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Politica

Ricorso al Tar: Bezzi in vantaggio su Savoi per tre voti, ma la gara è ancora aperta

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Non è ancora chiusa la gara elettorale per la poltrona in Consiglio Provinciale :per ora Savoi rimane al proprio posto ma Bezzi, a cui il Tar assegna due ulteriori schede, lo supera al fotofinish, per una manciata di voti.

La disputa dei posti contestati in seguito alle elezioni è documentata nelle 44 pagine di sentenza non definitiva depositata ieri dai giudici del Tar Roberta Vigotti, Carlo Polidori  e Antonia Tassinari.

Nel ricorso principale Bezzi rivendicava l’assegnazione all’Udc di due voti in più, mentre per tutta risposta la Lega nel controricorso richiedeva la verifica delle operazioni di scrutinio in 92 sezioni.

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In tal senso il Tar richiede ulteriori approfondimenti e chiarimenti alla Provincia, che sarà tenuta a produrre copia dei verbali di scrutinio delle schede non attribuite alla  Lega per i seggi di:  Ville d’Anaunia (4 voti), Tenna (4 voti) Comune di Primiero (7voti), Isera (1 voto), Castel Ivano (2 voti),  Bleggio Superiore (3 voti), Ala (1voto).

Se dopo la verifica tali voti dovessero essere assegnati alla Lega, Savoi tornerebbe in vantaggio su Bezzi.

D’altro canto, in linea con la richiesta di Bezzi, nella sentenza viene anche ordinato alla alla Provinciadi produrre copia del verbale delle operazioni elettorali e delle schede non attribuite alla lista 19 , non riesaminate dall’Ufficio centrale circoscrizionale, relative al seggio del Comune di Ville d’Anaunia, nonché copia del verbale delle operazioni elettorali e delle schede attribuite provvisoriamente alla lista 1, non riesaminate dall’Ufficio centrale circoscrizionale, relative al seggio del Comune di Lavis”. 

Allo stato attuale risulta in vantaggio Bezzi con tre voti di scarto.

Sono 4 i voti che  dovrebbero essere assegnati alla Lega per farla passare in testa alla gara che però per ora è ancora aperta.

È aperta anche perché la Lega farà subito ricorso chiedendo di ricontare anche le schede non valutate e conteggiate di Alessandro Savoi che quindi potrebbe nuovamente superare l’avversario politico.

 

 

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Politica

Bilancio preventivo 2019-2021: è muro contro muro tra maggioranza e minoranza

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Sono oltre 10.000 gli emendamenti che i consiglieri provinciali di Trento hanno depositato ieri a palazzo Trentini in corrispondenza del bilancio preventivo 2019-2021 della Provincia.

Un’alzata di scudi senza precedenti.

Una nota informa che le minoranze hanno presentato il maggior numero di emendamenti, principalmente a carattere ostruzionistico.

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Se maggioranza e minoranza non dovessero andare d’accordo si andrebbe verso un lungo braccio di ferro.

Per conoscere il dettaglio ripartito per gruppi bisogna aspettare il completamento delle procedure di verifica, in corso presso gli uffici competenti del Consiglio.

Nel frattempo si sa che il Patt ne ha presentati poco meno di 4.000, circa 600 il Movimento 5 Stelle, 1.600 Futura e 1.500 il Pd.

Per quanto riguarda i 5 Stelle lo scopo è reintrodurre le agevolazioni sull’addizionale regionale.

I Pentastellati chiedono che il sovrintendente scolastico sia  nominato dal consiglio provinciale con i due terzi dei componenti.

I 5 Stelle chiedono anche l’esenzione dalla tassa di soggiorno per i trentini che vanno in ferie in Trentino e che il costo delle aziende venga coperto fino al 70% per le aziende che iscrivono i propri dipendenti ai corsi di alta formazione professionale.

