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Trento

Il 15 febbraio Mauro Corona al Vigolana Mountain Evolution presenta “Nel Muro”

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Lo scrittore e alpinista Mauro Corona presenterà il suo ultimo libro pubblicato “Nel Muro” durante la seconda serata del “Vigolana Mountain Evolution” il nuovo festival dedicato alla montagna organizzato dalla Pro Loco di Vattaro.

La denominazione del Festival è anche il titolo del docufilm di Luigi Tonezzer dedicato al bivacco Vigolana che ha dato l’input alla manifestazione.

Il Festival è organizzato in collaborazione col Consorzio Turistico della Vigolana, la Sat di Caldonazzo, la libreria Giunti di Asiago e col sostegno di “ Cooperazione Reciproca e Futura”, si articolerà su due serate: quella dell’Altopiano della Vigolana e quella di Caldonazzo.

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La prima il 15 febbraio a Vigolo Vattaro alle 20,30 avrà come ospite proprio Mauro Corona; mentre la seconda sempre alle 20,30 ma a Caldonazzo sarà dedicata ad un progetto che vede l’uomo incidere nell’ambiente naturale con la costruzione di un rifugio.

Protagonista è il bivacco della Vigolana ricostruito due anni fa con un avveniristico progetto redatto dall’architetto Riccardo Giacomelli, tra l’altro nipote di Giambattista Giacomelli fondatore della Sat di Caldonazzo al quale è dedicato il bivacco. Si tratta di una struttura in legno il cui profilo ricorda le creste delle montagne che lo circondano.

A questa realizzazione è dedicato il citato docufilm “Vigolana Mountain Evolution” che ha ispirato il nome del Festival.

In occasione della presentazione del Festival l’architetto Giacomelli ha affermato: “Assodato che non esistono più modelli di standard di bivacco, ho voluto prendere come modello la natura stessa e quindi le guglie verso cui il bivacco s’affaccia. L’edificio si inserisce così nel contesto morfologico del luogo creando un sistema simbiotico col massiccio della Vigolana”.

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Due serate particolarmente indicate per avvicinarsi in modo rispettoso alla montagna e al suo ambiente naturale ( info www.vigolana.com )

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Trento

Lotta contro gli sprechi: grazie al progetto «BringTheFood» donate un milione di porzioni di cibo

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Il sistema, basato su un’applicazione informatica messa a punto alla FBK di Trento, permette di far entrare in contatto chi ha eccedenze di cibo con chi ne ha bisogno, ed evita gli sprechi.

Dall’inizio del 2019, ristoranti, servizi di catering, mense aziendali e scolastiche hanno consentito un recupero e una redistribuzione entro le 24 ore di prodotti freschi e cotti agli enti caritativi per un totale di 150 tonnellate di alimenti.

Sono più di un milione le porzioni di cibo donate dall’inizio del 2019 grazie al progetto BringTheFood della Fondazione Bruno Kessler di Trento.

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Il sistema, basato su un’applicazione informatica messa a punto dall’Unità di ricerca ICT4G(ICT for Good) della FBK, permette di mettere in contatto chi ha delle eccedenze di alimenti con le organizzazioni umanitarie, in modo che il cibo preparato in più non finisca come rifiuto a fine giornata ma serva ad assicurare dei pasti a persone che ne hanno bisogno.

In particolare, BringTheFood rende immediata la donazione delle eccedenze alimentari di ristoranti, servizi di catering, mense aziendali e scolastiche, consentendo un recupero e una redistribuzione di prodotti freschi e cotti entro le 24 ore. Gli enti caritativi, a loro volta, organizzano meglio il giro di raccolta, sapendo sempre chi ha qualcosa da donare, e possono avere la documentazione fiscale e tutte le statistiche costantemente a portata di mano.

Grazie a BringTheFood, ad esempio, il Banco Alimentare del Trentino – Alto Adige ha raddoppiato la quantità di cibo recuperato da mense e catering rispetto a quando il sistema non veniva utilizzato.

Oltre ai cibi già preparati, possono essere recuperati anche i prodotti invenduti delle organizzazioni di produttori agricoli, i quali tramite BringTheFood sono in grado di donare a reti solidali con facilità, semplificando lo smistamento di grandi quantità e generando tutta la documentazione necessaria ad accedere alle agevolazioni fiscali.

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Ad esempio, ACLI Padova organizza la raccolta per il progetto Rete Solida dal 2014 e, grazie a BringTheFood, ha ridotto sensibilmente il tempo necessario per organizzare lo smistamento di donazioni di oltre 20 tonnellate.

“Siamo orgogliosi che una tecnologia sviluppata qui da noi sia usata per fare la differenza e aiutare chi ha bisogno”, commenta Adolfo Villafiorita, responsabile dell’Unità di ricerca ICT4G (FBK), “Si tratta di un bel risultato che è stato raggiunto dagli enti con cui collaboriamo, grazie anche all’uso di BringTheFood. È un piccolo ma, speriamo, significativo contributo al costante lavoro degli enti caritativi e dei volontari che operano in questo settore e una dimostrazione di come la tecnologia possa essere messa al servizio del sociale, un’attività a cui ci dedichiamo da più di dieci anni”.

