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Io la penso così…

Ma una Legge non basta (se manca la mentalità) – di Gian Piero Robbi

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Egregio Direttore,

forse non tutti sanno che in Italia esiste una legge, la 68/99 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, che nella sua materia è indubbiamente una delle migliori in Europa. Ma è anche tra quelle con una minore applicabilità (con un tasso di occupazione delle persone disabili di appena un 18% rispetto ad oltre un 58% di popolazione) e questo non tanto per motivi tecnici, ma per un problema ben più ampio, che riguarda piuttosto la cultura della disabilità presso gli imprenditori italiani.

Disabilità, infatti, per un’impresa suona essenzialmente come obbligo di assunzione di risorse che rimangono quasi sempre a margine; un’imposizione pesante, sia per i processi lavorativi, sia moralmente, che spesso gli imprenditori preferiscono aggirare pagando le multe previste dalla stessa legge per chi non ottempera all’obbligo.

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Per ovviare a questa pratica, il decreto correttivo al Job Act ha previsto anche un innalzamento delle sanzioni, passate da 62,77 a 153,20 euro per ogni giorno lavorativo di ritardo nell’assunzione e per ciascun disabile non assunto. Di fatto, pagare le multe costa oggi più dell’assunzione.

Ma questo non basta a cambiare l’atteggiamento degli imprenditori verso la disabilità.

Più che un sistema di penalizzazioni, sarebbe forse opportuno inserirne uno di incentivi: se, come suggerisce Daniele Regolo, fondatore di Jobmetoo, in una intervista rilasciata a Invisibili, si eliminasse l’obbligo di assunzione, ma piuttosto si valutasse un incontro basato sulle competenze e sulla reale compatibilità tra condizione del lavoratore e necessità dell’azienda, si potrebbe pensare invece di premiare le aziende che assumono più lavoratori disabili. In questo modo si contribuirebbe certamente allo sviluppo di una cultura più aperta alla disabilità.

Sempre partendo dalla legge 68/99, ma facendo un discorso al contrario, nessun lavoratore dovrebbe essere considerato da tutelare o proteggere – pensando alla sua capacità di autodeterminarsi – ma nessun lavoratore deve essere discriminato. Ancora pensando a un ribaltamento della prospettiva, quindi, sarebbe ideale premettere al lavoratore discriminato di tutelarsi, magari istituendo un fondo apposito.

Così come un fondo andrebbe creato per gli “Accomodamenti ragionevoli”, misura introdotta dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ripreso dalla Direttiva 2000/78/CE e ridefinito in Italia dal D. Lgs. 151/15, che prevede l’acquisto e il finanziamento di strumenti, soluzioni, ausili e quanto necessario per consentire alla persona con disabilità di esprimere il suo potenziale e le sue abilità nel contesto aziendale. Questa misura permetterebbe alla persona disabile di lavorare in condizioni di pari opportunità rispetto agli altri.

Tra le idee per rendere efficace la 68/99, anche quella di accorpare e snellire le figure di sostegno all’inserimento di una risorsa con disabilità in azienda, promuovendo la figura unica del Disability Manager, non ancora pensato dalla legge 68/99, ma oggi possibile.

Infine, fare leva sul grande patrimonio rappresentato dalle associazioni di disabili del territorio, detentrici di un know how di alto valore nonché sul mondo delle cooperative, in grado di gestire, dal punto di vista lavorativo, le disabilità più complesse attraverso servizi da fornire alle aziende in forma esternalizzata.

Questa ultima prospettiva sarebbe anche in grado di rafforzare quel legame prezioso tra azienda e territorio, da sempre portatore di valori e di umanità.

Gian Piero Robbi

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Io la penso così…

Accordo PD – M5s: «Ci eravamo sempre amati (senza mai saperlo)» – di Adriano Bertolasi

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Spett.Le Direttore,

leggendo certe notizie a dir poco politicamente sconvolgenti (vedi link) sembra che nulla di più naturale possa configurarsi nell’alleanza (sempre “erroneamente” considerata contro natura), tra Pd e 5 stelle per prendersi delle poltrone comode i primi, e tenersi attaccate al sedere quelle preesistenti i secondi, con qualche piccolo spostamento dei tavolini (Ministeri).

Insomma proprio come quelle coppie che si conoscevano di vista da lungo tempo, mantenendo sempre le distanze e che provavano un’inspiegabile riluttanza tra di loro, per poi accorgersi a casa di amici comuni (Quirinale), che in fin dei conti si detestavano solamente perché non sapevano se i loro “segreti sentimenti d’amore” sarebbero stati poi corrisposti o meno ed entrambi orgogliosi, non volevano fare il primo passo!

