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Ambiente Abitare

Via alla riforma sulla caccia: soppresso il comitato faunistico e sanzioni più pesanti per le violazioni

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Giulia Zanotelli l'assessore all'agricoltura, foreste, caccia e pesca

La giunta provinciale di Trento riunita ieri in seduta straordinaria ha approvato due importanti provvedimenti per la semplificazione della disciplina amministrativa in materia di gestione della caccia: si tratta di un disegno di legge che riguarda l’impianto sanzionatorio e di un regolamento di semplificazione riferito agli organi di gestione amministrativa della materia venatoria

Il disegno di legge intende aggiornare l’impianto sanzionatorio provinciale vigente, che risale ancora all’entrata in vigore della legge del ‘91 (L.P. 24 maggio 1991, n. 24) e da allora mai modificato.

Si ridefiniscono, innanzitutto, gli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie convertendo in euro i relativi importi, con una maggiorazione di circa il 20%.

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Si dispone inoltre che la misura delle stesse sia aggiornata ogni cinque anni in misura pari alla variazione ISTAT.

La proposta di legge introduce poi una seconda sostanziale modifica all’impianto delle sanzioni, prevedendo una puntuale disciplina della sospensione del permesso annuale di caccia o del permesso d’ospite annuale che si accompagna in automatico alle sanzioni penali ed amministrative.

Si prevede, infatti, che la sospensione del permesso annuale di caccia e del permesso d’ospite, fino ad oggi disposta discrezionalmente entro il limite temporale massimo di tre anni, si applichi in misura predeterminata ad una serie prefissata di violazioni commesse nell’esercizio della caccia, riducendo il carico amministrativo ed eliminando il contenzioso dinanzi alla Giunta provinciale.

In tal modo, saranno sanzionate con la sospensione del permesso annuale di caccia e del permesso d’ospite, anche fino a 5 anni, le violazioni più significative e più gravi che possono essere commesse nell’esercizio dell’attività venatoria, come le sanzioni penali e le sanzioni amministrative più importanti (a titolo di esempio, la caccia in periodo di divieto, con mezzi vietati, a specie protette, in luoghi ove la caccia è vietata, l’uccellagione, la caccia senza polizza di assicurazione, la caccia in violazione degli orari consentiti, la caccia in violazione alle prescrizioni tecniche per omissione della denuncia di abbattimento, della denuncia di uscita o in violazione della disciplina di accompagnamento).

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Per contro, la previsione della sospensione viene soppressa, rispetto alla disciplina vigente, relativamente a violazioni di minor impatto e aventi più che altro carattere formale.

Va poi ricordato che, unicamente per le tipologie di violazione più gravi che determinano un danno per il patrimonio faunistico e per la comunità, con questa proposta la Giunta provinciale introduce il raddoppio del periodo di sospensione del permesso in caso di recidiva entro i cinque anni dalla prima violazione (con elevazione del periodo massimo potenziale di sospensione a 10 anni).

Con il secondo provvedimento la Giunta provinciale, attraverso un regolamento di semplificazione, ha introdotto invece delle importanti modifiche che riguardano i soggetti competenti all’approvazione dei diversi strumenti di gestione della caccia. Lo scopo, da un lato, è di semplificare l’adozione dei provvedimenti, perseguendo l’obiettivo di razionalizzazione e contenimento delle spese della Provincia già delineato nell’articolo 4 della legge provinciale 27 dicembre 2010, n. 27 con riferimento agli organi collegiali di amministrazione attiva, e, dall’altro, di migliorare, adeguare e innovare il ruolo di partecipazione e di supporto alle decisioni amministrative dei differenti portatori di interesse in un ambito così importante quale è quello della gestione venatoria.

Nello specifico, la Giunta provinciale ha previsto la soppressione del comitato faunistico provinciale e l’istituzione di un tavolo faunistico provinciale per assicurare l’informazione, la partecipazione e il raccordo tra la Provincia e i soggetti coinvolti nei vari aspetti della gestione faunistica, anche ai fini della programmazione delle iniziative e degli interventi per la tutela del patrimonio faunistico e per l’esercizio della caccia.

