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Trento

Trento: pronto soccorso da incubo, 10 ore di attesa in codice verde a pagamento

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Di seguito riportiamo la protesta di Adriano Bertolasi che sfiancato da dieci ore di attesa al pronto Soccorso del Santa Chiara, ha deciso di rendere pubblica la sua storia.

“ Non è successo nel Burundi, ma all’Ospedale Santa Chiara di Trento. Desidero riprendere quanto affermato nell’articolo del 31 luglio riportato dal “ Trentino”, dove per voce del Direttore Sanitario dell’ Apss Claudio Dario e dell’ ex Assessore alla Salute Luca Zeni, dove si vuole fare passare per un fiore all’occhiello della sanità trentina il Pronto Soccorso dell’Ospedale Santa Chiara attribuendo a meri fini elettorali dei partiti di minoranza, le reiterate  lamentele in merito alle “presunte (e messe in discussione) lungaggini”, per una visita al Pronto Soccorso.

In tale articolo si affermava che tali accuse venivano proiettate solo per mera propaganda elettorale da parte dei partiti di minoranza (di allora) che oggi sono maggioranza.

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Desidero affermare e confermare con la documentazione rilasciatami dallo stesso Pronto Soccorso, quanto invece la realtà sia molto pertinente a quanto contestato!

Sono iperteso (in cura) e soffro di Osas e relativi problemi, nonché invalido civile di pertinenza.

Mi sono presentato al Pronto soccorso del Santa Chiara alle 14.27 del 11 febbraio, lamentando forte cardiopalmo nonché una pressione arteriosa particolarmente elevata: al mio domicilio avevo riscontrato 248 di pressione sistolica e 115 di pressione diastolica.

Tra le altre cose, nel corso della mia estenuante attesa, sentivo aumentare la pressione arteriosa e rivolgendomi nuovamente al servizio di Triage, alle 19.30, con adeguata misurazione ne veniva rilevato un sensibile aumento.

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Mi venne riferito che avevo due persone davanti a me.

Sono rimasto fino alle 21.24 prima di venire chiamato in ambulatorio dalla dottoressa di turno, che a quanto risultava, era l’unico medico in servizio quella sera. (Erano trascorse quindi altre due ore).

Dopo i controlli del caso che si sono dilungati per ulteriori tre ore, finalmente alle ore 00.23 del giorno dopo, in codice verde a pagamento, sono stato finalmente dimesso: dieci ore di permanenza al pronto soccorso non mi sembrano strumentalizzazioni politiche della minoranza, per meri fini di campagna elettorale, come affermato nel citato articolo, ma assoluta inadeguatezza e incompetenza organizzativa da parte dei dirigenti preposti, con grave danno per il servizio al cittadino nonché pessima immagine pubblica, rilevata in tale occasione anche da alcuni turisti transitanti dal Pronto Soccorso.

Salvo poi vedere nel contempo, “persone conosciute e amiche” essere chiamate con il titolo accademico di “Dottore”, seguito dal cognome ed essere ricevute per un semplice stiramento ad una mano nel giro di pochi minuti.

Ovviamente tutto ciò non va a toccare la professionalità degli infermieri e del risicato numero di medici che vi operano,  ai quali va tutta la mia comprensione e riconoscenza per il lavoro svolto in condizioni di assoluta inadeguatezza d’organico.

Più che altro riferendomi alla data dell’articolo, vorrei sottolineare oltre a tutto ciò, che la strumentalizzazione elettorale è stata fatta dai partiti di maggioranza dell’epoca (centrosinistra) e non dai partiti allora di minoranza, ma poco tuttavia è cambiato! Cambiano i suonatori ma la musica pessima rimane la stessa”.

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Trento

Il soccorso alpino del Trentino incontra il capo dello Stato Sergio Mattarella

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Ieri mattina al Quirinale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato una delegazione del Soccorso Alpino, spendendo alcune parole di elogio in occasione del 65esimo anniversario della nascita del Corpo Nazionale.

Il presidente della Repubblica si è così espresso: «Il Soccorso Alpino è l’immagine di un’Italia positiva, altruista e pronta ad aiutare il prossimo. Incarna appieno i valori del volontariato e della solidarietà, é una delle parti più belle del nostro Paese che rappresenta a livelli  altissimi: un esempio di volontariato, altruismo e amore del prossimo».

