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Trento

Claudio Cia contro i sindacati: «Sono quelli che in passato hanno taciuto di fronte a gravi responsabilità della politica del centrosinistra»

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In merito all’articolo “I sindacati bocciano Cia”, apparso su un media cartaceo della provincia di Trento Claudio Cia prende atto di aver portato «all’unità sindacale di Flc Cgil, Uil, e Cisl scuola, tutti uniti contro il sottoscritto per una interrogazione sul tema presepi, qualcuno parlando addirittura di “modalità inquisitorie”, in perfetta linea con le affermazioni degli esponenti della sinistra trentina. Tutte le sigle, per tramite dei loro segretari, fanno sapere che avrei dovuto occuparmi di temi più importanti, qualcuno citando ad esempio il caso della stabilizzazione dei precari».

Il consigliere provinciale ricorda ai sindacati «dove fossero questi stessi sindacati quando nella precedente legislatura mi sono occupato più volte delle questioni inerenti la scuola, tra le quali proprio quella della stabilizzazione dei docenti precari della scuola primaria: un argomento che mi ha visto “distinguere” a tal punto da ricevere pure una querela dall’allora dirigente Ferrario, procedimento recentemente vinto dal sottoscritto con soddisfazione, essendomi fra l’altro stato riconosciuto dallo stesso giudice il mio attivismo politico sul tema scuola».

Cia continua e non ricorda in queste occasioni  «prese di posizione da parte degli zelanti sopracitati sindacati. Come non ricordo tanto scandalo per l’indifferenza della precedente Giunta di fronte ai problemi segnalati nelle mie precedenti 456 interrogazioni e altri svariati interventi. Forse trattasi di semplice distrazione?»

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«Vista la necessità, da me certamente condivisa,  – conclude il consigliere provinciale di Agire – di affrontare quanto prima tematiche concrete e più importanti, invito ad evitare ulteriori strumentalizzazioni sulla questione “presepi”, che al momento pare vogliano essere alimentate più da altri, che dal sottoscritto, gli stessi che in passato hanno taciuto di fronte a gravi responsabilità della politica del centrosinistra e che non di rado li ha visti allineati ad essa».

 

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Trento

Profughi in bicicletta: organizziamo dei corsi sul codice della strada

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Se i progetti sono interessanti e validi possiamo anche copiarli.

L’esempio che riportiamo è quello della città di Prato, la città più multietnica in assoluto d’Italia dove si trova una comunità cinese (solo quella ufficiale) da record rispetto alla popolazione.

La città in questione è governata dal centro sinistra.

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Ebbene, senza gridare al razzismo, senza muovere accuse di esclusione o di non inclusione, ma riconoscendo semplicemente la realtà, per gli stranieri saranno organizzati dei corsi di guida per la bicicletta.

Questo perché semplicemente gli stranieri non sono in grado di circolare e non hanno la benché minima idea di quello che è il codice stradale italiano.

Le infrazioni più frequenti? Fari spenti nelle ore notturne; circolazione contromano, attraversata della strada in bicicletta sulle strisce pedonali.

Guarda caso, tra i maggiori utilizzatori delle biciclette ci sono i profughi.

L’amministrazione di Prato dopo aver stampato un opuscolo multilingue con le regole base della circolazione ha invitato gli stranieri a seguire corsi specifici.

Tra Prato e Trento che differenze ci sono?

Nessuna, se non che da noi l’amministrazione di centro sinistra non avrebbe mai il coraggio di adottare un simile provvedimento che, visto che ci siamo andrebbe esteso a tutti i ciclisti, indipendentemente dalla nazionalità.

L’incidente più recente risale al 8 agosto quando all’incrocio tra Via Borsieri e Via Rosmini. Un automobilista investì un ciclista che commetteva un’infrazione al codice della strada attraversando sulle strisce pedonali senza scendere dalla bicicletta.

Lo stesso succede regolarmente al Ponte di San Lorenzo, dove i ciclisti considerano l’attraversamento pedonale una realtà unica con la ciclabile: attraversano sbucando improvvisamente sulla destra di chi arriva da Piedicastello, senza nemmeno rallentare.

Non parliamo poi degli attraversamenti di via Veneto e di viale Rovereto dove le biciclette schizzano via veloci sulle strisce pedonali con a bordo persone che se decidi di riprendere ricordando loro che contravvengono al codice della strada ti mandano anche al diavolo pensando di avere ragione.

Poi c’è indubbiamente il problema della guida delle biciclette da parte dei profughi che pedalano ignorando qualsiasi tipo di regola e anche a forte velocità sui marciapiedi. (articolo)

La giunta di centro sinistra non vuole venire meno al suo buonismo assoluto o rischiare di essere tacciata di razzismo?

Metta almeno una segnaletica stradale specifica che chiarisca la situazione, andando oltre la prepotenza dei ciclisti.

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Trento

Grandine, vento e pioggia: ancora rami spezzati a Trento nella notte. Ma l’estate continua

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Il maltempo si è abbattuto nuovamente stanotte sul capoluogo.

Pioggia, vento e grandine, poco dopo la mezzanotte, hanno provocato la caduta di molti rami a Trento e nelle frazioni vicine

Maggiormente interessata è stata la zona di Piazza Dante e alcune zone del centro storico dove il forte vento ha divelto delle fioriere.

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Un temporale in parte preannunciato  già dal pomeriggio e che per circa 45 minuti si è abbattuto su Trento e dintorni per fortuna senza causare molti danni.

L’estate non è comunque finita perché da domani torna il bel tempo, e dopo un venerdì nuvoloso, arriverà un week end soleggiato con un rialzo delle temperature in perfetta linea con la stagione. 

 

 

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Trento

Crisi di governo, Bisesti (Lega): «Ridiamo la parola agli italiani»

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«L’unica strada è il voto, ovvero ridare la parola a 60 milioni di italiani senza che il nostro Paese subisca “inciuci” di Palazzo tra M5S e PD. È dispiaciuto vedere oggi pomeriggio il Presidente del Consiglio dimissionario, Giuseppe Conte, sferrare ripetuti e inequivocabili attacchi al Ministro dell’Interno Matteo Salvini, quasi come se non avesse mai governato con lui» – Così il segretario della Lega Trentina Mirko Bisesti dopo le dimissioni del premier Giuseppe Conte e l’apertura della crisi di governo.

Per Bisesti le ragioni di un ritorno al voto esposte dal segretario della Lega rendono chiaro, tanto più alla luce di oggi, che l’unica strada percorribile sia quella verso le urne.

«Una strada, quella che conduce alle urne, di cui possono avere,  – aggiunge – anzi evidentemente hanno paura in molti: ma non certo la Lega, non certo Matteo Salvini. Nel ribadire questo concetto – e nel ringraziare per il suo operato di questi mesi il Ministro dell’Interno -, evidenzio la necessità di un ritorno al voto non soltanto come strada per legittimare un Parlamento altrimenti ostaggio di ben poco onorevoli accordi, ma anche come tentativo di dare la parola gli Italiani, che, meglio ricordarlo, sono i veri titolari della sovranità nazionale».

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