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Giudicarie e Rendena

Matteo Penasa: straziante il dolore per la sua scomparsa

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Immenso dolore trapela dalle parole dei numerosi amici e conoscenti di Matteo Penasa, riuniti ieri sera per la recita del rosario nella chiesa di Santa Giustina di Creto, dove oggi alle 14.30 verranno celebrati i funerali dell’amato consigliere comunale scomparso prematuramente all’età di appena 43 anni che lascia la moglie Marina e un figlio di appena 10 anni.

Il corpo di Matteo è stato rinvenuto privo di vita ai piedi delle “Quatar Sorele”, a monte di Malga Caino.

Le dinamiche dell’incidente sono ancora da chiarire, non essendo stati presenti testimoni.

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Sorpreso chi lo conosceva: Matteo era esperto di montagna e non ci si riesce a spiegare quali dinamiche possano avere causato la disgrazia.

A lanciare l’allarme il padre di Matteo; vani sono risultati i tentativi di rianimarlo da parte del soccorso alpino e del personale del 118.

La salma si trova ora presso l’ospedale di Tione e sarà traferita in chiesa un’ora prima della cerimonia che verrà celebrata dal reverendo arciprete don Vincenzo Lupoli e presenzieranno inoltre don Marcello Mengarda, parroco di Rendena e don Stefano Maffei arciprete di Malé.

Si stringe al cordoglio della famiglia anche la banda sociale di Pieve di Bono, di cui Penasa era il presidente, che lo saluta così in un post su Facebook “La banda musicale di Pieve di Bono è profondamente sconvolta dalla notizia della tragica scomparsa del suo presidente Matteo Penasa. Con infinita tristezza ci stringiamo al dolore della sua famiglia. Matteo sarà sempre parte delle nostre note, tra i nostri strumenti e nella nostra voglia di stare insieme”.

Anche l’amico e presidente del Pieve di Bono Calcio Christian Foresti, dove il figlio Gianluca milita tra i pulcini e viene considerato una promessa, lo descrive come un padre moto presente.

Il giorno della tragedia è stato proprio lui con la moglie a prendere in consegna il ragazzo per cercare di dargli una quantomeno momentanea parvente serenità in un momento tanto tragico.

Oltre a moglie e figlio Matteo lascia papà Elio, mamma Luigia e un fratello Sandro che vive in val di Sole.

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Giudicarie e Rendena

Violento sconto a Storo: quattro feriti

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foto Vigili del fuoco Storo

Nel primo pomeriggio di giovedì all’imbocco dell’abitato di Darzo, frazione del comune di Storo, due veicoli (una Fiat e un furgone) si sono scontrati frontalmente.  Il bilancio è di quattro feriti.

Secondo una prima ricostruzione l’incidente sarebbe stato scaturito dall’invasione della corsia opposta da parte dell’auto che viaggiava in direzione di Ponte Caffaro.

A bordo della vettura erano presenti tre persone: due uomini e una donna, tutti bresciani, mentre a bordo del furgone che viaggiava in direzione nord era presente solo l’autista, un corriere di 35 anni.

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Tra le possibili cause dello sbandamento da parte della vettura potrebbe esserci una distrazione, un colpo di sonno oppure un malore del conducente. Tutti e quattro non hanno comunque perso conoscenza e le loro condizioni non dovrebbero destare preoccupazioni. Le persone all’interno della vettura sono state estratte con l’ausilio di pinze idrauliche.

Sul posto sono giunte anche due ambulanze dell’associazione volontari ambulanza di Storo e in un secondo momento l’elisoccorso. I sanitari, dopo aver effettuato le prime cure sul posto, hanno disposto il trasporto delle tre persone all’ospedale di Tione per ulteriori accertamenti.

L’autista del furgone è stato invece elitrasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Nel frattempo i vigili del fuoco di Storo hanno provveduto a mettere in sicurezza il tratto stradale, con la via che è rimasta chiusa per oltre un’ora e mezza. Visto l’orario di punta e la giornata estiva l’incidente ha creato non pochi disagi.

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Giudicarie e Rendena

È giallo su 180 pecore trovate morte sopra Spiazzo Rendena

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È giallo sulla morte di 180 pecore avvenuta nei pascoli di Borzago, sopra Spiazzo Rendena.

Quasi un terzo dei 600 che, secondo i documenti, sarebbero arrivati il 6 luglio in Trentino dal modenese.

Ora sarà l’autopsia condotta dai tecnici dell‘Istituto Zooprofilattico delle Venezie a chiarire cosa abbia causato la morte

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Pare che già al loro arrivo le pecore fossero magre e forse – dicono alcuni testimoni – inadatte a salire ai pascoli e sui percorsi della zona.

I veterinari dell’Asl il 30 luglio hanno emesso un’ordinanza di divieto di alpeggio di nuovi capi e una serie di prescrizioni da porre in atto da parte del veterinario aziendale.

Della questione si sta interessando della vicenda anche l’Enpa del Trentino (l’Ente nazionale protezione animali), che ha un nucleo di guardie zoofile.

Il meccanismo applicato in questo caso è quello del “prestito” di un gregge per il pascolo così da mantenere i contributi assegnati dalla Pac europea e dal Piano di sviluppo rurale provinciale.

I contributi variano tra i 200/300 euro ad ettaro pascolato (per le aziende giovani), fino ai 500 o mille (per le aziende storiche).

Si spezza così però il legame tra il pastore e il gregge.

Gli animali diventano quasi una commodity.

La vicenda ha destato indignazione da parte di varie persone in valle. Chi frequenta le zone intorno a Prà da Vei e malga Sostino ha incontrato i cadaveri sparpagliati delle pecore o ha visto quelle sofferenti muoversi con fatica.

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Giudicarie e Rendena

Quindici mucche spaventate precipitano nel torrente e perdono la vita

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Ieri mattina in alta Val Daone nei pressi di malga Danerba (1.500 metri) i pastori si sono accorti che erano scomparse una quindicina di vacche.

Le ricerche sono partite immediatamente e si è scoperto che le vacche erano fuggite dal pascolo precipitando nel torrente Danerba dove sono morte.

Il branco di mucche spaventate nel tentativo di fuggire sono finite nel torrente in quel momento in piena.

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Due le ipotesi dei motivi che possono aver spaventato le mucche. I tuoni e i fulmini del temporale estivo che possono aver gettato nel panico i quindici  animali, oppure la presenza dell’orso.

Proprio ieri infatti una foto trappola piazzata dai cacciatori ha ripreso un’orsa con il suo cucciolo.

Il recupero delle carcasse ha visto impegnati i vigili del fuoco volontari di Valdaone i SAF (servizio assistenza fluviale) con i vigili del fuoco del Corpo permanente di Trento e gli allevatori proprietari delle mucche

I vigili del fuoco armati di corde e vestiti con le mute hanno imbragato ogni singolo animale e lo hanno agganciato all’elicottero, fino a portarlo a valle.

E’ stato un recupero molto complicato che è durato più di cinque ore. (video)

In queste situazioni vige l’obbligo di rimuovere le carcasse degli animali dal torrente, onde evitare l’inquinamento delle acque.

Ieri presso il lago di Ortisè.. Con nucleo SAF

Gepostet von Claudio Pedergnana am Mittwoch, 21. August 2019

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