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Trento

Depuratore Trento 3: ecco come nasce un impianto di ultima generazione

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Sicuramente in molti tra i circa 15.000 automobilisti che ogni giorno percorrono la statale tra Trento e Rovereto si chiederanno cosa succede ai piedi della montagna che sovrasta la località “Ai murazzi”.

Ebbene lì dall’aprile dell’anno scorso è stato aperto quello che, assieme al collegamento Passo S. Giovanni – Cretaccio, è il più grande cantiere nel piano delle opere pubbliche viabilistiche e ambientali della Provincia: quello per la realizzazione del nuovo depuratore Trento 3.

Oggi a fare il punto sui lavori c’era anche il presidente Maurizio Fugatti che, accompagnato dal dirigente del Dipartimento infrastrutture e trasporti Stefano De Vigili ha incontrato i responsabili delle strutture coinvolte (Luciano Martorano responsabile del procedimento e dirigente dell’Agenzia per le opere pubbliche APOP., Fabio Berlanda dirigente dell’Agenzia per la Depurazione ADEP, Mauro Groff dirigente del Servizio Opere Ambientali e Giovanni Gatti dirigente del Servizio Gestione degli impianti) e una rappresentanza delle Imprese impegnate nel cantiere.

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Quello che si sta costruendo è un depuratore di ultima generazione in grado di abbattere al 95% le sostanze inquinanti. Dimensionato per 150.000 abitanti equivalenti con una capacità di depurazione di 6 mila metri cubi all’ora, sta sorgendo su un’area di circa 6 ettari e sostituirà l’attuale depuratore a Trento sud.

In realtà le condotte, già in buona parte posizionate, serviranno anche Aldeno, Romagnano e, indirettamente Garniga per raggiungere infine Calliano e Besenello. Dal punto di vista ambientale sono stati fatti degli studi molto accurati per garantire il quasi completo mascheramento di un impianto che si svilupperà per circa 250 metri di lunghezza ed altri 50 di larghezza.

Non si è trascurato inoltre l’aspetto del risparmio energetico: il prodotto a valle del ciclo di depurazione viene infatti recuperato in fanghi attraverso un processo che produce biogas anche questo recuperato per abbattere fabbisogno energetico della struttura.

In aggiunta a questo è prevista l’installazione di pannelli fotovoltaici e di una turbina per sfruttare l’importante flusso di acqua che, una volta ripulita, tornerà nel fiume Adige.

L’intervento comporta anche due migliorie di sistema molto importanti. Lo spostamento di un tratto di strada statale in corrispondenza del nascituro impianto e la creazione di un vallo di contenimento di eventuali distacchi dalla parete rocciosa sovrastante.

Il tutto a vantaggio della sicurezza degli automobilisti come pure di chi lavorerà nella struttura. E di sicurezza si è parlato stamani anche pensando agli operai del cantiere, tema che verrà presidiato con la posa di barriere paramassi e monitoraggio continuo.

I lavori stanno procedendo su tre punti: il nuovo tratto della statale che è quasi ultimato, la realizzazione dei diaframmi per le fondamenta del vallo tomo dell’edificio e la stazione di pompaggio che fungerà da captazione e raccordo delle varie condotte. L’opera complessivamente costa poco più di 100 milioni di euro, parte a bilancio, e parte finanziata con fondi BEI.

L’impegno è di vederla in funzione nell’estate 2021.

SCHEDA TECNICA – 

– L’impianto è posizionato ad una distanza di 50 m dal piede della parete rocciosa, che lo sovrasta per un’altezza di 150 metri, e si estenderà fino all’attuale tracciato della strada statale. Il tracciato stradale verrà modificato e traslato verso la ferrovia per una lunghezza di 850m.

– Per la realizzazione dell’impianto è previsto lo scavo del conoide detritico per un volume di 850.000 metri cubi che verranno reimpiegati per la realizzazione del nuovo tracciato della statale e per un tomo di protezione dell’impianto dalla caduta massi avente un’altezza di 21 metri ed una lunghezza di 500 metri.

– L’impianto avrà una potenzialità di 150.000 abitanti equivalenti e tratterà ogni giorno un volume di 48.000 metri cubi di reflui fognari, con una portata media di 2.000 metri cubi all’ora e punte fino a 6.000 metri cubi all’ora.

