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Food & Wine

Cucina: la bontà dei nuovi piatti con la «frutta e verdura di stagione»

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Ora che ci siamo definitivamente lasciati alle spalle le feste con i suoi bagordi e i suoi eccessi possiamo guardare avanti.

Anno nuovo vita nuova; lo diciamo tutti gli anni ma quest’anno un pochino è vero.

Vorrei scegliere un tema per la rubrica quest’anno ossia “frutta e verdura di stagione” ogni mese vorrei elencarvi quali sono i prodotti del mese, i migliori ortaggi da utilizzare e la frutta migliore da gustare.

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Non preoccupatevi non ho intenzione di proporvi esclusivamente  ricette vegetariane e vegani (anche se potrebbe essere interessante); ho piuttosto intenzione di abbinare frutta e verdura a cereali, carne e pesce per creare piatti vari, nutrienti, sani e colorati.

Partiamo con gennaio ovviamente che, come a dicembre, vede ancora protagonisti gli agrumi, ma non dimentichiamoci mele, pere, kiwi. Quando si parla di agrumi non pensate solo ad arance e ai mandarini, prendete in considerazione il pompelmo, il limone e il cedro.

Fra le verdure invece troviamo sedano, rape, finocchio, radicchio rosso, cavoli, carote, spinaci, carciofi e broccoli.

Se pensate che vi presenterò il solito risotto al radicchio rosso vi sbagliate; aspettate e vedrete, troverete un piatto molto scenografico, di grande effetto e dal sapore raffinato.

Succo estratto di agrumi e zenzero
1 pezzetto di zenzero
1 arancia
1 pompelmo
1 carota

Spuntare la carota e pelarla, sbucciare l’arancia e il pompelmo e ridurre tutto in piccoli pezzi; quindi inserire nell’estrattore e raccogliere il succo in un bicchiere.

Insalata di finocchi, mele e noci pecan
Ingredienti per 2
2 finocchi
20 gr noci pecan sgusciate
2 mele rosse
1 cucchiaio di zucchero integrale
1 cucchiaio aceto balsamico
1 cucchiaio di acqua
Olio evo

Lavare i finocchi, eliminare le estremità quindi affettarli con una mandolinata e tenerli da parte.

Lavare le mele e affettarle finemente. In un pentolino versare l’acqua, aggiungere lo zucchero e le noci e cuocere per 6 minuti, mescolando con una spatolina finché si caramellano. Preparare il condimento sbattendo in una ciotola l’aceto balsamico, l’olio, il sale e il pepe.
Su un piatto da portata alternare i finocchi, le mele e le noci in modo da comporre una sorta di torretta; irrorare con il condimento di aceto e servire.

Spaghetti alla barbabietola su crema di pecorino
Ingredienti per 2 persone
180 gr di pasta
Il succo di 2 barbabietole
1 bicchiere di latte
70 gr pecorino grattugiato
1/2 cucchiaio di amico di mais
Guanciale
Sale
Mandorle

Estrarre il succo delle barbabietole e mettere da parte; in una padella antiaderente far soffriggere a fiamma bassa il guanciale senza aggiungere ulteriori grassi, lasciare che il grasso si sciolga e far rosolare per bene.

In un padellino fate scaldare il latte e aggiungere il pecorino, fate cuocere 10 minuti a fiamma bassa; aggiungere l’amido di mais e sistemare di sale se necessario. Spegnere la fiamma e lasciar addensare.

Lessare la pasta in abbondante acqua salata, scolarla un minuto prima del termine e ultimare la cottura nel succo di barbabietola assieme ad un pizzico di sale; saltare la pasta fino al completo assorbimento.

Comporre il piatto adagiando la crema ad pecorino sul fondo del piatto, la pasta, il guanciale e le mandorle tagliate grossolanamente.

Quenelle di cavolfiore
Ingredienti per 15 polpette
200 gr di cavolfiore
1 uovo
1 scalogno
35 gr di scamorza
15 gr parmigiano
35 gr di pangrattato

Per prima cosa lavare e mondare il cavolfiore, dividere le cime e cuocere al vapore o in acqua bollente (15 minuti circa, la consistenza deve essere abbastanza soda).

