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Giudicarie e Rendena

Arrestato pericoloso pedofilo in val Rendena. È ricoverato in Psichiatria al Santa Chiara

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I carabinieri del Nucleo Investigativo di Trento con i militari della stazione di Tione di Trento hanno tratto in arresto un pedofilo residente in alta Val Rendena.

Qualche giorno fa, durante uno dei frequenti controlli al territorio da parte dell’Arma anche nelle Giudicarie, i carabinieri di Tione fermavano e perquisivano l’uomo, quarant’anni tra qualche mese, originario di quella valle, alla ricerca di stupefacenti.

La perquisizione risultava negativa per droga, ma positiva per via del ritrovamento di una videocamera digitale d’ultima generazione all’interno della quale erano contenuti degli inequivocabili filmati amatoriali.

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L’immediata trasmissione al Nucleo Investigativo dei carabinieri di Trento della videocamera, del cellulare e di un personal computer prontamente sequestrati all’uomo ha consentito di disvelare il drammatico e pericolosissimo mondo che albergava nella mente del quarantenne della val Rendena 

Oltre ad una mole di materiale pedopornografico preoccupante (più di mille tra video e fotografie di bambini ritratti e ripresi in orribili atteggiamenti pornografici con adulti), i militari del Nucleo Investigativo, sfruttando le capacità tecniche dei propri esperti in indagini telematiche, hanno repertato numerosi video di riprese amatoriali realizzate dall’uomo stesso e ritraenti minorenni all’interno del bagno della propria abitazione intente, tutte, ad espletare attività di igiene intima.

Non solo.

Tra questi video si è riscontrata una particolare predilezione per bambine occupate a giocare su altalene o a immergersi (la scorsa estate) in alcune fontane, con videoriprese mirate e zoomate sulle parti intime, farcite da commenti irripetibili ed eccitati del depravato “regista”.

Infatti, questi si appostava negli angoli oscuri del paese, evitando d’essere visto da occhi terzi e, sfruttando le fessure delle tende dei bagni di private abitazioni poste al pianterreno, videoregistrava le bambine nella più ingenua e inconsapevole intimità loro; oppure ancora, sfruttando la posizione centrale della propria dimora in paese, dietro ai vetri del suo balcone puntava l’obiettivo verso una fontana del centro ove è consuetudine per i bambini (villeggianti e residenti) fare il bagno d’estate o giocare in costume; oppure ancora nei granai, posti in alcune case disabitate, si fermava in silenzio e riprendeva il piazzale della scuola elementare in attesa di qualche bambina che soddisfacesse i suoi malsani desideri; oppure ancora dietro alcune siepi del parco giochi si nascondeva per attendere il momento in cui delle bambine volteggiassero sulle altalene, scegliendo con pazienza il momento più opportuno per filmare solo certi specifici fotogrammi (fotogrammi che divenivano osceni nel momento in cui egli li accompagnava a voce commentando le proprie pulsioni irrefrenabili e psichiatriche).

Tale modus operandi smascherato dai militari del Nucleo Investigativo e precisamente reso noto all’Autorità Giudiziaria, ha consentito al Pubblico Ministero, di avanzare richiesta urgente di misura cautelare al GIP che, nella mattinata di lunedì 18, disponeva l’immediata detenzione del reo presso il Servizio di Psichiatria dell’Ospedale Santa Chiara per la reclusione e le cure del caso, riconoscendo il “concreto pericolo che l’indagato commetta delitti della stessa specie di quello per cui si procede” e aggiungendo pure che il quadro evidenziato dai carabinieri illustra dei “disturbi ossessivo-compulsivi che l’indagato non riesce a controllare” (così in Ordinanza).

L’uomo, che annovera, tra gli altri, precedenti specifici, è piantonato in ospedale e rischia fino a 12 anni di reclusione, accusato dei reati di detenzione di ingente quantitativo di materiale pedopornografico e per la relativa produzione.

