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Trento

No della commissione pari opportunità alla finale di Supercoppa italiana a Gedda in Arabia Saudita

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La Commissione provinciale Pari Opportunità tra donna e uomo della Provincia autonoma di Trento aderisce alla Conferenza degli Organismi di parità delle Regioni e delle Provincie autonome italiane, una grande rete di coordinamento di tutte le Presidenti delle Commissioni pari Opportunità che qui trovano spazi di confronto e convergenza per politiche e iniziative comuni in merito ai grandi temi della parità.

Fra questi è ricompreso lo sport quale straordinario veicolo di integrazione e riscatto.

Per tale motivo la Conferenza, attraverso una lettera firmata dalla la sua coordinatrice Roberta Mori, ha espresso al Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Gabriele Gravina, la sua totale contrarietà rispetto alla scelta della Federazione di giocare la finale di Supercoppa italiana a Gedda in Arabia Saudita, (domani alle 18.30 in diretta) senza alcuna riflessione collaterale di opportunità se non tardiva e solo sull’onda crescente delle numerose reazioni sdegnate di organizzazioni, associazioni e personalità attive sui diritti umani.

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La Commissione Pari Opportunità della Provincia di Trento, attraverso la sua presidente Simonetta Fedrizzi, si unisce a questo sdegno e alla convinzione della Conferenza nazionale nel sottolineare l’urgenza di consapevolezza e responsabilità nell’assumere decisioni che espongono l’intero Paese a critiche di superficialità e mercificazione dei diritti umani a meri fini lucrativi

Come riporta testualmente la lettera della ConferenzaL’impegno a rendere il mondo migliore non è affare di qualcuno, ma impegno di tutti. La sottoscrizione negoziale di un accordo con uno Stato illiberale e un regime autoritario che non rispetta i diritti umani e in particolare la libertà delle donne, meritava e merita un plus di riflessione e di istruttoria per fare di questa trasferta almeno un’occasione di sostegno al cambiamento, per tutte le donne saudite in cammino verso l’emancipazione contro segregazione, intolleranza, violenza. Il prestigio del Calcio italiano e il talento dei nostri atleti sono un patrimonio che va oltre la monetizzazione di una prestazione e che appartiene a tutti e tutte noi che ne siamo orgogliosi. Per queste ragioni invitiamo a comprendere quanta aridità e miopia vi sia nell’eludere o ignorare il potere dello Sport e del Calcio, quando se ne offre l’occasione, di orientare positivamente i cambiamenti sociali e culturali nel segno della fratellanza e sorellanza contro tutte le discriminazioni. Nel considerare ormai inevitabile l’adempimento di un obbligo contrattuale, carico di tutte le contraddizioni di cui si è detto, invitiamo ad assumere con sempre maggiore lucidità di analisi e necessari contrappesi decisioni così significative, che imprimono ferite profonde alla vostra e nostra reputazione”.

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Trento

Mattarello: un malore si porta via la 52enne Cristina Barchetti

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Cristina Barchetti, 52 anni di Mattarello, è morta dopo aver accusato un malore improvviso nella notte.

La causa della morte è riconducibile ad un attacco cardiaco che non ha lasciato scampo alla 52 enne.

Il destino crudele ha deciso di accanirsi sulla famiglia Barchetti.

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Cinque anni fa infatti morì la sorella maggiore, Marina, sempre alla stessa età e sempre per la stessa causa.

Cristina Barchetti era infermiera ed era ben voluta e stimata da tutti.

La sua improvvisa scomparsa lascia un grandissimo vuoto nei genitori, nei figli e in tutta la comunità.

I funerali si terranno domani alle 14:30 nella chiesa parrocchiale di Mattarello.

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Il 2 ottobre 2019 Mattarello aveva perso un altro residente. 

Michele Longhi, 42 enne, volontario dell’associazione onlus A.r.t.i.ci “Le ali della coccinella” era stato sconfitto dalla malattia diagnosticata a novembre del 2018.

Michele ha lasciato la moglie Annalisa e una figlia di 11 anni, ma anche il grande ricordo di un uomo innamorato della sua famiglia e della vita che affrontava con una carica positiva immensa.

La sua morte, come quella di Cristina Barchetti, uniti da un  tragico destino, ha destato grande commozione nella comunità del paese.

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Trento

Per Cibio sarà messo a disposizione il parco tecnologico di progetto Manifattura

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Nella seduta consigliare di ieri durante il question time Sara Ferrari ha chiesto alla Giunta quale disegno si stia mettendo in campo per il Cibio, un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale.