Schiacciare il cavolfiore con un robot da cucina, raccogliere in una ciotola e aggiungere lo scalogno e il prezzemolo, grattugiare la scamorza; aggiungere anche gli altri ingredienti, mescolare e formare delle palline (o delle quenelle) con le mani umide.

Sistemarle su una placca da forno e cuocere per 30-35 minuti a 200 gradi finché non sono dorate.

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Ristorante San Giorgio, il piacere della tradizione romagnola in Trentino

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Nel cuore del Trentino a Borgo Valsugana esiste da 12 anni un locale intimo e accogliente, rustico ed elegante dove si possono degustare ed apprezzare le specialità a base di pesce ispirate ai sapori tipici della cucina italiana: il ristorante San Giorgio.

Fin dalla sua nascita è stato diretto e gestito dalla famiglia Guidi,  insieme a collaboratori selezionati.

Il ristorante San Giorgio è da anni noto per le sue ottime specialità di pesce che, già a partire dagli aperitivi, vi permetterà di gustare i sapori mediterranei.

Dal lunedì al sabato già alle 18.00 potrete iniziare la vostra serata con un Happy Hour accompagnato da favolosi stuzzichini preparati dagli chef.

Nell’ottima atmosfera delle sale e nella zona del giardino interno, sono racchiusi la passione per la tradizione e la ricercatezza dei prodotti di ottima qualità che assicureranno la genuinità delle pietanze e la riuscita del vostro incontro gastronomico.

Il menù alla carta sia a pranzo che a cena propone ricette della migliore tradizione gastronomica romagnola e non solo.

Il ristorante infatti, vi darà la possibilità di un’ampia scelta tra antipasti, primi e secondi piatti, anche di pesce grigliato.

Punto di forza del locale sono sicuramente i menù ” giro pesce” e  ” giro carne” a soli 33 euro. Ricche porzioni di pesce fresco e di succulente tagliate di manzo per gli amanti della carne.

Per chi ne avesse l’esigenza è possibile avere a disposizione una cucina senza glutine con speciali dessert gluten free fatti in casa.

Il tutto accompagnato da gustosi contorni da assaggiare con con uno dei vini suggeriti dalla completa carta dei vini nazionale e regionale.

Il vostro palato non rimarrà deluso grazie alla fantasia degli chef che proporranno piatti diversi e sfiziosi ogni giorno.

Come ad esempio una delle ultime novità del ristorante, nonché regina indiscussa della cucina romagnola, la pasta fresca da tradizione preparata in casa ogni giorno accompagnata da condimenti sempre originali.

Disponendo di un ampia sala con 100 posti disponibili, il ristorante  San Giorgio offre la possibilità non solo di trascorrere una cena romantica con il vostro partner, o conviviale con i vostri amici, ma è anche il luogo ideale per cene aziendali, cerimonie e le ricorrenze importanti dei vostri cari.

Se volete trascorrere qualche ora tra i sapori e i profumi mediterranei, rimanendo in Trentino, il ristorante San Giorgio a Borgo Valsugana , in via Fratelli 6, è il luogo ideale.

Potrete saggiare fin da subito il gusto del locale a gestione familiare, con l’inaugurazione sabato 6 luglio della nuova sala a cui sarà accompagnata una serata musicale con Paella e sangria.

Per prenotare potete chiamare al numero 0461753693  oppure al  3478884312, ricordandovi che l’esercizio resta chiuso alla domenica.

 

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Food & Wine

Ciliegie e Melanzane, le regine del mese di giugno

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Giugno è il mio mese preferito, sono un po’ di parte forse visto che è il mese del mio compleanno.

Ma dopo quello che proporrò  in questo articolo non potrete fare altro che affezionarvi a lui.

Giugno è un’esplosione di colori; giallo, rosso, verde, viola, arancione.

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Sulla tavola di questo mese tutti si inchinano davanti a sua maestra la ciliegia, è lei la regina indiscussa del periodo.