L’indagine, estremamente precisa e rapida, compiuta dagli specialisti del Nucleo Investigativo e soprattutto l’acume investigativo dei militari della stazione di Tione che hanno saputo sequestrare tutti i dispositivi telematici del pedofilo già alla prima perquisizione, sospettando solo minimamente quanto poi sarebbe emerso, è stata la chiave di volta che ha consentito di disvelare una realtà assurda, tanto pericolosa quanto concreta.

Una realtà che nessuno può sapere tra quanto tempo sarebbe potuta sfociare in atti ancora più drammaticamente concreti.

Tutto ciò in un paese di poche anime, nella placida Val Rendena, dietro le finestre solo apparentemente chiuse, tra le pieghe delle tende di casa, sull’altalena di un parco giochi, nel piazzale della scuola elementare. Fin dentro al proprio bagno.

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Giudicarie e Rendena

“Fiavé Incontri. Viaggi organizzati nel passato per liberi pensatori di oggi”

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Un museo aperto alla comunità, luogo di incontro, dibattito e confronto.

È quanto si propone il Museo delle Palafitte di Fiavé che dopo la pausa invernale ha riaperto i suoi spazi al pubblico con la nuova rassegna “Fiavé Incontri. Viaggi organizzati nel passato per liberi pensatori di oggi”.

Serate a tema, visite guidate con esperti e degustazioni con produttori locali, attività e laboratori per famiglie caratterizzeranno la primavera al museo offrendo spunti di conoscenza, riflessione e approfondimento.

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Le iniziative sono curate dai Servizi educativi dell’Ufficio Beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento in collaborazione con il Comune di Fiavé, la Pro Loco, L’Ecomuseo della Judicaria e l’Associazione Deges – Diffusione Enogastronomica Giudicarie Esteriori.

Si inizia giovedì 28 marzo alle ore 20.30 con un argomento di scottante attualità: “La violenza ha mille volti. Impariamo a conoscerla”, una serata informativa contro la violenza sulle donne, con relatori della Commissione provinciale pari opportunità e del Centro Antiviolenza Trento.

Gli appuntamenti proseguono giovedì 11 aprile, alle ore 20.30, con “storie senza Storia. Tracce di uomini in guerra (1914-1918)”, dialogo con Franco Nicolis, direttore dell’Ufficio beni archeologici, che illustrerà aspetti e significato dell’archeologia della Grande Guerra. Il 15 maggio, alle ore 20.30, il museo ospiterà “Di pietra e legno. Le recinzioni rurali in Trentino” a cura dell’Ecomuseo della Judicaria nell’ambito della rassegna Ecomuseo di primavera.

Per approfondire le tematiche trattate in museo domenica 7 aprile e 5 maggio, alle ore 15, è previsto “Un giorno in palafitta”, visita animata alla scoperta della vita quotidiana nel villaggio palafitticolo di Fiavé di 3.500 anni fa. Ingresso al museo e partecipazione saranno gratuiti.

Sono pensati per le famiglie con bambini due laboratori per cimentarsi in prima persona con tecniche antiche: il 24 aprile alle ore 15 “Al museo con Roberto Reperto” permetterà di scoprire i reperti in ceramica dei villaggi palafitticoli di Fiavé, mentre il 5 maggio “100% latte” sarà dedicato alla lavorazione del latte al tempo delle palafitte. È legato ai prodotti locali delle Valli Giudicarie “Saperi e sapori dalle palafitte. Latte, sale e caglio” in programma il 26 aprile alle ore 15.

I partecipanti potranno visitare il museo in compagnia di un’archeologa e di un produttore locale e dialogare con loro sulla lavorazione del burro e la produzione del formaggio tra passato e presente.

Al termine merenda-degustazione a base di prodotti del territorio.

La rassegna si conclude con la “Festa delle famiglie al museo. Un canestro di (prei)storie” il 26 maggio alle ore 15. Porte aperte al museo per scoprire in modo giocoso e divertente la vita quotidiana al tempo delle palafitte e per saltare a canestro assieme alla Società Sportiva Giudicarie Basket. L’ingresso e la partecipazione alle attività saranno gratuiti.

Nei mesi primaverili, fino al 19 giugno, il Museo delle Palafitte di Fiavé è visitabile nei giorni di sabato, domenica e festivi dalle ore 14 alle 18.