Il Cibio, ha ricordato, ha un cresceo nte bisogno di spazi e la soluzione individuata sembrava quella, concordata tra Università e Comune di Trento, dell’edificio della Motorizzazione civile.

Scelta che ora sembra messa in discussione e che ha aperto un contenzioso tra Trento e Rovereto, tra collina e città dal quale manca la Giunta che dovrebbe esprimere un disegno complessivo.

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L’assessore Spinelli ha risposto riconoscendo il valore del Cibio giudicato una realtà di eccellenza del Trentino e anche la necessità che non ha ancora trovato soluzioni, di trovare spazi più adeguati per favorire la contaminazione tra attività di ricerca e attività più vicine al mercato.

Proprio a questo scopo e anche per creare posti di lavoro, l’assessorato ha proposto di mettere a disposizione il parco tecnologico di progetto Manifattura.

Dopo quasi un decennio di mancate decisioni il parco tecnologico permetterebbe di avere la nuova sede entro il giugno del 2020.

D’altra parte si ritiene imprescindibile che anche l’università di Trento effettui le sue valutazioni. Il dibattito sull’argomento è comunque salutare per l’individuazione di strategie di sviluppo del nostro territorio.

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Sara Ferrari – nella sua replica – ha ringraziato per la risposta che appare chiara nell’individuazione della sede presso la Manifattura. Quanto alla mancata decisione circa l’utilizzo dell’area di Piedicastello, la consigliera ha ricordato che questa dipende dal Prg comunale in fase di ultimazione.

E ha auspicato che la questione della nuova sede del Cibio sia comunque risolta d’intesa con l’università di Trento.

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Trento

“Calcio d’inizio” per Dialog, il progetto europeo che punta all’innovazione e allo sviluppo locale

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Lunedì 21 e martedì 22 ottobre ha preso avvio Dialog, il progetto del Fondo Europeo per lo Sviluppo regionale (FESR) – Cooperazione Interregionale che coinvolge la Provincia autonoma di Trento e altre realtà istituzionali europee nella condivisione di best practices e nell’identificazione di modelli di lavoro comuni nei campi dell’innovazione sociale e dello sviluppo locale.

È partito Dialog – Dialog for innovation and local growth, un progetto del Fondo Europeo per lo Sviluppo regionale (FESR) – Cooperazione Interregionale, che nasce con l’obiettivo di rafforzare l’effettività, la sostenibilità e la replicabilità delle innovazioni prodotte nei vari campi politici di intervento prioritario dai diversi paesi europei.

Ente capofila del progetto è la Provincia autonoma di Trento. Partecipano al progetto, in rete, altre significative realtà europee: Il Land della Bassa Sassonia (Germania), la Camera di commercio di Vrasta (Bulgaria), la Regione delle Fiandre (Belgio), la Regione di Castiglia la Mancia (Spagna), Il Cantone del Ticino.

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Le motivazione che da’ impulso al progetto è la convinzione che un sistema di welfare effettivamente rispondente ai bisogni della cittadinanza sia possibile attraverso la partecipazione attiva di tutti i portatori di interesse, il dialogo e strumenti efficaci e condivisi di azione politica. Tutto questo poiché nuovi campi politici di azione, basati sulle nuove tecnologie e destinati a creare rilevante valore aggiunto, richiedono condivisione, accordo e accettazione.

È sulla base di questo spirito di concertazione che, nell’ambito del Kick-off meeting tenutisi lunedì 21 e martedì 22 ottobre presso la Sala ex Giunta della Provincia di Trento, gli attori coinvolti si sono incontrati e hanno dato formalmente avvio al progetto.

Le due giornate del Kick off-meeting sono organizzate per avviare una conoscenza reciproca, per presentare i rispettivi contesti economici, e illustrare i casi di studio e le best practices di ognuno. I casi di studio spaziano dall’innovazione sociale, alla crescita delle piccole e medie imprese, dalla green economy, agli strumenti di abbattimento del tasso di disoccupazione attraverso la nascita di microimprese. L’obiettivo è definire un modello di lavoro comune e condiviso tra gli attori partecipanti, sostenuto da un comitato scientifico il quale ne validerà l’effettività.

La provincia di Trento porta come temi di confronto e discussione le Smart, nello specifico campo della meccatronica, con attenzione ai risvolti occupazionali che questo settore può generare, oltre che i bandi per il finanziamento di progetti di nuova imprenditorialità.

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Questa prima fase di lavori prevederà l’identificazione, modellizzazione e trasferimento di best practices cui seguirà la stesura di un documento che verrà adottato dalle varie amministrazioni.

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