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Politica

In una lettera denuncia l’addio di Guerrino Soini a Fratelli d’Italia

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Quasi 20 anni di fedele militanza, prima in AN (alleanza nazionale) e poi, dopo il patto del predellino mai condiviso, in Fratelli d’Italia nel direttivo della sezione di Rovereto.

Tante battaglie, «la più gratificante è stata senz’altro quella contro l’introduzione della teoria gender nella scuola» – ammette Guerrino Soini – scontri, confronti, visione diverse.

È stato nominato Responsabile del Dipartimento Famiglia dal quale era uscito dopo un paio d’anni per «diversità di vedute con la Poletti alla quale stava cominciando a dar fastidio quel po’di popolarità che avevo conquistato» sottolinea lo stesso Soini 

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Nei giorni scorsi Soini ha deciso di chiudere con Fratelli d’Italia inviando le proprie dimissioni irrevocabili al Commissario, agli iscritti del Circolo di Rovereto, all’onorevole Giovanni Donzelli donzelli e al senatore Andrea De Bertoldi.

Un documento molto duro che denuncia la mancanza di democrazia all’interno del movimento puntando il dito sui responsabili.

Noi abbiamo deciso di pubblicare la sua lettera in maniera integrale.

LA LETTERA DI DIMISSIONI DI GUERRINO SOINI – quello che ho più volte paventato si è trasformato in realtà. A partire dalla data odierna non faccio più parte di Fratelli d’Italia. E’ stata una decisione faticosa perché nei valori della destra credo ed ho sempre creduto, ma, come certamente saprete dalle mie esternazioni, non è una questione di ideali ma di persone.

Nel corso della mia permanenza, prima in Alleanza Nazionale poi in Fratelli d’Italia, ho avuto modo di conoscere a fondo chi mi circondava, di apprezzare i lati positivi di alcuni e quelli negativi di altri. Non avrei pensato, però, di dovermi trovare nella situazione di venir ignorato dal Partito, non tanto come persona che, alla fine non conto nulla, ma come esponente e Dirigente di un Circolo che, nel basso Trentino, ha la sua storia e la sua rilevanza.

La cosa ha un inizio poco edificante nel 2015 in occasione di un’iniziativa a livello provinciale sul gender che mi ha visto implicato in un tentativo di coinvolgimento giudiziario, per un’immagine incautamente esposta sui manifesti relativi all’iniziativa stessa: in quell’occasione la sede romana del partito, per mezzo dell’allora segretario provinciale Marika Poletti, mi ha mandato a dire, in sostanza, che in caso di processo, o comunque di azione legale nei miei confronti da parte dei rappresentati dell’avv. Schuster di Trento, mi sarei dovuto arrangiare sostenendo in proprio le spese legali occorrenti.

Successivamente in concomitanza dell’ultimo periodo della gestione Poletti, si è visto uno sfaldamento continuo dell’ossatura della realtà territoriale di Fratelli d’Italia unita ad un disinteresse totale della sede romana per la disastrosa situazione più volte manifestata, per proseguire con l’elezione, sempre favorita dalla Poletti, a Senatore della Repubblica di tal dott. Andrea de Bertoldi il quale sembrava, e sembra, essersi dimenticato che si trova in quella posizione in virtù dei voti del popolo, la maggior parte dei quali, peraltro, provenienti da altra formazione politica facente parte della coalizione, e non per intercessione Divina.

Gli atteggiamenti del Senatore, e di chi ha pensato di seguirne le orme (Patrizia Strano giusto per non far nomi), si sono rivelati gravemente lesivi della democrazia interna della nostra realtà territoriale , in campagna elettorale abbiamo visto atteggiamenti che mai avremmo voluto vedere in chi dovrebbe rappresentarci. Pur sollecitato a vari livelli il Senatore se ne è sempre infischiato della realtà di Rovereto e di quel rappresentante indicato dal Circolo cittadino il quale, guarda caso e nonostante tutto, è risultato primo degli eletti. Ben altro avrebbe potuto essere il risultato di Fratelli d’Italia se si avesse avuto l’umiltà di riconoscere il valore del nostro candidato puntando le forze disponibili sul suo nome. Invece no, si è pensato di ricorrere ad amici e persone “ riconoscenti” con il bel risultato che tutti noi abbiamo avuto modo di vedere. La presenza di Giorgia Meloni in Provincia è stata monopolizzata ed usata a stretta discrezione di de Bertoldi, rimasto sordo a tutte le nostre richieste, con il chiaro intento di annichilire la realtà roveretana e questo, anche se verrà negato oltre ogni evidenza, è per me un atteggiamento vergognoso.

Anche dopo le deludenti elezioni provinciali abbiamo avuto modo di vedere come siano state privilegiate, nelle posizioni di sottogoverno, persone senz’altro vicine al Senatore ma risultate ampiamente meno votate di quel Federico Secchi che, ad ogni buon conto, avrebbe avuto diritto ad un trattamento diverso.

Di queste cose ho, e abbiamo, provato a parlare con i possibili referenti romani trovandomi, e trovandoci davanti un muro di gomma che ha sempre lasciato cadere le nostre istanze.

Ora, siccome il sottoscritto, nel suo agire, non ha mai preteso nulla, dal suo impegno nell’attività politica non ha mai ricavato nulla (ed è così che intende il servizio che la politica stessa deve svolgere all’interno di una comunità) pretenderebbe, almeno, la correttezza formale nei rapporti interpersonali. Non la falsità di chi dice una cosa e poi ne fa un’altra, non il disinteresse totale della sede centrale verso le realtà locali che manifestano, a buon titolo, le loro ragioni, non il disprezzo manifestato da alcuni verso i colleghi candidati di lista.

