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Rovereto e Vallagarina

Infermiere volontarie della Croce Rossa: anniversario dedicato alle donne. Gli esperti chiariscono la situazione sulla discriminazione di genere

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In occasione del 110esimo anniversario di Fondazione del corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa italiana, è stato organizzato un convegno in onore della donna, dei suoi diritti e delle problematiche che ancora oggi, nel 2019, sono costrette ad affrontare. L’evento si è tenuto ieri, sabato 9 febbraio, presso la Fondazione Caritro.

Sesso debole” dice qualcuno, ma forse è giunto il momento di evadere dalla prigione dei preconcetti.

«Rovereto è la Città della Pace ed è bello potersi fregiare di questo titolo, soprattutto se viene confermato ogni qual volta che ospita eventi come questo, momenti di riflessione essenziali. Non c’è pace dove c’è sopruso, l’augurio è quello di una modifica nel senso virtuoso dei comportamenti».

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Dopo aver elencato i sette principi della Croce Rossa; umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontarietà, unità e universalità, i volontari hanno accolto e presentato gli esperti.

Il convegno è stato infatti organizzato seguendo una scaletta di approfondimenti pertinenti al tema.

Chiara Ragni è Professoressa associata presso la Facoltà di Giurisprudenza e della Università degli Studi di Milano, dove insegna International Anti-Corruption Law e Diritto internazionale progredito. Il suo intervento, che ha aperto le danze, si è prevalentemente concentrato sulla CEDAW, Convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna.

«La discriminazione è qualcosa di serio, qualcosa che è giusto comprendere a fondo. La convenzione è stato un passo importante, ma c’è un fattore sociale più difficilmente debellabile che ancora incide troppo». Ragni, dopo aver analizzato la Convenzione, ed esposto i suoi punti di forza e debolezza, è andata a toccare tematiche collaterali come la stereotipizzazione della donna nel mondo dei media.

Ludovica Poli è stata la seconda ad intervenire. È ricercatrice di diritto internazionale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino, dove insegna Diritto pubblico internazionale e tiene un corso sulla Giurisprudenza della Corte Europea dei diritti umani. La sua analisi si è concentrata sulla violenza contro le donne in generale e sulla violenza domestica più in particolare.

Ha esposto una riflessione sul significato e sulle conseguenze del fenomeno della violenza contro le donne come forma di violenza di genere.  «Un grazie speciale agli uomini presenti, graditi alleati per portare a compimento l’emancipazione femminile.

È molto importante capire cosa si intende per violenza di genere, perché può riguardare anche gli uomini e questo tipo di sopruso, in ogni sua forma, deve essere fermato. Non c’è Paese o ceto sociale libero da violenza, e per assurdo il contesto dove si subisce più veemenza è la famiglia».

L’esperta ha esordito accennando a temi quali; matrimonio forzati, spose bambine, mutilazioni genitali, traffico di esseri umani, stupro, aborto selettivo ed analizzando gli strumenti a tutela dei diritti umani.

Flavia Lattanzi, già Giudice del Tribunale Internazionale per la ex Iugoslavia e del Tribunale Internazionale per il Ruanda, ha affrontato tematiche quali la violenza sessuale come crimine di guerra, crimine contro l’umanità e atto di genocidio.

Le violenze sessuali contro le donne durante la Prima guerra mondiale sono rimaste impunite, nonostante le numerose denunce da parte anche delle donne degli stati le cui forze armate ne erano responsabili e le denunce da parte di infermiere della Croce Rossa.

Paolo de Stefani, che insegna Diritto internazionale dei diritti umani presso l’Università di Padova, ha esposto un approfondimento sugli organismi di controllo del rispetto delle norme sui diritti delle donne.

«Gli organismi di monitoraggio istituiti a livello globale e quelli operanti sul piano regionale sono in istanze in grado di influenzare cambiamenti là dove conta: nella legislazione degli Stati e nelle realtà sociali locali, anche in quei paesi che ai diritti delle donne non hanno mai riconosciuto cittadinanza».

Vittoria Picchianti, Consigliere Giuridico FF. AA., ha concluso la prima serie di approfondimenti, ai quali è seguito un Coffee Break offerto dagli organizzatori, intervenendo sulla protezione della donna nel diritto internazionale umanitario.