Innumerevoli le ricette che prevedono l’utilizzo di questo frutto, io ho cercato di farle omaggio con un dolce semplice ma delicato.

Se nel reparto frutta abbiamo  già individuato una regina, non possiamo fare a meno di cercarne una fra le verdure.

E non è difficile trovarla, è nera anzi viola, la melanzana.

Altri grandi protagonisti di questo mese sono albicocche, prugne, pesche, fragole e susine fra la frutta, mentre fra le verdure spiccano  nomi come cetrioli, fave, finocchi, patate piselli e peperoni… che mi riservo di trattare meglio nel prossimo articolo.

                                                        

  Succo estratto di anguria, carota e zenzero

1 anguria piccola
4 carote
1 radice di zenzero

Tagliare l’anguria, privarla dei semi, pelare le carote e lo zenzero e farli a pezzi. Inserire la frutta e la verdura nell’estrattore e ricavare il succo.

                     

 Involtini di zucchine e quinoa

3 zucchine
1/2 melanzana
1/2 peperone rosso
150 gr di quinoa

Per prima cosa versare la quinoa in un pentolino, coprirla con il doppio del peso di acqua (300 ml) e metterla a cuocere sul fuoco; quando avrà assorbito tutta l’acqua toglierla dal fuoco e lasciar raffreddare.
Lavare le verdure, tagliare i peperoni e la melanzana a cubetti piccoli; versare un filo d’olio in una pentola unire i peperoni e la melanzana e cuocere per 10-15 minuti.

Nel frattempo tagliare le zucchine nel senso della lunghezza, si devono ricavare delle strisce lunghe.

Aggiungere la quinoa alle verdure, mescolare e preparare gli involtini.

Sistemare un cucchiaino di quinoa sulla fetta di zucchina, arrotolare e sistemare in una teglia da forno; proseguire fino ad esaurimento delle fette di zucchina (vi sarà sicuramente rimasto del ripieno, che potrete gustare come accompagnamento del piatto).

Passare gli involtini in forno, 180 gradi per 10 minuti.

         Polpette di melanzane e taccole in padella 1 melanzana
1 uovo
pangrattato
grana
Taccole
pomodori  ciliegino

Per prima cosa sbucciare la melanzana, tagliarla a cubetti e cuocerla in una padella con 2 cucchiai di olio e un pizzico si sale; quando sarà morbida toglierla dal fuoco e trasferirla in un robot da cucina.

Aggiungere gli altri ingredienti (grana e pangrattato tanto quanto basta a raggiungere una buona consistenza), azionare e mescolare gli ingredienti. Formare della palline con le mani e sistemarle in una pentola.

Nel frattempo preparare le taccole; lavare i pomodorini e tagliarli a metà, lavare le taccole, spuntarle e tagliarle a pezzi.

In una padella versare un filo di olio, unire i pomodorini e le taccole, cuocere a fuoco medio finchè le taccole non sono morbide. Servire calde assieme alle polpette precedentemente passate in padella, basta rosolarle pochi minuti per lato.

    Pannacotta con coulis di ciliegie per la panna cotta
500 ml di panna
150 ml di latte
125 gr di zucchero
8 gr colla di pesce
coulis di ciliegie
300 gr di ciliegie snocciolate
4 cucchiai di zucchero
4 cucchiai di acqua

Prima di tutto mettere in ammollo la colla di pesce in una ciotola di acqua; in una casseruola versare la panna il latte e lo zucchero.

Quando inizia a bollire togliere dal fuoco, aggiungere la colla di pesce bel strizzata e mescolare finchè non sarà completamente sciolta.

Distribuire il composto negli stampini e mettere in frigo per 4 ore.

Per il coulis lavare e snocciolare le ciliegie, metterle in un tegame insieme allo zucchero e all’acqua e cuocere a fuoco basso fino a quando si forma un composto compatto, tipo confettura.

Al momento di servire sformare la panna cotta dagli stampini, trasferire sul piatto da portata e guarnire con la salsa appena riscaldata e quindi di nuovo liquida.