Gli emendamenti del partito democratico puntano invece sulla famiglia, scuola e cooperazione internazionale, mentre Futura si concentra maggiormente sugli aiuti alla famiglia (maggiori agevolazioni sulle tariffe degli asili nido e un calcolo dell’Icef che non tenga conto del reddito della madre).

Altri emendamenti riguardano il mantenimento del tedesco e dell’inglese nelle scuole.

In arrivo anche alcuni emendamenti della Lega, anche se saranno veramente pochi quelli che aggiungeranno proposte all’assestamento.

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Politica

La Lega esulta per la vittoria di Alessandro Savoi

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Alessandro Savoi rimane seduto al suo posto dentro il consiglio provinciale della provincia autonoma di Trento.

È questo che ha sentenziato il consiglio di Stato che ha così metto una pietra tombale sulla questione avviata dal ricorso di Giacomo Bezzi dopo il risultato delle elezioni provinciali del 21 ottobre 2018.

Ricorsi, esposti e contro ricorsi non sono serviti, i giudici del Consiglio di Stato infatti dopo un’attenta analisi hanno riconosciuto altri voti precedentemente non assegnati al candidato della Lega che quindi si è riportato in vantaggio sull’avversario. 

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Esulta la Lega che quindi vede rimanere inalterato il numero di consiglieri dentro il consiglio provinciale.

«Come Segretario e a nome di tutta la Lega Salvini Trentino esprimo massima soddisfazione per la sentenza del Consiglio di Stato pubblicata nella giornata odierna, sentenza che finalmente rende giustizia al nostro Presidente dopo un iter processuale durato per mesi, ma che finalmente ha riconosciuto quanto da noi sempre ribadito. Una battaglia legale che ha visto il nostro Presidente guerriero ancora una volta in prima fila nel difendere quanto deciso dagli elettori» – Così il segretario della Lega Mirko Bisesti pochi minuti dopo aver avuto la notizia della vittoria del suo presidente

Felice anche il capogruppo Mara Dalzocchio: «Sono felice che la delegazione di rappresentanti della Lega Salvini Trentino possa ancora avvalersi della figura storica di Alessandro Savoi, nostro Presidente e figura storica della Lega in Trentino. Oggi si è dato ragione a chi effettivamente l’aveva. Ora, tutti insieme, affronteremo con maggior serenità le battaglie che la Lega si pone per portare quel cambiamento richiesto dai trentini lo scorso 21 ottobre».

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Politica

Cattura e uccisione lupi e orsi, la Consulta: “Legittime le leggi di Trento e Bolzano”

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Per la Corte costituzionale le leggi provinciali di Trento e Bolzano sulla cattura ed eventuale abbattimento dei grandi predatori alpini sono legittime.

I due ricorsi del Presidente del Consiglio verso le due Province autonome è stato esaminato in camera di consiglio ed è di oggi la conferma da parte della Consulta che “la disciplina provinciale contestata rientri nell’ambito delle competenze legislative statutariamente affidate alle due Province autonome“.

Si legge in una nota:”Sono pertanto legittime le leggi provinciali di Trento (n. 9/2018) e Bolzano (n. 11/2018) che autorizzano il Presidente della Provincia ad adottare provvedimenti riguardanti il prelievo, la cattura e l’eventuale uccisione degli orsi e dei lupi, quando ricorrano le condizioni previste dalla normativa di derivazione europea in materia di conservazione degli habitat naturali. 

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Questo potere è diretto a prevenire danni gravi alle colture, all’allevamento e a garantire la sicurezza pubblica, quando non esista altra soluzione valida, ed è subordinato al parere preventivo dell’Ispra“.

Il gruppo consiliare dell’UPT (Unione per il Trentino) ha chiesto nel frattempo che si lavori sulla norma di attuazione dello Statuto per il pieno affidamento alle due Province della gestione dei grandi carnivori.

L’iniziativa approderà presto in Consiglio provinciale per il mandato al Presidente in previsione dell’avvio dei lavori della Commissione dei 12.

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