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Trento

Sait, nessun ricollocamento dopo un anno. Mattarei: «Non abbiamo lasciato nessuno da solo»

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La Cgil, dopo un anno dal licenziamento di 79 dipendenti del Sait, prende atto che per il momento le ricollocazioni degli ex lavoratori vanno a rilento, anzi, pare che siano proprio bloccate.

Sono infatti solo dieci le persone che oggi hanno trovato un nuovo lavoro a tempo indeterminato, ma – sottolineano i sindacati – lo hanno fatto in maniera autonoma.

Dei 79 licenziati 6 stanno andando in pensione per gli altri 63 mancano 14 mesi al termine della disoccupazione e per ora è buoi fitto sulla possibilità di essere ricollocati.

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«Il sindacato chiede che dalle prossime settimane parta una nuova fase per gestire i disoccupati, con una presa in carico individuale dei lavoratori e delle lavoratrici, attuando tutti gli strumenti a disposizione, dai bilanci di competenze, alla formazione e riqualificazione professionale.» – dichiara il segretario della Cgil Franco Ianeselli

La Federazione però replica con i numeri all’accusa di immobilismo avanzata dalle sigle sindacali a proposito del ricollocamento degli ex lavoratori Sait.

Un impegno senza precedenti per l’ente di via Segantini, che allo scopo ha incaricato una primaria società di ricollocamento.

In questi mesi sono stati profilate (non senza difficoltà in alcuni casi) tutte le persone interessate, ed i loro curriculum sono stati inviati ad oltre duecento potenziali datori di lavoro.

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È anche costante l’impegno della Federazione nel coinvolgimento del mondo cooperativo, – fanno sapere da via Segantini –  con incontri diretti sul territorio con le cooperative interessate, a cui vengono presentati i profili dei candidati e gli incentivi per le aziende messi in campo dal sistema.

Solo per citare alcuni interventi, l’8 febbraio si è svolto un incontro con le cooperative sociali aderenti a Consolida, prossimamente in calendario sono previsti ulteriori incontri con consorzi e cooperative nei diversi settori.

In merito ai lavoratori coinvolti nella riqualificazione, alcuni di loro stanno seguendo corsi di riqualificazione, che in taluni casi hanno già prodotto contratti di assunzione: 7 sono stati assunti a tempo determinato a lungo termine, 2 a tempo indeterminato, altri 3 saranno assunti a breve da una cooperativa per un progetto commissionato dalla Federazione.

Anche gli altri ex lavoratori Sait non inseriti nella convenzione con la Federazione stanno lentamente ritrovando una occupazione, e alcuni hanno raggiunto o raggiungeranno entro il termine della Naspi i requisiti per la pensione.

Tutti dati comunicati per tempo alle parti sindacali, con cui c’è un dialogo costante. Evidentemente i vertici delle sigle sindacali trovano più efficace l’esposizione pubblica di questi lavoratori piuttosto che l’adesione operativa alle varie fasi del progetto.

Al contrario, per la tutela di questi lavoratori, servirebbe invece evitare la sovraesposizione e concentrarsi sull’impegno delle rispettive istituzioni nel ricercare le migliori condizioni per il ricollocamento. Uno sforzo cui possono contribuire anche gli stessi lavoratori aderendo in maniera proattiva alle iniziative via via individuate.

È inopportuno strumentalizzare i lavoratori ai fini di propaganda sindacale o per polemiche di altra natura.

“Conosciamo la storia delle conquiste civili del sindacato per salvaguardare l’occupazione e migliorare le condizioni degli addetti – commenta la presidente della Federazione Marina Mattarei – e per questo stupisce di trovarlo spesso in opposizione alla cooperazione che quotidianamente è impegnata sullo stesso fronte a difendere i posti di lavoro e la dignità dei lavoratori. Anche nel caso – pur dolorosissimo – dei licenziamenti Sait, stiamo dimostrando di non lasciare soli coloro che hanno perso il posto di lavoro.Con questo ci auguriamo di poter continuare a lavorare con serietà e impegno per confermare i contratti a tempo determinato e per contribuire a trovare un lavoro a chi ancora lo sta cercando”.

