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Trento

Adriano Prendin a capo della commissione medica di SAT sede centrale

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In un mondo che cambia velocemente, all’interno del quale anche la vita delle associazioni di volontariato diventa più complessa, sono state istituite nuove Commissioni Consultive che opereranno presso la Casa della SAT supportando il lavoro del Consiglio Centrale e della Giunta: la Commissione Amministrativo – Legale, la Commissione Comunicazione, la Commissione Scuola e Formazione e la Commissione Medica.

Quest’ultima riveste un ruolo che necessita di sempre maggiore attenzione, ossia la diffusione di una cultura sanitaria attinente alla frequentazione della montagna.

Numerosi i campi d’azione di questa nuova realtà, verranno infatti organizzate iniziative pubbliche rivolte ai soci SAT e a tutta la cittadinanza (compresi gli ospiti dei rifugi) per la promozione della salute e la prevenzione di incidenti e patologie derivanti da attività escursionistiche e alpinistiche, quali dell’encefalite virale trasmissibile dalle zecche, nonché delle più comuni malattie infettive respiratorie (pneumococco, influenza bronchite acuta).

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La SAT interverrà inoltre sulla formazione sanitaria specifica per istruttori e accompagnatori, senza tralasciare la collaborazione, in campi di comune interesse, con le scuole del CAI nazionale e della SAT, oltre che con altre Commissioni (per esempio: Scuole di Alpinismo, Alpinismo Giovanile, Storico- Culturale, Scuola e Formazione).

All’interno della SAT è inoltre già attivo da anni il gruppo denominato Montagnaterapia che opera supportando le associazioni su diversi fronti: dal disagio psichico alle cure palliative, alle quali la Commissione Medica fornirà un proprio importante supporto.

I membri della Commissione hanno da tempo contatti con le Commissioni Mediche CAI di altre province e regioni, con le quali si attiveranno iniziative congiunte per particolari eventi formativi.

Un aspetto metodologico importante è la raccolta di “consulenze” e problemi specifici provenienti dai soci, sezioni dalle e dalle varie realtà interne.

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La Commissione è composta dal dottor Adriano Prendin presidente, dal dottor Edoardo Geat segretario e dai dottori Andrea Busetti e Antonella Bergamo in qualità di membri della Commissione.

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Trento

Videoregistrare e fotografare per condividere sui social: ecco cosa dice la legge

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In un momento storico dove conta quasi più condividere un immagine che vivere un momento, fa parte della sfera privata decidere cosa fotografare e cosa pubblicare nei social.

Va invece posta particolare attenzione a registrare i pubblici ufficiali, agenti e dipendenti pubblici mentre svolgono le loro funzioni.

Infatti in certi compiti vengono svolte mansioni che hanno particolari tutele.

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E’ possibile riprendere i pubblici ufficiali al lavoro? Secondo il buon senso sarebbe meglio evitare di riprendere degli agenti quando stanno facendo determinati servizi ma la legge non è di cosi semplice interpretazione.

Molto cambia a seconda delle circostanze di tempo e luogo, motivazioni delle riprese ed anche da chi compie le azioni.

Non ci sono norme che vietino esplicitamente ed in modo semplice di fotografare o riprendere le forze dell’ordine, a meno che non si tratti di agenti o ufficiali di polizia giudiziaria che stanno svolgendo delle indagini penali ( Art. 329 cod. proc. penale: Obbligo del segreto degli atti d’indagine compiuti dal PM e dalla polizia giudiziaria: sono coperti dal segreto fino a quando l’imputato non ne possa avere conoscenza e, comunque, non oltre la chiusura delle indagini preliminari), altrimenti valgono le leggi sulla privacy che impediscono di diffondere immagini di altre persone senza il loro consenso, a meno che la diffusione non rientri nel diritto di cronaca.

Il Codice prevede che, in circostanze normali, per pubblicare la foto di un comune cittadino – e quindi non di un personaggio pubblico – serva sempre il suo consenso, che si parli di un giornale, di internet o di un social.

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Questo vale anche per le foto scattate in luoghi pubblici, se la persona fotografata è evidentemente il soggetto della foto: non vale invece nei casi in cui una persona risulti fotografata accidentalmente in una foto scattata per rappresentare altro .

Le immagini e i filmati rientrano nella definizione di dato personale, in quanto atti ad individuare ed identificare una persona e, pertanto, sia l’acquisizione che la diffusione delle predette informazioni costituiscono un trattamento di dati, cui applicare la disciplina relativa, che oggi è costituita dal Reg. U.E. 2016/679 (GDPR), dal cosiddetto Codice della privacy (D. Lgs. 196/2003, come modificato dal D. Lgs. 101/2018) e dal D. Lgs. 51/2018, di attuazione della Dir. U.E. 2016/680 .