Io a questo gioco non voglio sottostare anche perché, come ripeto, non ho nessun interesse in questi atteggiamenti. Sotto questo punto di vista Fratelli d’Italia, pur manifestando ideali più che condivisibili, è lontano anni luce da un rapporto sincero con la nostra gente, non dico con il Circolo di Rovereto poiché parlo a titolo personale.

Bene signori, io devo dire che ci ho provato senza ricavarne alcunché. Lascio a voi se ne avrete la volontà, il proseguire in un’attività sterile che di frutti non ne ha lasciati e non ne lascia intravedere. Vi auguro una miglior fortuna di quella che ho potuto sperimentare io. Per quanto mi riguarda vedrò di spendere le mie energie in un ambito più consono alle mie peculiarità.

Guerrino Soini

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Politica

Civica Trentina pronta a rinnovarsi: Ludovica Borga presidente

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Civica Trentina, dopo la donazione fatta dal consigliere provinciale Claudio Cia, torna ad avere il proprio simbolo interamente di proprietà.

È stata Ludovica Borga a decidere di mettere nelle mani dei fondatori il logo del movimento voluto dal padre.

Ma ora potrebbe cambiare anche la guida del partito.

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I rumors infatti parlano di Ludovica Borga, la figlia del fondatore Rodolfo nel ruolo di presidente del partito. 

Dopo il risultato delle ultime Provinciali e le polemiche che hanno creato una frattura fra i «vecchi» del movimento e i due assessori provinciali, Civica Trentina è pronta per un rinnovamento interno.

Una diatriba interna che continua, vista anche l’assenza dei due alla presentazione del simbolo e che ha portato alle dimissioni di alcuni militanti e tesserati.

Fra i temi che verranno affrontati quello di un congresso, anche se per il momento l’importante è che il simbolo è tornato di proprietà del direttivo.

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Politica

Ecco i candidati per le elezioni suppletive del 26 maggio

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Sei in lizza per due posti in Parlamento.

Il 26 maggio 2019, in concomitanza con le elezioni europee, in Trentino si voterà nuovamente per eleggere i sostituti in parlamento di Giulia Zanotelli e Maurizio Fugatti, dopo la loro elezione ad assessore e governatore del trentino il 21 ottobre durante le elezioni provinciali.

Ieri alle ore 20 scadevano i termini per le candidature uninominali per le suppletive della Camera dei deputati in Tribunale presso la Corte d’appello.

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Confermata l’assenza del Patt, che ha stabilito di non prendere parte alle suppletive.

Nel collegio di Trento a sfidarsi saranno la dem Giulia Merlo (sostenuta dall’Alleanza democratica autonomista), la consigliera comunale della Lega Martina Loss (sostenuta dalla coalizione di centrodestra) e il grillino Lorenzo Leoni, forestale di lunga data.

Nel collegio di Pergine la sfida riguarderà il consigliere di Ospedaletto della Lega Mauro Sutto, l’ex procuradora ladina Cristina Donei (sostenuta dall’Alleanza di centrosinistra) e la grillina Rosa Rizzi.

I candidati della Lega saranno presentati ufficialmente oggi dal ministro dell’interno Matteo Salvini a Pinzolo, dove il leader del lega si trova per passare alcuni giorni di vacanza.

L’ufficialità delle candidature del centro sinistra (Merlo e Donei) invece avverrà domani mercoledì 24 aprile.

Questa mattina la Corte d’Appello ha iniziato le operazioni di verifica in vista  del 26 maggio, giorno delle elezioni.

Il 26 maggio le urne saranno aperte dalle 7 alle 23 e agli elettori potranno essere consegnate fino a tre schede: si voterà per le suppletive nei collegi uninominali 4 (Trento che comprende anche la Piana Rotaliana, Valli di Non e Sole, Altopiano Paganella, Valle dei Laghi e Cembra), e 6 (Pergine Valsugana con Primiero, Tesino, Fiemme e Fassa), per l’elezione dei membri del Parlamento Europeo, oltre che per l’elezione dei sindaci e consiglieri comunali di Borgo Valsugana, Folgaria, Levico Terme, Terre d’Adige e Tione.

Le operazioni di scrutinio avverranno la sera stessa per le elezioni dei membri del Parlamento, mentre inizieranno lunedi 27 alle 14 per le comunali.

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Politica

Sarà Mario Malossini il candidato di Forza Italia per le elezioni Europee del 26 maggio

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Sarà Mario Malossini, già Presidente della Provincia Autonoma di Trento, già assessore al turismo e inventore della farfalla del Trentino, il candidato unico della Regione Trentino Alto Adige della lista Forza Italia per le elezioni Europee del 26 maggio 2019. A darne notizia è la coordinatrice regionale Micaela Biancofiore.

«L’esperienza e la competenza riconosciute di Mario – scrive l’amazzone berlusconiana –  l’aver inventato da Presidente della provincia il coordinamento delle regioni del Nord Est, l’essere stato membro della commissione del 12 e coordinatore regionale del partito, lo hanno fatto assurgere a miglior candidato possibile per rappresentare la nostra regione e la nostra Autonomia in Europa».

«Lo abbiamo messo in campo perché crediamo, – aggiunge Biancofiore – al contrario di quanto si è detto dell’accordo storico con la Svp, che anche grazie a Mario, alla collega Savino e ovviamente al Presidente Berlusconi, riusciremo a conseguire quel 12% dei consensi nel Nord Est utile a farci eleggere due o più deputati europei e fra questo Mario è in pole position. La sua candidatura è stata condivisa con i membri del coordinamento e tutto il partito è pronto a sostenerlo con la stessa gioia e la stessa passione con la quale sosteniamo il Presidente Berlusconi».

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