Il Soccorso Alpino annovera 7 mila tecnici provenienti da tutta Italia che nel 2018 hanno compiuto ben 9mila soccorsi, traendo in salvo 9.500 persone.

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Il presidente del Cnsas, il trentino Maurizio Dellantonio ha così risposto a Mattarella: «Il Soccorso Alpino è fatto da uomini e donne di tutt’Italia – ha detto Dellantonio – che sono qui oggi per farle sentire il nostro affetto e la nostra profonda riconoscenza. È importante ricordare i soccorritori e le loro famiglie che si impegnano ogni giorno con coefficienti di rischio oltremodo marcati».

E ancora: «Ringraziamo il Presidente della Repubblica per averci accolto oggi nel Palazzo del Quirinale e per aver speso nei nostri confronti delle parole che ci danno un forte incoraggiamento a fare sempre meglio, al servizio del Paese e del prossimo. Grazie, Presidente Mattarella»

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Trento

Chiude Cinformi, diventerà un sportello multiservizi per il cittadino

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Presentata ieri in Prima Commissione dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti la manovra finanziaria provinciale proposta dalla Giunta per il 2020 ed il triennio 2020-2022.

È così iniziata a palazzo Trentini la prima fase dell’esame del bilancio di previsione, che prosegue nel pomeriggio e che continuerà anche domani per concludersi giovedì.

La seconda e ultima fase del percorso è prevista in Aula a partire dall’11 dicembre.

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Fra i sei macro-obiettivi di intervento che la Giunta intende perseguire con la manovra c’è anche il potenziamento dei servizi.

Nell’illustrare ciascun punto il presidente ha posto l’accento su alcune novità.

La prima riguarda appunto i multiservizi, formula che la Giunta vuole estendere sia nei piccoli centri periferici sia alle città per sostenere le attività commerciali.

Un altro progetto al quale, ha svelato Fugatti, l’esecutivo sta riflettendo per portare avanti l’obiettivo della semplificazione, punta alla trasformazione del Cinformi (il Centro informativo per l’immigrazione e l’accoglienza della Provincia di Trento) in un soggetto che si faccia carico dei rapporti del singolo cittadino con la pubblica amministrazione per creare un interfaccia capace di sollevare le persone da questo problema.

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Il bilancio 2020, ha precisato Fugatti, non ne parla perché si tratta di un obiettivo di medio periodo.

Ma l’intenzione della Giunta è che il cittadino arrivi ad interfacciarsi con la pubblica amministrazione attraverso questo strumento e non più individualmente.

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Trento

«Arti e Mestieri»: ecco le tre aziende vincitrici del bando. C’è anche la pasticceria Vegana

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Lo scopo del bando del Comune denominato “ Arti & Mestieri” era quello di riqualificare tre locali del centro storico chiusi da tempo.

Uno si trova in via Belenzani e due in via Roma.

Il progetto del Comune è stato attuato in collaborazione con Itea che di fatto è l’ente proprietario degli spazi dismessi.

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19 le realtà imprenditoriali che hanno presentato le proprie iniziative per l’utilizzo dei locali in comodato gratuito per tre anni.

Al termine ad una positiva valutazione dei risultati delle attività, il comodato gratuito potrebbe essere rinnovato per un biennio.

Le tre realtà imprenditoriali vincitrici che si sono aggiudicate gli spazi al piano terra di Via Belenzani ai civici 52-56 ed in via Roma 56 per un locale su due livelli piano terra e primo piano e via Roma 58/62 piano terra, sono le seguenti: l’ escape room “ Fuga da Trento”, “Pannoliamo” che sarà un negozio di pannolini lavabili con spazi riservati a mamme e bambini e “ Un fiore all’occhiello” pasticceria vegana che di fatto sarà la seconda sede della già nota “ Black Sheep” di via Lunelli.

“ Arti & Mestieri” è un progetto pilota rivolto a giovani imprenditori con lo scopo di riqualificare gli inutilizzati, favorendo la partecipazione e la crescita del Centro Storico.

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Se il progetto risulterà vincente, molti altri sono gli spazi disponibili in centro città ed un triennio di locazione gratuita può essere un incentivo significativo per aprire un’attività in proprio, in tempi di estrema difficoltà.

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