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Politica

Silvia Zanetti (Civica Trentina): «Continueremo sulla strada indicata da Rodolfo Borga»

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Tanta, tanta gente al funerale di Rodolfo Borga. Perché secondo lei?

«L’affluenza al funerale è stata imponente. Credo che questo faccia ben comprendere come quest’ uomo coniugasse in sé le doti del buon politico dei nostri tempi. Abituato per due legislature ad un’opposizione in consiglio provinciale serrata, critica, meticolosa e, al tempo stesso, sempre corretta. Rispettoso verso l’avversario politico e mai impreparato in aula ed ai dibattiti cui partecipava.Il miglior riconoscimento della sua politica impeccabile, diretta, autonomista per eccellenza, è racchiuso proprio nel cordoglio dei tanti cittadini ed esponenti del mondo politico presenti in chiesa. Rodolfo Borga incarnava, senza dubbio alcuno, la politica vera, concreta e disinteressata, andata spesso perduta negli ultimi anni».

Chi parla è Silvia Zanetti, classe 1980, membro del direttivo politico e portavoce di Civica Trentina.

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Di professione avvocato e, dal 2017, Direttore dell’ Accademia di Belle ArtiTrentino Art Academy”; dal 2014 impegnata sul tema del degrado e della sicurezza nella città di Trento, come co-fondatrice e portavoce del comitato Trento Città Sicura.

Avvocato Zanetti, al funerale c’erano anche tanti consiglieri che erano stati avversari politici di Borga…

«La politica è spesso “crudele”, fatta anche di interessi, scorrettezze, purtroppo… Ma è anche una missione nobile: tante persone la fanno perchè vogliono lavorare per il bene comune. Vedere persone che non hanno condiviso gli ideali di Rodolfo venire a salutarlo, versando magari anche qualche lacrima, dà speranza. Dice qualcosa della stoffa umana di molti nostri politici, al di là dei facili qualunquismi. E poi ci ricorda che davanti alla morte siamo tutti uguali».

Prima che consigliere provinciale, Borga era stato sindaco della sua Mezzolombardo…

«Sì, ed è stato lì che si è formata la sua personalità politica, credo. La amava sin da ragazzo, poi è stato avvocato, e questo sicuramente gli ha dato alcuni strumenti utili per comprendere. il funzionamento della cosa pubblica. Ma è stato come sindaco che ha potuto mettere alla prova la sua passione e le sue competenze. Il sindaco sta vicino ai suoi concittadini, li ascolta, cerca di venire incontro alle loro esigenze concrete…»

Di qui il suo pragmatismo?

«Borga era un uomo di grandi valori, di ideali forti ed al tempo stesso calati nella realtà. Il contrario, in un certo senso, dell’intellettuale che ha uno schema precostituito da imporre. Nella sua testa e nel suo cuore c’erano riferimenti ideali, la famiglia, la patria, l’onestà, che guidavano però ad un incontro con la realtà come essa è. Non amava i comizi, le promesse elettorali, le sparate, la retorica fine a se stessa… Ci diceva: “non promettiamo alla gente le cose che noi stessi sappiamo irrealizzabili. La gente non è cretina e non va ingannata”.»

Si può dire che vi ha insegnato un metodo?

«Diciamo di sì. Il metodo è concepire la politica come valore alto, che si deve realizzare nel concreto, in modo pragmatico, non ideologico. Io stessa mi sono affacciata alla politica ammirando la sua visione lungimirante e la sua concretezza nelle scelte da intraprendere.

La sicurezza è un valore?

«Certo. Facciamo tutto il possibile per garantirla, senza ridurre tutto a slogan e, soprattutto, senza promettere la luna».

Ed ora, cosa farà Civica Trentina?

