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Trento

Caseificio di Coredo, Fondazione Mach, Comune Predaia: un intreccio istituzionale troppo «pericoloso»

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Più volte ci siamo occupati, del gravissimo episodio avvenuto all’inizio dell’estate 2017 (vedi qui).

Un bambino della Valle di Non di soli 4 anni venne ricoverato in ospedale, dapprima presso il nosocomio di Cles, successivamente alla pediatria del Santa Chiara di Trento, infine, per la criticità delle sue condizioni, trasferito alla pediatria del Policlinico di Padova.

La diagnosi: gravissima infezione da Escherichia coli.

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Il bambino aveva mangiato del formaggio (di latte crudo) acquistato presso il Caseificio di Coredo.

Lo stesso batterio (Escherichia coli) che aveva causato la devastante infezione venne rintracciato nel forme di formaggio (“Due Laghi“) prodotte da quel caseificio che poi vennero sequestrate.

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Il Caseificio di Coredo finì sotto inchiesta della procura della repubblica di Trento che l’affidò al sostituto pubblico ministero Maria Colpani.

Ai Carabineri del Nas, invece, fu affidata l’indagine.

Sappiamo che risultano indagati il legale rappresentare B.L., di anni 36 residente a Sfruz, presidente del caseificio e il responsabile del sistema di auto controllo e F.G., di anni 46 anni, residente a Coredo, per diversi reati, tra i quali, il più pesante quello di lesioni personali gravissime nei confronti dello sfortunato bambino.

Noi siamo stati, unitamente a “Trentino Libero“, i soli a indicare il Caseificio di Coredo responsabile di quel dolorosissimo evento.

Altri media hanno scritto del caso, evitando, tuttavia, di indicare il caseificio responsabile.

E così anche l’assessore alla salute di allora (Luca Zeni) che mai rispose alla esplicita domanda chi fosse il caseificio “incriminato” nelle due interrogazioni del consigliere provinciale Filippo Degasperi.

Avevamo anche denunciato – come è dovere del giornalismo d’inchiesta – alcune singolari coincidenze che collegano il Caseificio di Coredo, attualmente sotto inchiesta, e alcune istituzioni.

Le ricordiamo a tutti, in particolare ai nostri lettori.

1) La fondazione Mach, aveva stipulato per gli anni 2015, 2016, 2017, con il caseificio di Coredo, contratti, in affidamento diretto per la fornitura di latte crudo, invitando solo quell’ azienda casearia per un importo di 30.150 euro. (qui articolo)

2) L’Azienda zootecnica privata di Mirko Endrizzi, già vicepresidente del caseificio di Coredo “premiato” di recente con l’aggiunta della nuova carica di “rappresentante d’impresa“, aveva contratto anche in questo caso tramite procedura di affidamento diretto, come unico partecipante, importi di 1.500 euro + 3.000 euro, per un totale di 4.500 euro, per attività didattica professata negli anni 2015 e 2016

3) Il Comune di Predaia, aveva affidato per l’anno 2018 al Caseificio la fornitura di generi alimentari-prodotti caseari alla scuola materna di Vervò, destando dubbi e preoccupazioni in alcuni genitori.

La determina in questione è la n. 19 del 7 maggio 2018  con la quale si era reso possibile “l’affidamento a trattativa privata” con l’ “indagato” caseificio perché ritenuto idoneo (sic!), qualifica questa necessaria dalla normativa vigente. (La determina del Comune di Predaia cita testualmente:” Rilevato che a sensi dell’art. 21 della L.P. 19.7.1990, n. 23, 2° comma, lettera h) e 4° comma, qualora l’importo contrattuale non ecceda 46.400,00 Euro il contratto può essere concluso mediante trattativa privata con il soggetto o la ditta ritenuti idonei.)

L’affidamento all’ “indagato” Caseificio di Coredo della fornitura di generi alimentari-prodotti caseari aveva generato in alcuni genitori preoccupazione e dubbi sull’opportunità di tale scelta. Più di qualcuno si era chiesto, infatti, se non fosse stato il caso di attendere, per una più che elementare valutazione precauzionale, la conclusione delle indagini prima di affidare un così delicato incarico (quello dell’alimentazione dei bambini), “certificando” invece l’idoneità di un’azienda sotto inchiesta che ha procurato gravissime lesioni al bambino.

