Connect with us
Pubblicità

Spettacolo

Presentata a palazzo delle Albere la rassegna cinematografica «La Rampa»

Pubblicato

-

Proseguono le attività culturali legate alla mostra Cartel Cubano, 60 anni di grafica rivoluzionaria, che, ospitata a Palazzo delle Albere fino al prossimo 24 marzo, sta ottenendo un grande successo di pubblico e critica.

Da lunedì 21 gennaio infatti parte la rassegna cinematografica “La Rampa”, dal nome di una storica sala cinematografica de L’Avana, che offrirà al pubblico trentino un ciclo di otto serate per scoprire ed approfondire attraverso il cinema la grande storia della Cuba rivoluzionaria e le piccole storie degli individui che ne hanno vissuto fortune e fatiche.

Una pluralità di voci per esplorare temi, tempi e stili cinematografici differenti, per comporre un mosaico di esperienze e prospettive diverse da cui trarre un’immagine composita della storia recente dell’isola di Cuba, dai grandi classici del cinema post-rivoluzione a piccoli film recenti, opere più note e piccole produzioni, finzione e documentari, lungometraggi di registi affermati e corti di giovani autori emergenti.

Pubblicità
Pubblicità

I temi toccati saranno molteplici, dall’ambito culturale a quello religioso, dalla politica alla storia fino alla società, analizzati attraverso una serie di film di caratura internazionale e da momenti di confronto, dialogo ed approfondimento con ospiti in sala prima e dopo le proiezioni.

Si comincia lunedì prossimo alle ore 20.00 con “Shakespeare in Havana”, pellicola del 2010 di David Riondino incentrata sulla particolare arte del Punto Cubano, l’improvvisazione poetica tipica dell’isola caraibica considerata Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco, seguita da “Mappa provvisoria dell’isola misteriosa”, un catalogo di curiosità, sguardi fugaci e stramberie di Cuba curato sempre da David Riondino nel 1997, quindi durante il “Periodo especial”, per la ONG Terres des Hommes.

Prima e dopo la visione dei film ci sarà tempo per un paio di momenti di dialogo con il regista, presente in sala. Il poeta, attore e regista fiorentino introdurrà infatti il film concedendosi anche alle curiosità dei presenti, oltre che alle domande di Guido Laino, curatore della rassegna, e di Adriano Cataldo, poeta ed ispiratore del movimento del Trento Poetry Slam.

La rassegna cinematografica “La Rampa”, organizzata dall’associazione Filorosso onlus, in collaborazione con l’Opera Universitaria di Trento, la Circoscrizione Oltrefersina, il circolo di Trento dell’associazione italiana di amicizia Italia-Cuba e le associazioni studentesche Sanbaradio, Udu Trento, L’Universitario e Aiesec, andrà in scena per le prime 5 serate al Teatro Sanbàpolis e quindi si trasferirà a Palazzo delle Albere per le serate del mese di marzo. Tutte le proiezioni saranno ad ingresso gratuito e corredate da un momento di brindisi e spuntino.

Venendo al cartellone, dopo “Shakespeare in Havana” sarà la volta di “Cuba and the Cameraman”, del giornalista statunitense John Alpert, in programma il 28 gennaio, che sarà arricchito da un approfondimento sul giornalismo internazionale assieme al giornalista Rai Raffaele Crocco; quindi “7 giorni all’Havana”, film collettivo del 2012 a firma Del Toro, Trapero, Médem, Suleiman, Noé, Tabío e Cantet, il 4 febbraio, legato ad un incontro sul tema del turismo sostenibile, con un parallelo tra la realtà turistica cubana e quella trentina.

L’11 febbraio poi sarà la volta di “Fragola e cioccolato”, film del 1994 per la regia di Tomás Gutiérrez Alea e Juan Carlos Tabío, seguito dal corto di David Cordon “La vida es un tango”; il 28 febbraio vedremo “Memorias del subdesarrollo”, sempre di Gutiérrez Alea, il corto “Olvidate de eso”, di Manuel Marini, ed a margine della serata saranno presentati i numerosi progetti di scambio e volontariato internazionale portati avanti in America Latina dall’associazione Aiesec.