«Siamo un piccolo popolo, motivato, che vuole andare avanti. Al funerale abbiamo pianto Rodolfo, ma ci siamo anche abbracciati tra noi. Ci sentiamo un compito, come se lo avesse lasciato lui. La sua intuizione di una lista territoriale, civica, è da tenere viva. Le persone che ha radunato attorno a sè, grazie al suo carisma, sono valide, motivate, di generazioni diverse, giovani e meno giovani; spesso con una propria esperienza.

Continuare sulla strada da lui indicata è per noi un obiettivo importante. Ci proveremo. Abbiamo un bel direttivo, guidato da Antonio Coradello, amico di infanzia di Rodolfo, due validi eletti, Mattia Gottardi e Vanessa Masè, consiglieri comunali e circoscrizionali, e tanti militanti sul territorio. E abbiamo un maestro di cui serbiamo, grati, gli insegnamenti e l’umanità».

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Politica

Crisi Governo, Biancofiore (Fi): «Salvini si faccia dare incarico premier, con Berlusconi e Meloni ha già i numeri per governare»

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Nelle ultime ore sulla crisi di governo arrivano ricette, idee e mille soluzioni, ma tutte dovranno passare comunque dal capo dello Stato Mattarella. 

Alle tante soluzioni se ne aggiunge un’altra che potrebbe anche essere attuata e reale.

Secondo la coordinatrice di Forza Italia infatti molti esponenti del movimento cinque stelle piuttosto che andare a casa sosterrebbero un governo targato Lega – Fratelli d’Italia e Forza Italia senza bisogno quindi di tornare dentro le urne.

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Questo potrebbe garantire un governo stabile per i prossimi 4 anni tenuto conto anche che dentro il movimento cinque stelle è presente un’anima di centro destra.

«E’ evidente che l’inciucio e le manovre di palazzo – spiega Biancofiore – nascono dalla sola paura della stragrande maggioranza dei parlamentari di tutti i gruppi, di perdere lo scranno parlamentare. Ergo per disinnescare il ribaltone, Salvini  ha un’unica strada certa , quella di farsi dare l’incarico ora dal Presidente Mattarella, dopo l’eventuale sfiducia a Conte ma annunciandolo prima per rassicurare tutti . Mercati e forza spread compresi».

Biancofiore non ha problemi ad eleggere Matteo Salvini come presidente del consiglio in pectore visto il consenso degli italiani.

«Ora lui può dar vita ad un governo forte già da ferragosto, lo hanno certificato le europee e tutte le elezioni nelle principali regioni italiane e i numeri oggi per fare il Premier, salvare l’Italia e governare i prossimi quattro anni in parlamento ci sono già senza passare dal voto che è  sempre un’incognita vista la volubilità dell’elettorato. Oggi invece una certezza c’è : Salvini  ha una maggioranza nettissima :  l’appoggio di tutto il centro destra unito, delle autonomie, della maggioranza del gruppo misto e anche di gran parte del movimento 5 stelle».

«Si prepari a fare il Premier subito, – termina l’esponente di Forza Italia – cogliendo il sogno degli italiani di vederlo governare insieme a Berlusconi  e Meloni». 

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Politica

Salvini oggi incontra Meloni e Berlusconi: «Andiamo oltre il vecchio centro destra»

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Matteo Salvini è pronto a riunire la destra in vista di future elezioni.

“Nelle prossime ore vedrò Berlusconi e la Meloni alla luce del sole – spiega infatti il leader della Lega -. Parleremo sia di elezioni regionali sia di elezioni politiche: proporrò un patto, l’Italia del sì contro l’Italia del no“.

Insieme alle elezioni come centrodestra?Le vecchie classificazioni non mi appassionano. Mettiamola così, oltre il vecchio centrodestra”

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Oltre, spiega il vicepremier in un’intervista a “Il Giornale”, “c’è Forza Italia, c’è Fratelli d’Italia e poi ci sono nuove realtà fatte da buoni sindaci e amministratori”.

