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Trento

Nuovo raid vandalico a Trento: «Scritta continua» colpisce ancora

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Ormai non se ne può più.

Il partito di «Scritta Continua» colpisce ancora.

Nuovo raid vandalico dei «soliti noti» nella notte a Trento.

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Presi di mira il ministro degli interni Matteo Salvini, che però sta gongolando di gioia per la schiacciante vittoria ottenuta alle elezioni regionali dell’Abruzzo, dove la lega è il primo partito, e coloro che hanno deciso di chiudere e sgomberare definitamente il centro sociale di Torino.

Durante lo sgombero tre anarchici sono stati fermati e vanno ad aggiungersi ad altri sei italiani arrestati, tra i 30 e i 35 anni tra cui una donna ai quali sono stati contestati 21 attentati.

Le accuse nei loro confronti comprendono associazione sovversiva, istigazione a delinquere e detenzione, fabbricazione e porto di ordigni esplosivi e sarebbero legate alla campagna della rete anarchica, lanciata nel 2016, contro i centri di identificazione e di espulsione portata avanti con azioni di sabotaggi

Gli episodi della notte sono solo ultimo anello di una serie di vandalismi che prima hanno colpito la la chiesa di san Rocco a Rovereto, poi il Tribunale della città della Quercia e martedì notte il cinema Astra dopo  la proiezione del film in ricordo delle vittime delle Foibe.

Un’escalation allarmante i cui responsabili sono da ricondurre all‘estrema sinistra rossa del mondo anarchico e dei centri sociali. 

I vandali hanno colpito in via Galilei, via don Arcangelo Rizzi, Via Prati, nelle Androne di Porta Nuova, in piazza Garzetti e nella vecchia sede Itas di via Mantova.

«Forse non serve solo “ritinteggiare”. Una domanda al Sindaco: prevenzione e repressione sono termini cancellati dal Vocabolario?» – Si chiedono molti cittadini.

Va ricordato che l’oltraggio ai bene monumentali, artistici e luoghi di culto costituisce grave reato severamente punito dal codice penale fino a 4 anni di carcere

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Trento

Arresto anarchici, Fugatti: «Grazie alle Forze dell’ordine per il blitz, la violenza va sempre contrastata»

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“Esprimiamo il nostro pieno plauso alla Polizia di Stato di Trento, ai Carabinieri del Ros e del comando provinciale Carabinieri, alla Digos e all’Antiterrorismo per il tempestivo intervento che, all’indomani di un nuovo, deprecabile attentato alla linea ferroviara della Valsugana, ha portato allo smantellamento di una cellula anarco-insurrezionalista responsabile di numerosi atti di violenza, tra cui anche quello riguardante l’ordigno esplosivo collocato ad Ala, presso la sede della Lega, il 13 ottobre dello scorso anno. Nell’attesa che l’operazione si concluda, vogliamo dire un forte ‘grazie’, a nome di tutti i trentini, a coloro che si adoperano in favore della legalità, della sicurezza, della repressione dei crimini, ribadendo che la violenza contro persone, cose, luoghi e infrastrutture pubbliche, idee, va sempre respinta e contrastata con fermezza. Le istituzioni trentine, dal canto loro, fanno e faranno sempre quanto è in loro potere per appoggiare il prezioso lavoro delle Forze dell’ordine, nell’interesse della pace sociale e della democrazia”.

Così il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, dopo avere appreso del blitz che, nel corso della notte, ha portato all’arresto, in Trentino, di sette persone, appartenenti ad una cellula anarchico-insurrezionalista, presunti responsabili di una serie di attentati avvenuti a partire dal 2017 fino ad oggi contro obiettivi istituzionali.

Un blitz antiterrorismo di Polizia e Carabinieri è scattato nella notte in Trentino Alto Adige nei confronti di una cellula di presunti anarco-insurrezionalisti.

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Sono sette le misure cautelari emesse dal gip del tribunale di Trento nei confronti di quelli che, secondo gli investigatori, sono i responsabili di una serie di attentati contro obiettivi istituzionali commessi tra il 2017 e il 2019.

