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Trento

Itas consegna i primi assegni ai Vigili del Fuoco

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Sono stati i corpi del Vigili del Fuoco Volontari di Cavalese, Malè e Pergine i primi a ricevere il contributo a sostegno della loro attività finanziato da Itas e dai suoi agenti.

A consegnare l’assegno sono stati gli agenti di riferimento delle rispettive zone: a Cavalese erano presenti anche delegati dei soci assicurati.

A Malè ha presenziato Alessandro Molinari vicedirettore generale Itas che ha incontrato insieme al personale dell’agenzia ed al sindaco di Dimaro Folgarida Andrea Lazzaroni gli 11 comandanti dei gruppi locali.

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L’iniziativa di Itas non si esaurisce con questo intervento, ma è alla studio un’azione più strutturata e continuativa che possa legare ancora di più le due realtà che hanno al centro del loro operato la solidarietà e l’attenzione al bene comune.“Siamo molto orgogliosi di quanto fatto con i Vigili del Fuoco Volontari – ha detto Raffaele Agrusti, amministratore delegato e direttore generale Itas – Operiamo su un terreno comune, condividendo quei valori di solidarietà e reciprocità che sono la base del nostro agire mutualistico da quasi 200 anni. Per questo ci è sembrato doveroso dare un segno concreto al territorio nel quale siamo nati e tuttora operiamo, aiutando chi si è speso per tutelare la sicurezza e il benessere delle nostre comunità”.

Tullio Ioppi, presidente della “Federazione dei Corpi Vigili del Fuoco Volontari della Provincia di Trento”: “ Sono estremamente grato a ITAS per il generoso gesto che ha messo in atto verso i nostri Corpi dimostrando non solo l’attaccamento alla comunità trentina ma anche ai Vigili del Fuoco che di questa comunità sono un’espressione autentica. L’aiuto tangibile che si è concretizzato in questi giorni dimostra soprattutto la vicinanza di ITAS, e come lei di tanti trentini, ai nostri ragazzi che giorno dopo giorno si spendono in favore dei propri concittadini donando il loro tempo, le loro energie e la loro professionalità.”“Ritengo quindi – conclude Ioppi – di grande importanza questa comunione di intenti: mentre i nostri ragazzi si sono prodigati per alleviare le sofferenze e le situazioni critiche emerse lo scorso autunno, ITAS ha contribuito rendendo possibile anche per il futuro questa fondamentale presenza.”

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Trento

Arresto anarchici, ecco i nomi e gli obiettivi colpiti. La base era a Civezzano, «Volevano ammazzare»

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Questa mattina, i Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale dei Carabinieri di Trento e gli Agenti della Digos e della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Trento su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 7 militanti anarco-insurrezionalisti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi, fabbricazione, detenzione e porto di armi ed esplosivi, atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi, incendio e danneggiamento di sistemi informatici o telematici, anche di pubblica utilità, con finalità di terrorismo.

Il provvedimento scaturisce da un’attività investigativa avviata nel 2016 dalla Digos, dal R.O.S. e dal Reparto Operativo del Provinciale Carabinieri nei confronti di alcuni esponenti dell’anarco-insurrezionalismo attivi nella provincia di Trento, ma con collegamenti con altre omologhe realtà sia italiane che straniere operative in Grecia, Spagna e Svizzera.

Gli arrestati, infatti, sono accusati di aver costituito una cellula eversiva che ha posto la lotta violenta alla base della propria strategia e programma ideologico, ricorrendo con estrema “facilità all’uso di sostanze esplosive ed incendiarie” per le azioni contro obiettivi istituzionali.

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Nel corso dell’operazione antiterrorismo sono stati arrestati: DOLCE LUCA, 33enne di origine giuliana; BOTTAMEDI ROBERTO, 28enne, trentino; BERDUSCO GIULIO, 32enne, di origine veneta; TRENTIN AGNESE, 31enne, di origine veneta; PAROLARI ANDREA, 45enne, trentino; BRIGANTI NICOLA, 44enne, di origine salentina; BERANEK MARIE ANTONIA SACHA, 34enne, di origine tarantina.

