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Alto Garda e Ledro

L’UPT di Arco con il progetto «Immagini al lavoro» vince il bando di 50 mila euro

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La sede di Arco dell’UPT – Scuola delle professioni per il terziario ha partecipato e vinto (unico istituto nella Provincia di Trento) i 50 mila euro del bando nazionale “Cinema per la scuola – i progetti delle e per le scuole” indetto dal MiBACT e MIUR per sviluppare percorsi didattici basati sulla relazione tra scuola e cinema.

Il fine del bando è di favorire l’ingresso delle immagini all’interno dei percorsi didattici in modo più organico e strutturato in una consapevolezza più sottile sul ruolo delle immagini nel nostro ambiente.

Il progetto premiato si intitola “Immagini al lavoro” e parte dal legame tra mondo del lavoro e istruzione, alla base dell’offerta formativa dell’UPT, per sviluppare una serie di attività che si svolgeranno nel corso del 2019 in collaborazione con diverse importanti realtà: The Hub Trentino, Casa Mia, Centro Culturale La Firma, Centro per la Cooperazione Internazionale, Jump Cut, Filmwork e CineAgenzia.

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Gli studenti del triennio parteciperanno, in orario curricolare, a diversi laboratori e seminari per approfondire il mondo e il linguaggio delle immagini, analizzando attivamente il loro funzionamento e approfondendo la loro dimensione professionale, dal cinema agli allestimenti museali.

Il progetto prevede l’organizzazione di eventi aperti alla popolazione del territorio.

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«Immagini al lavoro» sarà presentato presso la Scuola delle Professioni per il Terziario di Arco venerdì 25 gennaio alle ore 11:00

Alla conferenza saranno presenti Ivo Tarolli, Presidente UPT-Scuola delle professioni per il terziario,  Maurizio Cadonna, Direttore generale UPT-Scuola delle professioni per il terziario, Walter Iori, Direttore UPT – sede di Arco, Stefano Miori, Assessore alla cultura Comune di Arco, Matteo Zadra, Docente UPT – sede di Arco e Dalia Macii, Impact Hub Trentino

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Alto Garda e Ledro

“Nascosti tra le foglie”: Nerozzi a Riva per la presentazione del suo libro sui karen

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Oggi, giovedì 16 gennaio alle ore 20.30 presso la sala della Rocca in piazza Cesare Battisti, 5 a Riva si terrà la conferenza di presentazione del libro “Nascosti tra le foglie”, edito da Altaforte Edizioni.

Per l’occasione sarà presente l’autore, Franco Nerozzi.

Un romanzo autobiografico capace di unire la spiritualità dell’autore alla solidarietà verso la minoranza karen, da sempre impegno e battaglia di Nerozzi in Birmania – queste le dichiarazioni in nota di Giulia Pilloni, referente di Solid Onlus, associazione da anni impegnata nella giungla birmana al fianco del popolo karen – un libro che ripercorre la storia di un gruppo di avventurieri che decidono di abbracciare la causa di un popolo guerriero mai arresosi ai soprusi del regime militare birmano.

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Un popolo in lotta da quasi 70 anni, simbolo di quanto possa essere ancora forte e significativo l’attaccamento alle proprie tradizioni e alla propria spiritualità”.

La storia di un intervento diretto, quello di Nerozzi, che ha visto la realizzazione di villaggi, scuole e cliniche, pozzi e coltivazioni di caffè – conclude la nota – contro una visione egoistica di chi vede solo nell’arricchimento personale e nella conquista del potere il senso della propria esistenza. Un romanzo che vede la vita attraverso la guerra e la scoperta della propria interiorità attraverso la lotta”.

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Modera Davide Brancaglion di Altaforte Edizioni.

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Alto Garda e Ledro

Punto nascite di Arco, l’assessore Segnana incontra il viceministro Sileri: «Incontro molto positivo»

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Il viceministro alla salute, Pierpaolo Sileri visiterà il prossimo 31 gennaio l’Ospedale di Arco, insieme al sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro.

