Connect with us
Pubblicità

Italia ed estero

Fatture inesistenti e bancarotta fraudolenta, i genitori di Matteo Renzi agli arresti domiciliari

Pubblicato

-

Agli arresti domiciliari i genitori dell’ex premier Matteo Renzi.

Nei confronti di Tiziano Renzi e Laura Bovoli, e di un terzo soggetto, viene contestata l’emissione di fatture inesistenti.

La misura è stata disposta dal gip di Firenze per bancarotta fraudolenta e per emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti.

PubblicitàPubblicità

Il provvedimento, eseguito dalla Guardia di Finanza, riguarda anche una terza persona, un imprenditore di Campo Ligure (Genova). I tre, secondo quanto si apprende, sono stati nel tempo amministratori di fatto di tre società cooperative, due delle quali dichiarate fallite.

Le ipotesi di reato contestate riguardano da un lato l’emissione, tra il 2013 e il 2018, di fatture per operazioni inesistenti all’interno di una delle società e, dall’altro, un’ipotesi di bancarotta fraudolenta che sarebbe stata commessa per le due altre società cooperative tra il 2010 e il 2013.

Secondo la tesi dell’inchiesta della Procura di Firenze, che nell’aprile scorso ha notificato ai tre l’avviso di chiusura delle indagini preliminari ai Renzi attraverso un presunto giro di fatture false avrebbero agevolato un «sistema» ideato dall’imprenditore Luigi Dagostino, ex dominus della società Tramor, per frodare il fisco.

Così Matteo Renzi sul suo profilo di facebook: «Sono costretto ad annullare la presentazione del libro a Torino per una grave vicenda personale. Da circa un’ora mio padre e mia madre sono ai domiciliari. Ho molta fiducia nella giustizia italiana e penso che tutti i cittadini siano uguali davanti alla Legge. Dunque sono impaziente di assistere al processo. Perché chi ha letto le carte mi garantisce di non aver mai visto un provvedimento così assurdo e sproporzionato. Mai.
Adesso chi crede nella giustizia aspetta le sentenze. Io credo nella giustizia italiana e lo dico oggi, con rispetto profondo, da servitore dello stato.
Arriveranno le sentenze e vedremo se questi due cittadini settantenni, incensurati, sono davvero i pericolosi criminali che meritano – oggi, casualmente proprio oggi – questo provvedimento. Arriveranno le sentenze e misureremo la credibilità delle accuse. Arriveranno le sentenze e vedremo chi è colpevole e chi no.
Da rappresentante delle Istituzioni difendo lo Stato di diritto e chiedo a tutti di credere nella giustizia.
Da figlio sono dispiaciuto per aver costretto la mia famiglia e le persone che mi hanno messo al mondo a vivere questa umiliazione immeritata e ingiustificata. Se io non avessi fatto politica, la mia famiglia non sarebbe stata sommersa dal fango. Se io non avessi cercato di cambiare questo paese i miei oggi sarebbero tranquillamente in pensione.
Dunque mi sento responsabile per il dolore dei miei genitori, dei miei fratelli, dei miei figli e dei miei nipoti. I dieci nipoti sanno però chi sono i loro nonni. Sanno che possono fidarsi di loro. E sanno che ciò che sta avvenendo è profondamente ingiusto.
Ma voglio che sia chiaro a tutti che io non mollo di un solo centimetro. La politica non è un vezzo personale ma un dovere morale.
Se qualcuno pensa che si possa utilizzare la strategia giudiziaria per eliminare un avversario dalla competizione politica sappia che sta sbagliando persona. Non ho mai avuto così tanta voglia come stasera di combattere per un Paese diverso e per una giustizia giusta. Chi ha letto le carte dice che di questa storia si parlerà a lungo e che siamo davanti a una decisione assurda. Io non ho letto le carte, aspetto le sentenze. So però ciò che hanno fatto in questi anni alla mia famiglia. E mi basta per dire che non accetteremo nessun processo nelle piazze o sul web. I miei genitori si difenderanno in aula, come tutti i cittadini. Io continuerò a combattere per questo Paese, forte della mia onestà. Forte delle mie idee. Forte dell’affetto di tanta gente che sa perfettamente che cosa sta accadendo»

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

Italia ed estero

Legge di Bilancio 2020: Italia promossa ma con riserva, debito ancora troppo alto

Pubblicato

-

Via libera ma con riserva da parte di Bruxelles alla Legge di Bilancio 2020, colpa come sempre dell’alto debito che, insieme al deficit rischia di portare l’Italia fuori dai parametri fissati dal patto di crescita e stabilità.