Alcuni degli indagati abitano in una casa isolata a Bosco di Civezzano (TN), considerata il covo della cellula, dove sono stati – tra l’altro – falsificati, con un lavoro minuzioso di DOLCE e TRENTIN, alcuni documenti di identità, funzionali a garantire la clandestinità di compagni per la realizzazione del progetto sovversivo e il compimento di atti di eversione in Italia e all’estero.

Infatti, proprio quei documenti sono stati trovati nella disponibilità del 36enne anarchico foggiano DEL SORDO Michele Alessio, arrestato a Patrasso (Grecia) il 30 giugno 2018, mentre si imbarcava per Bari. Lo stesso portava con sé anche banconote false.

Nel dettaglio, le indagini hanno accertato il coinvolgimento degli arrestati nelle seguenti azioni violente di matrice anarchica:

  • il danneggiamento del laboratorio di matematica industriale e crittografia del Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università degli Studi di Trento, mediante l’uso di un ordigno esplosivo o incendiario, che ha causato la distruzione dei sistemi informatici ivi presenti, avvenuto l’08 aprile 2017, a Trento;
  • il danneggiamento di un traliccio della società “SPA TOWERS”, di cinque ponti ripetitori radio-televisivi e delle apparecchiature ivi installate per la trasmissione di segnali radiofonici, telefonici e telematici, avvenuto il 07 giugno 2017, a Rovereto loc. Monte Finonchio. Tra le attrezzature distrutte figurano anche alcuni apparati utilizzati per le trasmissioni dell’Arma dei Carabinieri, il cui danneggiamento ha causato una temporanea interruzione dei collegamenti radio;
  • il danneggiamento di almeno nove autoveicoli della Polizia Locale, mediante l’uso di ordigni incendiari tipo “molotov”, avvenuto il 03 dicembre 2017, a Trento;
  • il danneggiamento di una filiale Unicredit, mediante un ordigno esplosivo, avvenuto il 25 luglio 2018, a Rovereto;
  • il danneggiamento della sede dell’agenzia di lavoro interinale Randstad, mediante un ordigno esplosivo, avvenuto il 1° settembre 2018, a Rovereto;
  • la collocazione di due ordigni esplosivi, dei quali uno solo esploso, nei pressi della sede della “Lega”, avvenuta il 13 ottobre 2018, ad Ala (TN).

In riferimento alla costituzione dell’associazione terroristica, inoltre, il complesso delle attività svolte dagli operatori della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri ha consentito di accertare:

  • l’utilizzo di diverse sedi, nella provincia di Trento, per svolgere le riunioni del gruppo, locali ai quali gli aderenti hanno attribuito il nome “EL TAVAN”. Gli stessi locali, inoltre, sono stati utilizzati per riunire i militanti che di volta in volta partecipavano alle manifestazioni tenutesi a Trento nonché per depositare strumenti di offesa (caschi e bastoni) utilizzati nel corso degli scontri con le Forze di Polizia verificatisi durante i predetti eventi d’area;

  • l’utilizzo di un’abitazione privata (a Bosco di Civezzano) per l’ideazione e l’elaborazione delle progettualità violente, per la produzione di documenti d’identità falsi utilizzati per eludere i controlli delle Forze di Polizia, nonché per collocare strumenti idonei al confezionamento di ordigni esplosivi e materiale da utilizzare per la commissione degli attentati;

  • un’incisiva attività di propaganda di matrice insurrezionalista, che ha supportato ideologicamente i propositi eversivi, attraverso la redazione e la diffusione della rivista anarchica “I GIORNI E LE NOTTI”, bollettino diffuso in modalità cartacea nel quale, fra l’altro, si sostiene che “…il cambiamento violento delle condizioni date, l’insurrezione armata contro l’ostacolo materiale – lo Stato – che impedisce ogni trasformazione reale è ancora oggi l’unica strada possibile verso la libertà”;

  • che l’esecuzione degli attentati fosse preceduta da una complessa fase preparatoria, anche attraverso molteplici sopralluoghi.