Non ci siamo fermati, né ci fermeremo!

Sappiamo che:

 La Fondazione Edmund Mach, ente di interesse pubblico senza fine di lucro, è una stazione appaltante qualificata come organismo di diritto pubblico, compresa nell’elenco delle amministrazioni pubbliche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione; un ente di diritto privato in controllo pubblico.

Il Regolamento di organizzazione e funzionamento della F.E.M. prevede che: nell’individuazione del contraente a cui affidare lavori, forniture e servizi, la Fondazione si attiene alla normativa nazionale e provinciale che recepisce le direttive comunitarie.

Come detto precedentemente la fondazione a controllo pubblico ha provveduto, per gli anni 201520162017 tramite l’affidamento diretto in economia l’acquisto di latte crudo. Nelle procedure di affidamento risulta sempre un unico invitato, un unico partecipante e quindi un unico e ripetitivo aggiudicatario: il caseificio sociale di Coredo. All’azienda casearia è stato liquidato un importo annuo di 10.050€, per un totale nel triennio di 30.150€.

Di recente siamo venuti a conoscenza che la procedura è stata ripetuta anche per l’anno 2018, incrementando l’importo totale erogato all”incarnata” latteria la somma di 40.200€, per gli anni 2015, 2016, 2017, 2018. (VEDI FOTO)

L’unica variazione è che mentre per gli anni precedenti, l’acquisto veniva giustificato con la necessità di reperire latte crudo, per l’anno 2018 l’oggetto è più vago e riporta solo la parola latte(KG).

La modifica da “acquisto di latte crudo” alla sola parola latte (Kg) è legata all’indagine in corso?

Il territorio trentino è caratterizzato da una rilevante offerta lattiero/casearia infatti sono presenti ben 17 caseifici associati alla federazione della cooperazione trentina (elenco sottostante) e da numerose altre aziende casearie private, ma la fondazione interpella solo e sempre la stessa.

Caseificio Comprensoriale Cercen società cooperativa agricola in sigla
Caseificio degli Altipiani e del Vezzena società cooperativa agricola
Caseificio Sociale Comprensoriale di Primiero società cooperativa agricola
Caseificio sociale di Coredo società cooperativa agricola
Caseificio sociale di Predazzo e Moena società cooperativa agricola
Caseificio sociale di Sabbionare società cooperativa agricola
Caseificio Sociale Monte Ozolo società cooperativa agricola
Caseificio sociale Presanella A.M.A.V. società cooperativa agricola
Caseificio Sociale Romeno società cooperativa agricola
Caseificio sociale Tovel società cooperativa agricola
Caseificio sociale Val di Fassa società cooperativa agricola
Caseificio sociale Val di Fiemme Cavalese società cooperativa agricola
Consorzio produttori agricoli di Rumo società cooperativa agricola
Consorzio produttori latte della Valli Trentine società cooperativa agricola in sigla LATTE TRENTO s.c.a.
Latteria Sociale Cavareno società cooperativa agricola
Lattera sociale di Castelfondo società cooperativa agricola
Lattera sociale Fondo società cooperativa agricola

 Anche l’azienda privata del Vicepresidente della latteria di Coredo Mirko Endrizzi è stata premiata dalla procedura “vinci facile“, infatti è stata l’unica invitata, l’unica partecipante alla procedura di affidamento diretto in economia per attività didattica e per la quale gli è stato corrisposto per gli anni 2015 e 2016 l’importo totale di 4.500€.

La procedura è stata ripetuta anche per l’anno 2018, con conseguente incasso da parte dell’Endrizzi di ulteriori 3.000€. (Vedi allegato sotto)

In Trentino esistono più di 1100 aziende di indirizzo zootecnico, ma stranamente la Fondazione Mach invita esclusivamente sempre la stessa e più precisamente quella del Vicepresidente del caseificio di Coredo anch’esso premiato di continuo.

