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Trento

Sardagna: 486 firme per dire no alla riattivazione della discarica della sativa

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486 firme raccolte su 600 elettori per un popolazione di poco superiore agli 800 abitanti: si può dire che Sardagna ha respinto nella sua totalità l’ipotesi di una ripresa di qualsiasi attività nella discarica attualmente di proprietà della Sativa che si trova a sud dell’abitato.

Il documento che accompagnava la petizione popolare presentato dal “ Comitato Raccolta Firme”, è stato approvato dal Consiglio di Circoscrizione di Sardagna con 8 voti favorevoli ed un solo contrario.

Le firme sono state spontaneamente raccolte all’Oratorio del paese e solo in un secondo tempo i promotori sono passata di casa in casa.

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L’attuale ipotesi bloccata da un provvedimento temporaneo di sospensione della Provincia, prevederebbe il riempimento della cava con rifiuti. ” Se la saturazione poteva avere un senso quando c’erano da smaltire quantità significative di inerti derivanti dai lavori edili – precisa il presidente della Circoscrizione Pedrotti – con la situazione attuale arriverebbero solo rifiuti non pericolosi se non peggio. La cosa migliore però sarebbe quella di un passaggio di proprietà dal gestore privato alla Provincia che allontanerebbe tutte le ipotesi speculative sul sito”.

Nel documento approvato lunedì sera dopo la ricostruzione storica della cava, sono indicate anche delle precise richieste che saranno presentate all’amministrazione comunale perché se ne faccia portavoce in Provincia: ” Per indennizzare Sardagna dei gravi torti e disagi nel tempo subiti adottando le seguenti misure: promuovere gli idonei atti amministrativi volti ad impedire la ripartenza dei conferimenti di rifiuti in sito e contestualmente acquisire dalla ditta Sativa l’area di proprietà della stessa. Predisporre ed attuare un progetto di messa in in sicurezza dell’area. Predisporre e attuare un progetto di ripristino ambientale in modo che ne possano fruire, quantomeno, le future generazioni”.

Il “Comitato Raccolta Firme” ha organizzato per sabato mattina a partire dalle 10 una conferenza stampa – sit in in Piazza Dante davanti al Palazzo della Regione.

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Trento

Life club di Bolzano: giovane trentino massacra di botte la sua ex, denunciato.

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Una ragazza di 23 anni di Trento aveva deciso di passare la serata di sabato con il suo ex ragazzo.

Questo per cercare di esaudire alcune richieste di riavvicinamento da parte dell’uomo.

La coppia per questo aveva deciso di passare la serata al Life Club di Bolzano.

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Probabilmente il ragazzo, anch’egli di Trento, sperava di riconquistare il cuore della 23 enne che però alla fine della serata ha risposto picche al suo ex ragazzo.

Per questo, verso le 5 del mattino all’uscita dal locale senza motivo apparente il ragazzo ha cominciato ad aggredite la sua ex ragazza in modo brutale. 

All’esterno del locale si è lasciato andare a pugni, calci e percosse, colpendo duramente il viso e le gambe.

L’indifferenza dei passanti ha fatto sì che l’uomo tornasse indisturbato verso la sua auto, lasciando la donna sanguinante a terra.

Nonostante questo grave episodio, la donna è riuscita a tornare a casa e a presentarsi il giorno successivo sul posto di lavoro.

Il volto tumefatto non poteva però passare inosservato.

Per questo la ventitreenne – incalzata da conoscenti e amici – ha deciso di andare al Pronto soccorso dell’ospedale Santa Chiara di Trento, dove una serie di esami hanno evidenziato un occhio nero e semichiuso, vari ematomi in tutto il corpo ed ecchimosi al volto, alle braccia e anche alle gambe.

L’uomo, forse per evitare la denuncia, si è anche presentato sul posto di lavoro della donna fingendosi disperato.

Fortunatamente il coraggio di denunciarlo, ha evitato che queste aggressioni brutali non rimanessero impunite.

Perché le violenze sulle donne vanno sempre denunciate senza se e senza ma.

