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Trento

SAT: il bilancio dei primi otto mesi della presidenza Facchini

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Concluso il primo semestre dall’insediamento del nuovo Consiglio Centrale SAT la presidente Anna Facchini traccia una sorta di road map, illustrando ai presidenti delle Commissioni e al personale dipendente, le novità e i nuovi assetti e i progetti introdotti e approvati dal Consiglio.

Novità mai proposte in precedenza, le quali dando vita ad una sorta di rivoluzione culturale- organizzativa si incardinano su un arco temporale triennale.

Innanzi tutto l’operazione ascolto delle Commissioni consultive, iniziata a giugno e terminata a metà novembre 2018: ogni Commissione è stata invitata a presentare una propria relazione programmatica annuale, individuando i costi di massima di ogni voce del proprio programma di attività, un computo destinato ad essere inserito nel bilancio previsionale e successivamente nel bilancio sociale 2019.

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Sempre in tema di Commissioni consultive, rispondendo alle esigenze di un’appartenenza satina che ha sempre più bisogno di competenze e professionalità, il Consiglio ha poi approvato la costituzione di tre nuove commissioni: Amministrativo -Legale, la Commissione Comunicazione e la Commissione Medica.

Il secondo pilastro della nuova impostazione riguarda l’assetto organizzativo interno, anche l’organico della SAT dunque è stato coinvolto in questo nuovo corso sulle modalità operative SAT, con riunioni periodiche, finalizzate non soltanto ad informare su provvedimenti e delibere adottate dal Consiglio e dalla Giunta, ma anche a creare una strategia operativa strutturata e condivisa.

La terza novità, forse la più rilevante in termini culturali e di rapporti interni di questo nuovo corso della presidenza Facchini, riguarda il progetto interdisciplinare, ossia la proposta di un tema di fondo sul quale sia le Commissioni in prima battuta, ma successivamente anche sezioni e soci saranno chiamati a dare un loro contributo.

Il tema di fondo del confronto 2019 riveste un peso considerevole, in quanto riguarda “La frequentazione della montagna ed in particolare, come si va in montagna oggi? Il modo, la moda di una frequentazione si può, o si deve incrementare? In caso affermativo con quali impatti? In caso negativo con quali ricadute?”

Ma l’importanza di questa operazione confronto non si limita alla scelta del tema, ma è piuttosto orientata alla creazione di una politica di indirizzo condivisa che parta dal basso e possa dare vita ad un patrimonio collettivo di tutta la SAT.

Un progetto inedito, quanto ambizioso, soprattutto per le modalità di attuazione, ma sicuramente un processo partecipativo del quale in questo particolare momento del sodalizio, che si avvicina ai suoi 150 anni di storia e del contesto politico e sociale in generale, si sentiva la necessità.

Dopo la condivisione con le Commissioni il progetto interdisciplinare verrà proposto ed esteso alle sezioni, con incontri programmati per arrivare al Congresso 2019 con la restituzione degli elaborati da parte dei Gruppi di Lavoro.

In sede di una successiva Assemblea dei Delegati dunque, dopo l’elaborazione dei documenti prodotti dai soci dovrà emergere una linea di indirizzo partecipata e condivisa a maggioranza, che segnerà i nuovi orizzonti di SAT, la sua linea di interventi, le azioni, gli orientamenti, le prescrizioni che saranno alla base della sua vita futura e forse di un senso di appartenenza rinnovato

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Trento

Trasporto scolastico e rientri pomeridiani, maggiore flessibilità nel servizio

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Con un provvedimento proposto dal presidente Maurizio Fugatti, la Giunta provinciale ha introdotto elementi di flessibilità nella disciplina dell’organizzazione dei trasporti scolastici legati al rientro a casa, nei giorni di attività opzionali, quando si “polverizzano” molto, specie nelle aree periferiche, i numeri degli utenti, che spesso non raggiungono le soglie minime previste dal regolamento in vigore.

Con la nuova disposizione organizzativa si vuole garantire, quando sia tecnicamente fattibile in termini di rispetto dei tempi di percorrenza previsti, il rientro a casa agli studenti anche sulle tratte dove l’utilizzo dei mezzi pubblici è sotto il limite generale dei tre alunni per tratta.

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Trento

Scuola dell’infanzia: approvato il programma annuale 2019/2020

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Anche sul fronte della programmazione per le scuole dell’infanzia, la Giunta provinciale conferma l’articolazione territoriale del servizio per l’anno scolastico 2019/2020.

Nonostante il calo di 409 bambini iscritti, la Giunta ha infatti stabilito di mantenere invariate le quote di finanziamento riferite al personale e alle strutture, impegnando l’importo di 87.900.000 Euro.

“In linea con quanto stabilito nel Programma di legislatura, questa Giunta – ha affermato l’assessore competente Mirko Bisesti – affronta la grande sfida del calo delle nascite anche nell’ambito delle politiche scolastiche, garantendo l’apertura di scuole, seppur sottodimensionate, e potenziando l’organico, soprattutto nelle scuole dell’infanzia situate nelle aree più periferiche della provincia. Intendiamo così garantire – ha concluso Bisesti – l’esistenza di queste realtà che rappresentano un importante presidio territoriale, utile nel contrastare lo spopolamento delle valli”.

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Sono 14.020 i bambini iscritti alla scuola dell’infanzia per l’anno scolastico 2019/2020.

Rispetto all’anno in corso il calo di iscritti è di 409 unità, pari al 2,83%. Si registra infatti un saldo negativo di 288 bambini nelle scuole equiparate e di 130  nelle scuole provinciali.

Il decremento degli iscritti, più sensibile in alcune aree del territorio provinciale, si è comunque distribuito sulla totalità delle scuole.

Le scuole dell’infanzia sul territorio sono 266, pari a  154 scuole equiparate e 112  scuole provinciali.

In conformità al quadro dell’offerta formativa, il Programma non prevede la chiusura delle scuole con iscritti inferiori a 15, o a 10 nelle zone svantaggiate.

Al servizio di prolungamento d’orario risultano iscritti 7.915 bambini, con un aumento rispetto all’anno scolastico 2018/2019  pari al  2,54%.

Le tariffe relative al concorso economico delle famiglie al servizio di prolungamento d’orario sono state ridotte per l’anno scolastico 2019/2020 di un 18% medio, rispetto a quelle dell’anno in corso, in base agli indicatori ICEF.

Sono confermati i parametri di assegnazione del personale insegnante e non insegnante alle sezioni attivate, sia piene che ridotte, in linea con i parametri degli anni scolastici precedenti.

Per quanto concerne assunzioni a tempo indeterminato di personale insegnante legate a posti vacanti, il Programma annuale  le autorizza nei termini che saranno successivamente definiti con apposito provvedimento, previo confronto con le parti sociali.

Per quanto riguarda l’accostamento alle lingue straniere, anche per l’anno scolastico 2019/2020, è assunto a sistema l’obiettivo di proseguire l’attuazione del Piano per il trilinguismo nelle scuole dell’infanzia definito nel 2014, secondo una logica di progressiva estensione, tenendo conto delle risorse professionali presenti nel sistema.

Il Programma annuale prevede infine, nella cornice di un progetto pedagogico- educativo delineato, la prosecuzione della sperimentazione di percorsi educativi secondo la metodologia pedagogica “Montessori”, nelle sezioni individuate presso la scuola dell’infanzia provinciale Rione Sud “Giardino incantato” di Rovereto, la scuola dell’infanzia equiparata “G.B. Zanella” di Trento e la scuola dell’infanzia equiparata “Giovanni Battista Chimelli 1” di Pergine Valsugana.

Il costo totale del Programma annuale della scuola dell’infanzia 2019-2020 ammonta a   87.900.000,00 Euro.

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Trento

Fugatti: «La prossima settimana l’Orso M49 sarà catturato»

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Nella foto la giunta al completo a Stenico

Venerdì a Stenico, dove la Giunta Provinciale si è ritrovata per la tradizionale conferenza, il governatore Maurizio Fugatti si è soffermato sul problema Orso, in particolare su M49 che ormai da settimane nella zona delle Giudicarie compie razzie uccidendo Manze, asini e pecore.

«Abbiamo avuto notizia a nostra volta degli ultimi attacchi dell’orso, fra ieri sera e stamattina. Da quando ci siamo insediati, su M49, l’orso più problematico, – ha spiegato Maurizio Fugatti –  ed in generale sulla gestione dei grandi carnivori, abbiamo scritto 3 lettere al ministro, segnalando la gravità della situazione e chiedendo una diversa gestione. Riteniamo che oggi il numero di orsi presenti sul territorio, 80/90, sia superiore a quello che il Trentino può sopportare, 50/60».

Per la prima volta quindi si viene a sapere che gli orsi presenti sul nostro territorio non sono una cinquantina come detto dall’ex assessore Dallapiccola  nella precedente legislatura ma una novantina.

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A riguardo il nostro giornale circa 2 anni fa aveva pubblicato un articolo riportando le confidenze di alcuni forestali trentini che parlavano di quasi 130 esemplari di orso presenti in Trentino (qui articolo)

Allora eravamo stati tacciati dagli animalisti e dalla giunta di centro sinistra di portare «allarmismo» nella comunità, dopo gli attacchi nei confronti di due persone che si sono salvate per miracolo.

Ed invece come spesso è successo ci eravamo avvicinati alla realtà 

Ma torniamo alle parola del governatore.

«I temi quindi sono due: da un lato il comportamento di M49, che va catturato, – ha aggiunto Fugatti – dall’altro elaborare un piano per ridurre il numero di orsi presenti sul territorio. Su M49 riteniamo ci siano tutte le condizioni tecniche per ricevere dal ministro il via libera ad agire. Ma a tutt’oggi non abbiamo ricevuto risposta. Negli altri casi, l’autorizzazione è arrivata dopo attacchi all’uomo. Noi non vogliamo aspettare questo momento. Il ministro ci ha detto che la settimana prossima esaminerà la situazione. In ogni modo, la Giunta intende assumersi le proprie responsabilità, perché ritiene che i territori vadano difesi e gli agricoltori tutelati nell’esercizio delle proprie attività. Se non riceveremo nessun segnale dal ministero decideremo comunque autonomamente, nell’interesse dei cittadini».

Come ha visto il vignettista Domenico La Cava la  «lotta» fra M49 e il governatore Fugatti

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