La procedura si sarà ripetuta anche per l’anno 2019?

 La determina del Comune di Predaia n. 19 d.d. 07/05/2018, prevedeva di incaricare l’indagato Caseificio Sociale di Coredo per la fornitura di generi alimentari freschi da destinare alla mensa della scuola materna di Vervò per il periodo fino al 31.12.2018.

Ad oggi visionando l’albo pretorio del comune non risultano per la fornitura alla scuola materna di Vervò né nuove determine, né rinnovi di incarico. Visto che dalla scadenza della determina ad oggi è passato quasi un mese, ci chiediamo se l’acquisto è continuato lo stesso, o se, il comune vista la situazione giuridica del caseificio ha deciso di rifornisci altrove, ma di entrambe le possibilità non è stato trovato nessun documento istituzionale di riscontro.

Visto che la posizione di indagato si può trasformare ad imputato, il Comune di Predaia ha intenzione di certificare nuovamente l’idoneità di detta azienda?

Il 23 febbraio 2018, alla presenza di numerose autorità istituzionali, si è tenuta la cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2018 della Sezione giurisdizionale della Corte dei conti di Trento.

Interessante a riguardo un passo della relazione del Procuratore Regionale Marcovalerio Pozzato, che poneva in evidenza alcune criticità riscontrate negli affidamenti diretti:

Questa Procura intende proseguire nella verifica degli affidamenti contrattuali diretti, in linea con la specifica esigenza di rispettare l’oculatezza della spesa e di sanzionare odiosi favoritismi, non di rado a vantaggio di parenti, amici e sodali dei vertici della medesima Amministrazione interessata. La tutela delle regole di evidenza pubblica non solo implica la protezione delle risorse del Pubblico Erario, ma la difesa di tutti i cittadini (in particolare, in questo contesto, di Aziende che vengono illegittimamente estromesse dal confronto concorrenziale per effetto di condotte colpevoli di funzionari e Amministratori). A ben vedere, la difesa dei principi della concorrenza in materia di contrattualistica pubblica corrisponde (oltre che a fondamentali canoni) a precisi termini etici: tutti devono essere posti in grado di lavorare e produrre, non soltanto coloro che possono godere di illegittimi favoritismi.

La medesima Amministrazione provinciale (Servizio Autonomie Locali) ha correttamente evidenziato (nel quadro di un articolato accertamento nei confronti di un ente locale) che l’affidamento diretto di un servizio o di una fornitura presuppone un confronto (informale) tra più offerte (almeno tre), che devono essere debitamente documentate.
………. sono in corso, in questo contesto, articolate istruttorie in ordine a ipotesi di danno erariale anche di grande rilevanza, essendosi verificati affidamenti di lavori in manifesta violazione di legge per: omessa applicazione dell’obbligatorio “principio di rotazione” fra gli idonei operatori economici di categoria.”

Sia la Fondazione Mach ed il Comune di Predaia devono rispettare la normativa nazionale e provinciale, per l’individuazione del contraente a cui affidare lavori, forniture e servizi.

Le normative a riguardo sono:

 Legge Provinciale 19 luglio 1990, n. 23 che disciplina l’attività contrattuale, e prevede:

art. 21 – Trattativa privata
3. Nei casi previsti dal comma 2, lettere b), b bis), b ter), c), d), e), f), g) ed i), il provvedimento a contrarre deve contenere espressa motivazione circa la sussistenza dei presupposti che legittimano il ricorso alla trattativa privata.
4. Ove ricorrano le ipotesi di cui alle lettere b), b bis), b ter) ed e) del comma 2 nonché in quella di cui alla lettera h) qualora l’importo contrattuale non ecceda euro 46.400,00, il contratto può essere concluso mediante trattativa diretta con il soggetto o la ditta ritenuti idonei.
art. 32 – Spese in economia
4. Nessuna prestazione può essere artificiosamente suddivisa in più atti di spesa allo scopo di eludere il limite di cui al comma 3.