“Non tutti i grillini sono come Fico e Di Battista” – Una “coalizione” ampia quella pensata da Salvini: “Io non escludo nessuno, questo non è il momento di escludere ma di includere il più possibile. Penso anche ai governatori e ai tanti grillini positivi che abbiamo conosciuto. Non tutti i Cinque stelle sono come Fico o Di Battista”. Sicuramente, spiega però il vicepremier, nel suo piano non c’è posto per “chi è disponibile ad andare anche con Renzi, chi mi ha insultato per mesi. Per il resto stendiamo un programma e presentiamoci uniti agli elettori“.

“Le dico un segreto – aggiunge quindi -. So per certo che molti deputati e senatori grillini sono assolutamente contrari all’ipotesi di una alleanza con Renzi e al momento giusto lo dimostreranno”.

“Un governo Pd-M5s? Servirebbe solo a salvare Renzi” – Un governo in Parlamento per evitare le elezioni? “Facciano una roba simile e vediamo chi viene messo all’angolo nelle tante elezioni regionali che stanno per arrivare, dall’Umbria alla Calabria, dalla Toscana all’Emilia-Romagna. Andrebbero tutti a schiantarsi sull’altare di Renzi”, afferma Salvini. “Sa perché nasce questo ipotetico asse Pd-Cinque Stelle? Per salvare il culo a Matteo Renzi”. E’ “la sua mossa della disperazione, se si va a votare dubito che rientri in Parlamento”.

 “Governo tecnico? Sarebbe tradimento della democrazia” – Quanto al Presidente della Repubblica, “Mattarella non è Scalfaro”, che dette l’incarico a Lamberto Dini mettendo da parte Silvio Berlusconi, “e poi non siamo più nel ’94. Il Paese è profondamente cambiato, la gente ha preso coscienza, sarebbe la prima a opporsi a un simile tradimento della democrazia”.

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Politica

Maurizio Fugatti (Lega): «Alleanza Renzi – Grillo è solo inciucio salva poltrone»

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Nulla succede mai per caso nella vita, per questo è più che probabile che si formi un’alleanza fra renziani e movimento cinque stelle.

Un’alleanza che ha solo un unico comune denominatore: i due movimenti se si andasse al voto in ottobre sparirebbero dalla scena politica italiana, per questo entrambi sfuggono al voto degli italiani e stanno ben ancorati alle loro poltrone.

grillini volevano aprire il parlamento come una scatola di tonno ed invece stanno dando il più triste spettacolo politico del dopo guerra. 

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Mai con la lega e il PD, era questo lo slogan del grillini.

Con la lega ci hanno governato finché sono stati scaricati da Salvini, ed ora tentano la disperata carta dell’allenza con il “diavolo” Renzi per rimanere incollati alle poltrone per un altro annetto.

Ma i due, senza l’aiuto di Zingaretti non avrebbero i numeri per far saltare il banco.

Per il nuovo segretario del partito democratico andare al voto subito vorrebbe dire eliminare tutta la parte renziana dentro il parlamento. E non è poco.

Vedremo se il PD compirà un nuovo miracolo in negativo, infatti appoggiando l’alleanza fra dem e grillini vorrebbe dire far resuscitare nuovamente Matteo Renzi.

Ma da PD c’è da attendersi di tutto, quindi staremo a vedere.

Sulla questione è intervenuto oggi anche il governatore del Trentino Maurizio Fugatti che ha rincarato la dose:  «Guarda caso – spiega –  dopo essersene date per anni di santa ragione, tra Renzi e Grillo ora scoppia la pace. Un miracolo che si chiama inciucio salva poltrone. La parola va restituita agli elettori e non censurata da un accordicchio vergognoso che tradisce la volontà popolare e che, se istituzionalizzato, produrrebbe una manovra economica nefasta per cittadini, famiglie e imprese. Massima fiducia nel Capo dello Stato, al quale spetta la prerogativa esclusiva di sciogliere le Camere e indire nuove elezioni politiche nell’interesse esclusivo del Paese e degli enti locali».

 

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