A marzo come detto si prosegue a Palazzo delle Albere con “Santeros” di Marco Lutzu, che sarà presente alla proiezione lunedì 4; “El Último País”, di Gretel Marin l’11 marzo assieme al corto di Rebeca Sasse dal titolo “Yo quería hacer una película sobre el turismo” sarà invece introdotto da un approfondimento a cura di Udu Trento; infine la rassegna si concluderà il 18 marzo con “Soy Cuba”, capolavoro del 1964 di Mikhail Kalatozov, che sarà preceduto dalla presentazione del libro “Yo soy Fidel”, di Barbara Tutino, figlia dello storico inviato all’Avana Saverio Tutino.

Pubblicità
Pubblicità

Spettacolo

Cinema in cortile: “Il viaggio di Yao”

Pubblicato

-

Secondo appuntamento di “Cinema in cortile“, rassegna di film sotto le stelle organizzata da Comune di Trento, Trentino Film Commission e Opera universitaria. Giovedì 11 luglio è in programma “Il viaggio di Yao“, regia di Philippe Godeau.

Il prezzo del biglietto è di 5 euro (intero) e 3 euro (ridotto per ragazzi fino a 15 anni), la proiezione inizia alle 21.30 nel cortile delle scuole Crispi di Trento, in caso di pioggia sarà sospesa; la vendita dei biglietti inizia alle 20.30.

Sinossi – Yao è un bambino che vive in un piccolo villaggio del Senegal. Ama i libri e le avventure.

PubblicitàPubblicità

Un giorno parte per Dakar alla ricerca del suo mito, Seydou, attore francese di grande successo in visita in Senegal. Seydou conosce Yao e colpito dal carattere del bambino, decide di riaccompagnarlo a casa. Il viaggio, pieno di rocambolesche avventure e situazioni divertenti, sarà per l’attore un ritorno alle sue radici.

Info – Ingresso: intero 5€, ridotto 3€

Cortile scuole Crispi – Bonporti, via S. Giovanni Bosco, Trento ore 21.30 fino a esaurimento posti. La vendita dei biglietti inizia un’ora prima della proiezione; in caso di pioggia la proiezione è sospesa.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Spettacolo

«Arrivederci professore», Johnny Depp ritorna al cinema tra ribellione e accettazione

Pubblicato

-

«Arrivederci professore», l’ultimo film interpretato da Johnny Deep, secondo film di Wayne Roberts, giovane regista americano, molto atteso, stupisce nella sua semplicità per tanti motivi, in particolare nel tema scelto dalla sceneggiatura, e per l’intensa interpretazione di Johnny Deep, nelle vesti di Richard Brown un professore del New England che si trova ad affrontare una situazione di vita inaspettata e drammatica.

Il New England costituisce il luogo per eccellenza di un certo mondo universitario americano fatto di tradizione, terra di Boston, Harward e Yale, simbolo di quell’America ricca, autorevole e repubblicana.

Qui la vita scorre in un mondo borghese e sofisticato, in cui il privilegio di una buona condizione economica, detta le regole per l’intera comunità, in cui tra ipocrisie e false rappresentazioni, si svolgono le vite dei protagonisti.

PubblicitàPubblicità

Richard è sposato con Veronica, interpretata da Rosemarie Dewitt, artista un po’ kitch e particolarmente interessata alle relazioni sociali.

La coppia ha una figlia, Claire, interpretata da Zoey Deutch, che vive la condizione di adolescente con la scoperta dell’amore “diverso”, i pregiudizi, e la relazione con i genitori. In particolare, il rapporto con il padre Richard, costituirà uno dei temi più importanti del film, proprio in funzione della vicenda tragica del padre e della scelta d’amore della figlia.

Una verità sconvolgente piomba nella brillante vita del professor Richard Brown, la prospettiva di vivere ancora solo sei mesi, massimo un anno con le cure del caso.

