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Italia ed estero

I 100 migranti sul barcone in avaria sono stati riportati in Libia

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In 100, tra cui venti donne e dodici bambini, sono rimasti in balia del mare per ore e solo durante la notte hanno ricevuto soccorsi da un cargo inviato dalla Libia.

Il barcone in avaria ha atteso gli aiuti a poche miglia al largo delle coste libiche.

Sono state ore di angoscia che sono terminate con l’invio dei soccorsi: in serata un mercantile, dirottato sul posto dalla guardia costiera libica, ha raggiunto la carretta e salvato i migranti riportandoli in Libia.

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Tutto si è svolto secondo le convenzioni internazionali fa sapere il ministro Toninelli

Durante la mattinata di ieri Alarm Phone, il sistema di allerta telefonico utilizzato per segnalare imbarcazioni in difficoltà, ha ricevuto la segnalazione del natante in avaria al largo di Misurata.

Ora per ora, minuto per minuto, ha raccontato via tweet il dramma delle 100 persone stipate nell’imbarcazione facendo il resoconto delle innumerevoli segnalazioni effettuate a Roma, La Valletta e Tripoli, quest’ultima indicata da tutti come autorità competente a coordinare i soccorsi.

A bordo del barcone i naufraghi hanno trascorso ore drammatiche: “Stiamo congelando, la situazione è disperata, aiutateci. Abbiamo paura di morire“, dicevano mentre imbarcavano acqua.

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Altri 47, salvati sabato da un gommone che stava per affondare, sono sulla Sea Watch, sempre al largo della Libia, in attesa di conoscere quale sarà il loro destino.

“Nessuno ci dà informazioni, non sappiano cosa fare, quale sarà il porto dove attraccare – dicono dall’equipaggio -. Chiediamo istruzioni e restiamo in attesa. Siamo stati rimandati ai libici che però non rispondono. Non c’è modo di parlare con loro”.

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Italia ed estero

Coronavirus: due casi sospetti all’ospedale di Bolzano

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Secondo quanto comunicato ufficialmente dall’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, due persone, per le quali esisterebbe la possibilità di infezione da coronavirus, si trovano attualmente presso il reparto Malattie Infettive dell’Ospedale provinciale di Bolzano per accertamenti.

Il sospetto  spiegano i vertici della Asl locale – nasce dal fatto che queste due persone sono appena rientrate dalla Cina ed ora lamentano febbre e sintomi influenzali. Entrambe sono state trasportate al reparto Malattie Infettive dell’Ospedale provinciale di Bolzano a bordo di un’ambulanza.

Durante il trasporto sono state adottate le precauzioni previste dalle procedure di protocollo (tute protettive e dispositivi di protezione). È già stata effettuata un’anamnesi dettagliata.

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I campioni biologici delle due persone colpite sono stati inviati al Centro di riferimento di Roma. È importante sottolineare che, sulla base delle informazioni disponibili, per il momento si tratta di due casi sospetti che hanno fatto scattare le misure precauzionali prescritte dal protocollo. Fino a quando non saranno disponibili i risultati delle analisi del sangue, non è pertanto possibile parlare di un’infezione.

I primi test effettuati in parallelo dall’Azienda sanitaria dell’Alto Adige hanno evidenziato un’infezione influenzale (Influenza A), che riduce la probabilità di una possibile ulteriore infezione da coronavirus. Le persone più vicine, con le quali sono entrate in contatto, ed i coinquilini delle due persone colpite sono stati tempestivamente informati dall’Azienda sanitario dell’Alto Adige ed allertati rispetto a possibili sintomi influenzali. Allo stato attuale si sta effettuando l’anamnesi su un terzo possibile caso sospetto“.

Intanto i morti in Cina sono saliti a 140 con oltre 6.000 persone infette. Sono state messe in quarantena oltre 60 milioni di persone. Domani l’aereo italiano trasporterà gli italiani che sono nella zona pericolosa in patria.

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Italia ed estero

Morte Kobe Bryant: strani rumori dal motore del suo elicottero privato

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l campione della Nba Kobe Bryant è rimasto vittima di un incidente di elicottero in California, nella contea di Los Angeles dove è morta anche una delle sue figlie.

Bryant era in compagnia di altre tre persone, oltre al pilota.

Nessuno è sopravvissuto allo schianto del veivolo che ha preso fuoco al momento dell’impatto.

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Sembra che quella mattina le condizioni meteo non fossero ottimali per alzarsi in volo.

Kurtz Deetz, uno dei piloti che volava spesso con l’ex giocatore, non pensa che vi sia stato un guasto tecnico, quanto piuttosto che l’incidente sia da imputare alle cattive condizioni meteo.

L’elicottero era un Sikorsky S-7 bi-turbina del 1991, un modello molto diffuso anche in ambito governativo e militare.

Stando a quanto riportano alcuni testimoni, poco prima dello schianto si sentivano suoni strani, rumori forse provenienti da uno dei motori. Sono in corso le indagini.

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La dinamica dell’incidente è ancora da accertare: su questa faranno luce gli esperti dell’Ntsb, l’ente americano che indaga sugli incidenti nel trasporto. 

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Italia ed estero

È morto Kobe Bryant la leggenda del basket americano

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È morto Kobe Bryant. Il grandissimo campione di basket si trovava a bordo del suo elicottero personale quando è avvenuto un incidente.

Il mezzo, che contava anche altre quattro persone a bordo, si è schiantato per cause ancora da accertare.

L’incidente aereo ha avuto luogo in California, insieme a lui è deceduta anche una delle sue figlie, una sua amica, suo padre e il pilota.

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La figlia Gigi (Gianna) stava andando a giocare alla Mamba Sports Academy.

La figlia aveva ereditato l’amore per il basket, a 13 anni era un gran talento, da papà orgoglioso la spronava, non si perdeva una sua partita.

Intorno alle 10 del mattino, ora locale, le 19 italiane, il velivolo avrebbe preso fuoco e sarebbe precipitato a Calabasas (città nella contea di Los Angeles), rendendo inutili i primi soccorsi

Le cause dell’incidente sono ancora ignote e la polizia sta al momento lavorando proprio per capire la natura dell’incidente.

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Per Kobe Bryant era un abitudine quella di spostarsi con il suo elicottero privato (un Sikorsky S-76), e lo usava spesso anche quando era ancora in attività e doveva trasferirsi dalla sua residenza di Newport Beach fino allo Staples Center di Los Angeles.

Il campione aveva studiato in Italia dai 6 fino ai 13 anni seguendo il padre che aveva giocata nella massima divisione di Basket.

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