In particolare, le competenze del comitato faunistico provinciale passano all’osservatorio faunistico provinciale, alla Giunta provinciale ed alla struttura competente in materia di fauna selvatica, a seconda della rilevanza e della valenza del provvedimento stesso. Ad esempio, l’espressione dei pareri è trasferita in capo all’osservatorio faunistico provinciale, organo di consulenza tecnico-scientifica della Provincia in materia di tutela della fauna, opportunamente ridefinito nella composizione, l’approvazione delle prescrizioni tecniche per la caccia alla Giunta provinciale mentre l’approvazione dei programmi di prelievo, unitamente ad una serie di autorizzazioni aventi una natura prettamente tecnica, viene affidata alla struttura competente in materia di fauna selvatica, sentito il parere dell’osservatorio.

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Ambiente Abitare

Tonina alla conferenza sul clima: “L’ambiente è la nostra casa e deve diventare una priorità”

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“Nella lotta contro i cambiamenti climatici, il Trentino non parte da zero, può contare su un percorso autorevole e non improvvisato di gestione e salvaguardia del territorio, sulla professionalità di realtà come la Protezione Civile e il Servizio Bacini Montani, nonché sulla straordinaria forza del volontariato. Ma si può fare di più, anche partendo dall’educazione”.

Lo ha detto il vicepresidente e assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione della Provincia autonoma di Trento, Mario Tonina, intervenuto alla conferenza “Cambiamenti climatici: l’urgenza di agire”, con la partecipazione di Luca Mercalli per uno degli appuntamenti clou della Conferenza annuale della Società Italiana per le Scienze del Clima (SISC), che Trento ha ospitato in questi giorni.

Introdotta dal sindaco di Stenico, Monica Mattevi che, dopo aver ricordato i danni della straordinaria tempesta del 31 luglio, ha richiamato l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile che annovera tra i suoi obiettivi anche la lotta contro il cambiamento climatico, la serata è entrata nel vivo con l’intervento di Roberto Barbiero che ha sintetizzato quanto prodotto dalla conferenza sul clima, al quale ha fatto seguito la ‘lezione’ del presidente della società meteorologica.

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Luca Mercalli non ha mancato di commentare la tempesta Vaia, evento estremo, ma non ascrivibile esclusivamente ai cambiamenti climatici, cosa vera invece per lo scioglimento dei ghiacciai. Ampia parentesi quindi per l’Accordo sul clima di Parigi del 2015 che punta ad evitare uno “scenario catastrofico” stante la previsione di un innalzamento di 5 gradi della temperatura sul pianeta se non si interviene subito per ridurre le emissioni di CO2.

“Ciascuno di noi può fare la sua parte – è stato il messaggio conclusivo del vicepresidente Tonina – e non è più possibile rimanere indifferenti di fronte al tema del cambiamento climatico, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni”.

Tonina ha ricordato la commemorazione del primo anniversario della tempesta Vaia avvenuta ieri a Trento, con il ricordo delle vittime e al tempo stesso la gratitudine alle tante persone che in quell’occasione drammatica si sono prodigate per la nostra terra.

La Provincia di Trento – ha ricordato il vicepresidente – ha saputo reagire in modo esemplare, dimostrando di avere alle spalle un percorso autorevole e non certo improvvisato, incardinato sulla sinergia di più soggetti della società civile”.

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Dopo l’alluvione del 1966 infatti, il Trentino ha saputo investire sulla salvaguardia dell’ambiente con il primo Piano Urbanistico.

Nel 1987, dopo la tragedia di Stava, un secondo Piano Urbanistico ha portato ad investire risorse importanti attraverso i bacini montani in ambito di gestione del territorio. E quindi il terzo P.U.P. del 2007 che ha espresso attenzioni fondamentali in tema di ambiente e tutela del paesaggio e che hanno portato a limitare le conseguenze di Vaia.

“Il nostro territorio di montagna è bello ma fragile – ha detto Tonina – necessita di maggior attenzione, di sensibilità, di responsabilità politica, come emerso anche dagli Stati Generali della montagna. E se oggi il Trentino è come lo vediamo, lo si deve alla capacità di aver sostenuto politiche mirate, dalla prevenzione alla cura di bacini e alvei, dall’economia ai servizi, fino alla Protezione civile ed alla grande attenzione rivolta al volontariato ed ai valori che sa esprimere”.

