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Fiemme, Fassa e Cembra

Val di Fiemme, «Operazione sciamano»: denunciato anche un 25 enne. Carabinieri: «fenomeno più esteso di quello che si pensava»

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A seguito dell’ondata di arresti condotti dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Cavalese nell’ambito dell’indagine “Sciamano” sfociata nell’emissione di ben 18 di misure cautelari, gli inquirenti Fiemmesi attraverso una scrupolosa attività di analisi hanno convocato in caserma un centinaio di acquirenti che si erano rivolti ai pusher monitorati per ottenere lo stupefacente.

Il lavoro d’indagine ha fatto emergere una mole di compravendite ben più importante rispetto a quelle emersa nel corso delle investigazioni, basti pensare che dalle testimonianze raccolte, uno degli associati, collocato ai vertici all’organizzazione, ha concretizzato 323 cessioni per un quantitativo di 420 grammi di sostanza stupefacente di tipo cocaina per un ricavo di circa 42 mila euro.

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In questo ambito, tra gli assuntori, sono stati invitati in caserma accompagnati dai genitori anche diversi minorenni che hanno ben circostanziato le dinamiche di spaccio tenute in particolar modo da uno degli arrestati, attivo nello smercio di narcotico in favore di giovani e giovanissimi.

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Dalle testimonianze assunte, il giovane pusher originario della Val di Cembra, si è reso responsabile di ben 618 cessioni di stupefacente, delle quali 200 in favore di 7 minorenni di diverse tipologie di stupefacente tra le quali cocaina.

L’escussione degli assuntori ha potuto e ricostruire le modalità di assunzione dello stupefacente all’interno del bar Anny gestito da Paolo Girardi.

Dai concordanti racconti è emerso come sul ripiano del sciacquone del bagno del locale tuttora sotto sequestro, il titolare del bar allestiva una pluralità di così dette “righe” di cocaina che poi gli assuntori consumavano per la parte spettante.

La ricostruzione delle dinamiche di illecite ha inoltre portato gli investigatori all’individuazione di un giovane classe 1995 che tra il 2017 ed il 2018 si è reso responsabile di diverse cessioni di cocaina.

Lo stesso è stato deferito alla Procura delle Repubblica di Trento per il reato di spaccio ai sensi dell’art. 73 D.P.R. 309/90. Si è inoltre provveduto a segnalare ai sensi dell’art. 75 D.P.R. 309/90, 7 soggetti destinatari delle misure cautelari, trovati in possesso di stupefacenti nel corso delle operazioni di cattura.

Ancora, l’insieme dell’attività accertativa condotte in questa seconda fase dai carabinieri, ha motivato la segnalazione di n. 70 soggetti al Commissariato del Governo e servizio Tossicodipendenze della Provincia di Trento per i percorsi riabilitativi previsti in quanto assuntori di sostanza stupefacente ai sensi dell’arto 121 del D.P.R. 309/90 ed alla Motorizzazione civile di Trento i consumatori in possesso di patente, affinché venga valutata la sussistenza dei requisiti psicofisici in sensi dell’art. 128 del Cds, le normative vigenti infatti, prevedano la segnalazione alle autorità, anche nei casi in cui gli assuntori non vengano trovati in possesso di droghe, ma risulta sufficiente comprovarne la loro assunzione.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Operazione «Coca Kola», a Predazzo finisce in manette 21enne insospettabile albanese di Cavalese

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La Compagnia Carabinieri di Cavalese prosegue l’opera di prevenzione e contrasto all’uso ed al traffico di sostanze stupefacenti, in particolare tra i giovani della Valle di Fiemme, con ulteriori importanti sequestri.

Proprio in tal senso, il vuoto lasciato dai trafficanti locali catturati nell’ambito dell’operazione “Sciamano”, ha fatto spazio a nuovi soggetti che si sono inseriti sul mercato Fiemmese garantendo il soddisfacimento della domanda di cocaina, che purtroppo rimane ancora alta, nonostante le numerose azioni sia preventive che repressive condotte nello specifico in quest’ultimo recente.

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In questo ambito, il Comando Stazione di Predazzo, grazie ad una penetrante e proficua azione investigativa, ha individuato K.P. un giovane 21enne di origine Albanese, di professione macellaio e ben inserito nel tessuto sociale, sul conto del quale erano state raccolte tutta una serie di indiscrezioni che lo davano come pusher particolarmente attivo sul territorio della Val di Fiemme.