Sotto il profilo operativo, le indagini hanno consentito di riscontrare come la cellula sovversiva disarticolata con l’odierna operazione fosse caratterizzata da concreti “propositi eversivi”, testimoniati non solo dai molteplici attentati compiuti, ma anche da una spiccata “intenzione insurrezionale”, tanto che, in un commento intercettato, è espressamente affermato che per “fare la rivoluzione” é necessario addirittura ammazzare qualcuno”.

Inoltre dalle indagini è emerso un particolare modus operandi caratterizzato da un “elevato livello di cautela”, in quanto gli indagati erano soliti lasciare a casa i cellulari accesi durante le “fasi operative”, oltre che ricercare distributori privi di videosorveglianza per reperire materiali infiammabili.

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Trento

Guardia di Finanza: arrestato a Trento un nigeriano e sequestrato oltre un etto di marijuana e hashish

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Le unità cinofile antidroga della Guardia di Finanza di Trento hanno sequestrato oltre un etto di hashish e marijuana, corrispondente a circa duecento dosi, arrestando in flagranza un nigeriano per detenzione e spaccio di droga. 

Sono stati sequestrati anche trecento euro provento di spaccio.

L’attenzione delle fiamme gialle è sempre alta sui cosiddetti “pendolari dello spaccio”, cioè soggetti non residenti o domiciliati in Provincia che, prevalentemente con il treno o più raramente col trasporto su gomma, vengono a compiere il loro commercio illecito provenendo dalla piazza di Verona o di Padova o, talvolta, da altre regioni del Nord Italia.

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A conclusione di una di queste attività info-investigative, le Fiamme Gialle della Compagnia di Trento hanno pizzicato un soggetto nigeriano, A.U. di 27 anni, ufficialmente residente a Reggio Emilia ma che vive, senza fissa dimora, nella Stazione di Verona, il quale era giunto a Trento nel pomeriggio di lunedì scorso con il treno regionale ed è stato visto permanere, apparentemente senza specifico motivo, in Piazza Dante.

Dopo un breve appostamento, i militari delle Fiamme Gialle hanno sorpreso l’extracomunitario nell’atto di cedere della droga a dei clienti, che si sono dati a una precipitosa fuga.

Il ragazzo nigeriano è stato subito bloccato e identificato; dai primi accertamenti nelle banche dati di polizia, subito attivati mediante la Sala Operativa117” della Guardia di Finanza, non è risultato avere precedenti di polizia specifici, ma intanto Nabuco, Apiol e Gabriel già stavano segnalando con insistenza alcune tasche del giubbotto del nigeriano dove, una volta condotto presso gli uffici della Compagnia di Trento di Via Vannetti, è stato trovato oltre un etto tra hashish e marijuana (105 grammi in tutto).

La droga, del valore sul mercato illecito di circa 1.200 euro, è stata sequestrata e il nigeriano, regolarmente residente sul territorio italiano, è stato immediatamente arrestato in attesa del giudizio per direttissima, tenutosi nel primo pomeriggio di oggi, martedì 19 febbraio, all’esito del quale, dopo la convalida dell’arresto, è stato rinviato a giudizio per il prossimo 12 marzo e ne è stata nel frattempo disposta la traduzione al carcere di Verona.

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Trento

A4: da venerdì 22 febbraio modifiche alla viabilità, ripercussioni anche sull’A22 del Brennero

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La società Autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova S.p.A. rende noto che per  la prosecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria dell’impalcato  metallico del ponte sul fiume Mincio in prossimità del casello di Peschiera del Garda (un ponte a tre campate della lunghezza di 150 metri e localizzato in corrispondenza dell’attraversamento autostradale del fiume stesso) iniziati lo scorso ottobre, si rende ora indispensabile modificare temporaneamente la viabilità autostradale in entrambe le carreggiate nel tratto compreso fra i caselli di Sommacampagna e di Sirmione.