Questo fatto lo porta a cambiare tutte le sue priorità, a dare un calcio alla vita a modo suo, riflettendo e facendo riflettere tutti sia i protagonisti del film, sia gli spettatori, tra cui il sottoscritto.

Richard prende la decisione di vivere fuori dagli schemi precostituiti, per dare un senso tutto suo a quello che gli resta da vivere, e vuole cercare di trasmettere un messaggio che brilli tutta la vita e giunga al cuore dei suoi studenti. “Non vivete nella mediocrità’”, e approfittate del tempo che avete “come un volo d’uccello”, sembra siano questi i due motivi di riflessione che il professor Richard vuole esprimere.

Perché capire questo vuol dire capire il senso del vivere la vita fino in fondo e fin da subito, a dispetto di quelli che galleggiano sulla vita, invece che viverla totalmente. La vita va colta e riempita di esperienze, “ogni fottuto respiro va festeggiato”, è questo il messaggio agli studenti del suo corso.

Richard stravolge i programmi, in attesa di ottenere un anno sabbatico che gli permetta di affrontare la fine con una dignità e una preparazione intima, e profonda. Per questo propone di leggere un solo libro agli studenti, e poi esporlo in una sorta di abstract ai compagni, cercando di trovare “la chiave” che lo scrittore ha in mente, e proponendola al gruppo.

La condizione e le scelte di Richard sono il frutto di una valutazione, per cui se fossimo in grado di conoscere il giorno e l’ora della nostra morte, forse affronteremmo la vita in un altro modo.

E’ questo che sembra dirci Richard Brown.

E’ un inno alla vita, con la forza di chi sa di dover morire, e affronta il momento con uno spirito che rappresenta molto la condizione di precarietà umana. In questo sua ricerca, riesce a far emergere valori e contraddizioni del vivere, senza schemi e senza tabù.

In certi suoi monologhi, l’interpretazione di Johnny Deep si avvicina al pathos di Robin Williams ne “L’attimo Fuggente”.

Dal punto di vista stilistico, la trama malinconica ma densa di emozione, non trova la sua perfezione rappresentativa nelle locations del film, un po’ consuetudinarie e ripetitive.

Il film non ha una fine definita.

Nel viaggio che Richard si propone di seguire verso la dipartita, sottolinea “non lo so devo capire ancora qualche cosa”, lasciando così un velo di mistero, o di speranza verso una condizione che sembrava senza soluzione….

Titolo originale : The Professor

Regista: Wayne Roberts

Attori: Johnny Deep, Zoey Huston, Rosemarie Dewitt

Durata : 90 min.

Produzione: Notorius Pictures

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Spettacolo

CinemAMoRe: nelle valli per i film più apprezzati dei festival trentini

Pubblicato

-

È ricco il cartellone di CinemAMoRe, la rassegna cinematografica estiva che mette in rete i tre festival internazionali di cinema del Trentino.

Dopo le due anteprime a Solstizio d’Estate (Mezzocorona) e alle Feste Vigiliane di Trento, fino a settembre cinemAMoRe farà tappa a Lavarone, Fiavé e Arco; andrà inoltre per la prima volta a Sant’Orsola Terme, Villa Lagarina, Castel Ivano e Comano Terme.

I dettagli del programma sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa da Federica Pellegatti (Trento Film Festival), Andrea Morghen (curatore della rassegna e direttore di Religion Today Film Festival), e Miro Forti (curatore della rassegna).

Pubblicità
Pubblicità

L’estate entra nel vivo e riecco CinemAMoRe, la rassegna cinematografica promossa dall’Assessorato alla Cultura della Provincia autonoma di Trento e curato dal Trento Film Festival, dalla Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico e dal Religion Today Film Festival.

Da molti anni, i maggiori festival internazionali di cinema del Trentino uniscono forze e competenze per offrire al  pubblico una selezione dei migliori film e documentari della propria programmazione da proporre in diverse location del territorio provinciale, dai maggiori centri urbani fino alle valli.

Uno sforzo congiunto per avvicinare tutti i cittadini al piacere del cinema, valorizzando le risorse di tre festival che rappresentano tre eccellenze a livello internazionale, nei rispettivi ambiti di competenza.

