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Politica

Walter Kaswalder: «Lista di civiche solo fantasia del giornalista, sostegno al presidente Fugatti»

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Dopo la smentita del consigliere Claudio Cia arriva anche quella del presidente del consiglio della provincia autonoma di Trento Walter Kaswalder che per voce di Michele Condini, portavoce degli autonomisti popolari smentisce il teorema inventato da un giornalista di un media provinciale secondo cui starebbe per nascere una super civica alternativa alla Lega.

Per Kaswalder infatti l’ipotesi di costruire per le elezioni comunali del 2020 una lista di Civiche alternative alla Lega sarebbe solo una fantasia del giornalista del quotidiano. «Il presidente degli Autonomisti popolari, Walter Kaswalder,  – si legge in una breve nota – smentisce seccamente quanto riportato oggi da un quotidiano locale circa la coalizione di centrodestra autonomista. Il presidente Kaswalder ribadisce ed evidenzia con forza che l’impegno del e con il gruppo dei partiti che hanno sostenuto il presidente Maurizio Fugatti alle elezioni di ottobre 2018 è tutt’ora pienamente attivo e convinto. La coalizione del Cambiamento non ha mai modificato i criteri di sostegno all’attuale maggioranza».

Si tratterebbe quindi solo di una gigantesca super bufala scritta peraltro da un giornalista che in passato ha lavorato per La Repubblica, giornale storicamente ostile al centro destra, con il preciso obiettivo di creare malumori all’interno della coalizione del cambiamento. 

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Politica

Padre Alex Zanotelli: «Lega peggio del peggio». Replica Moranduzzo: «Sei un fanatico terzomondista in preda ai deliri»

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Come sempre padre Alex Zanotelli è andato giù pesante.

Le sue dichiarazioni rilasciate al giornale L’Adige sono un vero attacco alla lega.

Secondo padre Alex Zanotelli «non ci si può dichiarare cristiani e votare Lega» in quanto «la politica leghista è antitetica al Vangelo», oppure «In questi mesi abbiamo assistito ad uno spettacolo indecente. Indegno per l’Italia. Abbandonare in mare – attacca il missionario comboniano – come ha fatto Matteo Salvini, chi fugge dalla povertà, dalle torture, dagli stupri è un comportamento criminale. Spero che un giorno lui e altri ne rispondano in tribunale».

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Padre Alex si augura un ridimensionamento della Lega che reputa «Il peggio del peggio, i portatori dei valori contrari a quelli che sono indicati nel Vangelo».

E a chi gli ricorda gli attacchi della Lega nei suoi confronti risponde: «La macchina del fango è sempre in funzione. So che le mie affermazioni hanno fatto discutere pure in Trentino. Sono abituato agli insulti.». Certo è che il padre non porge certo l’altra guancia, anzi, risponde agli insulti con la stessa moneta.

Al consigliere Devid Moranduzzo non sono andate giù le parole di Zanotelli ed è partito al contrattacco: «Questo personaggio sprizza odio da tutti i pori. È indegno utilizzare la religione per dividere le persone tra buoni e cattivi sulla base di opinioni puramente personali e ideologizzate. Rimango sempre dell’idea che la Chiesa (preti compresi) non deve fare politica, in caso contrario si tolgano la tonaca e si candidino».

«Io sono orgoglioso di professarmi cristiano e cattolico – aggiunge Moranduzzo –  anche se mi sento sempre meno parte di questa Chiesa Cattolica, per fortuna non tutta, ridotta a fare la sponda a ONG a fini di lucro. Forse la riflessione che andrebbe fatta è proprio in riferimento a preti come Zanotelli che, a causa di questa professata lontananza dalle persone, portano le chiese a svuotarsi».

Il consigliere leghista lo attacca sui valori: «Come lui si prende la libertà di additarci a non-veri-cristiani, allora noi possiamo dire che lui non è un vero prete, e di cristianesimo vero ne dimostra ben poco, mentre si preoccupa solamente di ricoprire il ruolo di terzomondista fanatico spesso preda di deliri ideologici che con la religione hanno poco o nulla a che fare. Padre Zanotelli pensi a fare il missionario, anche se devo ricordare che dall’Africa – alla fine – è scappato pure lui. Con questi suoi continui attacchi dimostra solo di essere una persona maleducata, che non ha rispetto per gli altri e per le altrui vedute. Per fortuna anche all’interno della Chiesa stanno emergendo sempre più voci non allineate, a dimostrazione che l’interpretazione del Vangelo non è univoca ed il pensiero unico è sempre sbagliato.»

«Invece che predicare il Vangelo – conclude poi –  questo si preoccupa solo di ragioni di Stato: ecco uno dei motivi della crisi della Chiesa: preti prestati alla politica invece che a Dio. Gli consiglio un esame di coscienza e capire che – forse – ha sbagliato missione».