Le modifiche avranno ripercussioni anche sul traffico dell‘A22 del Brennero 

Dopo alcuni interventi di risanamento effettuati dal 1992 al 2015, la A4 Bs-Pd ha stanziato una somma di circa 5 milioni di euro, per interventi utili a prevenire problemi di “fatica” dell’infrastruttura, per effetto delle sollecitazioni dovute al transito dei veicoli, in particolar modo dei mezzi pesanti, e quindi per migliorare la durabilità dell’opera.

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I lavori che avranno impatto sulla viabilità autostradale sono divisi in due lotti: il primo in direzione Venezia in programma dal 22 febbraio al 16 aprile sulla carreggiata est, il secondo – previsto dopo l’esodo estivo – sulla carreggiata ovest in direzione Milano.

Per permettere le variazioni alla viabilità attuale e per consentire la posa della segnaletica di cantiere in A4, si procederà quindi in primo luogo alla chiusura totale al traffico veicolare (sia leggero che pesante) in entrambe le direzioni di marcia:

  • Nella notte di venerdì 22 febbraio in carreggiata ovest (direzione Milano) nel tratto compreso tra i caselli di Sommacampagna e Sirmione, chiudendo anche gli svincoli di entrata dei caselli di Sommacampagna e Peschiera, solo in direzione Milano per il tempo strettamente necessario e comunque tra le 22.00 del 22 febbraio e le 06.00 del 23 febbraio.
  • Nella notte di sabato 23 febbraio in carreggiata est (direzione Venezia) nel tratto compreso tra i caselli di Sirmione e Peschiera (dalle ore 22.00 del 23 febbraio alle ore 06.00 del 24 febbraio) chiudendo nei medesimi orari anche lo svincolo di entrata del casello di Sirmione ma solo in direzione Venezia e tra i caselli di Sirmione e Sommacampagna (dalle ore 00.00 alle ore 06.00 del 24 Febbraio).

Le modifiche alla viabilità autostradale previste sono tali da creare il minor impatto possibile sul traffico autostradale e sulla viabilità ordinaria di Peschiera del Garda, avendo sempre come priorità  la massima sicurezza per chi guida.

Durante tutta la durata del cantiere verranno quindi di norma garantite 3 corsie per senso di marcia di larghezza ridotta, senza corsia di emergenza, organizzate come segue:

  • in carreggiata est (direzione Venezia) rimarranno aperte al traffico 2 corsie di larghezza ridotta più una sulla carreggiata opposta, attivando uno scambio di carreggiata;
  • in carreggiata ovest (direzione Milano) saranno attive 3 corsie di larghezza ridotta, utilizzando anche la corsia di emergenza come corsia di marcia.

 Per consentire lo scambio di carreggiata, verranno aperti al traffico 2 by-pass, uno a monte e uno a valle del ponte, a distanza di 2 km uno dall’altro.

Viene in ultimo comunicato che, in considerazione della vicinanza dell’area di cantiere all’immissione in carreggiata per Milano, per garantire la massima sicurezza  al traffico entrante dal Casello di Peschiera e diretto a Ovest, per l’intera durata del cantiere (dal 23 febbraio al 16 aprile) sarà interdetta l’entrata da Peschiera in direzione Milano ai mezzi pesanti con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate.

Tutti gli Enti preposti alla viabilità urbana, extraurbana e autostradale dell’area sono già allertati e pronti a fornire la migliore informazione ai viaggiatori e al territorio, compresa l’autostrada A22 Modena-Brennero, che comunicherà con appositi avvisi sui propri pannelli  a messaggio variabile la limitazione prevista per i mezzi pesanti che sono soliti uscire al casello di Affi e percorrere la bretella SS 450 per entrare  in A4 al Casello di Peschiera.

 

 

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