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Poi è arrivato lo “psicologo” (Mattarella) che ha spiegato loro i meccanismi della coppia: “se non è colpo di fulmine, però si può iniziare comunque una relazione, basata sulla soddisfazione delle reciproche necessità” (elencate all’inizio n.d.r)….e scoprono entrambi con gioia, che in fin dei conti si sono sempre “amati in silenzio” o almeno vengono aiutati a convincersi di ciò, senza mai essersene resi conto prima, dimenticando da parte dello “psicologo di turno” di ricordare loro, che se le reciproche necessità venissero alla lunga soddisfatte, da una  sola componente della coppia,….inizierebbero delle “crisi matrimoniali” con le conseguenze deleterie per i figli  che tutti conosciamo.

Chi invece farà le spese di questa eventuale e probabilissima unione di comodo, saranno proprio i figli (gli italiani), che anziché crescere serenamente con idee e prospettive chiare,  saranno presi da convulsioni intestinali di “origine psicosomatica” e soffriranno per parecchio tempo,  d’insonnia a causa di “stress da disturbo post-traumatico”, costretti a subire passivamente quello che accadrà di peggio, essendo in questo caso, tolto loro il diritto di voto, da questa nuova e moderna “democrazia delle poltrone”.

Dovremmo assistere, e quel che è peggio subire passivamente, con il solo “Ius murmurandi“, delle tassazioni che andranno a colpire in particolare il “ceto medio”, (già abbondantemente tartassato e che non usufruirà come del resto è sempre stato, di quelle agevolazioni riservate ai “meno abbienti”,…tra  i  quali purtroppo, in molti casi spiccano personaggi con macchine di lusso, telefonini di ultima generazione, che non pagano le tasse, con canoni d’affitto irrisori, usufruendo di canoni di locazione agevolati), dove invece per i primi scatterà la patrimoniale su immobili e depositi bancari, (titoli di stato compresi) e non di meno, aumenteranno le tasse di successione…

A quel punto il giochino della finanziaria in pochi mesi sarà risolto per il 2020, ma difficilmente riusciranno a bloccare l’aumento dell’I.V.A, facendo cadere la colpa, sulla cattiva gestione governativa precedente da parte della Lega.

La coppia Pd-5stelle partirà per il viaggio di nozze per “Bora Bora felice e contenta” (fine legislatura), mentre i figli (gli italiani) rimarranno a casa, con il frigorifero vuoto!

Questo sarà il futuro che purtroppo ci attenderà tra qualche settimana.

Ma siamo sicuri che tutti gli “psicologi di turno” siano effettivamente laureati a questo punto? Spero immensamente di sbagliarmi vivamente su tutto ciò!

Adriano Bertolasi – Trento

 

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Io la penso così…

«Il potere occulto dei neuroni specchio dello sciacallo» – di Adriano Bertolasi

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Egregio Direttore,

lo scenario politico italiano che si aprirà nei prossimi giorni, dopo il prevedibile accordo truffa tra grillini e Pd, che sta “volteggiando concretamente nell’aria” e tanto caro presumo a Mattarella, che dovrà in tal caso, solo “togliere le castagne meno bollenti dal fuoco” , segnerà una nuova ripartizione di poltrone.

I grillini di fatto non vogliono andare al voto ad ottobre (al di là dei proclami di Di Maio) e nemmeno l’”anima renziana” del Pd, entrambi si attaccano alla formula di “Governo istituzionale” nell’interesse della Nazione, “tanto caro” a Matteo Renzi ed Elena Boschi con codazzo al seguito, orchestrati a bacchetta dai più potenti finanzieri e banchieri europei e mondiali!

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Il motivo è molto semplice: in questo momento Matteo Salvini è secondo le indagini Istat al massimo dei consensi e per le opposizioni sarebbe una sconfitta senza precedenti.

Appare evidente a chiunque che esiste una “coalizione internazionale” per “ tentare quindi di decapitare politicamente definitivamente Salvini”.

I 5 stelle ex nemici giurati del Pd, di cui molti di loro sono dei “fuoriusciti”, perché non riuscivano a prendere le poltrone che interessavano a livello individuale all’ interno del “vecchio Pd”, hanno pensato bene di “inciuciarsi” con diversi loro “degni colleghi dell’ ex destra”, che non trovavano luce alla corte di Berlusconi.

Renzi e Boschi (legata geneticamente al mondo bancario e ai poteri forti della politica (Bruxelles-Parigi- Berlino), dopo il clamoroso tonfo del 4 Marzo, e prima ancora quando Renzi quando “aveva promesso che in tal caso si sarebbe dimesso da parlamentare”, (ottima sarebbe stata la sua carriera come marinaio n.d.r),  stanno ora  cercando di approfittare a “piene mani” di questo “difficile momento” cercando di risorgere dalle proprie ceneri politiche (Vedi costante tentativo di sbarco delle Ong orchestrato dai “poteri forti” del mondo della finanza “pulita”,  come elemento più che evidente di “spaccatura organizzata” del languente  Governo giallo verde).

“Momento” tessuto ad hoc da questi signori, che si sentono particolarmente in fibrillazione, a causa alla politica “del vero fare”,voluta da Salvini.