Si è potuto capire così che la donna è spesso protagonista delle situazioni di guerra, che ci sono diverse storie e che molte testimoniano sacrificio e resilienza. Ci sono donne combattenti in prima linea, donne al fianco di militari feriti. Ma soprattutto donne artefici di Pace.

Ed è proprio la Pace e che dovrebbe essere promossa, ricercata, sostenuta.

Sebbene gli interventi del convegno abbiano esaustivamente reso chiara la situazione della donna a livello giuridico, sono trasparite riflessioni legate alla concezione sociale della donna, ambito comunque concatenato all’aspetto legislativo.

E forse, nonostante un impegno concreto e formale per combattere ogni tipo di discriminazione, ciò che più conta è proprio un cambiamento a livello di concezione, di pensiero…di cultura.

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Mori: approvato il piano esecutivo di gestione

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L’approvazione del “Peg”, piano esecutivo di gestione, traduce in obiettivi operativi per la struttura comunale quelli che sono gli impegni economici e politici sanciti nel bilancio di previsione, quest’ultimo approvato senza voti contrari.

Il Peg si articola in 7 grandi progettualità, organizzate secondo i servizi competenti all’interno del municipio; nel dettaglio: servizio segreteria, comunità e attività produttive, polizia municipale, finanziario, tecnico, edilizia ambiente e territorio, servizio alla persona.

Bilancio e Peg sono strettamente correlati. Il bilancio pareggia a quasi 19 milioni, di cui 8 milioni e 950 mila auro riguardano la parte corrente e 6 milioni e 750 mila sono gli investimenti.

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L’amministrazione ha confermato – e in alcuni casi aumentato – l’impegno per tutto quanto concerne cultura, sport e istruzione. Da sottolineare il fatto che, ogni anno, il Comune di Mori risparmia circa 90 mila euro per minori spese tra indennità di giunta e gettoni delle commissioni. Il bilancio si articola in “missioni”.

  1. servizi istituzionali, generali e di gestione impiegano quasi 4 milioni e mezzo. Qui si trova in massima parte la spesa necessaria al funzionamento stesso del municipio, con particolare attenzione al costo del personale.
  2. ordine e sicurezza, con quasi 600 mila euro, comprende polizia locale e sistema integrato di sicurezza urbana.
  3. istruzione e diritto allo studio, è finanziato per 1 milione e 350 mila euro.
  4. per tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali quasi 400 mila euro, mentre quasi 2 milioni e 300 mila euro servono per
  5. politiche giovanili, sport e tempo libero; in questo capitolo, grossa parte è impegnata per la progettazione della nuova palestra e del centro sportivo a Valle San Felice; qui sono compresi anche il supporto alle associazioni sportive e la manutenzione degli impianti, ma anche tutto quanto concerne la valorizzazione delle aree verdi. 131 mila euro saranno investiti nel
  6. turismo, e comprendono anche l’inizio del progetto di valorizzazione della arche castrobarcensi.
  7. assetto del territorio ed edilizia abitativa, ovvero pianificare il territorio nel rispetto della sostenibilità degli interventi, chiederà circa 86 mila euro.
  8. per sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente sono stanziati più di 2 milioni e mezzo: ci sono interventi importanti come la bonifica della ex Cariboni e la messa in sicurezza di Ravazzone, interventi per l’energia sostenibile, sul servizio idrico integrato, l’attività del parco del Monte Baldo e la gestione forestale associata con Brentonico e Ronzo – Chienis.
  9. su trasporti e diritto alla mobilità, il Comune investirà più di 1 milione e mezzo con strade, marciapiedi, tratti di ciclabile, arredi urbani, il parcheggio a Pannone, oltre all’incentivo all’utilizzo dei mezzi pubblici.
  10. sistema di protezione civile 84.500 euro;
  11. diritti sociali, politiche sociali e famiglia impiegherà 1 milione 142 mila euro, comprendendo infanzia, anziani e progetti di inclusione sociale.
  12. 100 mila euro vanno in sviluppo economico e competitività, per il rilancio del commercio, dell’artigianato e dell’industria locali.
  13. politiche per il lavoro e la formazione professionale richiede un impegno da mezzo milione e riguarda soprattutto le persone che hanno necessità di reinserirsi nel mondo del lavoro.
  14. 85 mila euro sono per agricoltura, politiche agroalimentari e pesca.