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A riscontro dell’attività informativa sul territorio, i militari di Predazzo avevano avuto modo di notare che il giovane infatti veniva spesso visto nei locali serali e notturni della valle, evidenziando un alto tenore di vita, i fattori che insospettivano ancor di più i Carabinieri di Predazzo che si mettevano sulle sue tracce.

Una volta riscontrato un quadro indiziario completo che collimava con le notizie assunte, i Carabinieri del Comando Stazione di Predazzo, domenica 17 Febbraio decidevano di entrare in azione procedendo al controllo di K.P., il quale alla vista degli operanti, manifestava un ingiustificato ed anomalo nervosismo che dava motivo ai militari di eseguire un controllo più approfondito sia sulla sua persona che presso il suo domicilio in Cavalese, che dava esiti altamente positivi, in quanto occultati nelle pertinenze dell’abitazione, tra la mobilia del garage venivano rinvenuti importati quantitativi di sostanza stupefacente quali: 110 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina di ottima qualità; 7 di marijuana; 15  di sostanza da taglio e un bilancino di precisione.

Il fatto di aver rinvenuto oltre all’importante quantitativo di narcotico anche della sostanza da taglio ed un bilancino ancora intriso di cocaina, è chiaro indice di come il giovane Albanese fosse stato impegnato in una fiorente attività di spaccio, ora interrotta grazie all’intervento dei Carabinieri di Predazzo.

Gli elementi raccolti dai Carabinieri di Predazzo facevano scattare l’arresto del giovane albanese per il reato contemplato dall’art 73 del D.P.R. 309/90.

Il Magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Trento, disponeva la restrizione e la successiva traduzione per il giudizio direttissimo che si è celebrato nella mattinata odierna presso il Tribunale di Trento, con sottoposizione all’obbligo di firma giornaliera presso il Comando Compagnia Carabinieri di Cavalese e rinvio del processo alla data del 15 marzo 2019.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Max Biaggi in vacanza in Val di Fassa con i figli

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Seconda vacanza sugli sci in val di Fassa per Max Biaggi e la sua famiglia per questa stagione invernale: il campione classe 250 e pure superbike non nasconde il suo amore per lo sci e per le Dolomiti trentine.

Biaggi ha trasmesso la passione per gli sci anche ai figli, Ines e Leon, con i quali trascorre quasi un mese nel periodo invernale tra i nostri monti.

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L’amore per la montagna non si limita però alla stagione sciistica: anche in estate le valli dolomitiche offrono la possibilità di svolgere attività all’aria aperta.

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I ragazzi si divertono ad arrampicare e nei parchi avventura e Max coglie l’occasione per trascorrere giornate rigeneranti in montagna, che ha sempre avuto un ruolo molto importante nella sua vita.

 

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Fiemme, Fassa e Cembra

Novantenne molesta ragazza disabile, condannato a 3 anni e 4 mesi

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Stava giocando con gli amici la ragazzina quando, il 10 agosto 2015, l’anziano uomo l’avrebbe avvicinata convincendola a seguirlo nella legnaia attigua al parco giochi, dove si sarebbe consumata la violenza sessuale.

Il novantenne avrebbe palpeggiato la ragazza nelle parti intime, mentre lei cercava di divincolarsi e urlava chiedendo aiuto, richiamando peraltro l’attenzione dei ragazzini con cui stava giocando nel parco.

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Questo è quanto è stato ricostruito ascoltando le dichiarazioni della vittima e degli amici; la ragazza immediatamente dopo l’accaduto ha denunciato il fatto, sia alla vigilessa presente nel parco, che ai carabinieri.

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Per questi reati il novantenne è stato condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione e al risarcimento alla vittima, costituitasi parte civile nella persona dell’avvocato Beppe Pontrelli della somma di 15 mila euro.

La versione dell’aggressore è, come spesso in questi casi succede, diametralmente opposta e tende a ribaltare i fatti.

L’uomo, che comunque non aveva mai avuto prima comportamenti sconvenienti, dichiara che sarebbe stata la ragazzina ad introdursi nel suo giardino e lui avrebbe solo tentato di allontanarla.

L’anziano, difeso dall’avvocato Paolo Corti del foro di Bolzano, si dichiara innocente e disponibile ad affrontare un processo pubblico per smentire le pesanti accuse a suo carico.

Con grande probabilità la difesa farà appello, il tempo a disposizione per depositare i documenti sono 90 giorni.

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