Legge Provinciale sui lavori pubblici 10 settembre 1993, n. 26 che disciplina la materia di lavori pubblici di interesse provinciale e per la trasparenza negli appalti, e prevede:

art. 33 – Procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara

4. Se possibile la stazione appaltante individua gli operatori economici da consultare sulla base di informazioni riguardanti le caratteristiche di qualificazione economico-finanziaria e tecnico-organizzativa desunte dal mercato, nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e rotazione, e seleziona almeno tre operatori economici, se ci sono soggetti idonei in tal numero. Gli operatori economici selezionati sono contemporaneamente invitati a presentare le offerte oggetto della negoziazione, con lettera contenente gli elementi essenziali della prestazione richiesta. La stazione appaltante sceglie l’operatore economico che ha offerto le condizioni più vantaggiose, secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, o quello del prezzo più basso nei casi previsti dalla normativa provinciale vigente, previa verifica del possesso dei requisiti di qualificazione previsti per l’affidamento di contratti di uguale importo mediante procedura aperta, ristretta o negoziata previo bando.

 D.LGS. 18 Aprile 2016, n. 50 CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI. Aggiornato al D.LGS: 19 Aprile 2017, n. 56, Legge Provinciale sui lavori pubblici 10 settembre 1993, n. 26:

Oltre ai principi di cui all’articolo 36 del Codice dei contratti ed alle linee guida Anac n. 4, alle procedure di gara sotto soglia sono applicabili anche i principi di cui agli articoli 30, comma 1, 34 e 42, nonché del rispetto del principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti e in modo da assicurare l’effettiva possibilità di partecipazione delle microimprese, piccole e medie imprese.
L’art. 36, comma 1, del d.lgs. 50/2016 prescrive che “L’affidamento e l’esecuzione di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di cui all’articolo 35 avvengono nel rispetto dei principi di cui agli articoli 30, comma 1, 34 e 42, nonché del rispetto del principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti e in modo da assicurare l’effettiva possibilità di partecipazione delle microimprese, piccole e medie imprese. Le stazioni appaltanti possono, altresì, applicare le disposizioni di cui all’articolo 50“.

In forza dell’art. 30, comma 1, del medesimo decreto legislativo, “l’affidamento e l’esecuzione di appalti di opere, lavori, servizi, forniture e concessioni, ai sensi del presente codice garantisce la qualità delle prestazioni e si svolge nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, tempestività e correttezza. Nell’affidamento degli appalti e delle concessioni, le stazioni appaltanti rispettano, altresì, i principi di libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, nonché di pubblicità con le modalità indicate nel presente codice“.

Tra l’altro nell’articolo 4 del Codice dei contratti è precisato che per i contratti pubblici aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture, dei contratti attivi, esclusi, in tutto o in parte, dall’ambito di applicazione oggettiva del codice: “L’affidamento dei contratti pubblici aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture, dei contratti attivi, esclusi, in tutto o in parte, dall’ambito di applicazione oggettiva del presente codice, avviene nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità, pubblicità, tutela dell’ambiente ed efficienza energetica“.

Da dette disposizioni normative consegue che negli appalti di servizi sotto soglia devono essere rispettati i seguenti principi, come esplicitati anche dall’ANAC nelle linee guida n. 4:

1. economicità, ossia l’uso ottimale delle risorse da impiegare nello svolgimento della selezione ovvero nell’esecuzione del contratto;

2. efficacia, cioè la congruità dei propri atti rispetto al conseguimento dello scopo e dell’interesse pubblico cui sono preordinati;

3. tempestività, ovvero l’esigenza di non dilatare la durata del procedimento di selezione del contraente in assenza di obiettive ragioni;

4. correttezza, consistente in una condotta leale ed improntata a buona fede, sia nella fase di affidamento sia in quella di esecuzione;

5. libera concorrenza, che si sostanzia nell’effettiva contendibilità degli affidamenti da parte dei soggetti potenzialmente interessati;

6. non discriminazione e parità di trattamento degli operatori economici, con conseguente valutazione equa ed imparziale dei concorrenti e l’eliminazione di ostacoli o restrizioni nella predisposizione delle offerte e nella loro valutazione;

7. trasparenza e pubblicità, che riguarda la conoscibilità delle procedure di gara, nonché l’uso di strumenti che consentano un accesso rapido e agevole alle informazioni relative alle procedure;

8. proporzionalità, ossia l’adeguatezza e idoneità dell’azione rispetto alle finalità e all’importo dell’affidamento;

9. sostenibilità energetica ed ambientale, che attiene alla previsione nei bandi di gara clausole e specifiche tecniche che contribuiscano al conseguimento degli obiettivi ambientali ed energetici.