Una sezione a parte meritano le spese di investimento. È da specificare che le cifre indicate sono relative al solo 2019; molti di questi investimenti si articolano su più anni.

piano esecutivo

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Rovereto e Vallagarina

Rovereto: a passeggio con il maiale al guinzaglio

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«Ditemi che non sto sognando e che qualcun’altro lo ha visto in giro per Rovereto» – Scrive Valentina postando la foto sul gruppo «Sei di Rovereto se…».

«È proprio tutto vero» Risponde Alexandra postando un’altra foto. Il maialino pare si chiami Piero ed oggi è stato portato a spasso per Rovereto con il suo guinzaglio il suo padroncino. Ma pare che non sia una novità e che le passeggiate continuino da circa 2 anni.

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Rovereto: presto un nuovo parcheggio in zona stazione

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Tra l’Amministrazione comunale e l’Agenzia del Demanio è in essere da qualche anno un proficuo rapporto di collaborazione grazie al quale si è potuto mettere mano alla annosa partita dell’ex-asilo Cral che – come si ricorderà – il 12 novembre 2018 arrivava al tanto atteso e definitivo passaggio di consegne (perfezionato con un passaggio notarile nella sala Malfatti del Consiglio Comunale).

Subito dopo, la collaborazione è proseguita ragionando intorno all’obiettivo di riqualificare una parte all’interno del compendio dell’ex Carcere, e le ipotesi sono giunte ad un perfezionamento con la seduta di Giunta di ieri 22 aprile 2019, quando l’esecutivo Valduga ha approvato uno schema di contratto di locazione.

In sostanza il Comune acquisisce una parte del compendio esterno per destinarlo a parcheggio pubblico per circa 45 posti auto. La locazione concordata con l’Agenzia del Demanio consente di adibire l’area demaniale in poco tempo, in una posizione altamente strategica essendo posta nelle vicinanze della stazione ferroviaria.

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Lo schema di contratto di locazione, che autorizza il Dirigente del Servizio Patrimonio e Finanze alla sottoscrizione e all’adozione dei conseguenti atti formali, configura la spesa che peraltro non è particolarmente onerosa in quanto il canone tiene  conto della finalità di interesse pubblico e della provvisorietà dell’utilizzo.

L’impegno sarà infatti dell’importo di euro 6.300,00 annui  ed il contratto si estende da subito (2019) fino al 2025, previa approvazione del relativo bilancio di previsione (la durata del contratta è quindi di anni 6 a decorrere dal 1 maggio 2019 al 30 aprile 2025).

Il recupero e la riqualificazione di compendi immobiliari, collocati nel contesto cittadino, che versano in uno stato di disuso e necessitano di interventi di interventi di manutenzione straordinaria, fa parte degli obiettivi configurati nella deliberazione del Consiglio Comunale n. 51 di data 12 agosto 2015, che approvava gli indirizzi generali “Per un governo aperto della città” proposti dal Sindaco Francesco Valduga e dall’Amministrazione comunale.

La riqualificazione del compendio ex carcere di Rovereto e, nello specifico, la sua ri-funzionalizzazione sono dunque pienamente coerenti con gli indirizzi programmatici. Il rilevante interesse dell’Amministrazione comunale ad acquisire a fini pubblici l’area era stata rappresentata all’Agenzia del Demanio in occasione del passaggio dell’asilo ex-Cral.

L’Agenzia del Demanio, con nota del 5 aprile 2019, ha accolto positivamente la richiesta avanzata dal Comune, nelle successive due settimane si è giunti alla stesura del contratto approvato ieri dalla Giunta. La possibilità concreta di allestire in poco tempo  nuovi 45 posti auto, raggiunge l’obiettivo di soddisfare un’esigenza fortemente sentita dalla cittadinanza.

Tra l’altro utile anche allo stesso Demanio perché alcuni posti auto saranno riservati alle autovetture di servizio della Polizia di Stato.

I tempi saranno celeri per il nuovo parcheggio, per il quale necessitano semplici lavori di adeguamento dell’area.

Per i roveretani e i pendolari in particolare uno spazio in più, ma anche la chance di vedere valorizzata e riqualificata un’area, sita nelle vicinanze del centro cittadino, ad oggi in disuso, utilissima come parcheggio di attestamento provvisorio che certamente contribuirà a  decongestionare le aree limitrofe.

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