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Trento

Al Liceo “Galileo Galilei” di Trento ci si prepara allo studio universitario in medicina

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Tra i test di ingresso alle facoltà universitarie uno particolarmente selettivo è quello per Medicina.

Lo sanno bene molti studenti che si sono confrontati con questa prova.

D’altra parte le professioni sanitarie assicurano ancora possibilità di accesso al lavoro e soddisfazioni dal punto di vista della carriera.

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E’ partendo da questo quadro che oggi, presso il palazzo della Provincia autonoma di Trento, è stato firmato un protocollo d’intesa per realizzare, presso il Liceo scientificoGalileo Galilei” di Trento, il progetto “Curvatura biomedica”, che ha lo scopo, attraverso lezioni aggiuntive facoltative in aula e in azienda, di far conoscere agli studenti la professione medica e di aiutare nella formazione quelli di loro che decidessero di provare il test di ammissione alla facoltà di Medicina.

Il protocollo, oltre all’istituto scolastico, impegna la Provincia autonoma di Trento, l’Azienda provinciale per i servizi sanitari e l’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri. “E’un esempio – ha sottolineato il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti – di un sistema trentino che collabora e fa squadra in un ambito che ha notevoli ricadute in termini di qualità dei servizi erogati ai cittadini. E’ un’iniziativa rilevante sia dal funto di vista formativo che di orientamento”.

La dirigente scolastica Tiziana Gulli ha illustrato i contenuti del progetto, che è già iniziato e coinvolge una trentina di studenti.

A partire da questo anno scolastico, presso il Liceo “Galileo Galilei” di Trento, si realizza quindi un percorso integrativo dei curricula del liceo scientifico e del liceo scientifico opzione scienze applicate di potenziamento e orientamento.

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La durata del percorso di studio è triennale, con un totale di 150 ore di lezione, a partire dal terzo anno di corso.

Dal prossimo anno scolastico si valuterà l’opportunità di estendere questa opportunità ad altre istituzioni scolastiche del territorio che ne facciano richiesta. “Il corso di studi in medicina – ha evidenziato il presidente dell’Ordine Marco Ioppi – è particolarmente impegnativo. E’ importante quindi spiegare ai giovani a cosa vanno incontro se scelgono questa strada”.

“L’Azienda provinciale per i servizi sanitari – ha aggiunto il suo direttore generale Paolo Bordon – partecipa volentieri ad un’iniziativa che aiuta a preparare i ragazzi ad una selezione molto severa, facendo anche vedere loro che opportunità esistono per i medici, anche all’interno della struttura”.

Delle 50 ore annuali previste dal corso, 40 si svolgono presso i laboratori del liceo e 10 ore presso le strutture sanitarie.

Le 40 ore da svolgere presso il liceo Galilei sono suddivise in 20 ore tenute dai docenti di scienze e 20 ore tenute da esperti medici individuati dall’ordine provinciale.

Il progetto è stato organizzato sulla scorta dei lusinghieri risultati ottenuti da analoghe esperienze presso altri istituti scolastici in ambito nazionale.

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Trento

Scontro auto – bici in via Romagnosi, 39 enne finisce al santa Chiara

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Investimento poco dopo le 14.00 in via Romagnosi a Trento prima dell’incrocio con via Petrarca

Ad essere coinvolti un’autovettura e una bicicletta finita per aria nello scontro.

Sul posto è arrivata la polizia locale che grazie ai rilievi dovrà capire la dinamica e le eventuali responsabilità.

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Il ciclista, un 39 enne, è finito sul parabrezza, che è andato in mille pezzi, per poi ruzzolare a terra.

Allertato il numero unico di emergenza 112, ha inviato un’ambulanza che ha trasportato il ciclista all’ospedale di santa Chiara in codice giallo.

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Trento

Via della Cervara: illuminazione a Led non sufficiente

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Le proteste, corredate da alcune foto, arrivano da alcuni residenti della via del capoluogo e segnalano un piccolo paradosso.

L’amministrazione comunale da poco tempo in via della Cervara è stata cambiata recentemente l’illuminazione pubblica.

Sulla via è stata installata una nuova tipologia di luce a Led, che in teoria garantisce maggior risparmio, ma forse in questo caso anche troppo.

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Come si può vedere infatti nell’immagine, la fermata dell’autobus, il marciapiede, e il relativo parcheggio auto sono scarsamente illuminati anzi in verità appaiono al buio.

I cittadini della via hanno ritenuto opportuno evidenziare tale problema nella speranza che l’amministrazione lo risolva visto che potrebbe anche aggravarsi maggiormente visto l’arrivo dell’inverno. 

L’illuminazione scadente potrebbe stimolare scippi o rapine o far inciampare qualche anziano.

Ma questo problema non riguarda solo via delle Cervara. 

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In tal senso il consigliere provinciale Claudio Cia 7 mesi fa aveva lanciato un’interessante proposta per illuminare maggiormente la zona che comprende le mura del Castello del Buonconsiglio.

Molte città hanno creato un’identità unica lavorando sull’illuminazione dei punti di riferimento cittadini, in un’ottica di promozione turistica ma anche di stimolo per l’orgoglio degli abitanti, creando un’atmosfera invitante e più sicura.

Da qui la proposta di Claudio Cia: un piano di riqualificazione del Castello del Buonconsiglio mediante una nuova illuminazione esterna della cinta muraria e degli edifici interni, con sorgenti luminose efficienti a led, che ne esalti la complessità e i dettagli architettonici, con l’obiettivo di valorizzare e di restituire alla piena fruizione notturna questa imponente struttura del patrimonio provinciale.

Un’illuminazione quindi che esalti la bellezza della cinta muraria, degli edifici interni e delle vie adiacenti in armonia con il contesto urbano.

La segnalazione è arrivata al numero whatsApp della redazione (3922640625)

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Trento

Contro la violenza sulle donne: gruppo di lavoro ieri in Questura

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Ieri l’assessore Stefania Segnana ha partecipato in Questura ad un incontro del Gruppo interdisciplinare per la prevenzione e il contrasto delle situazioni di violenza sulle donne, costituito con una deliberazione di Giunta provinciale del 2015 e coordinato dalla Polizia di Stato.

Una partecipazione che avviene all’indomani dell’ultimo recente femminicidio avvenuto a Nago nei giorni scorsi e ai funerali a cui ha partecipato l’assessore Segnana in qualità di referente delle pari opportunità provinciali.

Il Gruppo è costituito da rappresentanti di agenzie pubbliche (Polizia, Carabinieri, Polizia Locale, Commissariato del Governo, Azienda provinciale per i servizi sanitari, Provincia, Servizi sociali territoriali) e del Terzo settore (casa rifugio, che garantisce una riposta al bisogno h24)

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Il suo compito consiste nell’esaminare i casi di violenza domestica ad alto rischio posti all’attenzione del Questore, relativamente ai procedimenti di ammonimento, con il fine di individuare tramite una metodologa di lavoro integrato e multidisciplinare che prevede anche il coinvolgimento attivo delle vittime, risposte concrete al bisogno di protezione.

La presenza dell’assessore ai lavori del gruppo testimonia un’attenzione forte agli strumenti utili per contrastare la violenza sulle donne, che vedono la Provincia protagonista nel promuovere politiche attente ed efficaci a sostegno delle vittime.

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