Tra questi anche l’ordigno del 13 ottobre 2018 davanti alla sede della Lega di Ala (Trento), dove sarebbe dovuto andare Matteo Salvini. (qui l’articolo)

Le indagini contro quella che viene ritenuta dagli investigatori “un’organizzazione terroristica di matrice anarchica”, sono state condotte dal Ros dei Carabinieri, dalla Digos di Trento e dall’Antiterrorismo.

Assieme agli arresti sono scattate una serie di perquisizioni sia nelle abitazioni degli indagati sia di una serie di soggetti ritenuti vicini alla cellula anarchica.

Il blitz è partito nella notte da Rovereto e si è esteso in tutta la regione.

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Trento

Boom di visite ieri per «La Voce del Trentino», 113.707 pagine lette in 24 ore

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Ancora un nuovo boom di accessi ieri, 18 febbraio 2019, sul nostro quotidiano online.

Solo nella giornata di ieri sono state lette 113.707 pagine dai quasi 60 mila lettori che hanno scelto di sfogliare gli articoli de «La Voce del Trentino»

Dalle 4.410.000  pagine lette del 2016 il quotidiano è passato a 11 milioni del 2017 e alle 14 milioni nell’anno scorso. 

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Un giornale che negli ultimi 2 anni è cresciuto un modo costante e sicuro, consolidando sempre di più il suo bagaglio di lettori fidelizzati grazie ad una comunicazione schietta e incisiva e soprattutto libera e veritiera.

Il cambio di grafica, avvenuto nel febbraio 2018, ha dato sicuramente una marcia in più al giornale che ora viene costantemente seguito e nominato da tutti i media nazionali più importanti.

Ad oggi la Voce del Trentino, diretta da Elisabetta Cardinali, (foto) è la testata online più letta e più popolare della provincia di Trento e viene sfogliata anche da molte città d’Italia e da moltissimi Stati del mondo, seconda solo al quotidiano L’Adige.

È l’unica testata che è radicata su tutto il territorio provinciale e regionale grazie all’apertura de «La Voce di Bolzano», che sta raggiungendo già traguardi importanti (oltre 5.000 le pagine lette solo ieri)

Da ricordare che grazie al percorso indicato dall’ODG in questi anni sono diventati giornalisti pubblicisti ben 15 collaboratori. (con altri 2 in procinto di diventare)

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Trento

Arrestati 7 attentatori anarchici. Presi anche i colpevoli dell’attentato di Ala

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Un blitz antiterrorismo di Polizia e Carabinieri è scattato in Trentino Alto Adige nei confronti di una cellula di presunti anarco-insurrezionalisti.

Sono sette le misure cautelari emesse dal gip del tribunale di Trento nei confronti di quelli che, secondo gli investigatori, sono i responsabili di una serie di attentati contro obiettivi istituzionali commessi tra il 2017 e il 2019.

Tra questi anche l’ordigno del 13 ottobre 2018 davanti alla sede della Lega di Ala (Trento), dove sarebbe dovuto andare Matteo Salvini. (qui l’articolo)

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Erano circa le due del mattino quando un boato aveva svegliato i cittadini del paese.

Le vetrine della sede, che dovevano ospitare  il ministro dell’interno Matteo Salvini, erano andate in mille pezzi per lo scoppio di un ordigno artigianale

Molta la paura per i residenti che stavano dormendo nello stesso palazzo dove è ubicata la sede della Lega Trentino.

Proprio sopra alla sede ci sono due famiglie con bambini piccoli.

Allora due degli attentatori erano stati individuati.

Le indagini contro quella che viene ritenuta dagli investigatori “un’organizzazione terroristica di matrice anarchica”, sono state condotte dal Ros dei Carabinieri, dalla Digos di Trento e dall’Antiterrorismo.

Assieme agli arresti sono scattate una serie di perquisizioni sia nelle abitazioni degli indagati sia di una serie di soggetti ritenuti vicini alla cellula anarchica.

Il blitz è partito nella notte da Rovereto e si è esteso in tutta la regione.

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