 

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Politica

Claudio Cia contro i sindaci di Pergine e Rovereto: «L’errore è quando sbagli una volta. Due volte, è stupidità»

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«Leggo con stupore le parole del Sindaco di Pergine Oss Emer e del suo omologo roveretano Francesco Valduga, circa le future mosse dei Civici per le elezioni comunali e in caso di eventuali elezioni politiche anticipate» – esordisce così la nota del consigliere provinciale Claudio Cia l’indomani delle  dichiarazioni dei due sindaci nuovamente nostalgici per il polo civico miseramente fallito prima delle elezioni provinciali del 21 ottobre 2018.

I due amministratori, candidatisi in passato contro il centrosinistra, oggi sostengono inspiegabilmente, prima, la necessità di dialogare con tutti e, poi, che il mondo del civismo è incompatibile con la visione del centrodestra, che “riduce al minimo gli aiuti a chi soffre” (ndr riforma sugli aiuti internazionali), ma sembrerebbe invece adattarsi alla perfezione con i valori dei partiti del centrosinistra quelli, cioè, di chi in Trentino chiude i punti nascite e che a Bibbiano gestisce, quantomeno in maniera poco trasparente, il sistema degli affidi.

Claudio Cia nella sua nota ricorda ai due primi cittadini che «autodefinitisi, al tempo, alternativi al centrosinistra, che all’interno del mondo civico vi sono diverse anime, con valori, storie e sensibilità differenti e che nessuno ha delegato loro il compito di rappresentare sulla scena provinciale il mondo del civismo. Valduga e Oss Emer potranno parlare, quando non agiscono da Sindaci, a titolo personale o in vece dei loro sostenitori, ma trovo profondamente scorretto sostituirsi, senza alcuna legittimazione, alla miriade di idee e ideali che compongono il mondo civico».

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E ancora: «Ricordo infine a Oss Emer, che stimo e apprezzo per il lavoro che svolge nella sua città, che la modifica approvata con l’assestamento non prevede “tagli agli aiuti internazionali” ma elimina la regola che obbligava a destinare lo 0,25% del bilancio agli stessi, preparando il terreno per una riforma che metta al centro il merito e che abolisca gli automatismi in materia di contributi internazionali, i quali, come dimostrato in Aula dallo scrivente e non solo, hanno prodotto vere e proprie forzature, per non dire mostruosità, nell’elargizione di contributi pubblici».

Secondo il consigliere provinciale il progetto civico per le Provinciali 2018 «è naufragato proprio per la sua ambiguità di fondo materializzatasi poi nella volontà dell’ex assessore Daldoss, al tempo asso nella manica del sedicente mondo civico tutto, di allearsi con il centrosinistra, fazione rispetto alla quale i civici si erano sempre proposti come alternativi. Come diceva il saggio, “l’errore è quando sbagli una volta. Due volte, è stupidità. Oppure, amore”».

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Politica

Movimento 5 Stelle: Da Anticasta a Casta, la metamorfosi Grillina

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Il Movimento è in crisi.

Di fronte alla decisione di Salvini di smetterla con un governo nel quale i Grillini sembravano battere in pugni perché incapaci di comandare ha posto i Pentastellati davanti ad una dura evidenza: Se si vuole fare politica bisogna diventare dei Politici.

Da qui il gioco di forza con la Lega, il detto e non detto di un patto con il Pd.

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Il partito anticasta che diventa La Casta per sopravvivere e mantenere la poltrona.

La realtà di fatto è questa.

I Pentastellati sono offesi, adirati perché ora  “Il Capitano” vuole monetizzare l’elettorato che è dalla sua. Quel’ elettorato al quale se si aggiunge Fratelli d’Italia e Forza Italia potrebbe far giungere il centrodestra  ai due terzi utili per governare senza opposizione.

L’Italia è stufa dei giochi di potere, del buonismo fatto per accaparrare denaro statale o finanziamenti Europei.

Il Bel Paese vuole e chiede sicurezza, lavoro, investimenti e rispetto in Europa.

L’inesperienza, come in ogni ambito, si paga, e Di Maio e soci hanno semplicemente permesso che la Lega facesse da padrona.

Ad oggi poco hanno da criticare in quanto poco hanno ottenuto. Il reddito di cittadinanza si è dimostrato un’arma a doppio taglio per tutto quell’elettorato che si aspettava il classico assistenzialismo all’italiana.

Alla fine si è avuta la metamorfosi. Quella metamorfosi Kafkiana che costringe il Movimento a diventare quello che ha sempre criticato per poter sopravvivere.

Ora il Pd non fa cosi’ tanto schifo. Non sono cosi tanto Mafiosi come molti sostenevano. No, ora no, perché la poltrona potrebbe saltare e tutti loro hanno una famiglia da mantenere.

Il destino dei Grillini sarà quello di ritrovarsi fagocitati da quel sistema che tanto hanno contestato. Contestazione che fù il cavallo di battaglia fino ad oggi ma che oggi li ingloba gioco forza.

Non ci resta che aspettare l’evoluzione e le decisioni di Mattarella. Sicuramente risulterebbe paradossale se a resuscitare Renzi e il Pd fossero coloro che lo hanno sempre combattuto e disprezzato.

Modificando un aforisma di Kafka si potrebbe cosi concludere: “Luigi Di Maio, svegliandosi una mattina da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto immondo

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