– La cogenerazione con il biogas, la turbina idraulica sullo scarico dell’acqua depurata e i pannelli fotovoltaici produrranno 4 milioni di kWh all’anno che coprono circa il 30% del fabbisogno energetico dell’impianto.

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Trento

Aquila Basket Summer Camp, si parte!

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“Tutto esaurito” nel camp estivo targato Dolomiti Energia Basketball Academy, ospitato dall’Hotel Villa di Bosco a Stava di Tesero: a partire da ieri e per le prossime due settimane saranno quasi 200 complessivamente i ragazzi e le ragazze fra gli 8 e i 17 anni che vivranno le emozioni e i coinvolgenti ritmi dell’Aquila Basket Summer Camp.

Allenati da oltre venti istruttori e tecnici di “scuola Aquila” e da tutta Italia e seguiti dai ragazzi dell’Istituto Alberghiero confermati anche quest’anno fra cucina e servizi, i ragazzi potranno anche quest’anno godere delle straordinarie strutture che prevedono cinque campi da basket all’aperto e al coperto, piscina e palestra di arrampicata oltre agli splendidi sentieri che circondano Stava e la Val di Fiemme.

La prima settimana è subito cominciata col botto, con la visita nei primissimi giorni dell’assistente allenatore della Dolomiti Energia Trentino e della Nazionale Italiana Lele Molin, che ha subito messo a disposizione dei vari gruppi la sua esperienza e la sua straordinaria conoscenza della pallacanestro. Il tutto in attesa degli arrivi di altri ospiti speciali di Aquila Basket e di quello del coach NBA Ryan Forehan- Kelly, atteso per meta settimana.

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Trento

Lotta alla droga, creato in Provincia un presidio permanente. Fugatti: «Ora lotta a 360° con repressione ed educazione»

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La lotta alla droga è una vera e propria guerra che la Giunta provinciale vuole affrontare a 360 gradi, attraverso la repressione, con la preziosa attività delle Forze dell’Ordine, ma anche attraverso un’azione sul piano culturale ed educativo, che coinvolga in particolar modo i giovani”.

Così il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, che oggi, insieme all’assessore Giulia Zanotelli, ha annunciato l’istituzione di un presidio permanente attraverso un organo, incardinato presso la presidenza della Giunta provinciale, che si occuperà di disagio giovanile legato all’uso delle droghe.

A tirarne le fila sarà Federico Samaden, dirigente dell’Istituto alberghiero di Rovereto e Levico Terme, per 20 anni responsabile della comunità di San Patrignano a Trento.

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“In questi primi mesi di amministrazione – ha detto il presidente – quello che ha colpito in particolare modo la Giunta è la forte preoccupazione manifestata dai genitori in merito al tema della droga e più generale del disagio giovanile. Ci sono famiglie colpite in prima persona, che affrontano questo dramma e famiglie preoccupate per quello che potrebbe succedere ai propri figli. Noi crediamo – ha aggiunto Fugatti – che debba passare il messaggio tra i giovani e nelle scuole che la droga fa male. Negli ultimi anni, anche per determinate scelte legislative di livello nazionale, è passato un messaggio sbagliato, di eccessiva tolleranza che non evidenziava la gravità del fenomeno”.

“Abbiamo scelto Samaden – ha aggiunto il presidente – perché pensiamo che grazie alla sua esperienza passata, con giovani che hanno vissuto in prima persona il dramma della tossicodipendenza, ed attuale, come dirigente di una scuola, possa darci una mano ad affrontare il problema sotto l’aspetto culturale ed educativo. Servirà soprattutto una forte azione di coordinamento per mettere in sinergia tutti gli attori che lavorano nel mondo del disagio giovanile, unita ad una forte implementazione delle politiche di contrasto alle droghe, alla dispersione scolastica e alla povertà educativa, quale segnale forte di vicinanza alle famiglie nel faticoso percorso di crescita dei figli. Da oggi – ha concluso il presidente – ci prendiamo questo impegno, certamente complesso, ma che porteremo avanti con il massimo convincimento”.

“Dobbiamo dare ai ragazzi messaggi chiari – ha detto Samaden ringraziando la Giunta provinciale per la fiducia – e riappropriarci delle nostra responsabilità di adulti che negli ultimi 20 anni è stata abbandonata. Dobbiamo accompagnare i nostri ragazzi. Dobbiamo sostenere le famiglie nel loro compito genitoriale e valorizzare il lavoro di chi in Trentino sta già operando in tal senso. Ci vuole una grande alleanza che rimetta al centro le nostre responsabilità, che vada oltre le divisioni”. Fra le proposte già allo studio, evidenziate da Samaden, quella di creare in Trentino una rete di scuole e di comuni “no drugs”.

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Trento

Sequestrata mezza tonnellata di carne surgelata a Trento. Denunciato pakistano per violazione delle norme sanitarie

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La Guardia di Finanza di Trento, durante un controllo su strada, ha sequestrato per violazioni alle norme igienico-sanitarie mezza tonnellata di prodotti surgelati, destinati al consumo alimentare, trasportati su un furgoncino alla cui guida era un cittadino di origine pakistana, nei cui confronti è stata elevata una pesante sanzione amministrativa.

Nel fine settimana una pattuglia della Compagnia delle Fiamme Gialle di Trento, impiegata in servizio di pubblica utilità 117 nel capoluogo provinciale, all’altezza di via Giusti, ha fermato per un controllo un furgoncino di colore bianco, alla cui guida si trovava A.Z., 22 anni, cittadino di origine pakistana regolarmente residente in Italia, lavoratore presso una piccola ditta della provincia di Verona che commercia in prodotti etnici, saltato agli occhi dei Finanzieri perché stava conducendo il mezzo conversando al cellulare.

Dopo la contestazione della violazione alle norme del codice stradale, costategli cinque punti della patente e 165 euro di sanzione, sono poi stati controllati i documenti di accompagnamento delle merci; i Finanzieri hanno ispezionato il vano di carico per controllarne la corrispondenza con i beni trasportati e non appena aperti i portelloni hanno immediatamente visto che qualcosa non andava: all’interno del furgoncino era contenuta carne mista di pollo, vitello e tacchino, hamburger, polpette di legumi, pane e patatine fritte in forma surgelata, per un totale complessivo di cinquecento chili di prodotto, per un valore commerciale di circa duemila euro, senza però che fossero rispettate le cautele minime previste dalle norme igienico-sanitarie.

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La temperatura interna, che per gli alimenti surgelati deve essere almeno inferiore ai diciotto gradi, era decisamente superiore, anche oltre le tolleranze previste per legge (nell’ordine dei tre gradi centigradi), mentre i prodotti erano contenuti in cartoni aperti e la carne era invece avvolta nella plastica in maniera non uniforme e, in alcuni casi, con parte del prodotto esposto all’aria, con un elevato rischio di contaminazione microbica e disidratazione.

La merce, oltre che ad alcuni negozi del veronese era destinata a due distinte rivendite etniche di Nago Torbole e di Trento.

Il furgoncino per il trasporto della merce è poi risultato essere sprovvisto del certificato di revisione periodica sia del mezzo che dell’impianto di refrigerazione e surgelamento: anche per questo sono state elevate due distinte contestazioni per complessivi 400 euro; le violazioni riscontrate non si sono però limitate agli aspetti igienico-sanitari e alla regolare circolazione su strada: dal riscontro tra il quantitativo di merce indicato nei documenti di accompagnamento e quello effettivamente trasportato è risultato un significativo ammanco, segno che parte della merce era trasportata in nero: per questo aspetto, oltre alle sanzioni amministrative pari al 100% del valore delle merci trasportate e non registrate, pari a un migliaio di euro circa, seguiranno opportuni accertamenti fiscali.

La merce surgelata è stata sequestrata in via cautelativa e al trasgressore è stato elevato un verbale di contestazione alle norme in materia di alimenti surgelati destinati all’alimentazione umana contenute nel Decreto Legislativo 110/1992, con una sanzione amministrativa fino a cinquemila euro, oltre alla segnalazione che sarà inviata agli organismi provinciali e di polizia competenti in materia per le verifiche anche nei confronti dei destinatari della merce.

L’attività su strada delle Fiamme Gialle, dedicata al controllo dei beni e delle merci che transitano quotidianamente sulle vie di comunicazione, ha la duplice funzione di accertare che siano rispettate le norme fiscali sui documenti di accompagnamento ma anche il fondamentale scopo di contribuire al controllo sulla regolare provenienza di ogni tipo di merce, anche per fini igienico-sanitari, in modo che non vengano messi in vendita ai consumatori finali prodotti non conformi e non certificati cui si aggiunge, come in questo caso, l’importante concorso all’azione delle altre Forze di Polizia al rispetto delle norme del Codice della Strada.

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