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Benessere e Salute

Autismo: presto uno spray dal Giappone

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Dal Giappone  potrebbe arrivare presto un farmaco in grado di migliorare il deficit di attenzione spesso associato alla sindrome autistica.

Un gruppo di ricercatori giapponesi, coordinato dal professor Hidenori Yamasue (nella foto) della Scuola di Medicina dell’Università di Hamamatsu nella prefettura di Shizuoka, sta conducendo una sperimentazione clinica del trattamento che include l’ossitocina, noto anche come “ormone della felicità”.

Secondo Yamasue i disturbi dello spettro autistico colpiscono una persona su cento, i sintomi si manifestano generalmente tra i due e i tre anni di vita anche se molte persone vengono diagnosticate in età adulta. La sindrome autistica, che colpisce in percentuale più gli uomini che le donne, è spesso caratterizzata da problemi relativi alla comunicazione interpersonale, all’empatia ed alla cooperazione con gli altri.

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Lo spray all’ossitocina sembra stimolare una maggior attenzione da parte dei pazienti con autismo. Il team di Yamasue ha elaborato una teoria secondo cui l’ossitocina (un ormone che svolge un ruolo nelle contrazioni uterine e nel rilascio del latte materno) è in grado di rendere più disponibili alla collaborazione i pazienti autistici.

Durante lo studio, i soggetti maschi adulti hanno mostrato un miglioramento della loro capacità comunicativa dopo l’inalazione di ossitocina attraverso il naso. Infatti, i ricercatori hanno riscontrato che la parte del cervello che controlla la comprensione emotiva è diventata più attiva dopo l’inalazione dello spray.

Il numero di persone con diagnosi autistica è recentemente aumentato anche in Giappone grazie alla maggior consapevolezza acquisita dalla cittadinanza in merito alla sindrome, gli sforzi di Yamasue alla ricerca di un rimedio per alleviare le difficoltà quotidiane delle persone con autismo e delle loro famiglie sono stati premiati il mese scorso dall’agenzia giapponese per la ricerca medica e lo sviluppo.

Attualmente lo spray all’ossitocina, che è in uno studio di fase 2, è stato testato in sette università in Giappone.

Yamasue ha detto che il suo team punta a rendere disponibile il trattamento entro il 2023 dopo averne confermato la sicurezza e gli effetti.

A cura di Mario Amendola

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Benessere e Salute

Ecco perché donare il sangue fa molto bene alla salute

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Donare il sangue fa bene al cuore e da un’indagine promossa dalla Fidas ( Federazione Italiana Associazioni Donatori Sangue) i volontari sono meno esposti al rischio cardiovascolare.

1049 i donatori di sangue testati che avevano fatto almeno due donazioni annuali.

Nella ricerca sono entrati i parametri chimico-clinici di emoglobina, ematocrito, ferritinemia, colesterolo totale e Hdl.

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Dai risultati si è potuto notare come i donatori uomini di età media di 50 anni, siano meno ipertesi e con valori minori di colesterolo e Hdl e che il rischio cardiovascolare sia pari all’1,1%: una percentuale decisamente più bassa rispetto ai soggetti non donatori.

Per quanto riguarda le donne con pari caratteristiche, la percentuale di rischio si abbassa allo 0,45.

Ma essere donatori ha un riflesso positivo anche sull’autostima e sull’emotività durante la donazione.

Per il 96,46% la donazione è un atto assolutamente normale e non si ritengono delle persone speciali.

Mentre il 96,8% ha dimostrato un’emotività normale durante la donazione a conferma della cosciente responsabilità dell’atto compiuto.

Il donatore quindi, non si considera un super eroe o una persona che sta facendo qualcosa di speciale, ma un soggetto del tutto normale impegnato nell’aiutare il prossimo in difficoltà e questo aspetto lo stimola anche ad un miglior stile di vita e a una maggior cura di se stesso.

La Fidas alla quale fanno riferimento 72 realtà associative, ha chiuso il 2018 con 435 mila donatori periodici che hanno contribuito alla richiesta nazionale con 370 mila unità di sangue e emocomponenti.

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Benessere e Salute

Menopausa e sessualità: un nuovo laser per guarire l’atrofia vaginale

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La menopausa può mettere a rischio la vita di coppia e per questo l’aiuto del medico dev’essere ampliato anche agli aspetti psicologici.

Tali aspetti riguardano uno stato nel quale la caduta degli estrogeni accompagnata dalla cessazione del ciclo mestruale, provoca una serie di conseguenze fisiche che hanno ripercussioni sia sulla psiche della donna che sulla sua vita affettiva e sessuale.

Osteoporosi, ipertensione e la sindrome genitourinaria sono infatti patologie frequenti che si possono curare con i farmaci.

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La somministrazione controllata può alleviare i sintomi, contenere le vampate ricorrenti: la combinazione di estrogeni coniugati e bazedoxifene può essere utilizzata nella menopausa spontanea.

Il farmaco non è consigliato per chi ha avuto un tumore al seno ed in questo caso è possibile utilizzare terapie naturali o il laser per contrastare la sindrome genito urinaria che può dare luogo a infezioni e secchezza vaginale, patologie che ovviamente ostacolano una normale vita sessuale.

L’intervento col laser è indolore ed è praticato senza anestesia a livello ambulatoriale.

Il trattamento è utile per intervenire sulla atrofia vaginale, ovvero l’assottigliamento delle pareti dell’organo sessuale femminile, conseguenza della carenza di estrogeni che colpisce una donna su due nella fase post menopausa.

Un contributo importante perché l’atrofia vaginale causa irritazione, bruciore, prurito e infiammazione dolorosa durante i rapporti sessuali.

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Benessere e Salute

Come eliminare le tossine dell’inverno e rimettersi in forma a Pasqua

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Per certi versi la Pasqua è totalmente diversa dal Natale per il quale ci si prepara ad affrontare maxi cenoni, dolci in quantità, senza tralasciare gli alcolici.

Se i bagordi sono natalizi, il periodo pasquale potrebbe essere utilizzato invece per coccolarsi.

Come si potrebbe fare con brevi soggiorni in cliniche del benessere per trattamenti specifici per pulire le vie respiratorie, dopo gli attacchi invernali.

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Ma anche sport, dedicandosi alle prime escursioni sempre se il tempo sarà clemente.

Oppure scelte più tradizionali come potrebbe essere un risveglio a Ischia: l’isola si risveglia con l’arrivo della primavera.

Ci sono poi piscine con acque adatte a vari trattamenti.

Per gli adulti la fango-balneoterapia, utile in casi di reumatismi, artrosi e postumi di fratture.

Mentre l’acqua nebulizzata è consigliata nella cura delle allergie o per smaltire le polveri da inquinamento.

In questo periodo il frutto di stagione è la fragola che è anche un potente diuretico naturale.

Vogliamo sconfiggere le tossine accumulate durante l’inverno quando si sono mangiati cibi più grassi e si è fatto meno movimento?

Se si ha la sensazione di avere qualche chilo di troppo per colpa delle tossine e della ritenzione idrica, meglio abbondare con carciofi, cicoria, asparagi, ortica e tarassaco che sono ricchi di antiossidanti oltreché diuretici naturali.

E col bel tempo non dimentichiamoci di fare almeno una mezz’ora di attività fisica quotidiana per contrastare lo sviluppo delle malattie cardiache.

Ci aspettano tre settimane interrotte da ponti ed allora l’occasione può essere buona per pensare a se stessi, utilizzando in un modo più personale, questi giorni di vacanza.

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