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Val di Non – Sole – Paganella

Marco Pinamonti, conosciuto ai più come Bagiana, racconta il suo incidente al ponte di Portolo: «Sono stato miracolato»

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Marco Pinamonti, 30 anni, nel letto d'ospedale dopo la brutta disavventura

Marco Pinamonti, conosciuto ai più come Bagiana, 30enne consigliere comunale di Cles molto attivo nel volontariato e conosciuto in zona, è stato protagonista, suo malgrado, di una disavventura che avrebbe potuto avere delle conseguenze ben più gravi.

Se l’è “cavata” con un femore rotto, qualche escoriazione e un grande spavento. È lui stesso a raccontare l’accaduto: “La sera di San Valentino, il 14 febbraio, sono andato a cena con la mia ragazza e verso le 23.30 ero già a letto che dormivo con lei – ricorda Marco Pinamonti –. Verso mezzanotte e mezza mi è arrivata una chiamata da un amico che, per provare la trazione della sua nuova macchina, si era diretto con altri due amici verso il ponte di Portolo ed era rimasto in panne nella neve”.

Pinamonti si è subito vestito e con la sua jeep equipaggiata con le catene è andato in soccorso degli amici in difficoltà. “Una volta trainata e liberata l’altra macchina dalla neve, mentre stavamo tornando a casa avevo un bisogno fisiologico – prosegue Marco –. Essendo ghiacciato il centro della strada, sono andato a bordo strada, dove la neve era ancora da calpestare”.

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All’improvviso si è sentito mancare l’appoggio sotto i piedi. “Tutto a un tratto la neve ha ceduto e sono finito in un dirupo di circa 20 metri sopra il lago di Portolo. Inizialmente ho fatto un salto di 6/7 metri, che mi ha procurato la rottura del femore, e poi son rotolato per altri 15 metri, coprendomi la testa con le braccia fino a dove ho trovato un piano e son riuscito a fermarmi”.

Pinamonti ha quindi chiamato immediatamente gli amici che si trovavano sulla strada sovrastante, dicendo loro di non provare ad andarlo a prendere. Troppo pericoloso il dirupo da scendere.

Ho chiesto che avvisassero i soccorsi e richiedessero anche l’intervento del Soccorso Alpino – dice ancora Pinamonti – . Sono rimasto una ventina di minuti al telefono con un amico, fino a quando sono arrivati i soccorsi. Con non poche fatiche mi hanno immobilizzato e portato sul lettino fino all’ambulanza e poi con l’elisoccorso all’ospedale Santa Chiara di Trento”.

L’elisoccorso è atterrato al campo sportivo di Taio

Dopo dei controlli più approfonditi, Pinamonti è stato operato al femore e ricoverato per qualche giorno.

Tutto sommato è andata benissimo, perché il giorno seguente sia i Vigili del Fuoco che alcuni amici del soccorso mi hanno consigliato di accendere un cero: chiunque con un salto del genere tra rocce e terreno sconnesso non sarebbe sopravvissuto”.

Su richiesta delle forze dell’ordine, all’ospedale sono stati eseguiti anche tutti gli esami tossicologici e l’alcoltest. “Sono risultato negativo a tutto – spiega Pinamonti, che ci tiene a ringraziare chi è corso in suo aiuto –. Devo davvero complimentarmi con tutti  i componenti del soccorso: gli autisti e gli infermieri dell’ambulanza, tutti i componenti del soccorso alpino, preparati e organizzati, i Vigili del Fuoco Volontari di Nanno e Taio, i carabinieri di Cavareno e soprattutto lo staff elisoccorso, medico, infermieristico e assistenziale dell’ospedale Santa Chiara di Trento”.

Marco Pinamonti, che ora è tornato a casa ed è in via di guarigione, è stato anche tanto fortunato e intende concludere il suo racconto con un prezioso suggerimento: “Consiglio a chiunque di prestare molta attenzione a stare a bordo strada d’inverno, perché ghiaccio e neve sono veramente pericolosi, ed è un attimo rischiare la vita”.

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Simone Deromedis, magica prima volta

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Quello appena trascorso è stato un weekend da incorniciare per Simone Deromedis, salito per la prima volta sul podio in una gara di Coppa Europa (foto Fisi del Trentino)

La prima volta non si scorda mai. E sarà proprio così per il giovane Simone Deromedis di Taio, classe 2000, che sabato scorso, nella gara-1 di Coppa Europa disputatasi sulle nevi austriache di Reiteralm, ha conquistato il terzo posto nello skicross. (altro…)

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La Val di Non unita in una giornata di solidarietà per Dimaro

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Una giornata speciale all’insegna della solidarietà”. Le associazioni di volontariato della Val di Non hanno organizzato per domenica prossima, 31 marzo, la “Giornata di solidarietà x Dimaro”, che si terrà al palazzetto dello sport di Cles, con l’intento di far crescere e consolidare la cultura della solidarietà in tutti i cittadini, dai bambini fino ai nonni. (altro…)

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La Provincia acquisirà e metterà in sicurezza l’area devastata a Dimaro. Entro settembre investiti più di 100 milioni di euro.

