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Valsugana e Primiero

Killer gatti Cirè, avviata un’indagine investigativa

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Sono due le novità riguardanti la triste e assurda vicenda dei gatti uccisi a Cirè.

La prima è quella relativa al sopralluogo che ieri mattina la Polizia Municipale di Pergine ha fatto nel prato dove c’è stato il secondo ritrovamento di gatti morti ed in questo caso probabilmente scuoiati.

La seconda è invece relativa ad un’altra denuncia, questa volta depositata dall’Ugda (Comitato Ufficio Garante Diritti Animali ) che segue quella presentata la scorsa settimana da un residente di Cirè che aveva rinvenuto le carcasse dei gatti morti, incappucciati con un sacchetto della spesa, nella scarpata dello svincolo della tangenziale che porta a Cirè.

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Denunce che non potranno che innescare un‘indagine investigativa e nel caso di Ugda, saranno seguite dalla richiesta di costituzione di Parte Civile in caso di processo al responsabile delle morti.

Si preannunciano tempi duri per quello che a tutti gli effetti sembra essere un serial killer anche perché è praticamente impossibile pensare a delle soppressioni da parte di singoli persone.

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La denuncia contro ignoti, per gli eccidi per maltrattamenti continuati immotivati di gatti che stanno accadendo a Pergine Valsugana in Trentino – si legge nella nota dell’Ugda – é stata firmata da Manuela Mescalchin, portavoce Ugda, associazione che spesso denuncia soprusi e malvagità sugli animali. «Noi non ci tiriamo mai indietro, ma sentiamo l’obbligo di parlare per conto loro, di sfidare coloro che li seviziano contribuendo a fargli avere pene quanto più pesanti possibili, anche se le norme non portano a pene congrue. A marzo saremo Parte Civile contro il “buon padrone” di Siria, seppellita viva che andrà a patteggiamento al tribunale di Bergamo. Staremo appresso anche all’appello del serial killer di gatti, il “simpatico mostro” di Trescore Balneario».

A questo punto non resta che aspettare gli sviluppi della vicenda di Cirè, con la speranza che la pressione derivante dall’attenzione sulle uccisioni dei gatti, fermi la mano del serial killer.

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Valsugana e Primiero

«I have a dream», a Borgo per la campagna elettorale spunta anche Martin Luther King

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Lui si chiama Davide Decarli, ed è uno dei candidati che correrà per la Lega domenica alle elezioni del comune di Borgo Valsugana dove verrà designato il nuovo Sindaco

Per la sua campagna elettorale ha tirato in ballo, udite udite, il grande Martin Luther King,  il pastore protestante, politico e attivista statunitense, leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani.

L’accostamento Lega – diritti civili, in realtà ha delle cose in comune, almeno se le guardiamo nell’ottica dell’ideologia e dei valori del partito di Matteo Salvini.

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Anche la lega infatti difende i diritti civili, almeno quelli degli italiani che negli ultimi anni la sinistra ha trascurato.

Ma Martin Luther King ha speso la sua vita in un’appassionata enunciazione della sua indomabile crociata per la giustizia.

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Cosa che chiede a gran voce anche il partito di Salvini.

«I have a dream» – grida nel video Davide Decarli. «Ho un sogno» – quello di vedere Borgo con nuove idee ed energie nuove che diventi un modello di efficienza e modernità.

Lui, Davide Decarli come si suo dire «buca lo schermo», e si cala perfettamente in quella comunicazione video di forte impatto.

La tecnica è quella del montaggio che cattura l’attenzione nei primi 4 secondi, poi via alla brevissima presentazione, i punti del programma sintetici  e il finale «call action» con appello al voto.

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Valsugana e Primiero

Civitas: quelli che dicono di essere ambientalisti

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Stasera presso l’azienda Boccher si parlerà di ambiente.

Ospite d’onore Martina Ferrai, candidata sindaco del centro sinistra di Borgo Valsugana celata sotto la «mascherata» di Civitas che alla fine come ripetuto nell’artico di ieri non è che il vecchio e stanco PD che cerca di risorgere dopo i molteplici flop elettoriali

Il punto è di che ambiente si parlerà stasera presso l’azienda Boccher che invitando la candidata Sindaca conferma quindi di sostenerla.