Caricare informazioni sul web può essere quindi rischioso, la prassi costante della CGUE e della CEDU assoggettano il caricare informazioni in rete agli oneri connessi al trattamento dei dati personali (EU:C:2014:238 e 317, casi Digital Right Ireland e Google Spain, nel quotidiano del 13/5/14; Delfi AS c. Estonia [GC], Benedick c. Slovenia, W.L. e W.W. c. Germania nei quotidiani del 16/6/15, 24/4 e 28/6/18; Cass. pen.40356/15 nel quotidiano del 9/10/15). Attualmente la normativa in materia è stata resa più severa dal nuovo Regolamento sulla privacy (Regolamento UE 2016/679).

Per l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia U.E. costituiscono un trattamento di dati personali, vietato e, quindi, penalmente illecito.

Secondo l’avvocato generale non è possibile infatti riprendere i pubblici dipendenti mentre lavorano. I funzionari dello Stato, nello svolgimento delle mansioni che ricoprono, hanno diritto a veder protette e riservate le proprie attività, lo svolgimento delle quali deve quindi ritenersi coperto da privacy.

Una eccessiva esposizione a una platea ampia potrebbe, del resto, ostacolare l’esercizio di funzioni delicate come, appunto, i controlli della polizia.

E ciò vale anche quando le informazioni pubblicate non sono sensibili (ossia non si viene a sapere dei nomi degli agenti) o quando le persone interessate stanno subendo un abuso. È del resto la stessa Corte europea dei diritti dell’uomo a tutelare la privacy nella vita lavorativa”

Invece per attività giornalistica l’avvocato generale prevede alcune eccezioni, anche per la pubblicazione quando: quando gli agenti hanno dato il loro consenso ad essere ripresi, se, in assenza di consenso, ne sono stati oscurati i volti, le voci e i dati personali, infine se si è trattato di un abuso realmente grave da diventare di pubblico interesse per la collettività ed esercitare il diritto di cronaca ( sempre secondo il principio di continenza ed attualità.

Tuttavia il dispositivo dell’art. 234 Codice di procedura penale riporta testualmente al comma 1 “È consentita l’acquisizione di scritti o di altri documenti che rappresentano fatti, persone o cose mediante la fotografia, la cinematografia, la fonografia o qualsiasi altro mezzo.” pertanto su una pubblica vai solo l’applicazione del codice sulla privacy può limitare la registrazione audio e video o fotografica. Pertanto per gli operatori che necessitano delle prove non può essere posto limite, a favore di verità e giustizia.

Secondo una sentenza della Corte di Cassazione (Cass. Pen., Sez. IV, 24 gennaio 2012, n. 10697) tutto quello che l’occhio umano può vedere, può anche essere fotografato e ripreso.

Tuttavia si ricorda quanto previsto all’art. 6 GDPR, ai fini della liceità del trattamento, è vietato diffondere un video o una foto, a meno che non si adottino degli accorgimenti per rendere irriconoscibili le persone riprese.

Spesso quando ci sono troppe leggi non basta il normale buon senso ma occorre riflettere bene su ogni azione e contestualizzare la situazione. Infine resta comunque la speranza che esista ancora un minimo di buon senso ed educazione civile ed il saper valutare l’opportunità di compiere determinate azioni.

Note: Avvocato Generale C. Giust. UE, conclusioni del 27.09.2018 causa C-345-/17. Art. 8 Cedu (Travas c. Croazia nella rassegna del 23/12/16).

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Trento

Treni: è operativo il collegamento diretto Trento-Milano

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C’era anche il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti questa mattina, alla stazione ferroviaria di Trento, per l’avvio del collegamento diretto con Milano, che da oggi sarà quotidiano.

Il Frecciarossa parte alle 09.19 da Trento, con arrivo a Milano Centrale alle 11.45, il ritorno è alle 15.45 da Milano Centrale, con arrivo a Trento alle 18.15.

Si concretizza dunque il collegamento, con partenza da Bolzano – a questa prima corsa ha partecipato anche il vicepresidente Daniel Alfreider – salutato con soddisfazione dal presidente Fugatti, accompagnato dal dirigente del Servizio trasporti, Roberto Andreatta, presente anche il direttore regionale Trenitalia, Roger Hopfinger.

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”Si ripristina – ha commentato Fugatti – una relazione che ha anche un forte valore simbolico con la capitale economica d’Italia e con una Regione con la quale la nostra Provincia ha rilevantissime connessioni per quanto riguarda il turismo, basti pensare ai treni pieni che sono arrivati in questi giorni proprio da Milano, attivati straordinariamente per la visita ai mercatini. Questo treno è anche un sintomo evidente che il servizio ferroviario è enormemente cresciuto in questi anni in Italia: sino a poco tempo fa non c’erano i collegamenti veloci che abbiamo ora verso Roma: cinque coppie di treni e la possibilità di trasferimenti rapidi anche verso Bologna e Firenze. Una Provincia ed una Regione dunque sempre più connesse con il resto del Paese e dell’Europa”.

