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Italia’s got talent: Damiano vince sull’autismo

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Venerdì scorso a Italia’s got talent, lo show in onda su TV8, la performance lirica-comica di Damiano Tercon (persona con sindrome di Asperger) e di sua sorella Margherita ha incassato i quattro “sì” della giuria decretando la vittoria di Damiano sull’autismo.

Damiano e Margherita sono due fratelli di Rimini. Damiano ha 37 anni ed è affetto da una forma media della sindrome di Asperger, diagnosticata però solo tardivamente a 23 anni; Margherita, che lo segue in ogni suo progetto, ha 29 anni ed una laurea in filosofia alla Sorbonne di Parigi.

Nell’esilarante rivisitazione dell’aria per basso “Non più andrai” tratta da “Le nozze di Figaro” di Mozart, visibile a questo link, Damiano (che studia per diventare cantante lirico) ha cantato un inno all’autonomia, in nome dei tanti ragazzi autistici, portando in scena la propria personale rivincita e quella delle persone con disabilità troppo spesso emarginate dal resto della società.

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A Margherita è toccato, invece, sostenere la rappresentazione del pensiero comune, spesso ipocrita, nei confronti dell’autismo.

Damiano e Margherita, vero e raro esempio di amore fraterno che supera qualunque avversità, hanno abbattuto assieme il muro dei pregiudizi e dei luoghi comuni, dando voce a tutte quelle categorie che, spesso, una voce non ce l’hanno.

L’esibizione, accolta da un’ovazione del pubblico, ha ricevuto i commenti positivi dei quattro giurati.

Federica Pellegrini ha commentato: «Damiano e Margherita, mi siete piaciuti tanto perché all’inizio non si intuiva molto, quindi sembrava veramente la parte di una sorella cinica e forse anche fuori luogo su questo palco, e invece dopo si è capito tutto perfettamente, è stato molto bello, un messaggio forte e chiaro e potente. Bravi ragazzi, bravi».

Mara Maionchi, visibilmente emozionata, ha detto: «Non ho capito bene all’inizio, poi dopo si è spiegata la situazione ed è stato divertente».

Frank Matano: «Io ho trovato questa performace super particolareun’idea fighissima quella di interpretare in questo modo la vita».

Claudio Bisio: «Bravi, siete spiritosi, bravissimi e avete dato una lezione a tutti noi».

Auguriamo ai due fantastici fratelli di qualificarsi per le fasi successive del contest e di raccogliere i migliori successi dalla vita.

A cura di Mario Amendola

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Caregivers familiari: ancora lontani da un aiuto concreto

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I caregivers familiari sono ancora lontani dal ricevere un aiuto concreto nonostante l’approvazione della legge che ne ha riconosciuto la figura e l’impegno, ciò è quanto dichiara il CONFAD (coordinamento nazionale famiglie con disabilità) in un comunicato a firma del presidente Alessandro Chiarini. (altro…)

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Disabili: il Comune di Trento sacrifica gli stalli riservati anche per i traslochi

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Non c’è rispetto per i diritti elementari dei disabili nemmeno più nella civilissima città di Trento. (altro…)

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In 10 anni i divorzi sono raddoppiati. il 54% si pente e vorrebbe tornare insieme al proprio partner

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Dopo le statistiche che abbiamo pubblicato ieri relative ad un sondaggio che indicava come il 62% degli intervistati considerasse come famiglia unicamente quella composta da persone di sessi diversi, prendiamo in esame i dati del Censis sui divorzi: nel 2016 sono stati 99.071, dieci anni prima 49 mila.

Dei divorziati il 19,1% si sposa una seconda volta: il 68%uomini e il 60% donne.

Ma a pentirsi di aver divorziato è il 54% di cui il 19% dopo appena una settimana e 1 su 5 in tempo reale.

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E non mancano nemmeno i casi di chi dopo aver divorziato, si sia risposato con lo stesso partner.

In tutta questa confusione ci sono alcuni aspetti pratici che possono a contribuire a spiegare dei dati anche in contrasto tra loro.

In certi casi nozze troppo rapide che spesso nascondono la voglia di risolvere in maniera radicale dei problemi di convivenza nell’ambito della famiglia d’origine.

Ma anche contratte troppo tardi, spesso per problemi economici che non permettono di creare un nuovo nucleo famigliare.

Ci si sposa cioè a rapporto già logoro e la convivenza di certo non aiuta.

Sui ritorni di fiamma incidono invece la nostalgia per i figli; relazioni extraconiugali che funzionavano da sposati, ma che crollano quando cambia la situazione e non per ultime le condizioni economiche del tutto diverse da single.

Una domanda lecita è anche se la velocità del ripensamento è direttamente proporzionale alla facilità di chiudere la relazione?

Ma quanti sono i separati che sono tornati a convivere senza comunicarlo agli uffici anagrafe che di fatto dovrebbero annullare la separazione in quanto in attesa del divorzio, non sono esauriti gli effetti legali del matrimonio?

Senza contare le false separazioni chieste solo per motivi di interesse.

Il Censis conferma come l’impennata di separazioni e quindi di divorzi cresciute del 100% negli ultimi dieci anni stiano portando ad una trasformazione antropologica dell’Italia.

In più la così detta “pausa di riflessione” passata da 5 a 3 anni e poi 6 mesi, potrebbe cambiare ulteriormente la situazione.

La Chiesa non vede favorevolmente questo cambiamento di un sacramento per la vita ad una sorta di contratto temporaneo che di fatto andrà ad indebolire la famiglia.

Secondo uno studio inglese il 54% dei divorziati vive di rimpianti.

Fra chi si è accorto di amare ancora il partner, il 42% prova a ricostruire il rapporto, ma a riuscirci è solo il 21%.

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