E per una cultura anti-spreco che coinvolga anche le nuove generazioni, l’Unità ICT4G della FBK ha sviluppato il progetto Zero a Scuola, grazie al quale è stata svolta una rilevazione dello spreco in alcune mense scolastiche del Trentino, affiancata da incontri sul tema dell’impronta ecologica e della nutrizione rivolti a studenti delle scuole medie.

Chi è interessato a collaborare come potenziale donatore di cibo, come volontario per aiutare nella raccolta e la distribuzione, o chi vuole porre domande e richieste relative a BringTheFood, può compilare il modulo che si trova qui.

Per maggiori informazioni: http://www.bringfood.org/

Breve storia di BringTheFood – Fondazione Bruno Kessler

Progettato dai ricercatori dell’Unità ICT4G (ICT for Good) guidata da Adolfo Villafiorita, il sistema si avvale anche di una app che permette a gestori di ristoranti, servizi di catering, supermercati e singole persone di segnalare le eccedenze di cibo e alle organizzazioni umanitarie di richiederle in tempo reale.                                                                                                                                                                                                               Le basi dell’applicazione erano state sviluppate in occasione di RHOK Global (Random Hacks of Kindness), iniziativa tenuta nel dicembre del 2011 in contemporanea in 32 città del mondo e organizzata a Trento proprio dai ricercatori dell’Unità ICT4G, a cui hanno partecipato programmatori ed esperti volontari per progettare soluzioni informatiche open source utili alla società. “BringTheFood” è stata poi presentata alla conferenza di settore ICTD2012, ad Atlanta negli U.S.A.

Nel 2012, grazie alla partnership sociale con Fondazione Banco Alimentare Onlus, è iniziata una fase di sperimentazione pratica sul territorio della Provincia autonoma di Trento in collaborazione con il Banco Alimentare del Trentino Alto Adige Onlus, e poi nel Comune di Milano in collaborazione con l’Ass.

Banco Alimentare della Lombardia “Danilo Fossati” Onlus. Nell’ottobre del 2013 “BringTheFood” è stata presentata nella sede della FAO a Roma nell’ambito delle iniziative del Ministero degli Affari Esteri per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione.

Al termine del 2014, è partita una nuova sperimentazione con le ACLI di Padova grazie alla quale sono state aggiunte nuove funzioni per fare in modo che gli enti caritativi possano anche gestire grandi donazioni da mono-produttori. In seguito BringTheFood è stata selezionata fra i progetti meritevoli di rappresentare l’eccellenza italiana a Expo 2015.

Nel 2019 sono state 150 le tonnellate recuperate dalle reti che usano BringTheFood, corrispondenti a 1.000.000 di porzioni da 150g.

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Trento

Dopo averlo rapinato tentò di violentare un giovane di Trento. 26 enne algerino condannato a 10 anni di reclusione

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Una storia pazzesca e così difficile da raccontare che sembra uscita da un film dell’orrore.

Una notte di terrore vissuta da un giovane trentino in trasferta per lavoro in provincia di Verona che si imbatte in un rapinatore seriale senza scrupoli e violento, e per sua sfortuna anche maniaco sessuale bisex.

 È il 23 novembre 2017  quando un giovane di Trento si trova a San Bonifacio in Veneto per motivi di lavoro.

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Aveva deciso di alloggiare in un albergo, ma alle 4 di notte era stato svegliato da alcuni rumori sospetti.

Direttosi verso la porta della camera, si era trovato davanti un malvivente.

Sotto la minaccia di un coltello aveva consegnato tutto: denaro, cellulare, e orologio.

Nonostante ciò il ladro aveva deciso di trascinare il giovane in bagno per abusare di lui.

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Il giovane era fortunatamente riuscito a resistere cercando di convincere il malvivente che gli avrebbe dato più soldi se solo lo avesse lasciato stare.

A quel punto sono quindi scesi in strada ma la sfortuna aveva avuto il sopravvento, infatti due bancomat non funzionavano e quindi era impossibile prelevare dei contanti per il farabutto.

Il malvivente, furibondo, aveva così trascinato la vittima in un vicolo cercando di abusare nuovamente di lui. Il giovane, scalzo e senza vestiti, era riuscito a scappare e in suo soccorso erano arrivati alcuni operai che stavano portandosi su un cantiere.

Dopo l’inizio delle indagini il malvivente, un algerino di 26 anni, era stato facilmente riconosciuto dalle forze dell’ordine perché 15 giorni dopo, esattamente il 7 dicembre era stato filmato in stazione mentre cercava di abusare di una 54 enne rumena giunta in Italia in cerca di fortuna.

Il comandante dei carabinieri di San Bonifacio Daniele Bochicchio

Anche in quel caso l’algerino aveva usato un coltello da caccia con la lama lunga 24 centimetri

L’uomo l’aveva svegliata e poi a parole e con la minaccia del coltello le aveva ordinato di togliersi il giaccone e di calarsi i pantaloni.