Arrivando da Bolzano, il treno, in direzione di Milano, ferma anche a Rovereto, Verona, Peschiera del Garda e Brescia. Da Milano verso Trento il treno ferma a Brescia, a Desenzano (e non a Peschiera del Garda come all’andata), e poi anche a Verona e Rovereto.

Dopo la fermata di Trento, riparte per Bolzano.

La novità è frutto dei contatti, avuti negli scorsi mesi, tra le Provincia autonome di Trento e Bolzano con il Gruppo FS. Nel 2015 la Provincia autonoma di Trento aveva già istituito il collegamento diretto per Expo Milano, incontrando il favore degli utenti. L’esperimento fu ripetuto, in via temporanea, anche nel gennaio 2016 con una corsa domenicale.

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La tratta ferroviaria diretta amplia i collegamenti con la Lombardia che già vedono nei fine settimana, a partire da dicembre, il collegamento diretto con autobus tra Brescia e Madonna di Campiglio

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Trento

Artigiani, presenza fondamentale per lo sviluppo del Trentino

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Valorizzazione e sostegno delle imprese artigiane, rilancio degli investimenti e semplificazione degli appalti sono stati i temi cardine degli interventi del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, e dell’assessore all’artigianato, commercio, promozione, sport e turismo Roberto Failoni, ieri mattina al teatro di Valle dei Laghi in occasione dell’assemblea generale dell’Associazione artigiani del Trentino.

Quella delle piccole aziende è ritenuta dalla Provincia una presenza fondamentale per la crescita e lo sviluppo del Trentino; per questo la giunta ha intrapreso diverse iniziative di supporto.

“L’ultima è stata lanciata solo pochi giorni fa” ha evidenziato l’assessore Failoni, riferendosi al progetto “Reload”, che punta a far crescere le competenze all’interno delle micro e piccole imprese, oltre che a favorire il ricambio generazionale. “In questo primo anno di legislatura, la collaborazione con la vostra associazione è stata positiva e puntuale” sono state le parole del governatore, che nel corso del proprio intervento ha risposto alle sollecitazioni del presidente degli artigiani Marco Segatta.

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“Gli investimenti dell’ente pubblico sul territorio rappresentano un volano per la nostra economia. Per questo motivo, nella manovra finanziaria in questi giorni all’esame del Consiglio provinciale, sono stati previsti 200 milioni di euro in più all’interno di questo capitolo di spesa.

Prevediamo il finanziamento di una grande opera pubblica all’anno e per velocizzare l’apertura dei cantieri sul territorio abbiamo approvato una legge che punta a rendere più snelle le procedure di appalto” ha spiegato il presidente della Provincia, che ha parlato anche del nuovo piano di efficientamento energetico degli immobili pubblici, annunciando l’incremento dei fondi per questo obiettivo che rappresenta un’opportunità per l’economia locale. In vista delle Olimpiadi invernali 2026, invece, lo Stato ha stanziato un miliardo di euro di finanziamento per le Regioni e le Province autonome interessate:

“Dobbiamo essere pronti. Per operare in maniera il più possibile celere con progetti e appalti, la Provincia potrà avvalersi di nuovo personale a tempo determinato” ha detto il governatore.

Con riferimento alla revisione della legge 6 sugli incentivi alle imprese si è parlato di valutarne l’impatto anche con la collaborazione della Camera di commercio, al fine di sostenere gli interventi che più di altri possono favorire la crescita delle piccole e medie imprese. Intanto, attraverso la manovra di bilancio, sarà introdotto un indicatore di svantaggio territoriale per favorire la presenza delle aziende nelle valli:

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“Si tratta di uno strumento di cui si è discusso in maniera approfondita nell’ambito degli Stati generali della montagna e che punta ad indirizzare le politiche provinciali verso le aree del Trentino che necessitano maggiori attenzioni, anche in materia fiscale. Allo stesso tempo, continueremo a favorire i servizi di trasporto pubblico per collegare città e valli servendoci della collaborazione dei privati: i risultati ottenuti finora sono positivi”.

L’assessore Roberto Failoni, nel corso del proprio intervento si è concentrato in particolare sul progetto di comunicazione “Reload”, frutto della collaborazione tra Agenzia del Lavoro, Dipartimento sviluppo economico della Provincia e associazione artigiani:

“L’attività all’interno delle piccole imprese trentine non va considerata di serie B, ma è anzi un’opportunità e una garanzia per il futuro dei giovani, in particolare di quelli più brillanti e creativi. È però necessario un salto culturale da parte delle famiglie”. Failoni ha ricordato l’importante sinergia con il settore turistico ed evidenziato la difficoltà di alcuni imprenditori ad accedere al credito: per farvi fronte, la Provincia ha attivato il Fondo di garanzia con 5 milioni di euro, grazie ad un accordo con il Ministero dello sviluppo economico. Infine, l’assessore ha evidenziato l’importanza di valorizzare la figura dei Maestri artigiani:

“Rappresentano la qualità e la professionalità alla quale devono tendere tutti i comparti economici del Trentino”.
 

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