LINEE GUIDA AUTORITA’ NAZIONALE ANTICORRUZIONE

Ricordiamo, per ultimo che sul principi di rotazione degli affidamenti e degli inviti occorre fare, tra l’altro, riferimento ai paragrafi 3.6 e 3.7 delle già citate linee guida Anac n. 4 in cui è precisato che:

“3.6 Si applica il principio di rotazione degli affidamenti e degli inviti, con riferimento all’affidamento immediatamente precedente a quello di cui si tratti, nei casi in cui i due affidamenti, quello precedente e quello attuale, abbiano ad oggetto una commessa rientrante nello stesso settore merceologico, ovvero nella stessa categoria di opere, ovvero ancora nello stesso settore di servizi. Il principio di rotazione comporta, di norma, il divieto di invito a procedure dirette all’assegnazione di un appalto, nei confronti del contraente uscente e dell’operatore economico invitato e non affidatario nel precedente affidamento. La rotazione non si applica laddove il nuovo affidamento avvenga tramite procedure ordinarie o comunque aperte al mercato, nelle quali la stazione appaltante, in virtù di regole prestabilite dal codice dei contratti pubblici ovvero dalla stessa in caso di indagini di mercato o consultazione di elenchi, non operi alcuna limitazione in ordine al numero di operatori economici tra i quali effettuare la selezione. La stazione appaltante, in apposito regolamento (di contabilità ovvero di specifica disciplina delle procedure di affidamento di appalti di forniture, servizi e lavori), può suddividere gli affidamenti in fasce di valore economico, in modo da applicare la rotazione solo in caso di affidamenti rientranti nella stessa fascia. Il provvedimento di articolazione in fasce deve prevedere una effettiva differenziazione tra forniture, servizi e lavori e deve essere adeguatamente motivato in ordine alla scelta dei valori di riferimento delle fasce; detti valori possono tenere conto, per i lavori, delle soglie previste dal sistema unico di qualificazione degli esecutori di lavori. In ogni caso, l’applicazione del principio di rotazione non può essere aggirata, con riferimento agli affidamenti operati negli ultimi tre anni solari, mediante ricorso a: arbitrari frazionamenti delle commesse o delle fasce; ingiustificate aggregazioni o strumentali determinazioni del calcolo del valore stimato dell’appalto; alternanza sequenziale di affidamenti diretti o di inviti agli stessi operatori economici; affidamenti o inviti disposti, senza adeguata giustificazione, ad operatori economici riconducibili a quelli per i quali opera il divieto di invito o affidamento, ad esempio per la sussistenza dei presupposti di cui all’art. 80, comma 5, lettera m) del codice dei contratti pubblici.
3.7 Fermo restando quanto previsto al paragrafo 3.6, secondo periodo, il rispetto del principio di rotazione degli affidamenti e degli inviti fa sì che l’affidamento o il reinvito al contraente uscente abbiano carattere eccezionale e richiedano un onere motivazionale più stringente. La stazione appaltante motiva tale scelta in considerazione della particolare struttura del mercato e della riscontrata effettiva assenza di alternative, tenuto altresì conto del grado di soddisfazione maturato a conclusione del precedente rapporto contrattuale (esecuzione a regola d’arte e qualità della prestazione, nel rispetto dei tempi e dei costi pattuiti) e della competitività del prezzo offerto rispetto alla media dei prezzi praticati nel settore di mercato di riferimento. La motivazione circa l’affidamento o il reinvito al candidato invitato alla precedente procedura selettiva, e non affidatario, deve tenere conto dell’aspettativa, desunta da precedenti rapporti contrattuali o da altre ragionevoli circostanze, circa l’affidabilità dell’operatore economico e l’idoneità a fornire prestazioni coerenti con il livello economico e qualitativo atteso. Negli affidamenti di importo inferiore a 1.000 euro, è consentito derogare all’applicazione del presente paragrafo, con scelta, sinteticamente motivata, contenuta nella determinazione a contrarre od in atto equivalente“.