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Si, perché alcuni fatti vanno resi noti.

La Corte di Cassazione infatti ha confermato e reso definitiva la sentenza di condanna di Boccher Franco e Luciano, rei di aver effettuato in località Visle in Valsugana un ripristino ambientale (in parole correnti, una bonifica) utilizzando materiale di scarto dell’acciaieria di Borgo, gravemente inquinato (in particolare dal cromo in quantità superiore al 750% del massimo ammesso dalla legge), senza adeguate opere di salvaguardia, scaricando quindi gli inquinanti addirittura “a contatto con l’acqua di falda, che nell’area è affiorante” recita la sentenza.

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Chiariamo subito che dopo quanto successo, l’azienda è passata al figlio  che condivide a «manetta» sulla sua pagina facebook qualsiasi cosa scriva Martina Ferrai. (Pagina prontamente ripulita dopo l’uscita di questo articolo)

La famiglia Boccher – almeno secondo il tribunale di Trento – non sarebbe quindi così sensibile e attenta all’ambiente come invece chiede sul sito Civitas nel suo programma.

«Il Borgo che vorrei è un paese consapevole che sostenibilità vuol dire conciliare le attività umane con il rispetto dell’ambiente, e affronta la presenza di insedia – menti industriali o di aree inquinate in maniera matura, competente e seria. È un posto dove l’Amministrazione sa che può e deve esercitare un ruolo da protagonista nell’Accordo di Programma con l’Acciaieria, e trovare il modo per restituire a Borgo Ovest un aspetto meno desolante di quello attuale ma, anzi, farlo diventare il Chilometro verde-blu» – si legge infatti nel programma della Ferrai

La sentenza del Tribunale con i Boccher è particolarmente severa e li giudica anche “avvezzi ad ingannare” la pubblica amministrazione, attraverso “tecniche di aggiramento dei controlli” come “doppie bolle di consegna da usare in caso di controlli”, “miscelazioni non consentite di rifiuti” spacciati come terre residuate e “cedute ad ignari privati”(quindi con ulteriore diffusione degli inquinanti).

Non solo: i Boccher riporta la sentenza “‘addomesticavano’ le analisi” avendo “piena consapevolezza delle reali caratteristiche delle scorie” e quindi ponendo “in essere ogni stratagemma possibile per occultarle”. E per di più sono recidivi, essendo questa la seconda condanna per reati ambientali.

Ma la cosa incredibile deve ancora arrivare e la riporta Questotrentino con un articolo firmato da Ettore Paris. 

Si perché la Giunta di centro sinistra guidata da Rossi, che fa? Da’ una strigliata all’Appa, l’Agenzia di Protezione dell’Ambiente che non si era accorta di niente (o peggio, come vedremo)? Rivede in qualche maniera i meccanismi di controllo?

No, niente di tutto questo. Anzi – e questa è la seconda notizia – fa l’esatto contrario.

Premia i Boccher. Quelli “avvezzi ad ingannare” a “aggirare i controlli” ad “addomesticare le analisi”, che infilano una condanna dopo l’altra.

Possibile? Purtroppo sì. Con delibera 1297 del 2015 (quando, è vero, non c’era ancora la definitiva sentenza della Cassazione, ma già c’era stata la condanna del Tribunale) l’assessore Alessandro Olivi concede un contributo di oltre mezzo milione (524.830 euro, per la precisione) alla Boccher Luciano srl, rappresentata da Boccher Franco (sono padre e figlio, entrambi condannati) perché conduca un progetto di ricerca denominato “Recupero ed inertizzazione di rifiuti industriali con studio e messa a punto di nuovi prodotti ecocompatibili”.

Questo è il centro sinistra trentino, questo è il centro sinistra di Borgo.

Un campagna elettorale, quella di Borgo, dove Civitas alias PD sembra aver perso del tutto la bussola in termini di protezione ambientale: e attenzione, non parliamo di paesaggio, su cui magari le sensibilità possono essere diverse, ma di salute.

Per la Ferrai un altro clamoroso scivolone, perché andare a presentare le proprie idee sull’ambiente all’interno di un’azienda condannata due volte per reati ambientali è davvero il colmo. Anzi una follia.