Tutto ciò con il tacito placet e un vivo tifo della malavita organizzata, che potrà riallacciare indisturbata i propri intrallazzi internazionali.

Questi “signori e signore” vassalli dei poteri forti della finanza internazionale, con Soros in testa, ovvero Renzi e Boschi, con seguito di paggetti e damigelle delle più svariate categorie “prendendo esempio dai neuroni specchio”, degli sciacalli, quando vedono un Leone in difficoltà…cosa stanno in cuor loro pensando di fare?

Pur di rosicchiare qualche “boccone”, aspettano che “qualcuno” al posto loro, possa fare la prima mossa “per vedere se il Leone è veramente moribondo o solo ferito di striscio”! 

Per fare questo si appellano al redivivo Prodi, uomo che politicamente ha condotto per oltre trent’anni sistematicamente l’Italia nelle condizioni di crisi economica in cui si trova oggi. (Svendendo la nostra vera ricchezza nazionale per regalare alle fauci dell’Europa la nostra economia, per sistemare gli amici degli amici!)

A tal riguardo per spiegare meglio il concetto invito a leggere i link che seguono: forse si capirà meglio cosa si sta rischiando e chi sta muovendo certe fila per tornare alla ribalta per finire  politicamente ed economicamente il lavoro di svendite e regalie iniziato e poi interrotto (a danni fatti) oltre trent’anni fa.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/18/privatizzazione-quando-e-come-e-iniziata-la-svendita-del-patrimonio-pubblico/4567350/

https://www.byoblu.com/2016/01/14/privatizzazioni-cosi-ci-siamo-fatti-rubare-tutto/

https://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Geronzi (tanto per inciso in tutta la vicenda)

https://it.wikipedia.org/wiki/George_Soros

In tale lucrosa circostanza, vengono “sfruttati” dei “poveri cristi”, per commuovere a facili lacrime il “sentimento cattolico” degli Italiani che hanno votato Lega, dove una certa frangia dei quali, ora in conflitto politico- religioso, “senza conoscenza di fondo dei fatti internazionali”, vengono  influenzati ad ogni omelia, dalle “parole calibrate” del Pontefice al senso “dell’accoglienza cristiana”….

In tutto questo bailamme di “intrighi internazionali” si pretenderebbe o almeno ci tentano i grillini, di far passare Salvini come “traditore” della politica italiana!

Vorrei far ricadere su tale paventata ipotesi, (inciucio grillini e renziani) in particolar modo l’attenzione dei pensionati, su un link molto significativo, che invito a leggere completamente, ricordando loro che l’unica arma che tale categoria ha è la scheda elettorale.

https://www.fanpage.it/politica/cosa-cambia-con-i-tagli-alla-sanita-del-governo-renzi-e-chi-ci-rimette/

A cura di Adriano Bertolasi 

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Io la penso così…

Morti Brento: un’ordinanza inattuabile per Fravezzi, ci spieghi i motivi – di Adriano Bertolasi

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Egregio direttore,

desidero esprimere la mia personale perplessità in merito alle affermazioni del sindaco di Dro Vittorio Fravezzi, riportando testualmente quanto risulterebbe da lui dichiarato in un’intervista e riportato anche in internet-notizie.

Mi riferisco alle decine di morti che si sono susseguiti negli ultimi venti anni sul Becco dell’Aquila la tristemente famosa montagna, dove diversi giovani e meno giovani hanno lasciato tragicamente la vita, facendo base jamping nelle più “svariate e sconsiderate” maniere.

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Ecco cosa riferirebbe il sindaco di Dro: (fonte internet)

Il sindaco di Dro Vittorio Fravezzi proprio ad aprile scorso aveva parlato di «Una follia, un modo davvero singolare di scherzare con la propria vita. Del resto non vedo cosa posso fare per fermare questa lunga lista di morti». E ancora aveva aggiunto: «Ho commissionato diversi studi giuridici per capire come si può regolamentare. Mi hanno spiegato che si può fare poco. Non posso impedire l’accesso alla montagna. Potrei vietarlo, è vero. Ma poi la regola andrebbe fatta osservare e dovrei piazzare due vigili urbani fissi sulla vetta. Irrealizzabile».

Comprendo che piazzare due vigili in vetta potrebbe risultare dispendioso e poco pratico, ma non penso che tutti coloro che praticano tale “sport” arrivino direttamente con l’elicottero in vetta.

Ci sarà presumo una o forse due strade di accesso per arrivarvi e penso che transennare tali strade sia una competenza con un costo accettabile per le casse comunali.

Se quella montagna rappresenta un reale pericolo per chi la frequenta con tale scopo, gradirei sapere quali sono i cavilli giuridici per i quali tale ipotesi non può essere presa in considerazione, senza dovere ipotizzare e contemporaneamente scartare la presenza di due vigili in vetta per impedire la discesa “suicida”.

Oppure le cause di tale “impossibile ed inopportuna scelta” sono legate ad altri motivi? Magari di ordine economico e turistico per la zona?

Adriano Bertolasi – Trento

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