Il programma

FIAVÉ INCONTRI . VIAGGI ORGANIZZATI NEL PASSATO PER LIBERI PENSATORI DI OGGI

28 marzo 2019 ore 20.30

La violenza ha mille volti. Impariamo a conoscerla
Serata informativa contro la violenza sulle donne

11 aprile 2019 ore 20.30

storie senza Storia. Tracce di uomini in guerra (1914-1918)
Dialogo con Franco Nicolis, direttore dell’Ufficio beni archeologici

15 maggio 2019 ore 20.30

Di pietra e legno. Le recinzioni rurali in Trentino
A cura dell’Ecomuseo della Judicaria nell’ambito della rassegna Ecomuseo di primavera

DOMENICHE AL MUSEO #iovadoalmuseo

7 aprile e 5 maggio 2019 ore 15

Un giorno in palafitta
Visita animata alla scoperta della vita quotidiana nel villaggio palafitticolo di Fiavé 3.500 anni fa. Ingresso libero al museo dalle ore 14 alle 18 e visita animata gratuita

LABORATORI PER FAMIGLIE

24 aprile 2019 ore 15

Al museo con Roberto Reperto
Laboratorio alla scoperta dei reperti in ceramica dei villaggi palafitticoli di Fiavé

5 maggio 2019 ore 16.30

100% latte
Laboratorio per conoscere la lavorazione del latte al tempo delle palafitte

SAPERI E SAPORI DALLE PALAFITTE

Visite guidate e degustazioni con esperti e produttori delle Valli Giudicarie

26 aprile 2019 ore 15

Latte, sale e caglio
La lavorazione di burro e formaggio tra passato e presente
Visita guidata e degustazione con l’Azienda Agricola Misonet

FESTA DELLE FAMIGLIE AL MUSEO

26 maggio 2019 dalle ore 15

Un canestro di (prei)storie
Porte aperte al museo per scoprire insieme a Marel e ai suoi amici la vita al tempo delle palafitte e per saltare a canestro assieme alla Società Sportiva Giudicarie Basket. Ingresso e attività didattica gratuiti
In collaborazione con il Comune e la Pro Loco di Fiavé

Partecipazione ai laboratori e alle visite guidate con degustazione: 2 euro previa prenotazione tel. 0465 735019 entro le ore 13 del giorno dell’iniziativa. La quota comprende l’ingresso al museo. Laboratori minimo 5 max 20 bambini, a partire dai 6 anni.

Informazioni

Provincia autonoma di Trento

Soprintendenza per i beni culturali

Ufficio beni archeologici

Via Mantova, 67 – 38122 Trento

Tel. 0461 492161

uff.beniarcheologici@provincia.tn.it

www.cultura.trentino.it/Temi/Archeologia

Museo delle Palafitte di Fiavé

Via 3 Novembre, 53 – Fiavé (Trento)

tel. 0465 735019- 334 6807276

museopalafittefiave@provincia.tn.it

(md)

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Giudicarie e Rendena

Blitz dei Nas al Bar Bocciodromo di Pinzolo: sanzioni per 4.500 euro. Trovata anche della droga

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La Stazione Carabinieri di Carisolo, dipendente dal Comando Compagnia di Riva del Garda nel corso di servizi mirati al controllo ed alla prevenzione delle stragi del sabato sera, in collaborazione con il NAS di Trento, l’unità cinofila Carabinieri di Laives (BZ) la Radiomobile di Riva del Garda e la Polizia Locale di Pinzolo, ha controllato un bar della nota località turistica riscontrando diverse violazioni amministrative e penali.

Il controllo risale a sabato notte quando, a seguito di attente verifiche presso il Bar Bocciodromo da parte del NAS sono stati trovati diversi alimenti in cattivo stato di conservazione, in particolare del pesce spada e tonno, circa 40 chili che sono stati sequestrati, anche per la mancanza di tracciabilità.

Sono state riscontrate anche carenze e mancati aggiornamenti delle tabelle e licenze nonché delle autorizzazioni di pubblico intrattenimento ed inquinamento acustico.