Un campagna che sembra al veleno anche sui social. Pare infatti che dopo le elezioni siano in procinto di partire numerose denunce per diffamazione nei confronti di alcuni esponenti politici.

Indovinate contro di chi?

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Valsugana e Primiero

Civitas: quelli che praticamente copiano il programma del PD

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Martina Ferrai nei vari comizi ed incontri elettorali fa di tutto per smentire che la sua lista sia in tutto e per tutto il centro sinistra di Borgo Valsugana. 

Già, perché centro sinistra vuol dire PD, e di questi tempi viste le batoste elettorali c’è il serio pericolo di essere contagiati dal virus della sconfitta.

La Ferrai dice che la sua lista è una «civica», ma in realtà è il PD di Borgo Valsugana

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Nonostante, in modo alquanto furbesco, il suo programma elettorale sia volutamente molto generico e vago, e molte cose siano «interpretative», cioè vogliano dire tutto e nulla, ai molti non è sfuggito come nei comizi elettorali ed incontri di presentazione faccia riferimento solo ed esclusivamente al programma del PD Trentino redatto in occasione delle comunali borghesane del 2015 a sostegno del candidato sindaco Pompermaier e ne citi addirittura le parole pari passo.

Sulla scuola, nel programma ha copiato perfettamente quando aveva sostenuto il centro sinistra nel 2015 (vedi sotto)

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Le rotatorie di via Spagolla, dove non ci sono nemmeno le dimensioni per poterla costruire, per Olle, per la val di Sella, oppure la rotatoria davanti al centro intermodale non sono altro che i punti del programma del PD provinciale a sostegno di Pompermaier.

Ferrai continua a dichiarare che nel suo schieramento sono presenti varie sensibilità. Ma intanto il programma, le idee, e i valori sono quelli del PD.

L’estrazione insomma è quella, partendo anche dal marito della Ferrai che è simpatizzante di Niky Vendola, il parlamentare di centro sinistra baby-pensionato a 57 anni, che riscuote ogni mese un assegno di 5618 euro lordi a cui  vanno aggiunti i circa 5 mila euro al mese che percepisce come ex deputato (fino a eventuale rielezione in Parlamento).

In tutto, se si sommano i due vitalizi, fanno circa 10 mila euro al mese.

Giuseppe Guglielmi, il marito della Ferrai, a quanto pare si diverte anche a diffamare e insultare gli avversari politici con tanto di «mi piace» di assenso della moglie. (vedi foto )

Chissà se leggendo gli insulti il consigliere provinciale Alex Marini invece di chiedere attraverso un sondaggio alla base se denunciare o meno il malcapitato marito della Ferrai agirà nell’immediato.

C’è un’altro particolare che non è sfuggito.

La Ferrai non muove un passo senza Laura Froner, ex parlamentare del PD che la segue dovunque e con la quale ha dei colloqui frequenti.

Froner è stata anche ex sindaco di Borgo Valsugana fra le file del PD ed è il dirigente della scuola che non si vuole spostare. La corrente di pensiero quindi è quella.

In modo gattopardesco insomma, cambiare tutto per non cambiare nulla.

Mascherarsi abilmente da Civica, ma seguire sempre le ideologie dell’accoglienza assennata dei migranti che naturalmente pagano i contribuenti.

Continuare a sostenere le politiche della sussidiarietà e assistenzialistiche che hanno portato l’Italia negli ultimi 5 anni a guida PD sull’orlo del baratro.

Accentrare tutti i servizi per così lasciare da sole valli e periferie.

Ma alla fine sono sempre loro, quelli che hanno governato il Trentino e l’Italia negli ultimi 5 anni, e che nelle urne il 21 ottobre sono stati polverizzati dalla comunità.

Quelli di Civitas e Innova sono quelli che dal 40% sono passati al 18% in ambito nazionale, e dal 26% al 13% in Trentino.

Un vero bagno di sangue insomma, un flop dietro l’altro.

Ma c’è una cosa peggiore del perdere le elezioni, ed è non sapere perché si siano perse e continuare a voler prendere in giro i cittadini. 

 

 

 

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