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Trento

Tavolo Verde dell’Agricoltura: la nuova programmazione agricola 2021-2027

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Semplificazione dei procedimenti e delle misure, focalizzazione su progetti d’innovazione e sul mantenimento di elevati livelli di qualità e di sostenibilità, valorizzazione dei giovani, attenzione ai cambiamenti climatici: questi i temi illustrati nel corso della riunione dall’assessore provinciale Giulia Zanotelli al Tavolo verde dell’agricoltura, per garantire la competitività del sistema agricolo trentino anche in relazione alle ricadute positive sulla conservazione del territorio e degli equilibri paesaggistici.

L’assessore Zanotelli, affiancata dalle strutture tecniche e dalla Fondazione E. Mach, ha incontrato nei giorni scorsi tutte le rappresentanze del mondo agricolo provinciale per condividere le linee strategiche della prossima programmazione per lo sviluppo rurale.

Nel corso del dibattito si è posta attenzione al settore zootecnico, a partire dall’obiettivo di assicurarne la sostenibilità e la forte connessione al territorio, aprendo anche una riflessione sulla dimensione delle stalle in relazione alle caratteristiche del territorio Trentino.

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Emersa anche la necessità di contenere le ricadute negative per le aziende zootecniche; l’introduzione dell’OCM (organizzazione comune dei mercati), ad esempio, può rappresentare un’importante novità per il lattiero-caseario, consentendo di sviluppare ulteriori azioni di sostegno, sviluppo e promozione del settore.

Nella programmazione fino al 2027 si intende tenere ancora conto della gestione del rischio, un ambito di fondamentale importanza specialmente riguardo ai criteri di ripartizione delle risorse tra le amministrazioni, con l’obiettivo di salvaguardare i risultati raggiunti dal sistema trentino.

Altro tema affrontato, quello della razionalizzazione dell’utilizzo dell’acqua a scopo agricolo, a beneficio del settore produttivo e dell’ambiente. Innovazione di metodo e tecnologia contraddistinguono la prossima fase di programmazione dello sviluppo rurale, per aiutare le imprese agricole ad affrontare le sfide di mercato.

Le parti hanno condiviso la necessità di fare sistema, anche in vista dei prossimi passaggi normativi, cercando di orientare le scelte attraverso proposte operative, nell’interesse del nostro sistema territoriale. Infine, nel corso della riunione è stato deciso di attivare un percorso di lavoro comune, con confronti frequenti, per giungere alla definizione di scelte strategiche per il territorio e per tutta l’agricoltura trentina.

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Trento

Fugatti visita la guardia di Finanza di Trento. I numeri della lotta contro la droga

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Il Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, dopo aver pubblicamente, più volte, lodato l’efficacia dell’azione della Guardia di Finanza di Trento contro le piaghe del traffico e dello spaccio di droga, questa mattina, si è recato presso il Comando Provinciale, per ringraziare direttamente il personale che, quotidianamente, opera sul territorio in questo delicato settore.

Ricevuto dal Comandante Regionale, Gen. B. Ivano Maccani, e dal Comandante Provinciale, Col. Mario Palumbo – alla presenza del Commissario del Governo, dott. Sandro Lombardi, che ha voluto, con la propria presenza, testimoniare la grande considerazione, da sempre, riservata alle problematiche del territorio – il Presidente Fugatti ha incontrato una rappresentanza di militari del Gruppo Operativo Antidroga (GOA) del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria e della Squadra Cinofili della Compagnia di Trento, ai quali ha rivolto parole di vivo apprezzamento.

L’incontro, al quale erano presenti anche gli studenti della scuola secondaria di primo grado “Alessandro Manzoni”, dell’Istituto Comprensivo “Trento 6” – in rappresentanza della popolazione scolastica provinciale, cui la Guardia di Finanza si rivolge, anche, con numerosi incontri presso le scuole, in funzione di un costante percorso di educazione alla legalità -, si è concluso, con una dimostrazione di abilità delle unità cinofile del Corpo, che hanno simulato un ordinario controllo, rinvenendo dello stupefacente abilmente occultato.

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Si tratta di un evento che conferma la particolare attenzione con cui l’Autorità prefettizia, le Forze di Polizia e gli Amministratori locali guardano al “fenomeno droga” che, anche in provincia di Trento, desta un grande allarme sociale, sia per la particolare diffusione del consumo, specie nella popolazione giovanile, che per la presenza dei connessi fenomeni delittuosi.

In tale contesto, la Guardia di Finanza è fortemente impegnata, anche, nella prevenzione e repressione dei fenomeni di spaccio, sia con servizi d’iniziativa, che nell’ambito dei numerosi piani coordinati di controllo e prevenzione, disposti in seno al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e svolti nelle aree maggiormente degradate, nelle piazze dei principali centri urbani, nelle stazioni ferroviarie e delle autolinee, nonché in prossimità dei plessi scolastici e dei luoghi di aggregazione, cui concorrono le unità cinofile.

La recente Operazione “Carthago, che ha consentito di sgominare un traffico internazionale di droga, portando alla denuncia di 73 narcotrafficanti e al sequestro di oltre 1 tonnellata di hashish e 2 kg di cocaina, per un valore sul mercato illecito di oltre 70 milioni di euro, è un chiaro esempio di come, partendo dai luoghi di minuto spaccio, le Fiamme Gialle siano in grado di ricostruire intere filiere criminali, risalendo dai pusher all’intera rete di approvvigionamento ed alle sue connessioni con la criminalità organizzata.

Complessivamente, dal 2018 ad oggi, la Guardia di Finanza del Trentino Alto Adige ha condotto 518 interventi repressivi, denunciando all’Autorità Giudiziaria 441 soggetti, 131 dei quali arrestati, segnalando all’Autorità prefettizia 301 assuntori e sequestrando circa 1,3 tonnellate di stupefacenti.

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Le sole unità cinofile antidroga della Compagnia di Trento hanno contribuito al sequestro di oltre 26 kg di sostanze stupefacenti e 36 kg di sostanza da taglio.

I dati parlano chiaro, sottolinea il Gen. Maccani. “Nel 2019, in circa 10 mesi, operando un raffronto con l’intero 2018, si registra, nella sola provincia di Trento, un incremento dei sequestri, pari al 52% per quanto riguarda l’eroina e del 67% per la cocaina”.

“A livello regionale, nel 2019, assistiamo, inoltre, ad una significativa crescita dei giovani segnalati quali assuntori e/o detentori di modiche quantità. Secondo i dati rilevabili dalle operazioni di servizio condotte in regione dalla Guardia di Finanza, si tratta, per lo più, di soggetti di sesso maschile, compresi nella fascia di età tra i 15 ed i 19 anni”.

“Purtroppo, la droga colpisce sempre più i giovani. L’abbassamento progressivo dell’età dei consumatori, scesa pericolosamente sino a 13 anni, è un dato di fatto”.

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Trento

Un anno fa la tempesta Vaia. Il 26 ottobre la cerimonia del ricordo

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All’incirca un anno fa la tempesta Vaia si abbatteva sul Trentino, portando morte e distruzione.

Il prossimo 26 ottobre, per ricordare quanto avvenne in quei tragici giorni, si terrà una cerimonia organizzata in due momenti, prima alle Gallerie di Piedicastello, alle 18.00 e poi in serata, alle 20.30, con la celebrazione di una messa da parte dell’Arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, presso la Chiesa di S. Apollinare.

“Ritengo davvero importante – scrive il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti che l’intera comunità trentina, quel giorno, possa unirsi per ricordare e soprattutto per stringersi attorno a quanti hanno contributo, con impegno e senso civico, a dare pronta risposta alla popolazione, colpita così duramente da un evento atmosferico sul quale dobbiamo certamente riflettere, per indirizzare le nostre scelte future. Il sistema della protezione civile del Trentino, in tutte le sue articolazioni, a cominciare dai vigili del fuoco volontari, ma anche attraverso gli amministratori comunali sul territorio e tanti cittadini e volontari ha lavorato instancabilmente riuscendo in quei giorni e poi nelle settimane successive a dare dimostrazione di grande efficienza, ma soprattutto di spirito di sacrificio e di voglia di spendersi per la propria comunità. Per questo, credo sia assolutamente necessario che il 26 ottobre il Trentino si fermi, almeno per un momento per ricordare quanto avvenuto e per pensare al futuro”.

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