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La Commissione speciale di studio presieduta da Ivano Job (Lega), incaricata dal Consiglio di valutare i danni causati dall’eccezionale perturbazione del 29 ottobre scorso e le conseguenti misure d’intervento, ha incontrato stamane il presidente delle Provincia Maurizio Fugatti e l’assessora all’agricoltura, foreste, caccia e pesca, Giulia Zanotelli.

Assente giustificato l’assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione, Mario Tonina, oggi impegnato a Belluno sul tema Dolomiti-Unesco.

Per il presidente Job questo incontro con i vertici della Provincia rappresenta il punto culminante del percorso effettuato dalla Commissione con le audizioni di questi mesi.

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L’assessora Zanotelli ha ringraziato la Commissione del lavoro svolto coinvolgendo il territorio. E ha ricordato il Piano d’azione messo in campo dalla Provincia coinvolgendo le ditte trentine attive nel settore del taglio, del trasporto e della lavorazione del legno degli alberi schiantati. Ha infine spiegato che oggi i ragionamenti riguardano anche la prospettiva della piantumazione dei boschi rasi al suolo, ma anche del recupero di prati e pascoli.

Maurizio Zanin, dirigente provinciale, ha risposto evidenziando che alla fine quantità del legname schiantato supererà i 3 milioni di metri cubi lordi provvisoriamente stimati. Non è infatti tenuto conto, anche perché non era possibile, degli schianti sparsi nei boschi e quindi non visibili.

Il rischio riguarda ora gli attacchi parassitari che questi alberi abbattuti e difficilmente recuperabili possono subire. Zanin ha sottolineato che le ditte trentine hanno una “capacità” massima di raccolta di 500.000 metri cubi di legname all’anno, mentre la filiera locale del settore può lavorarne fino a 800.000 metri cubi. massima quantità di legname che queste aziende sono in grado di lavorare.

Questo significa che le ditte trentine con la manodopera attualmente in dotazione non sono in grado di assorbire per intero il lavoro di taglio e trasformazione del legname. Ecco perché è indispensabile che le amministrazioni locali proprietarie ricorrano al supporto di ditte provenienti anche da fuori provincia, che però – ha precisato Zanin – non sono solo austriache ma anche italiane. In ogni caso la Provincia oggi affianca le amministrazioni locali proprietarie e meno esperte nella vendita anche “in piedi” del legname per una gestione adeguata di queste attività.

Il presidente Fugatti si è complimentato con la Commissione per il lavoro svolto “che – ha detto – è stato di stimolo per l’attività delle strutture della Provincia“.

Ha poi ricordato la positiva collaborazione con la precedente Giunta provinciale all’indomani dell’evento. E ha preannunciato che nel settembre prossimo, “la mole di risorse investite per gestire le conseguenze del maltempo ammonterà ad un centinaio di milioni e forse anche a qualcosa di più”. “Se alla Provincia è stato riconosciuto dal governo nazionale un intervento triennale di circa di 220 milioni – ha aggiunto Fugatti – è stato perché le nostre strutture hanno saputo gestire e rendicontare bene queste risorse, che altrimenti sarebbero state assegnate ad altri territori”.

Il presidente della Commissione Job ha chiesto un aggiornamento sugli interventi della Provincia a Dimaro, località dove maggiori sono stati i danni causati dal maltempo.

Il dirigente De Col ha risposto che la prima preoccupazione della Provincia ha riguardato la sicurezza del territorio. Il Servizio competente sta progettando la sistemazione definitiva del corso d’acqua all’origine dei danni arrecati al paese. Sono state anche definite le aree che nel futuro non più utilizzate per la residenzialità. Si è stimata inoltre la possibilità di riutilizzare gli edifici danneggiati, 10 dei quali saranno recuperati.

In ogni caso la Provincia acquisirà tutta l’area devastata dall’alluvione di fine ottobre, che sarà destinata totalmente al verde e alla tutela del territorio.

Questo per garantire anche la futura sicurezza dell’intero abitato di Dimaro, considerando che eventi devastanti di questa portata potrebbero ripetersi entro i prossimi 50 anni.

Tutti questi interventi a Dimaro richiederanno un anno e mezzo di lavoro, ma i primi risultati si potranno vedere già nel giungo del 2019.

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