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Piana Rotaliana

Tennis, Stefan Vedovelli conquista il terzo posto al Torneo Under 16 Otk Beograd

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Il giovane tennista Stefan Vedovelli, classe 2005, con il diploma (scritto in cirillico) ricevuto per il terzo posto

Continua a inanellare grandi risultati Stefan Vedovelli, classe 2005 di Mezzolombardo, atleta dell’Ata Battisti di Trento che da alcuni mesi si sta allenando a Belgrado, all’Accademia di Janko Tipsarevic, ex numero 8 al mondo.

Sui campi in rosso dell’Omladinski Teniski Club Vedovelli, tra i più giovani in tabellone (è ancora Under 14), è stato protagonista – partendo dai 16esimi – di tre ottimi match contro avversari più grandi di lui.

Ha esordito con un 6-3, 7-5 contro il classe 2003 Zdravkovic, proseguendo con un convincente 6-2, 6-3 contro l’ottimo compagno di accademia Lav Viskovic (2004).

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Nel match che valeva l’ingresso tra i primi quattro, Stefan si è portato subito avanti 3-1 sul rivale Nikolic, accusando però poi il veemente ritorno dell’avversario, capace di chiudere il primo set 4-6.

Nel secondo e terzo parziale il ragazzo di Mezzolombardo è ritornato ad alzare la voce e, con un gioco molto vario e volutamente d’attacco, ha chiuso con attenzione 6-2, 6-4.

La semifinale, purtroppo, non ha avuto storia: l’avversario di Stefan, il 2003 Ademovic, vice campione della Bosnia due anni fa nella categoria under 14 con già una bella esperienza in tornei europei, ha fatto valere soprattutto la propria superiorità fisica, grazie a una struttura imponente e già pienamente formata.

Il punteggio severo (1-6, 1-6) non rende comunque giustizia a una partita giocata a viso aperto, con diversi singoli games in cui Stefan è stato in grado di condurre il gioco senza però riuscire a portarli a casa.

In ogni caso è stata un’ulteriore buona prova, che permette al giovane campioncino rotaliano di farsi conoscere nell’ambiente serbo (notoriamente ai vertici del tennis sia a livello giovanile che assoluto) e di risalire velocemente le classifiche di categoria.

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Piana Rotaliana

Ospedale di Mezzolombardo: dalla Giunta rassicurazioni su infrastrutture e servizi

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Lo scioglimento di alcuni nodi infrastrutturali, in particolare per quanto riguarda i parcheggi, e il potenziamento dei servizi, soprattutto di quelli a carattere ambulatoriale H 24, conformemente a quanto previsto dal Protocollo d’intesa siglato a suo tempo dalle parti: sono queste le due questioni discusse dal presidente della Provincia autonoma di Trento, assieme all’assessore alla salute e politiche sociali, e ai dirigenti e ai tecnici del settore, con il sindaco di Mezzolombardo e il direttore dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari Paolo Bordon, nel corso di una visita al Presidio ospedaliero “San Giovanni”, che serve un bacino di utenza di circa 26.000 persone, distribuito principalmente fra la Rotaliana e l’altipiano della Paganella.

Un incontro richiesto dall’amministrazione comunale, a cui la Provincia ha voluto già dare le prime risposte. Innanzitutto, a breve partiranno i lavori di sistemazione del parcheggio di superficie esterno, chiuso da 4 mesi circa.

Per quanto riguarda i servizi, posto che alcuni di quelli previsti sono già stati attivati, è allo studio una soluzione che dia risposta anche all’esigenza di disporre di un presidio ambulatoriale con medici di medicina generale, a cui si affiancheranno anche alcune altre figure, in particolare quelle infermieristiche e di fisioterapia. Il tutto per assistere pazienti che rimangono vittima soprattutto di piccoli incidenti, e che necessitano di cure immediate come la sutura chirurgica.

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Il nuovo ospedale di Mezzolombardo è una struttura moderna e confortevole – è stato convenuto da tutti i presenti –  con una esplicita vocazione territoriale, concepita come tale fin dall’inizio.

Ma è anche una struttura che, funzionando a pieno regime, può contribuire ad alleviare la “pressione” sugli ospedali di Cles e di Trento. La scommessa è dunque innanzitutto quella di fare rete con le altre strutture presenti sul territorio.

Ma esistono anche alcune questioni puntuali, che il sindaco di Mezzolombardo, assieme agli assessori e ai tecnici di riferimento, ha inteso esaminare con la Giunta provinciale e i vertici dell’Apss. La prima riguarda le  infrastrutture, in primis i parcheggi. Quello di superficie presenta alcune soluzioni tecniche, adottate per accedere ai livelli più alti della certificazione Leed, che non si sono rivelate pienamente funzionali. A breve partiranno i lavori di ripavimentazione, che si concluderanno nel giro di qualche giorno dal loro avvio. Dopodiché il parcheggio potrà essere di nuovo aperto.

Esiste poi una vecchia palazzina, adiacente alla struttura sanitaria, che dovrebbe essere demolita: anche questo intervento consentirebbe di recuperare alcuni posti in superficie, in attesa di adottare eventualmente anche altre soluzioni, per risolvere in via definitiva i problemi che l’ospedale, peraltro, condivide con Trentino Trasporti, vista la presenza nelle vicinanze della stazione.

Per quanto riguarda i servizi offerti, molti di quelli a suo tempo previsti sono già attivi. Rimane il problema di dare una risposta veloce ed efficace in particolare a chi rimane vittima di piccoli incidenti, che necessitano di interventi di medicina generale o di carattere infermieristico (tagli, contusioni e così via), e che altrimenti devono essere dirottati al pronto soccorso del Santa Chiara di Trento o a Cles.

L’ipotesi, anche qui, è di provvedere all’assunzione di nuovo personale, anche affiancato da figure come l’infermiere di comunità, che si relaziona da un lato con l’ospedale, dall’altro con i cittadini.

Sull’argomento è intervenuto nel pomeriggio anche il consigliere provinciale Denis Paoli (lega Salvini): «Ripongo molta fiducia nell’attività di verifica – disposta dal Presidente e dalla Giunta – rispetto alle varie criticità riguardanti il centro sanitario San Giovanni di Mezzolombardo. Le segnalazioni che ho riportato al Presidente e alla Giunta sono state, nei fatti, ampiamente analizzate proprio con lo scopo di individuare in tempi rapidi nuove soluzioni che possano garantire un miglioramento tempestivo del sistema sanitario importante per l’area della Rotaliana e della Paganella» 

«Molte le problematiche che stanno trovando una soluzione: lo scioglimento di alcuni nodi infrastrutturali, – aggiunge Paoli –  in particolare per quanto riguarda i parcheggi, e il potenziamento dei servizi, soprattutto di quelli a carattere ambulatoriale H 24, conformemente a quanto previsto dal Protocollo d’intesa siglato a suo tempo dalle parti. Ed è allo studio una soluzione che dia risposta anche all’esigenza di disporre di un presidio ambulatoriale con medici di medicina generale, a cui si affiancheranno anche alcune altre figure, in particolare quelle infermieristiche e di fisioterapia. Il tutto per assistere pazienti che rimangono vittima soprattutto di piccoli incidenti, e che necessitano di cure immediate come la sutura chirurgica. Sono, ancora una volta, molto soddisfatto per la linea politica legata alla valorizzazione degli ospedali periferici e le soluzioni che Presidente e Giunta stanno mettendo in pratica, soprattutto in un territorio a cui tengo molto come la Rotaliana. Si va quindi nella direzione che ci eravamo prefissati: efficacia e tempestività».

 

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Piana Rotaliana

Calice in mano sulle colline avisiane per la 3a edizione di “Di Maso in Maso, di Vino in Vino”

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Più di 5.000 persone hanno preso partecipato alla scorsa edizione di "Di Maso in Maso, di Vino in Vino"

50 aziende e associazioni locali, 10 tappe, 10 masi storici, più di 30 gustosi piatti tipici, 9 km tra i vigneti e oltre 5.000 partecipanti lo scorso anno. Sono i numeri incredibili di “Di Maso in Maso, di Vino in Vino”, l’itinerario gastronomico in programma giovedì 25 aprile che omaggia il territorio e le produzioni enogastronomiche delle colline avisiane. (altro…)

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Piana Rotaliana

Mercatone uno: il 18 aprile sciopero, ma la situazione è drammatica

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Sciopero unitario per giovedì 18 aprile in tutti i punti vendita di Mercatone Uno, in contemporanea col possibile incontro al Ministero dello Sviluppo Economico con la proprietà all’indomani della richiesta di Concordato Preventivo.

Possibile perché non è assolutamente sicuro che la Shernon si presenti, anche perché in sostanza è rimasto il solo amministratore delegato.

Infatti dopo l’acquisizione dei 55 punti vendita perfezionata lo scorso mese di agosto è stato un fuggi fuggi generale di tutti i soci.

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Nonostante questo indebolimento societario e finanziario, sono seguiti alcuni mesi nei quali l’attività si è svolta regolarmente, poi l’improvviso tracollo.

Solo un mese fa ai sindacati è stata prospettata da parte della holding, una ricapitalizzazione di 20 milioni di euro che sarebbe dovuta servire per rilanciare a livello economico l’azienda, anche se la cifra appariva insufficiente per dare copertura all’operazione.

L’incontro con i sindacati, calendarizzato per il 2 aprire è stato spostato su richiesta della Shernon che annunciava di non poter partecipare in quanto impegnata nell’incontro con alcuni potenziali investitori per definire la ricapitalizzazione.

Una giustificazione che non convinse per nulla i sindacati che proclamarono lo stato d’agitazione.

In realtà Shernon depose la richiesta di concordato preventivo alla cancelleria del tribunale di Milano.

A questo punto il futuro dei 1860 dipendenti tra i quali anche i 30 del punto vendita di San Michele, si fa drammatico e le prospettive, purtroppo, sono tutte da individuare.

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