 

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Trento

Arresto anarchici, Fugatti: «Grazie alle Forze dell’ordine per il blitz, la violenza va sempre contrastata»

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“Esprimiamo il nostro pieno plauso alla Polizia di Stato di Trento, ai Carabinieri del Ros e del comando provinciale Carabinieri, alla Digos e all’Antiterrorismo per il tempestivo intervento che, all’indomani di un nuovo, deprecabile attentato alla linea ferroviara della Valsugana, ha portato allo smantellamento di una cellula anarco-insurrezionalista responsabile di numerosi atti di violenza, tra cui anche quello riguardante l’ordigno esplosivo collocato ad Ala, presso la sede della Lega, il 13 ottobre dello scorso anno. Nell’attesa che l’operazione si concluda, vogliamo dire un forte ‘grazie’, a nome di tutti i trentini, a coloro che si adoperano in favore della legalità, della sicurezza, della repressione dei crimini, ribadendo che la violenza contro persone, cose, luoghi e infrastrutture pubbliche, idee, va sempre respinta e contrastata con fermezza. Le istituzioni trentine, dal canto loro, fanno e faranno sempre quanto è in loro potere per appoggiare il prezioso lavoro delle Forze dell’ordine, nell’interesse della pace sociale e della democrazia”.

Così il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, dopo avere appreso del blitz che, nel corso della notte, ha portato all’arresto, in Trentino, di sette persone, appartenenti ad una cellula anarchico-insurrezionalista, presunti responsabili di una serie di attentati avvenuti a partire dal 2017 fino ad oggi contro obiettivi istituzionali.

Un blitz antiterrorismo di Polizia e Carabinieri è scattato nella notte in Trentino Alto Adige nei confronti di una cellula di presunti anarco-insurrezionalisti.

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Sono sette le misure cautelari emesse dal gip del tribunale di Trento nei confronti di quelli che, secondo gli investigatori, sono i responsabili di una serie di attentati contro obiettivi istituzionali commessi tra il 2017 e il 2019.

Tra questi anche l’ordigno del 13 ottobre 2018 davanti alla sede della Lega di Ala (Trento), dove sarebbe dovuto andare Matteo Salvini. (qui l’articolo)

Le indagini contro quella che viene ritenuta dagli investigatori “un’organizzazione terroristica di matrice anarchica”, sono state condotte dal Ros dei Carabinieri, dalla Digos di Trento e dall’Antiterrorismo.

Assieme agli arresti sono scattate una serie di perquisizioni sia nelle abitazioni degli indagati sia di una serie di soggetti ritenuti vicini alla cellula anarchica.

Il blitz è partito nella notte da Rovereto e si è esteso in tutta la regione.

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Trento

Boom di visite ieri per «La Voce del Trentino», 113.707 pagine lette in 24 ore

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Ancora un nuovo boom di accessi ieri, 18 febbraio 2019, sul nostro quotidiano online.

Solo nella giornata di ieri sono state lette 113.707 pagine dai quasi 60 mila lettori che hanno scelto di sfogliare gli articoli de «La Voce del Trentino»

Dalle 4.410.000  pagine lette del 2016 il quotidiano è passato a 11 milioni del 2017 e alle 14 milioni nell’anno scorso. 

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Un giornale che negli ultimi 2 anni è cresciuto un modo costante e sicuro, consolidando sempre di più il suo bagaglio di lettori fidelizzati grazie ad una comunicazione schietta e incisiva e soprattutto libera e veritiera.

Il cambio di grafica, avvenuto nel febbraio 2018, ha dato sicuramente una marcia in più al giornale che ora viene costantemente seguito e nominato da tutti i media nazionali più importanti.

Ad oggi la Voce del Trentino, diretta da Elisabetta Cardinali, (foto) è la testata online più letta e più popolare della provincia di Trento e viene sfogliata anche da molte città d’Italia e da moltissimi Stati del mondo, seconda solo al quotidiano L’Adige.

È l’unica testata che è radicata su tutto il territorio provinciale e regionale grazie all’apertura de «La Voce di Bolzano», che sta raggiungendo già traguardi importanti (oltre 5.000 le pagine lette solo ieri)

Da ricordare che grazie al percorso indicato dall’ODG in questi anni sono diventati giornalisti pubblicisti ben 15 collaboratori. (con altri 2 in procinto di diventare)

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