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Ma nel corso dell’accertamento, grazie al fiuto dell’unità cinofila dei Carabinieri, sono state trovate anche sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana che hanno portato i militari ad estendere la perquisizione a casa del gestore dove sono stati trovati in tutto circa 10 grammi di stupefacenti per uso personale.

Il 33 enne gestore del locale, C.F.M.L. è stato denunciato in stato di libertà all’A.G. per il “cattivo stato di conservazione dei prodotti alimentari” e segnalato al Commissariato del Governo per la Provincia Autonoma di Trento in quanto “assuntore di sostanze psicotrope”.

Le sanzioni amministrative a suo carico ammontano, al momento a 4.500 euro.

Anche la Polizia Locale ha attivato una serie di controlli su varie irregolarità riscontrate sul posto.

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Giudicarie e Rendena

Val Rendena: scoperto il furbetto del cartellino. Si cercano i complici

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Peculato, truffa aggravata e falsa attestazione della presenza in servizio.

Sono queste le pesanti accuse che il procuratore Carmine Russo, dopo il fine indagine, ha lanciato ad un dipendente comunale della Val Rendena

Le indagini erano state avviate dalla Polizia Locale delle Giudicarie con la collaborazione della Polizia Locale della Valle del Chiese.

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L’indagine era partita da un fatto accaduto oltre due mesi fa quando una pattuglia della Polizia Locale delle Giudicarie in servizio di controllo, aveva accertato  che un veicolo di proprietà di un comune della Val Rendena condotto da un dipendente circolava a Tione violando la segnaletica stradale.

I poliziotti si sono subito insospettiti, infatti la presenza del funzionario in quel luogo  sono sembrati da subito anomali soprattutto perché l’uomo non aveva apparente ragione di trovarsi con il veicolo di servizio in una via laterale che conduce alla zona industriale di Tione di Trento.

Gli agenti approfondivano la cosa visionando con le telecamere poste all’inizio di Tione gli spostamenti del veicolo e scoprivano che l’auto del funzionario non era mai passata da nessun accesso principale del paese materializzandosi no si sa come solo in quella strada.

Gli accertamenti proseguivano  e pochi giorni dopo gli operatori di Polizia rilevavano in sosta lo stesso veicolo nei pressi di un’abitazione privata nel proprio territorio di competenza.

Le verifiche divenivano via via più mirate, venivano organizzati alcuni servizi di osservazione che permettevano alle 2 Polizie Locali di accertare nell’arco di poche settimane ulteriori 8 luoghi insoliti ove veniva notata l’auto sempre in strade laterali, tra Sella Giudicarie, Tre Ville, di nuovo Tione, Comano Terme e Stenico.

Veniva allora acquisita dal comune da cui dipende l’impiegato la documentazione attestante la presenza oraria in servizio del dipendente. Dall’analisi delle timbrature emergevano diverse anomalie, alcune anche particolarmente sorprendenti.

E’ stato dimostrato che il dipendente, in alcune occasioni, abbia timbrato il cartellino presso la sede municipale mentre gli accertamenti lo collocavano in maniera inequivocabile in luoghi ben distanti dal Comune. Questo fa supporre la complicità di qualche collega e su questo si stanno sviluppando ora le indagini.

I riscontri hanno permesso di accertare come il soggetto utilizzasse il veicolo di servizio per scopi personali, ed essendo profondo conoscitore del territorio, in maniera scrupolosa, allungando considerevolmente i percorsi, procedesse su strade secondarie, non video sorvegliate con varchi specifici, in modo da eludere sistematicamente eventuali controlli da remoto.

Dagli accertamenti effettuati in un lasso di tempo limitato, si è attestato un utilizzo del veicolo di servizio per quasi 300 km (tra andata e ritorno tra i luoghi non autorizzati e la Sede Municipale), si ipotizza pertanto come il comportamento dell’uomo, sia stato sistematico, principalmente in ordine all’utilizzo del veicolo di servizio per fini personali e secondariamente, non per gravità, nell’attestazione della presenza in servizio.

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