Il giovane, con la lama, l’aveva anche ferita al volto; un taglio guaribile in pochi giorni. Il pianto e la resistenza della donna avevano in quel frangente richiamato l’attenzione di un uomo di 45 anni congolese che aveva fatto desistere l’algerino che poi inseguito dalle forze dell’ordine è stato arrestato. 

A distanza di due anni l’algerino è stato condannato a dieci anni di reclusione e a tre anni di libertà vigilata per tentata violenza sessuale, rapina aggravata, estorsione, porta abusivo di armi e lesioni.

Dovrà inoltre risarcire la vittima costituitasi parte civile. Il giudice ha però affidato la liquidazione in separata sede civile.

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Trento

Forte preoccupazione per le prossime due manifestazioni anarchiche a Trento. Gigantesco spiegamento di forze dell’ordine mai visto prima.

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Erano in 4 gatti (vedi foto) ieri a protestare sotto il rettorato di via Calepina con uno striscione che riportava testualmente: «Fugatti ordina, Collina Ubbidisce, reprimere il dissenso la vera violenza» gridando lo slogan: «Università è la nostra casa e nella nostra casa i fascisti non entrano».

La protesta è stata inscenata per la presenza del giornalista Bilosvalo dentro la facoltà di sociologia, ritenuto dagli anarchici fascista, che il 30 ottobre ha partecipato a un incontro sulla crisi libica.

Come si ricorda quel giorno infausto per l’ateneo trentino le democrazia fu fortemente compromessa grazie a decine di contestatori anarchici che impedirono al giornalista di parlare, mentre all’esterno un gruppo di studenti di destra ne respingeva con violenza degli altri.

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La cosa che fa riflettere è che anche allora dentro l’ateneo poterono entrare liberamente a protestare e spaccare le porte, anarchici che venivano da altre città e che nulla avevano a che vedere con l’università di sociologia alla quale non erano nemmeno iscritti.

Fra i manifestanti violenti gli iscritti all’università saranno stati forse cinque.

Il piccolo gruppo di manifestanti (circa 6) ieri ha dapprima srotolato uno striscione ed espresso il dissenso contro il Rettore Collini “reo” di aver consentito l’intervento del giornalista “fascista” Biloslsavo il giorno 30 ottobre all’aula Kessler del Dipartimento di sociologia.

Uno dei manifestanti, munito di megafono, ha improvvisato un comizio e duramente contestato l’alleanza tra Casapound e Lega.

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Secondo il gruppi di anarchici l’ombrellata data al rettore è stata, a dire dei manifestanti, un “accettabile gesto frutto della provocazione.

Ieri per l’occasione la Questura ha approntato comunque un attento servizio di ordine pubblico schierando reparti mobili della Polizia di Stato e dell’arma dei Carabinieri.

L’università per garantire la normale attività del rettorato ha provveduto ad organizzare un proprio servizio di sicurezza diretto e coordinato dal suo Security Manager in stretto contatto con gli uomini della digos.

Al di la del presidio di ieri, terminato alle 12.00 senza nessun incidente, a preoccupare maggiormente le forze dell’ordine e l’ateneo Trentino saranno altre due manifestazioni anarchiche che non saranno probabilmente così pacifiche.

Due date che i cittadini e i commercianti trentini dovranno tenere bene a mente per cercare di limitare i danni ai propri negozi e cercare di salvaguardare la propria incolumità fisica, vista l’ormai conosciuta violenza dei «soliti noti»

Il giorno mercoledì 27 novembre 2019 gli anarchici e i centri sociali dell’estrema sinistra hanno annunciato un corteo cittadino con partenza dal Piazza Dante alle ore 17.00 per «rispendere all’aggressione fascista del 30 ottobre, per denunciare l’allenza tra casapound e Lega che non lascia spazi all’autogestione e al dissenso»

A preoccupare ancora di più sarà però il presidio organizzato il giorno 5 dicembre fuori dal tribunale di Trento dentro il quale sarà emessa la sentenza per i 7 imputati anarchici.

Come si ricorda in manette erano finiti Luca Dolci, 33enne di origine giuliana; Roberto Bottamedi, 28enne, trentino; Giulio Berdusco, 32enne, di origine veneta; Agnese Trentin, 31enne, di origine veneta; Andrea Parolari 45enne, trentino; Nicola Briganti, 44enne, di origine salentina; Marie Antonia Sacha Beranek 34enne, di origine tarantina accusati di associazione con finalità terroristiche ed eversione all’ordine democratico e di una serie impressionanti di danneggiamenti

Dopo la fine del processo l’appuntamento è davanti a sociologia di via Verdi per protestare nuovamente. In questa manifestazione arriveranno anarchici e militanti dei centri sociali da tutt’Italia e forse anche dall’estero.

Queste due date sono state prese in grande considerazione dalla Questura e da tutte le forze dell’ordine di Trento.

Lo spiegamento di forze infatti sarà gigantesco e mai visto prima a Trento.

In questi giorni tutte le forze dell’ordine e la Security Manager dell’ateneo stanno organizzando come contenere i manifestanti. Massima allerta quindi per cercare di contenere le violenze degli anarchici che nel caso di condanna degli «amici» potrebbero essere devastanti per la città di Trento.

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