Connect with us
Pubblicità

Ambiente Abitare

Sull’energia Kaswalder ha ragione da vendere

Pubblicato

-

Il presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder ha ragione da vendere, quando in un suo articolo pubblicato da un quotidiano locale lo scorso 31 gennaio, rivendica, per il nuovo governo provinciale, la necessità di cambiare rotta, ripensando la gestione del demanio idrico, nel segno della discontinuità con le giunte precedenti che hanno permesso ingiusti e ingiustificati regali a privati, selezionati secondo la ferrea logica del P.A.C.(al secolo parenti, amici e conoscenti).

Si tratta, da un lato della revisione legislativa sistematica del demanio idrico e delle concessioni a fini idroelettrici, come disciplinato dalla legge provinciale sulle acque pubbliche ( l.p. 8 luglio 1976 e ss.mm.) e dall’altro della radicale rivisitazione del competente (?) apparato burocratico provinciale.

I benefici derivanti dalla “riforma” del sistema idrico dovranno essere indirizzati verso il territorio con un’adeguata politica tariffaria a favore di famiglie e imprese.

PubblicitàPubblicità

Veniamo, dunque, alle competenze della gestione delle acque pubbliche.

Prima dell’esercizio della norma statutaria, le competenze erano esercitate dal Genio Civile.

In seguito, l’organizzazione burocratica della Provincia (l.p. 29 aprile 1983 n. 12), affidò le competenze del demanio idrico al Servizio Acque Pubbliche ed Opere Idrauliche, poi Servizio Opere Idrauliche, mentre l’Ufficio Dighe è transitato al Servizio Prevenzione Rischi.

Tuttavia, i tecnici del Servizio Prevenzione Rischi non possiedono una qualche esperienza specifica nel campo degli sbarramenti di ritenuta di bacini e di accumulo idrico, occupandosi di opere di paravalanga e paramassi (Mori ad es.)

Infine, sotto accusa il famigerato art. 17 quater della l.p. 8 luglio 1076 e s.m., di cui ci occuperemo prossimamente.

Pubblicità
Pubblicità

Ambiente Abitare

Al Muse «La lingua del diavolo»: Il gigantesco fiore puzzolente dello Yunnan

Pubblicato

-

Il gigantesco – quanto puzzolente – fiore è ammirabile solo per pochi giorni all’interno della serra tropicale del Museo.

In questi giorni (si stima fino a domenica) nella serra tropicale del Muse si può osservare la curiosa infiorescenza dell’Amorphophallus konjac, aracea originaria della regione dello Yunnan in Cina.

La pianta genera fiori dalle dimensioni imponenti e dal colore rosso vivo ed è particolare, oltre che per le dimensioni raggiunte, anche per il forte odore emanato, una strategia per attrarre gli insetti impollinatori.

PubblicitàPubblicità

Generalmente i fiori durano solo pochi giorni, ma una straordinaria e fortunata doppia gemmazione consentirà di poter ammirare più a lungo la fioritura.

La pianta è in coltivazione nelle serre di propagazione del Muse dal 2016 ed è stata ottenuta grazie a scambi con l’orto botanico di Leiden, nei Paesi Bassi.

Amorphophallus konjac – detto anche “lingua del diavolo” a causa del grottesco spadice rosso – è il fratello minore del più imponente Amorphophallus titanum, che sviluppa una tra le infiorescenze più grandi al mondo, arrivando a superare comodamente i tre metri. Il konjac in esposizione nella serra tropicale del MUSE è però una pianta giovane: il bulbo pesa infatti circa “solo” 5kg e l’infiorescenza supera il metro e mezzo d’altezza. Nei prossimi anni, quando il tubero raggiungerà i 10kg, sarà possibile ottenere un’infiorescenza di oltre due metri.

Il fiore emana un fortissimo odore di carne in putrefazione, è infatti impollinato da coleotteri e ditteri le cui larve sono saprofaghe. La pianta trae così tanto in inganno gli insetti adulti da indurli a depositare le loro uova nella parte basale dell’infiorescenza.

Il grosso bulbo (o cormo, con terminologia botanica ) può raggiungere i 15kg di peso ed è considerato una prelibatezza nel Sud-Est asiatico: è coltivato dall’Indonesia al Giappone, dove viene chiamato Konyaku.

Una particolarità: il konjac può essere coltivato in piena terra anche nelle parti più calde del Trentino, con la cautela che il bulbo sia ad una profondità tale da non farlo congelare in inverno.

 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Ambiente Abitare

Progetto orto in Villa: ecco come iscriversi

Pubblicato

-

C’è tempo fino al primo aprile per iscriversi al progetto di Servizio CivileL’orto in villa – un bene al servizio della comunità”, organizzato dalla pro Loco Cà Comuna del Meanese.

E’ necessario avere meno di 28 anni ed il progetto prevede lo studio della produzione di beni agricoli, la progettazione e gestione di uno spazio verde e della miglior comunicazione per diffondere la cultura della sostenibilità.

Oltre all’età minima è ovviamente necessaria una passione per il mondo agricolo in generale e la disponibilità a partecipare ed organizzare eventi culturali e laboratori didattico formativi.

Pubblicità
Pubblicità

La formazione prevedere una parte teorica ed un’altra pratica con la coltivazione ed il mantenimento di un orto o un giardino.

Si imparerà la produzione di beni agricoli ed anche la loro commercializzazione.

Per maggiori informazioni è possibile contattare la referenti del progetto Giusi Depaoli al 320-3281114 oppure accedere al sito www.serviziocivile.provincia.tn.it scaricando il modulo di iscrizione specificando nella domanda il riferimento al progetto orto in Villa

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Ambiente Abitare

Per colpa de «el Niño» sarà l’estate più calda degli ultimi 60 anni

Pubblicato

-

La prossima si preannuncia un’estate rovente.

Da marzo fino a maggio 2019 sono previsti continui sbalzi termici un po’ su tutta la Penisola.

In base alle proiezioni del centro europeo ECMWF, (Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine) questa primavera dovrebbe segnare infatti temperature più alte del normale ma non mancheranno, di tanto in tanti, rovesci e temporali da Nord a Sud per mitigare il caldo anticipato. L’arrivo de el Niño

PubblicitàPubblicità

Già nel corso della settimana che va da oggi 4 al 10 marzo 2019, infatti, l’alta pressione di origine nord africana dovrebbe far salire la colonnina di mercurio in molte zone dell’Italia.

Stando alle previsioni de ilmeteo.it i venti caldi di Scirocco si faranno sentire soprattutto al Sud, tanto che in Sicilia si potrebbero registrare valori anche attorno ai 24-25 gradi. Sul resto del Paese, invece, le temperature dovrebbero continuare ad aggirarsi attorno ai 16-18 gradi.

Clima che rischia di diventare sempre più torrido via via che i mesi passano.

Sempre secondo ilmeteo.it, infatti, l’estate 2019 potrebbe essere rovente a causa di masse calde prevenienti dal deserto del Sahara e per il passaggio de El Niño che già in questi giorni sta riscaldando le acque superficiali dell’Oceano Pacifico, aumentate di 0.3 gradi.

Gli esperti spiegano quindi che in passato le estati torride sono spesso coincise con la presenza de el Niño

Il caldo afoso potrebbe quindi abbattersi sulla nostra Penisola a partire da fine maggio, con temperature che potrebbero toccare i 30-32 gradi soprattutto nelle Regioni meridionali.

Previsto invece per il mese di giugno il passaggio dell’Anticiclone Africano di matrice Sub-Tropicale, che rischia di rendere l’aria ancor più pesante per via dell’alto tasso di umidità.

Infine, tra luglio e agosto 2019, non escluso, sempre in base ai calcoli de ilmeteo.it, che si potrebbero sfiorare i 40 gradi al Sud, mentre al Centro-Nord i valori dovrebbero oscillare 38 ed i 39 gradi.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Iscriviti alla Newsletter

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

Categorie

di tendenza