Confermate alcune delle tappe “storiche” del circuito, come Lavarone, Fiavè e Arco; diverse le novità, a dimostrazione di un grande interesse nei confronti di una rassegna arrivata alla nona edizione: Sant’Orsola Terme, Villa Lagarina, Castel Ivano, Comano Terme.

Non solo città e paesi: un appuntamento si svolgerà al Parco di Paneveggio, nella suggestiva cornice di Villa Welsperg, in collaborazione con la Fondazione Dolomiti UNESCO.

I curatori del programma cinematografico, Miro Forti e Andrea Morghen, hanno selezionato i film da proiettare in ogni singola serata, “pescando” negli archivi dei tre festival, dando particolare rilievo alle pellicole protagoniste delle ultime edizioni degli stessi.

Dopo le due anteprime a Solstizio d’Estate (Mezzocorona) e alle Feste Vigiliane di Trento, si riparte martedì 9 luglio alle 21.00 a Lavarone, al Cinema Teatro Dolomiti: in collaborazione con il Comune di Lavarone, saranno proiettati Una casa sulle nuvole (di Soheila Javaheri, Italia / 2018 / 83′), applauditissimo all’ultima edizione del Trento Film Festival, dove si è aggiudicato il Premio Solidarietà Cassa Rurale di Trento e il Premio CinemAMoRE, e Clash of Morality(di Vinay Pujara, Stati Uniti / 2018 / 17′), proiettato al Religion Today 2018: in questo cortometraggio Mohamed e Richard, bloccati in un ascensore, si scontrano sui loro valori morali, tra pregiudizi e possibilità di incontro.

I due film esplorano il tema della diversità culturale in due percorsi di scontro e confronto, sottolineando le difficoltà che possono insorgere nell’accettare le differenze, e ancor più nell’integrarle, sia a livello privato che comunitario.

Il 16 luglio a Fiavè, al Museo delle Palafitte, alle ore 21.00 una doppia proiezione in collaborazione con il Comune e il Museo delle Palafitte: Open Your Eyes (di Llay Mevorach, Israele / 2018 / 14′), protagonista alla scorsa edizione del Religion Today, e Y si te dijeran que puedes (di Javier Alvaro Palomares, Spagna / 2017 / 65′), proiettato in anteprima internazionale al 67. Trento Film Festival, che racconta la storia di Sergio, Bea, Gonzalo, Emilia e Fernando, che soffrono di schizofrenia e non hanno nessuna esperienza con la montagna: l’associazione che si occupa di loro, insieme ai migliori alpinisti della Spagna, decide di tentare la scalata del mitico Naranjo di Bulnes.

Il 23 luglio a Villa Lagarina va in piazza la magia del cinema all’aperto, grazie alla collaborazione con Cinema du Desert e il Comune. Nel Piazzale della Scuola elementare alle ore 21.15 saranno proiettate tre pellicole molto originali, tutte in linea con l’impegno sociale e culturale dei ragazzi di Cinema du Desert:

La storia dimenticata degli Swahili (di Agnès Molia, Francia / 2018 / 26′), premiato alla Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico 2018 con la Menzione CinemAMoRe;  Across the Line (di Nadav Shlomo Giladi, Israele / 2018 / 29′), dal Religion Today 2018, un corto nel quale Hananel, un giovane ebreo praticante, grazie a un incontro inaspettato con Mundir, un autostoppista palestinese indesiderato e testardo, impara molto sulla comunicazione, l’amicizia e l’amore; Let’s Go to Anctartica (di Gonzaga Manso, Spagna / 2018 / 5′), in anteprima internazionale all’ultimo Trento Film Festival, un’ironica riflessione sui viaggi contemporanei e quel che comportano.

Il 24 luglio si esce dai contesti urbani e ci si immerge nella natura: sarà Willa Welsperg, sede del Parco Naturale di Paneveggio Pale di San Martino, a ospitare alle ore 20.45 il quarto appuntamento della rassegna, in una serata in collaborazione con la Fondazione Dolomiti UNESCO.