Quindi, La Commissione Europea sospende, il verdetto finale in attesa del complicato passaggio parlamentare della manovra sulla quale pendono più di 4500 emendamenti e ciò potrebbe essere tutt’altro che indolore.

Ferme ma rassicuranti sono state le parole del vice presidente della commissione Dombrovskis “Rivaluteremo la situazione nel corso dell’anno, ma non chiediamo misure immediate”.

Pubblicità
Pubblicità

L’allarme non riguarda soltanto l’Italia, ci sono infatti altri 7 Paesi che formano i cosiddetti “sorvegliati speciali”: Belgio, Spagna, Francia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia, e Finlandia.

Tutti, come ad un esame, rimandati a maggio, quando la Commissione valuterà se gli sforzi per ridurre il debito siano stati sufficienti o se, al contrario, saremo ancora sulla cattiva strada per un significativo percorso di riduzione del debito.

A quel punto, nel caso in cui la tendenza del debito italiano procedesse verso l’alto, l’Italia rischierebbe la procedura di infrazione.

Intanto a Roma si fa duro lo scontro sul Mes, il meccanismo politico europeo salva stati la cui forma sta creando ulteriori disordine nella maggioranza.

Pubblicità
Pubblicità

Era stato Salvini qualche giorno fa a a diffondere il caso, dando del traditore al premier colpevole di dare il via libera ad un meccanismo che, penalizzerebbe gli stati con il debito più elevato.

Il mes fa ora parte di un pacchetto complessivo ancora non approvato, ma sarà all’ordine del giorno nel prossimo mese di dicembre, dopodicheè sarà disposto al voto del Parlamento.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Italia ed estero

Spaventoso incidente in Slovenia, tir precipita da viadotto. Il Video

Pubblicato

-

L’incidente è avvenuto il 13 novembre 2019. Questo filmato, diffuso dal portale Storyful, cattura il momento in cui un’auto per una disattenzione devia finendo sul lato del camion sulla tangenziale di Lubiana, costringendo il camion a schiantarsi attraverso la barriera di sicurezza.

Secondo quanto riferito dai media locali, il camion è precipitato con un volo di 20 metri. La vittima è un uomo ungherese di 50 anni. Sono in corso indagini per stabilire l’esatta dinamica dello schianto.

L’incidente è stato ripreso dalle telecamere di sicurezza piazzate su un cavalcavia.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Italia ed estero

L’Italia dice no all’abolizione dell’ora legale. Tutto rimane come prima

Pubblicato

-

Nel nostro Paese resterà in vigore il doppio orario. Infatti l’Italia ha detto no all’abolizione dell’ora legale.

Come richiesto dall’Unione europea, dal 2021 ogni Paese dovrà decidere se adottare per tutto l’anno l’ora legale o quella solare.

Il governo italiano a Giugno ha depositato a Bruxelles una richiesta formale per mantenere la situazione attuale, senza variazioni. Tutto rimane inalterato.

PubblicitàPubblicità

Sono  tre i motivi principali che hanno determinato questo scelta come spiega il Corriere della Sera in un articolo a firma di Lorenzo Salvia.

La prima perplessità espressa dal nostro Paese riguarda la “mancanza di una valutazione d’impatto dalla quale si possa evincere, in modo esaustivo, il quadro dei vantaggi e degli svantaggi”.

Non ci sarebbero, dunque, prove scientifiche che i cambiamenti dell’ora possano davvero danneggiare l’equilibrio psico-fisico.

Il secondo dubbio espresso dal governo italiano è quello relativo all’aspetto economico: grazie all’ora legale, che per sei mesi l’anno ci consente di accendere le luci un’ora dopo, si risparmiano soldi.

Pubblicità
Pubblicità

Il terzo e ultimo motivo è legato alla possibilità che le “singole scelte degli Stati membri possano creare un mosaico di fusi orari, con il rischio di non garantire il corretto funzionamento del mercato interno”.

Nel dettaglio comunque i Paesi dell’Europa del Sud (come l’Italia) sono a favore del doppio fuso orario in vigore adesso, perché questo fa guadagnare un’ora di luce nel periodo estivo e ne fa recuperare un’altra nelle mattine invernali.

Al contrario, i Paesi del Nord Europa sono contro l’ora legale perché da loro in estate fa buio più tardi e conseguentemente non hanno bisogno di spostare le lancette in avanti per risparmiare sulle bollette. La discussione su questo tema avverrà nei prossimi mesi nelle sedi del Parlamento e della Commissione europea.

 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • PubblicitàPubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza