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Italia ed estero

Immigrazione, Matteo Salvini: «Per la prima volta le espulsioni superano gli sbarchi»

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Sull’immigrazione i numeri sono chiari e dicono che la linea dura di Matteo Salvini dà i suoi risultati.

Le cifre sono state comunicate dallo stesso ministro dell’Interno sul suo profilo Twitter.

Sono davvero pazzesche.

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Eccole: «Al 2 di febbraio del 2018 erano sbarcati 4.566 migranti . Al 2 febbraio del 2019: solo 202 sbarchi. Variazione 2019/2018: meno 95 per cento». Ma c’è di più, sottolinea il leader della Lega: “Con 482 espulsioni, per la prima volta superiori agli sbarchi (più del doppio). Altri chiacchieravano, noi facciamo. Dalle parole ai fatti”.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini non sembra avere alcuna intenzione di tornare sui suoi passi riguardo la chiusura dei porti, anzi, ha espresso negli ultimi giorni un ‘no’ ancora più chiaro e netto: «Se riapri i porti,  e se permetti che tutti vaghino nel mar Mediterraneo imponendo le loro leggi, alla faccia dei leggi dei singoli Paesi, ritornano i morti. Quindi no, no, no! – ha sottolineato in diretta Facebook – Cuori aperti per chi scappa davvero dalla guerra ma porti chiusi, per Ong, trafficanti e tutti gli altri».

Poi il vicepremier passa all’attacco frontale contro le Ong: “Sarà una coincidenza che da tre giorni c’è una nave di una Ong, proprietà olandese, equipaggio tedesco, che gira davanti alle coste della Libia? Ed è un caso che in questi giorni gli scafisti tornano a far partire barchini, barconi e gommoni mezzi sgonfi che poi affondano e poi si contano i morti e i feriti? – domanda ancora Salvini -Se lo scafista sa che se mette in mare questi disperati c’è la possibilità che qualcuno possa tornare a fargli guadagnare quattrini torna a farlo. Più ne partono, più nei muoiono”.

«Io non sono stato, non sono e non sarò mai complice dei trafficanti di esseri umani, – ha sottolineato ancora Salvini ieri durante il comizio in Abruzzo – che con i loro guadagni investono in Armi e droga e delle Ong che non rispettano regole e ordini. Quanto a certi sindaci e governatori di PD e sinistra anziché denunciare la presunta violazione dei “diritti dei clandestini, dovrebbero occuparsi del lavoro e del benessere dei loro cittadini, visto che sono gli italiani a pagare loro lo stipendio» 

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Doppio incidente a Movieland, il trenino monorotaia del parco si ribalta: sette feriti

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Incidente al parco divertimenti di Lazise Movieland oggi poco prima delle 17 di ieri: due carrozze di un trenino monorotaia si sono  staccate cadendo da un’altezza di due metri, provocando 7 feriti.

L’attrazione è “Back to the backstage”, un percorso dentro al parco divertimenti che in alcuni punti si può vedere dall’alto tutte le attrazioni.

Sono intervenuti i medici del 118 con l’elicottero di Verona Emergenza e tre ambulanze. Tre feriti sono stati trasportati a Verona a Borgo Trento e altri quattro alla clinica Pederzoli di Peschiera del Garda.

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Delle persone ferite, dai primi accertamenti dei medici, nessuna sarebbe in gravi condizioni.

La dinamica dell’incidente è al vaglio delle autorità competenti.

Dai primi accertamenti sembra che siano state due le carrozze del trenino coinvolte nell’incidente a causa della rottura di un bullone.

Alle 12 inoltre si è verificato un altro incidente sull’attrazione Kitt Superjet.

Una delle barche durante il giro avrebbe imbarcato troppa acqua e di conseguenza si è inabissata costringendo i passeggeri moniti di salvagente a raggiungere a nuoto il bordo della piscina dell’attrazione.

Nessun ospite, rassicura una nota del parco divertimenti, si è infortunato.

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Italia ed estero

Ieri la prima giornata di consultazioni, oggi la seconda. Quali conseguenze se non si trova una nuova maggioranza.

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Ieri, al Quirinale il Capo dello Stato ha dato il via alla prima giornata di consultazioni in cui sono stati accolti i gruppi parlamentari misti e delle autonomie di Camera e Senato.

Dal colloquio è emersa la volontà quasi unanime, di un’indicazione a favore del proseguo della legislatura con un‘ipotesi ormai quasi certa dell’alleanza Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico, intenzionati a dar vita ad un Governo che non sia semplicemente di sopravvivenza ma che abbia vera vita politica.

Da chiarire però, alcuni aspetti fondamentali tra i quali chi esattamente sarà il capo della possibile alleanza, sapendo che la direzione PD ha dato pieno appoggio ha Zingaretti e quale sarà il programma.

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Altre forze parlamentari individuali si sono dichiarate disponibili nel sostenere questa nuova amicizia, ma è ancora tutto da vedere se ci sarà davvero il definitivo sviluppo di un intesa tra Cinque Stelle e PD.

A margine della giornata, Salvini si è presentato con tutta la sua rappresentanza parlamentare davanti a Montecitorio per confermare che l’unica strada secondo la Lega è quella del voto ed annuncia: “ abbiamo diritto al voto ed al giudizio degli italiani e siamo pronti ad una manovra economico finanziaria da 50 miliardi, di cui il Paese ha bisogno per respirare”.

Chi è favorevole al voto subito, sono i tre partiti del centro destra e tutti e tre saranno visti dal Capo dello Stato nella mattinata e nel pomeriggio di oggi, al Quirinale.

Questo è quello che è emerso ieri dalle forze politiche convocate, anche se il piatto forte è stato quello degli degli incontri istituzionali con la presidente del Senato Casellati e il Presidente della Camera Roberto Fico, da cui è affiorato il vero orientamento e le intenzioni di Mattarella in queste consultazioni.

Mattarella infatti, vorrebbe accertare se esiste una maggioranza in tempi rapidissimi.

L’ obbiettivo fondamentale per il Capo dello Stato è capire se esiste una reale e precisa volontà di fare subito un nuovo Governo, essenziale sia per ragioni di politica economica che per le scadenze di politica internazionale.

Quindi, se il nome non dovesse essere trovato entro oggi, al massimo lunedì/ martedì, significherebbe l’inizio di un altro giro di consultazioni.

Se non ci sarà tutto questo, si costruirà un Governo di garanzia che resterà in carica per gli affari correnti e accompagnerà ad elezioni l’ Italia, con l’impossibilità di svolgerle entro la data prefissata del 27 ottobre.

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Italia ed estero

Giallo all’ospedale di Parma: da una botola emergono gli scheletri di diversi cadaveri

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È un vero mistero, quanto scoperto nell’ospedale vecchio di Parma dove da una sorta di botola che, rimossa dagli operai, ha portato alla luce i poveri resti di diverse persone: scheletri, teste, tibia, casse toraciche mischiate fra loro ma anche bricioli di tessuto e di abiti, cadaveri di cui nessuna sapeva nulla.

Una vera e propria fossa comune, del tutto sconosciuta.

I cadaveri erano nascosti dietro a un pannello di legno, ricoperto dalla pavimentazione che negli ultimi anni ha ospitato gli scaffali dell’Archivio di Stato e prima i letti dei malati ricoverati in ospedale.

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I lavori erano stati commissionati in vista del 2020, anno in cui la città emiliana sarà capitale italiana della cultura.

L’enorme struttura dal Medioevo sino agli anni Trenta dello scorso secolo aveva ospitato il primo ospedale di Parma, poi fu trasformato in Archivio di Stato.

Sul ritrovamento sono iniziati gli accertamenti della Procura di Parma.

Del caso sono stati incaricati un medico legale, un’antropologa forense e un’archeologa.

Primo compito degli specialisti sarà rimuovere i resti dalla nicchia dove sono rimasti custoditi per anni, quindi la loro datazione col carbonio 14.

Per ora restano aperte tutte le ipotesi. Potrebbe trattarsi di resti di pazienti poveri deceduti nell’ospedale e qui tumulati nel corso dei secoli oppure anche di morti violente.

E allora a quel punto sarà fondamentale capire a quando effettivamente risalgono. «Il rinvenimento di questi resti umani potrebbe rappresentare un nuovo tassello delle vicende millenarie di questo luogo e potrebbe arricchire la stessa storia di Parma, in termini di eventi e accadimenti oggi non ancora noti – ha spiegato alla Gazzetta di Parma l’assessore ai lavori pubblici del Comune, Michele Alinovi – Il cantiere dell’Ospedale Vecchio ci ha dato insomma una ulteriore sorpresa».

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