SENTENZA CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V, 03 APRILE 2018, n. 2079 statuisce la legittimità di quello che avevano definito il principio di rotazione “totale“, confermando la nota sentenza Tar Toscana, Firenze, Sez. I, 02 gennaio 2018, n. 17.

Ritenuto che tale principio è stato già ritenuto dalla giurisprudenza di questo Consiglio in termini di obbligo per le stazioni appaltanti di non invitare il gestore uscente, nelle gare di lavori, servizi e fornitura negli “appalti cd. “sotto doglia”, al fine di evitare il consolidamento di rendite di posizione in capo al gestore uscente (la cui posizione di vantaggio deriva soprattutto dalle informazioni acquisite durante il pregresso affidamento), soprattutto nei mercati in cui il numero di agenti economici attivi non è elevato (cfr. Consiglio di Stato, Sez. V, 13 dicembre 2017, n. 5854; Consiglio di stato, Sez. IV, 31 agosto 2017, n. 4125);

Ritenuto che tale principio è volto a tutelare le esigenze della concorrenza in un settore, quello degli appalti “sotto soglia“, nel quale è maggiore il rischio del consolidarsi, ancor più a livello locale, di posizioni di rendita anticoncorrenziali da parte di singoli operatori del settore risultati in precedenza aggiudicatari della fornitura o del servizio;

Ritenuto che le disposizioni di cui all’art. 172 d.lgs. n. 50-2016 prevedono espressamente che i concedenti debbano perseguire “l’obiettivo di assicurare la concorrenza effettiva“, in ossequio all’art. 30 del medesimo d.lgs., che richiama espressamente il principio di libera concorrenza, rispetto al quale è sicuramente funzionale il principio di rotazione di cui si controverte;

Ritenuto che, in applicazione del principio di rotazione il Comune avrebbe dovuto escludere dal proseguimento della gara il gestore uscente odierno appellante, ovvero, in alternativa, invitarlo motivando puntualmente le ragioni per le quali riteneva di non poter prescindere dall’invito, motivazione che in nessun modo è rintracciabile nel caso di specie”.

Le direttive che disciplinano i concetti di rotazione, trasparenza, libera concorrenza, economicità, ecc, sono pianificati e regolamentati fin dai primi anni 1990 e nell’ultimo periodo vengono evidenziati con maggior forza.

Nutriamo fortissimi dubbi che gli affidamenti della fondazione Mach all'”incarnato” Caseificio di Coredo per gli anni 2015, 2016, 2017, 2018 ed al suo Vicepresidente per gli anni 2015, 2016, 1018, rispettino la normativa nazionale e provinciale che recepisce le direttive comunitarie e che garantiscono:

– il principio di rotazione che comporta, di norma, il divieto di invito a procedure dirette all’assegnazione di un appalto, nei confronti del contraente uscente.

– libera concorrenza, che si sostanzia nell’effettiva contendibilità degli affidamenti da parte dei soggetti potenzialmente interessati.
– economicità, ossia l’uso ottimale delle risorse da impiegare nello svolgimento della selezione ovvero nell’esecuzione del contratto.

Sia gli affidamenti della FEM (Fondazione Edmund Mach) e sia quelli del Comune di Predaia avvenuti per l’anno 2018 hanno generato dubbi sull’opportunità di tale scelta. Più di qualcuno si è chiesto, infatti, se non fosse stato il caso di attendere, per una più che elementare valutazione precauzionale, la conclusione delle indagini prima di affidare gli incarichi “certificando” invece l’idoneità di un’azienda sotto inchiesta.

Noi abbiamo fatto il nostro. Ora tocca al nuovo governo provinciale, al consiglio provinciale e al procuratore della Corte dei Conti approfondire ed intervenire!

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