A confermarlo è l’assessore provinciale alla salute, Stefania Segnana che oggi a Roma ha incontrato il rappresentante del Governo, insieme al direttore generale della programmazione sanitaria, Andrea Urbani e al presidente del Comitato Percorso Nascita nazionale, Gianfranco Jorizzo, per discutere delle prospettive del nosocomio trentino, con particolare riferimento alla questione della possibile riapertura del punto nascite.

“E’ stato un incontro molto positivo – ha detto l’assessore, accompagnata dal dirigente generale del Dipartimento Salute e politiche sociali, Giancarlo Ruscitti e dal direttore dell’Azienda sanitaria provinciale, Paolo Bordon nel quale abbiamo rappresentato al viceministro le criticità e le problematiche che interessano l’Ospedale dell’Alto Garda. Abbiamo registrato, da parte dei rappresentanti del Ministero la volontà di instaurare una trattativa concreta. Abbiamo evidenziato al viceministro come la riapertura del punto nascite sia estremamente importante per dare ai territori periferici che gravitano su quel nosocomio un servizio essenziale, contribuendo così a contrastare lo spopolamento di determinate aree del Trentino. E’ stato quindi concordato – ha aggiunto Stefania Segnana – di andare avanti su due binari: da un lato confermare da parte nostra la richiesta di riapertura del punto nascite di Arco in deroga al numero dei parti e, contemporaneamente, sostenere l’apertura di un tavolo per la revisione dei criteri che determinano le condizioni per aprire o meno questo servizi. Tali criteri, è bene specificarlo, risalgono al 2010, quando i dati sulla natalità erano molto più alti. Con il fenomeno della denatalità, infatti, rimangono pochi i punti nascita che rispettano i parametri posti dai criteri attuali. Se questi possono andar bene, ad esempio, per Trento, è chiaro che i centri più piccoli fanno sempre più fatica a rispettarli. Ecco perché tra le argomentazioni che abbiamo sottoposto al Governo c’è anche quella del problema dello spopolamento delle aree periferiche. Arco, ad esempio, è punto di riferimento per una serie di paesi che si trovano nelle valli limitrofe e garantire servizi è la prima necessità per cercare di frenare la tendenza ad abbandonare i centri più piccoli e lontani”.

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Alto Garda e Ledro

Controlli sul lago, contestate due sanzioni amministrative

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Sabato 11 gennaio nell’ambito dei controlli e della vigilanza delle acque del lago di Garda gli Agenti del Commissariato di Polizia hanno contestato a padre e figlio, residenti nella provincia di Mantova, la violazione della Legge provinciale n. 9 del 15 novembre 2001 (artt. 14/3 e 28) che vieta, ai non autorizzati, la navigazione a motore nella parte trentina delle acque del lago di Garda, prevedendo una sanzione da 172 a 516 euro.

La pattuglia del Commissariato, impegnata nella vigilanza delle acque ha fermato ed identificato i due che a bordo di una canoa dotata di motore a propulsione elettrica stavano pescando nel lago.

Durante il controllo è emerso, anche, che a bordo del mezzo non vi erano equipaggiamenti di sicurezza, allo stato, non obbligatori.

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I due che erano vestiti, naturalmente, con un abbigliamento invernale, sono stati invitati a prestare massima attenzione, poiché, stante la poca stabilità del mezzo, nel caso di caduta in acqua, visto il tipo di abbigliamento (entrambi calzavano stivali da pesca) e la mancanza di equipaggiamenti di sicurezza, avrebbero rischiato l’annegamento.

Per tale motivo la Polizia di Stato invita tutti coloro che navigano il Garda a dotarsi, soprattutto in questo periodo dell’anno, dei mezzi e dell’abbigliamento adeguato, senza dimenticarsi degli strumenti necessari per evitare spiacevoli incidenti.

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