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Vetrina Immobiliare

Compravendite e locazioni: trend positivo, Bolzano più cara di Trento

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L’andamento delle locazioni e delle compravendite immobiliari in Trentino Alto Adige rivela un quadro di sostanziale salute per il mattone, tanto che la seconda parte del 2018 ha visto il segno positivo sia per il comparto delle vendite (+0,2%) che per quello degli affitti (+3%).

Guardando ai risultati dell’Osservatorio di Immobiliare.it sul settore residenziale nel secondo semestre 2018, i prezzi richiesti da chi vende casa si sono attestati a livello regionale a 2.818 euro al mq, mentre i canoni di locazione si sono fermati, a dicembre 2018, a 10,10 euro/mq.

Se questo è il quadro generale di ciò che sta accadendo nel mercato immobiliare della regione, le situazioni sono diverse se si analizzano i costi delle abitazioni nelle due città capoluogo.

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Partendo dalle compravendite, è Trento a registrare la crescita maggiore con prezzi al rialzo di oltre il 3% nel semestre considerato.

A Bolzano la risalita dei prezzi si è fermata allo 0,7% anche se guardando al trimestre settembre-dicembre 2018 la tendenza al rialzo sembra proseguire.

Bolzano resta il capoluogo più caro,3.521 euro/mq, mentre a Trento i costi richiesti per l’acquisto di una casa sono inferiori alla media regionale, 2.612 euro/mq.

Guardando al comparto degli affitti i trend tra i due capoluoghi di provincia si invertono, con Bolzano che registra un’impennata nei canoni di locazione di quasi 5 punti percentuali in sei mesi.

Bene, comunque, anche Trento dove i prezzi degli affitti si sono alzati su base semestrale del 3,6%.

Anche in questa fetta di mercato Bolzano supera, e di molto, i prezzi medi di Trento: a Bolzano per affittare un’abitazione di 60 mq è necessario mettere in conto una spesa di circa 841 euro, contro i 640 medi per la stessa tipologia di alloggio a Trento.

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Casa: in Trentino Alto Adige fermi i prezzi delle compravendite. A Trento calano gli affitti

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Non è all’insegna della crescita l’apertura del 2019 per quanto riguarda il mercato immobiliare del Trentino Alto Adige, dove i primi tre mesi dell’anno hanno visto un calo dei canoni di locazione e una sostanziale stabilità dei prezzi richiesti per le compravendite.

Secondo l’Osservatorio di Immobiliare.it  sul mercato residenziale della regione nel primo trimestre 2019, infatti, i prezzi richiesti da chi vende casa in Trentino Alto Adige hanno registrato un +0,1% mentre sono calati del 2,7% i costi medi degli affitti.

Chi vuole comprare un immobile residenziale nella regione, secondo la rilevazione relativa allo scorso marzo, deve mettere in conto una spesa di 2.822 euro al metro quadro.

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Il prezzo medio dell’affitto si attesta su 9,84 euro/mq.

Per quanto riguarda il mercato nei capoluoghi, Trento registra nelle compravendite un trend al ribasso, con un -1,2% su base trimestrale, mentre a Bolzano i prezzi sono stabili (+0,2%).

Sul fronte costi, Bolzano rimane la città più cara in regione, con una media di 3.529 euro al metro quadro contro i 2.582 richiesti a Trento.

Per quanto riguarda i costi degli affitti, il calo dei canoni riguarda entrambi i capoluoghi.

A Trento la discesa dei prezzi è più evidente (-3%), mentre a Bolzano le locazioni risultano in calo di poco più di un punto percentuale (-1,1%).

Anche in questo comparto Bolzano si conferma la più cara: per affittare un bilocale da 60 mq servono in media 831 euro, mentre a Trento ne bastano mediamente 621.

Di seguito la tabella con l’Osservatorio sul mercato residenziale del Trentino Alto Adige, riferito all’andamento dei prezzi di vendita richiesti:

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Immobili: il mercato torna ad essere favorevole per l’acquisto

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Molto spesso il costo di un affitto è pari a quello di una rata del mutuo ed allora cosa può essere più conveniente?

Una valutazione che deve essere fatta considerando anche come non sia più immediata e rivalutata in maniera significativa la vendita ed il valore di un appartamento.

Un’altra considerazione è legata al fatto che è necessaria la disponibilità di almeno il 20% della quotazione dell’immobile che non sempre corrisponde alla stima dell’istituto bancario di riferimento ed il valore richiesto per la cessione.

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Ovviamente più è alta la cifra a disposizione per l’acquisto e minore sarà la rata del mutuo da pagare. Su un aspetto acquisto ed affitto hanno un punto comune: i requisiti.

Quelli richiesti dalle banche sono simili a quelli desiderati dagli affittuari. Ad esempio un contratto di lavoro a termine non è gradito da entrambe le parti.

Ma vediamo secondo l’Ufficio Studi di Tecnocasa, quali sono le diversità dettate dal monitoraggio del mercati per entrambe le realtà.