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Torrefazione Bontadi ti porta alla scoperta dell’oro nero. Il caffè: quanto ne sai di questa straordinaria materia prima?

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Torrefazione Bontadi ti porta alla scoperta dell'oro nero. Il caffè, quanto ne sai e cosa sai di questa straordinaria materia prima?

La Torrefazione Bontadi nasce a Rovereto nel 1790 dall’omonimo Carlo che, grazie alle sue doti imprenditoriali e commerciali riuscì a far crescere l’ azienda e a trasmettere i suoi valori anche ai diversi eredi uniti dalla stessa passione per la materia prima.

Raccontare una storia di oltre due secoli non è facile. Per questo è stata creata una collezione specifica: il museo CO.BO che rappresenta la terza collezione al mondo per importanza e attrezzature esposte. La collezione vi accoglie presso la sede con le macchine da caffè più remote e le attrezzature utilizzate nel corso degli anni dai Bontadi.

Il museo racconta non solo la storia imprenditoriale della famiglia ma, anche l’evoluzione tecnologica delle attrezzature specifiche fin dalla prima macchina da caffè nata nel 1884.

Torrefazione Bontadi è fortemente legata alla sua storia ed allo stesso momento guarda al futuro. In un contesto di quarta rivoluzione industriale, dove l’interazione tra uomo e macchina rappresenta l’occasione per le aziende di cogliere le opportunità, ritengono che investire nel progresso sia la linea di congiunzione tra il passato e il futuro.

Grazie a questa filosofia oggi l’azienda risponde alle direttive di “Industria 4.0”, ottimizzando le performance degli impianti pur sempre valorizzando il personale con formazione specifica e programmata.

Il piacere della tradizione e delle cose fatte bene sono un punto di forza per Bontadi che vanta di diversi riconoscimenti anche a livello nazionale tra i quali: la “Medaglia d’oro fedeltà al lavoro e progresso economico” per l’attività svolta con lodevole impegno ininterrottamente dal 1790 ad oggi CCIAA Trento.

Premio Mete d’Italia Ambasciatori del Territorio” conferito da Roma Palazzo Madama ad aziende di eccellenza per aver contribuito alla valorizzazione del territorio, adottando strategie legate alla tutela dell’ambiente e del paesaggio.

Premio 100 eccellenze italiane”, assegnato ad aziende ed enti che con il loro lavoro contribuiscono a valorizzare l’emblema del marchio Made in Italy, conferito da Roma Palazzo Montecitorio. “Attestato bottega storica trentina”, torrefazione segnalata da “l’Italia del Gambero Rosso”, il Sole 24 ORE. In questi traguardi Bontadi riconosce valori e principi fondamentali da tenere sempre presenti avendo chiari gli obbiettivi della torrefazione.

La professionalità dell’imprenditore, oggi viaggia di pari passo con la sua formazione, per questo è nata “Accademia Bontadi”, un’area permanente di formazione teorico pratica in cui apprendere tutti i segreti del mestiere per formare eccellenti professionisti della tazzina in grado di dare continuità qualitativa alla realizzazione dell’espresso perfetto e non vanificare le laboriosi fasi di lavorazione precedenti.

Una formazione a 360° dove apprendere le nozioni fondamentali necessarie alla massima valorizzazione della materia prima. L’azienda segue direttamente l’approvvigionamento delle materie prime, ogni caffè viene tostato monorigine per garantire la perfetta tostatura, permettendo la mutazione perfetta dei chicchi durante la tostatura senza che questi subiscano stress per diversificazione di crivelli e caratteristiche organolettiche. Selezioniamo fazende che garantiscano gli standard di massima affidabilità dei raccolti nel corso degli anni, garantendo la massima qualità. Garanzie che rispondano alla tracciabilità più remota della materia prima, certificazioni fitosanitarie, biologiche, Slow Food dei caffè utilizzati. Lo stoccaggio del prodotto crudo avviene tramite i migliori partner, questo ci permette un monitoraggio continuo e immediato dei caffè, sottoponendo questi a controlli, test, e analisi che permettano il migliore stato di conservazione presso le strutture più adeguate e all’avanguardia.

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