Sullo schermo saranno proiettati Rolly (di Pietro Bagnara, Italia / 2019 / 16′) in anteprima mondiale all’ultimo Trento Film Festival, e Iceman Reborn (di Bonnie Brennan, Stati Uniti / 2016 / 52’), dal programma della Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico 2017.

Ucciso più di 5000 anni fa, Ötzi è la più antica mummia naturale europea. Miracolosamente preservata nel ghiacciaio, i suoi notevoli resti intatti continuano a fornire agli scienziati, agli storici e agli archeologi scoperte dirompenti su un periodo cruciale nella storia dell’umanità.

La storia di Rolando Larcher e il suo personalissimo legame con le Dolomiti, e l’incredibile ritrovamento della mummia Ötzi sulle Alpi Venoste: due film di esplorazione e scoperta in alta montagna.

Ultimo appuntamento di luglio, mercoledì 31 nel comune di Castel Ivano, ancora una volta con una proiezione all’aperto: in  Piazza del Municipio di Strigno alle ore 21.00 saranno proiettati  Acid Forest (di Rugile Barzdziukaite, Lituania / 2018 / 63′), uno dei film della sezione “Amici fragili” – dedicata a boschi e foreste al tempo dei cambiamenti climatici – dell’ultimo Trento Film Festival, e La città perduta dei Tairona(di Agnès Molia, Francia / 2017 / 26′), un documentario nel  quale l’archeologo Peter Eeckhout accompagna il pubblico nella Colombia nordorientale, dove la foresta tropicale ha inghiottito una delle più grandi città pre-colombiane.

In caso di pioggia, l’evento si svolgerà presso il Centro Sociale di Agnedo in via dei Molini 42.

Serata organizzata in collaborazione con il Comune di Castel Ivano, il Gruppo Giovani e la Fondazione Alcide De Gasperi.

Mercoledì 7 agosto si va in Val dei Mocheni; a Sant’Orsola Terme, presso la sala multimediale della biblioteca in Via Pintarei 62, dalle ore 20.30 doppia proiezione con un occhio di riguardo ai più piccoli: Hors Piste (di Léo Brunel, Loris Cavalier, Camille Jalabert, Oscar Malet, Francia / 2018 / 6′) è un breve film d’animazione capace di coinvolgere e divertire adulti e bambini, che in My Short Words (di Bekir Bulbul, Turchia / 2018 / 70′) diventeranno essi stessi protagonisti di un viaggio indimenticabile, tra gioco, amicizia e crescita personale.

In collaborazione con Associazione Eureka e Biblioteca Comunale di S. Orsola Terme.

Il 21 agosto alle 21.00 a Comano Terme, alla Sala Congressi delle Terme, si viaggia verso territori lontani con Halima (di Iuliia Zakharova, Russia / 2018 / 54′), ambientato in una scuola d’élite a Kazan, e Creta, il mito del labirinto(di Agnès Molia, Francia / 2017 / 26′): ancora una volta, l’archeologo Peter Eeckhout, nella fortunata serie francese «Inchieste archeologiche», accompagna gli spettatori al centro del Mediterraneo, a Creta, che fu la culla, tra il 3000 e il 1400 a.C., della prima grande civiltà del mondo greco: la civiltà Minoica.

Si chiude il 3 settembre Arco, a Palazzo Panni alle 20.45, in collaborazione con il Comune di Arco. Due film in programma: Chachapoyas: vivere con i morti (di Agnès Molia, Francia / 2017/ 26′) e Hold Fast (di James Aikman, Stati Uniti / 2017 / 55′), in anteprima italiana all’ultimo Trento Film Festival. Vivere (e morire) per la montagna: da due prospettive molto lontane e diverse, i protagonisti dei due film (una civiltà precolombiana nel primo caso, due amici alpinisti nel secondo) hanno imparato a vivere e a convivere con la montagna, tra difficoltà personali e sfide quotidiane, imparando a riconoscerne anche il grande valore spirituale.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza