario Bisesti “devono essere scolpite nei nostri cuori, anche perché siamo in una situazione in cui la Lega – mai come ora – viene attaccata perché sta portando un effettivo cambiamento nel nostro Paese. Il cambiamento fa paura perché è un cambiamento che spaventa coloro che vogliono un sistema statico e che non tiene conto dei bisogni delle persone e del popolo»

E’ stato rimosso dalle forze dell’ordine lo striscione con la scritta “Restiamo umani” che era stato srotolato in piazza Duomo a Milano durante il comizio dei sovranisti.

Dal palco gli interventi, tra gli altri, dell’olandese Geert Wilders, e del tedesco portavoce di AfD, Jeorg Meuthen.

Chiusura affidata alla francese Marine Le Pen, e poi Salvini, per la prima volta insieme a un comizio.

Dietro di loro enormi cartelloni grandi cartelloni con scritto: «Stop Burocrati Banchieri Buonisti Barconi» e «L’italia rialza la testa» e «Prima l’Italia»

Nel corteo, partito da Porta Venezia e diretto a piazza del Duomo si è notato uno striscione retto dagli amministratori locali leghisti che recita “Salvini ministro dei sindaci”.

Subito dopo c’è il tema forte dell’iniziativa e il collante tra i vari soggetti europei presenti, ovvero “Porti chiusi”.

Tante le bandiere azzurre con tricolore e la scritta “Prima l’Italia” che sventolano vicino alla cattedrale assieme ai tradizionali vessilli della Lega e alle bandiere italiane.

Sul palco alla fine del discorso del ministro dell’interno anche i tre governatori della lega di Trentino, Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia,  Maurizio Fugatti, Attilio Fontana, Luca Zaia e  Massimiliano Fedriga. «Fate un applauso a questi eroi che ogni giorno combattono. Questa è l’anima della Lega» – ha detto Salvini

Nella piazza anche bandiere francesi e diversi militanti che hanno indossato la t- shirt con l’effige del ministro dell’Interno.

«Qui non c’è l’ultradestra ma la politica del buonsenso: gli estremisti sono quelli che hanno governato l’Europa per venti anni» – ha esordito Matteo Salvini

«Qua c’è l’Europa originaria di cui parlava uno dei più grandi uomini della storia dell’umanità: San Giovanni Paolo secondo che nacque il 18 maggio, che parlava di vocazione dell’Europa della solidarietà, dall’Atlantico agli Urali, di nazioni, di popoli, di unità nelle differenze e non parlava della Turchia in Europa. Parlava di orgoglio», ha affermato il segretario della Lega.

Che poi ha aggiunto: «In questa piazza non ci sono estremisti, razzisti o fascisti. La differenza è tra chi guarda avanti e parla di futuro e di lavoro e chi parla di passato perché non ha un’idea di futuro. Lasciamo volentieri agli altri le paure e i fantasmi del passato. Qua c’è la politica del buonsenso, gli estremisti sono quelli che hanno governato l’Europa per 20 anni nel nome della precarietà. Noi insieme stiamo costruendo il futuro, qua non c’è l’ultradestra ma la politica del buonsenso. Più mi dicono rallenta più vado avanti per difendere il mio Paese e la vita di un intero Continente, un’Europa di cui parlava Benedetto XVI. Hanno negato le radici giudaico-cristiane e chi nega le sue radici non costruisce nessun futuro, altrimenti rischieremmo di aprire le porte a quell’Eurabia di cui parlava Oriana Fallaci, una madre dell’Europa. Non possiamo accogliere il diverso se dimentichiamo chi siamo. Una religione che dice che la donna vale meno di un uomo non potrà mai essere padrona in casa mia».

«Con l’azione di governo ho dato risposte con fatti, non con parole. Lo dico anche a Papa Francesco, che oggi ha detto ‘bisogna ridurre i morti nel Mediterraneo’: il governo sta azzerando i morti nel Mediterraneo, con orgoglio e spirito cristiano”.

«Al referendum del 26 maggio non prendo venti impegni, ne prendo uno: cambiare l’Europa da cima a fondo ma se date alla Lega il primo posto in Italia e in Europa non mollerò finché ciascuno in Italia non pagherà il 15% di tasse. Non una lira di più. Non solo non una tassa di più ma dateci forza e il coraggio per abbassarle. Perché volere è potere».

Salvini verso la chiusura del suo intervento ha chiesto alla sua piazza di far diventare la Lega «Dal primo partito italiano a primo partito europeo“: «Così porteremo i presidi dei confini nazionali in Europa e qua non entrerà più nessuno senza permesso».

«Viviamo un momento storico e voi potrete dire ai nipoti «io c’ero». Un momento che aspettavamo da tanto tempo e che finalmente si realizza sotto il cielo d’Italia. Il momento in cui uniti daremo a tutta Europa il segnale della resistenza, della speranza e della riconquista». Ha detto Marine Le Pen, leader del Rassemblement National (Rn), a Milano. «Non vogliamo più – aggiunge – questa oligarchia senza cuore che ci dirige. Non vogliamo più questa Ue che fa soffiare i nefasti venti della globalizzazione selvaggia».

GEERT WILDERS (Olanda) – «Dobbiamo difendere i nostri stati nazionali, richiedere più sovranità nazionale e assumerci la responsabilità per i nostri Paesi. Basta diktat dal superstato dell’Ue: basta immigrazione, basta Islam». Lo dice Geert Wilders, leader del partito olandese Pvv dal palco di Milano. «Dobbiamo fermare l’immigrazione, fermare l’islamizzazione. Ancora una volta: basta Islam. Salvini ha già cambiato la politica italiana ed è un esempio per tutti noi. Basta barconi con immigrati illegali», aggiunge.

GEORG MAYER (Austria) – «Vogliamo avere un’unica cultura europea o mantenerle diverse? L’Italia ha già fatto qualcosa di incredibile, Salvini difende anche l’Europa se previene l’arrivo dei barconi. Qui a Milano ci sono i politici che possono cambiare l’Europa. Difendiamo le diverse culture e la multiculturalità. Serve un’Europa che combatta per la libertà e per la democrazia, siamo riformatori, non distruttori dell’Europa. E siamo il futuro. Difendiamo la democrazia e rispettiamo i nostri concittadini se capiamo i bisogni delle persone».

Lo ha detto l’austriaco del Fpoe Georg Mayer – che ha sostituito Harald Vilimski per la crisi politica a Vienna – dal palco di Milano, parlando in tedesco, tranne quando ha detto «Grazie Matteo, bravissimo Matteo» in italiano rivolto a Salvini.

ANDRES VISTISEN (Danimarca) – «È ora di seguire leadership di Salvini e di lasciare questa assurda politica migratoria». Lo ha detto Andres Vistisen, danese, membro del parlamento europeo, appartenente al Folkeparti. «Abbiamo bisogno di confini forti e di mandare indietro i migranti, non di integrarli. Le nazioni devono avere la serenità di fare quanto è necessario. Grazie a Matteo Salvini – ha aggiunto- per aver riportato un pò di buonsenso in Europa, per aiutarci ad eliminare finalmente macron e junker e tutti questi altri leader europei. Insieme – conclude- possiamo farcela».

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Italia ed estero

Morti piazza S.Carlo: condannati a dieci anni i marocchini della «banda Spray»

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Quattro condanne a poco più di 10 anni di carcere per omicidio preterintenzionale sono state inflitte ai giovanissimi marocchini accusati di avere scatenato il panico in piazza San Carlo a Torino la sera del 3 giugno 2017, spruzzando spray urticante tra la folla a scopo di rapina durante la proiezione della finale di Champions League Juventus-Real Madrid.

In piazza ci furono 1.672 feriti e, in seguito, morirono due donne per le lesioni riportate.

Al termine del rito abbreviato, il gup ha inflitto 10 anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione a Sohaib Bouimadaghen (soprannominato “Budino”), a Hamza Belghazi e a Mohammed Machmachi, di 21, 20 e 21 anni; per Aymene El Sahibi, 22 anni, considerato autore di un minor numero di furti, la pena è di 10 anni, 3 mesi e 24 giorni. A perdere la vita furono Erika Pioletti, di Domodossola, e la torinese Marisa Amato.

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