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Valsugana e Primiero

Pergine festeggia i 101 anni di don Guido Avi

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Don Guido avi festeggiato nel 2018 per i suoi 100 anni

Si festeggeranno oggi a Pergine i 101 anni di don Guido Avi, il sacerdote attivo più anziano della diocesi di Trento.

Ordinato sacerdote il 21 marzo 1942 dal vescovo Carlo de Ferrari, ha alle spalle 77 anni da parroco, sia in piccoli centri, che nel rione cittadino di Cristo Re che lo ricorda con il soprannome di “Don Torta”.

Proprio i vecchi residenti del quartiere di Cristo Re lo hanno soprannominato «il parroco inviato dal signore», appellativo coniato per tutto quanto ha fatto negli anni del suo impegno nel rione. (qui la sua intervista in proposito)

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Don Guido Avi è stato il primo parroco del rione di Cristo Re, a lui si deve la costruzione della chiesa e il consolidarsi di una comunità uscita dalla seconda guerra mondiale frastornata, povera e affamata.

La sua arguzia, l’intraprendenza e la tenacia l’hanno portato a non essere mai stato dimenticato da chi, il rione l’ha costruito, vissuto e amato.

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Per raccontare la sua storia, quella della chiesa di Cristo Re e del rione, hanno scritto anche un libro, ma per mettere per iscritto le peripezie e tutto quanto fatto per quel rione da Don Guido Avi non basterebbe in’intera enciclopedia.

Come lui stesso aveva annunciato un anno fa, durante il compleanno a due zeri, don Guido celebrerà con tutti i sacerdoti della zona una messa per poi proseguire la festa con un pranzo in compagnia dei confratelli.

Nonostante l’età avanzata svolge ancora attivamente il suo ruolo di parroco, oltre ad avere all’attivo due pubblicazioni, una del 2016 ed un’opera autobiografica nel 2018, il cui ricavato è stato devoluto a sostegno dei terremotati di Norcia.

Il sacerdote ha, a detta dei parrocchiani, una tempra davvero invidiabile, caratterizzata dal suo entusiasmo per la vita: “mi no g’ho fretta de nar, perché anca se el Signore el ciama, mi son sordo e no sento”, aveva affermato lo scorso anno durante l’omelia in concomitanza dei festeggiamenti.

La sua vitalità è ancora molto spiccata se teniamo conto che solo l’anno scorso non gli è stata rinnovata la patente di Guida.

Don Avi quindi ha guidato fino a 100 anni.

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Valsugana e Primiero

Attentato alla stazione di Caldonazzo, esplodono le centraline

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Poco prima dell 18.00 sono esplose alcune centraline ubicate presso la stazione dei treni di Caldonazzo.

Si tratta di un attentato doloso.

È stato bloccato il traffico ferroviario sulla Valsugana.

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Sul posto sono subito arrivati gli agenti della Digos e i vigili del fuoco allertati da una densa coltre di fumo che saliva dalla stazione.

Le fiamme sono state appiccate all’interno di uno dei locali di servizio nel sottopassaggio sotto i binar che è stata forzata

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Sono state radunate montagne di carta e poi fatte bruciare vicino alle centraline che per il calore sono letteralmente esplose.

Ogni ipotesi è al vaglio degli inquirenti, e non si esclude la pista anarchica, visti i precedenti in occasione dell’adunata degli alpini.

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Valsugana e Primiero

Cirè, mistero sulla scomparsa di una colonia felina

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E’ misteriosa la scomparsa della colonia felina che fino a poco tempo fa popolava la frazione di Cirè.

E’ della scorsa settimana il ritrovamento di un gatto morto incappucciato lasciato in fondo ad una scarpata a lato della strada ritrovato con un sacchetto della spesa, tipo quelli della frutta dei supermercati, a chiudergli la testa che presentava anche tracce di sangue.

A ritrovarlo è stato un residente della frazione che dopo aver documentato fotograficamente la carcassa, ha presentato denuncia alla caserma dei Carabinieri di Pergine.

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I residenti fanno notare come solo fino ad inizio estate la frazione fosse popolata di gatti randagi spesso sfamati dagli stessi abitanti; erano state notate anche delle cucciolate che poi progressivamente sono scomparse.

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I primi ritrovamenti in estate quando erano i cani in passeggiata a puntare le carcasse e i residenti avevano iniziato a preoccuparsi.

Nel caso della scorsa settimana non si può trattare di un investimento, anche nell’ipotesi che il volo nella scarpate possa essere conseguenza dell’impatto con un mezzo, impossibile spiegare il cappuccio in testa.

A parte che ben difficilmente gli automobilisti si fermano dopo un impatto con un animale di piccola taglia.

La carcassa del gatto era ancora in buone considerazione e considerando i numerosi animali selvatici che popolano la zona, la morte doveva risalire a pochi giorni prima.

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Valsugana e Primiero

Incendio Acciaierie Borgo: Mittempergher replica nuovamente ad APPA

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Mittempergher , il presidente diu ValsuganAttiva accusa Appa, di non farsi carico di posizionare le apparecchiature necessarie, ovvero i deposimetri, che permetterebbero la caratterizzazione chimica, morfologica e dimensionale delle polveri, e di valutarne l’impatto ambientale.