Oggi l’acquisto di una casa è un buon investimento sia che venga utilizzata in prima persona, sia che venga poi ceduta in affitto.

In termini di rivalutazione del capitale. Dal 1998 ad oggi il valore delle case ha registrato un incremento nominale medio del 35,2%, percentuale che si può superare se si mira bene l’investimento (immobile in buono stato, zone centrali e servite o tipologie signorili).

In caso invece si decida di acquistare per investimento si ha un basso rischio e un rendimento annuo lordo intorno al 5,0%.

Le attuali condizioni di mercato sono favorevoli: dopo 10 anni di ribassi di prezzo, in questo momento, si possono trovare ancora degli immobili a prezzi accessibili.

In più la maggiore propensione delle banche ad erogare mutuo e i tassi convenienti rappresentano oggi un buon motivo per comprare casa.

Acquistando l’immobile lo si può personalizzare sulle proprie esigenze e desideri. Grazie al ribasso dei prezzi degli immobili da ristrutturare e agli incentivi fiscali sulle ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche questa tipologia d’acquisto è da considerarsi particolarmente conveniente.

La scelta dell’affitto può essere dettata sia da una precisa volontà che dalla necessità, soprattutto quando non si ha un capitale iniziale a disposizione o non si hanno le caratteristiche reddituali per accedere ad un mutuo. In questo caso l primo aspetto positivo è la non immobilizzare di un capitale che può essere destinato ad altri utilizzi o attività.

Garantirsi una maggiore mobilità e cambiare più facilmente città, quartieri o case. Basta quindi attenersi ai termini di preavviso di recesso previsti dal contratto di locazione stipulato.

Essere sicuri delle spese mensili da sostenere evitando impreviste spese di manutenzione straordinaria, senza dover coprire le spese legate all’acquisto dell’immobile: imposte sull’acquisto, provvigione all’agenzia immobiliare, spese di accensione mutuo e notarili.

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Valori immobiliari zone turistiche: è la “Legge Gilmozzi” a condizionare il mercato in Trentino

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Sono gli effetti della “Legge Gilmozzi” a condizionare il mercato immobiliare turistico montano del Trentino.

A carattere nazionale i prezzi sono diminuiti del 1,1% nel primo semestre di quest’anno, rispetto allo stesso periodo del 2017. La contrazione maggiore la registra il Piemonte con un – 6% e la spesa media per quella che quasi solo una seconda casa, è di 300 mila euro.

Rispetto al 2007 la diminuzione è stata del 32,4% il che rende interessanti per gli investitori gli attuali valori; cercate le zone vicine alle piste da sci o quelle di centro paese.

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Esteticamente vengono preferite le case in pietra e legno tipiche dello stile montano.

Sono questi una parte dei dati elaborati dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa che indica come in Trentino, limitatamente a Folgaria e Val di Fiemme e Fassa, giudicate le zone di maggior interesse immobiliare, i prezzi non abbiano accusato flessioni negative.

La citata “Legge Gilmozzi” limita di fatto la costruzioni di nuovi fabbricati destinati a “casa vacanza”, tanto che a Folgaria per questa destinazione non ci sono cantieri aperti. La tipologia preferita è quella del trilocale abitabile subito per un investimento che va dai 150 ai 180mila euro.

Tra le zone più gettonate Folgaria e Costa con quotazioni che vanno dai 1800 a 2000 euro al metro quadrato.

Le costruzioni più recenti – 2007 – raggiungono una punta di 3mila euro al metro. Gli acquirenti provengono in maggior parte dell’ Emilia Romagna, Veneto e Lombardia.

Soprattutto in Val di Fassa il mercato è dinamico e l’interesse per l’acquisto è in crescita spinto dagli investitori stranieri provenienti da tutto il mondo.

Anche in questo la caso il trilocale è la tipologia preferita, ma oltre al trovarsi nel centro abitato o nelle vicinanze delle piste, è molto richiesta una vista panoramica. La spesa media è tra i 200 ed i 250mila euro con punte che raggiungono i 300mila.

Molto scarso il nuovo e quindi la sua quotazione è alta ed anche in Val di Fiemme e Fassa le nuove costruzioni ad uso turistico sono ridotte ai minimi termini.

In questo contesto bisogna riconoscere che l’effetto della “Legge Gilmozzi” sia stato quello di consolidare il valore degli immobili esistenti e di evitare una generalizzata speculazione edilizia nel settore turistico.

Questa situazione affiancata ad un domanda sempre elevata, ha come conseguenza che l’immobile di classe A+ possa arrivare a prezzi fluttuanti tra i 5 ed i 6mila euro al metro quadrato per appartamenti che si trovino in piccoli condomini da un minimo di 5 ad un massimo di dieci unità immobiliari.

Nuove costruzioni di seconda casa ex novo su terreni edificabili non sono più consentite ad uso turistico, ma solo con destinazione a “residenza ordinaria”.

A Moena nel 2019 verrà realizzata una nuova cabinovia che collegherà il centro del paese con l’Area Lusia e questo intervento dovrebbe avere un impatto ancora più positivo sul mercato turistico del Comune.

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