“L’ambiente è la nostra casa  – ha concluso il vicepresidente – e deve essere la nostra priorità. Dobbiamo adottare comportamenti in tal senso, anche investendo in servizi nelle valli, sostenendo oltre che incentivando chi ha voglia di rimanervi. Dobbiamo partire dai nostri giovani, offrendo loro proposte didattiche mirate ma anche l’attenzione che stanno chiedendo attraverso un movimento che ci deve far riflettere. Sarebbe un gravissimo errore non ascoltare la loro voce, perché il nostro compito è anzitutto quello di impegnarci per garantire loro una prospettiva migliore”.

 

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Ambiente Abitare

Delimitate le zone olivicole danneggiate dal caldo di inizio estate

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Le elevate temperature di inizio estate hanno gravemente compromesso la produzione di olive nella zona del Garda e della valle del Sarca.

I danni causati nella fase della fioritura da massime che hanno toccato punte di 38°-40° hanno portato ad una riduzione della produzione nel settore che si stima attorno al 70-80%.

A fronte di ciò, la Provincia autonoma ha deciso di intervenire a sostegno dei produttori, nei limiti stabiliti dalla normativa comunitaria sugli aiuti pubblici al settore agricolo.

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La Giunta provinciale, con una decisione assunta oggi su proposta dell’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli, e valutato che per l’esatta quantificazione del danno si dovrà attendere la fase della raccolta, ha deciso intanto di delimitare le zone olivicole danneggiate, indicando in delibera i Comuni di riferimento.

L’eccezionalità delle avversità atmosferiche verificatesi nei mesi di aprile, maggio, giugno 2019, relativamente alla produzione di olive, è stata riconosciuta per i seguenti comuni:

Arco, Drena, Dro, Ledro, Madruzzo, Nago-Torbole, Riva del Garda, Tenno, Valle dei Laghi.

In questi territori la Provincia utilizzerà gli aiuti straordinari previsti dalla legge 4 del marzo 2003 per indennizzare gli agricoltori delle perdite subite.

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Ambiente Abitare

Manutenzione dei corsi d’acqua: accordo tra Provincia e Autorità di bacino

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Con una delibera che porta la firma dell’assessore all’Agricoltura, foreste, caccia e pesca, Giulia Zanotelli, è stato approvato oggi dalla Giunta provinciale uno schema di accordo tra la Provincia autonoma di Trento e l’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi orientali per dare attuazione al Programma stralcio degli interventi di manutenzione idraulica per l’anno 2018, approvato con Decreto del Ministero dell’Ambiente n. 332 del 27 novembre 2018.

L’accordo, che sarà sottoscritto a breve dallo stesso assessore, prevede il trasferimento alla Provincia di un importo pari a 1.195.000 euro, per l’anno 2018, a fronte della realizzazione di interventi di sistemazione idraulica e forestale riguardanti la manutenzione della rete minore funzionali alla mitigazione di situazioni in atto od alla prevenzione di possibili condizioni di pericolosità.

Gli interventi previsti nell’accordo sono 9 e riguardano manutenzioni e adeguamenti degli alvei, il taglio di vegetazione arborea su tomi arginali e golene del fiume Adige e di suoi affluenti, opere di consolidamento delle sponde di alcuni corpi idrici dei bacini idrografici dell’Adige, dell’Avisio e del Brenta.

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Dei nove interventi previsti, sette sono già stati avviati, mentre due interventi (Rio Udai e Rio Arizzol) sono stati riprogrammati per l’anno 2020 in conseguenza dell’evento alluvionale dell’ottobre 2018 (tempesta Vaia).

Con l’approvazione del provvedimento è stato inoltre individuato il dirigente del Servizio Bacini Montani quale rappresentante della Provincia Autonoma di Trento nell’ambito del “Comitato di indirizzo e controllo per la gestione dell’Accordo“.

Per quanto riguarda le opere realizzate o da realizzarsi nel 2019 è prevista l’assegnazione di ulteriori € 595.500 a fronte della realizzazione di altri interventi di sistemazione idraulica e forestale, oggetto di un ulteriore e separato accordo che sarà sottoscritto nei prossimi mesi.

 

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