Appa però replica e pone in evidenza come i monitoraggi, di cui si lamenta la mancanza, sono in realtà da tempo e costantemente eseguiti.

Ora però arriva la controreplica di Mittempergher.

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LA REPLICA DI MITTEMPERGHER – Nella replica di APPA a Valsuganattiva affidata ai quotidiani e TV locali si legge tra l’altro “...APPA ha realizzato e diffuso uno studio dettagliato e approfondito che ha tracciato la ricaduta di  tutte le emissioni presenti a Borgo ….”

Non di tutte le emissioni si tratta bensì solo di quelle inferiori a 10 μm/m 3 campionate quotidianamente tra novembre 2014-novembre 2015 (PM 2.5) e luglio 2014 e luglio 2017 (PM 10).

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Lo studio dettagliato pubblicato nel dicembre 2018 si riferisce solo a queste polveri sottili tralasciando l’apporto delle polveri di dimensioni anche maggiori di 10 μm , le cosidette PTS ( Polveri Totali Sedimentate) .

A quest’ultima tipologia appartengono le emissioni diffuse-fuggitive in fuoriuscita dall’acciaieria e ripetutamente documentate dalle videoriprese di Valsuganattiva poi segnalate ad APPA.

Quanto sia rilevante distinguere tra PM 10 e PTS emerge dal Report finale (marzo 2018) a cura di APPA di Aosta, APPA Umbria e APPA Veneto per le acciaierie di Aosta, di Terni e di Vicenza.

Nelle conclusioni del Report si legge “…..l’impatto delle acciaierie su PM 10 e PM 2.5 è poco visibile anche nei siti industriali. L’evidenza di impatto sulle deposizioni è legato alla ricaduta delle emissioni diffuse che, non sottoposte a filtraggio, comprendono anche le frazioni più grossolane del particolato”.

L’APPA provinciale fin dal 2014 campiona mensilmente le PTS in due siti di Borgo e ne analizza e determina la quantità di una ventina di metalli. Nelle valutazioni finali dell’ultimo Report (maggio 2018) APPA afferma ” le deposizioni di polveri totali raccolte a Borgo fanno rientrare entrambe le postazioni nella classe 1 a associata ad un indice di polverosità praticamente assente tranne per l’ultimo mese di campionamento (marzo-aprile 2018) che rientra nella classe 2 a a bassa polverosità.

Esplicitando: la polverosità si misura in microgrammi di polveri depositate quotidianamente su un metro quadro, sinteticamente μg/(m 2 *die); nel periodo marzo-aprile 2018 la polverosità si aggirava intorno a 150 μg/(m 2 *die) valore triplo rispetto a quella misurata nellemensilità precedenti.

E’ evidente che accanto alle quantità misurate è rilevante anche la qualità delle polveri totali e qualità significa non solo concentrazioni di metalli ma anche forme, dimensioni, chimismo dei vari granuli. Queste tre caratteristiche sono state definite nelle polveri diffuse prelevate sia all’interno dell’acciaieria sia in quelle intrappolate negli anni nei muschi della
Valsugana nonché in varie strutture esposte di Borgo.

Si vuole a tal proposito ricordare nuovamente lo studio sui muschi raccolti in Valsugana, stilato dal prof. Piergiorgio Iobstraibizer (Dipartimento di Geoscienze Università di Padova) in collaborazione con Anna Maria Fioretti e Luca Peruzzo (CNR, Istituto di Geoscienze e Georisorse, Padova) pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Fresenius Environmental Bullettin n.12b. 2015 con il titolo: Analysis and attribution of technogenic magnetic airborne particulate from electric arc furnace emissions: account of a convenient monitoring tool.

Da anni Valsuganattiva propone ad APPA di posizionare alcuni deposimetri sul tetto dell’acciaieria allo scopo di raccogliere all’origine le emissioni diffuse e confrontarle con le polveri totali raccolte nei due deposimetri APPA posti presso il CRM e presso la stazione di Borgo.

In tal modo si potrebbe verificare il grado di corrispondenza e quindi di apporto di polverosità riferibile alle emissioni diffuse targate acciaieria. Questo procedimento di indagine non è stato finora adottato da APPA, convinta che la risposta al problema sia già stata garantita dallo studio dettagliato e approfondito del dicembre 2018. Tale studio è valido per le polveri sottili PM10 ma certamente non in grado di evidenziare le polveri totali che purtroppo costituiscono la massima parte delle emissioni diffuse fuggitive.

Per concludere, Valsuganattiva ritiene di non poter accogliere le motivazioni del rifiuto ostinato di APPA e SAVA a posizionare i deposimetri sul tetto dello stabilimento.

A tale riguardo il professor Iobstraibizer si è dichiarato disponibile a fornire qualsiasi indicazione utile agli organi di controllo.

Antonio Mittempergher  (Presidente di Valsuganattiva)

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