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Italia ed estero

Cesare Battisti è arrivato in Italia dopo 37 anni di latitanza. Ma per lui i «compagni» chiedono già l’amnistia

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Cesare Battisti catturato ieri in Bolivia è stato estradato in Italia.

È arrivato oggi alle 11.45 all’aereoporto di Ciampino atteso dai ministri Matteo Salvini e Alfonso Bonafede. (Qui il video dell’arrivo)

Finisce così la sua latitanza durata 37 anni.

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Andrà in carcere a Oristano.

Battisti è sceso dall’aereo dieci minuti dopo il suo atterraggio. Sette agenti sono entrati nel velivolo per prelevarlo mentre una decina, alcuni armati di mitraglietta, lo aspettava sulla pista.

L’ex terrorista ha attraversato la pista a testa alta. «L’abbiamo preso. E ora dovrà marcire in galera – aveva scritto Salvini in una lettera inviata a Leggo -. Cesare Battisti non è un perseguitato o un semplice scrittore di romanzetti: è un terrorista comunista. Un assassino. Un codardo. Da decenni si era rifugiato all’estero per non pagare le sue colpe. È stato protetto e coccolato da donne e uomini di sinistra, presunti intellettuali, vip e politici».

Concetti ribaditi da Salvini in una breve dichiarazione alla stampa subito dopo le operazioni: «Spero di non incontrarlo da vicino – ha detto il vicepremier – L’arresto di Battisti è un punto di partenza e non di arrivo. Sono sicuro che le forze dell’ordine, con i servizi di intelligence, potranno riassicurare alle galere altre decine di delinquenti, vigliacchi e assassini che sono in gir per il mondo a godersi la vita».

Il ministro Bonafede ha invece dichiarato: «Mi piace dire che è il risultato di un intero Paese, un risultato storico: quando le istituzioni italiane sono compatte non ci ferma nessuno. Oggi l’Italia va a testa alta».

La domanda ora è: ma Cesare Battisti quanto resterà in carcere ora che arriva in Italia e verrà spedito direttamente a Rebibbia? Carlo Nordio, ex procuratore di Venezia, intervistato da Skytg24, spiega quale futuro attende il terrorista catturato in Brasile dopo trent’anni di latitanza: “Il procuratore generale di Milano se ha detto che si farà l’ergostolo ostativo si farà. Non ci saranno ricorsi ma finirà in prigione”.

Ora “sarà messo in isolamento per sei mesi come stabilisce la sentenza”, precisa Nordio. Per quanto riguarda i benefici, “questi scattano parecchi anni dopo il primo tratto di espiazione della pena, quindi in questo caso circa dieci anni. E per un uomo di  64 anni non sono pochi”.

Intanto, conclude l’ex procuratore, “che Battisti se li faccia tutti e poi magari vedremo se gli verranno dati dei permessi per ragioni familiari. Questi anni se li fa senza se e senza ma e questo è già un passo soddisfacente”. 

Intanto è partito il tam tam dei compagni rossi amici di Battisti.

“Battisti libero, amnistia per i compagni, noi restiamo”.

Così recitava uno striscione affisso domenica sera 13 gennaio in Via degli Annibaldi, nei pressi del Colosseo, a Roma, con tanto di stella a cinque punte rossa.

La Digos lo ha subito rimosso.

Poco dopo c’è stata la rivendicazione sul profilo Facebook Noi Restiamo: “L’asse Salvini-Bolsonaro arresta Cesare Battisti, capro espiatorio utilizzato per condannare un periodo storico di forte cambiamento sociale e aspra lotta politica – si legge nel post – Con gli applausi della sinistra manettara il movimento reazionario a livello mondiale continua la sua macelleria sociale tentando l’annichilimento di una storia non pacificata. Come sempre nella storia i padroni e i servi coprono i loro crimini condannando chi ha reagito alla loro violenza”.

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Italia ed estero

Incredibile, sulla Sila in Calabria riaprono le piste da sci

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“Impianto in chiusura. La Scalise Sport Group ringrazia i gentili ospiti che ci hanno onorato della loro gradita presenza” questo il messaggio con il quale il villaggio turistico aveva lasciato domenica 10 marzo i propri clienti.

Invece, grazie alle abbondanti nevicate dei giorni scorsi, sabato 16 e domenica 17 gli impianti del Palumbo Sila saranno regolarmente aperti.

Nel prossimo fine settimana, oltre agli sport invernali, si potranno effettuare gite in quad, in motoslitta, ed escursioni a piedi e con le ciaspole.

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Sole e tanta neve.

Le ultime spolverate di neve fresca hanno reso le piste soffici, facili da sciare e divertenti sia per gli amanti dello sci che dello snowboard.

Il resort del Villaggio Palumbo, che si affaccia sul lago Ampollino, oltre agli impianti sciistici dispone anche di un palaghiaccio e di alberghi e ristoranti da poco ristrutturati.

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Precipita aereo della Ethiopian Airlines: 149 passeggeri morti, fra cui 8 italiani

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Un aereo della Ethiopian Airlines partito da Addis Abeba e diretto a Nairobi, in Kenya è precipitato 6 minuti dopo il decollo in un luogo ancora imprecisato.

La compagnia aerea etiope riferisce che a bordo si trovavano 149 passeggeri e 8 membri dell’equipaggio di 33 diverse nazionalità fra cui pare 8 italiani.

Lo fa sapere in un comunicato la compagnia di bandiera Ethiopian Airlines dove viene riportato che nessuno si è salvato

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Il premier Abiy Ahmed ha confermato la notizia e ha espresso «a nome del governo e del popolo etiope le più sentite condoglianze alle famiglie di coloro che hanno perso i loro cari».

Squadre di soccorso sono state inviate alla ricerca del Boeing 737, del quale si sono persi i contatti 6 minuti dopo il decollo.

L’area stimata dello schianto dovrebbe trovarsi a una cinquantina di chilometri a sud della capitale etiope.

Le ricerche si concentrano vicino alla località di Bishoftu. «Membri dello staff di Ethiopian Airlines, si legge ancora nel comunicato, saranno inviati sul luogo dell’incidente e faranno il possibile per aiutare gli addetti all’emergenza».

Ethiopian Airlines gode di una buona reputazione in termini di sicurezza, una delle migliori in Africa, sebbene nel 2010, come ricorda la Bbc, un suo aereo precipitò nel Mar Mediterraneo dopo il decollo da Beirut, in Libano.

L’aereo era stato consegnato solo 4 mesi fa.

Nell’incidente morirono 90 persone.

La compagnia aerea informa che a breve sarà disponibile una linea telefonica dedicata per parenti e amici che necessitino informazioni sui passeggeri a bordo dell’aereo

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Italia ed estero

Adesso la difesa è sempre legittima: sì della Camera con 373 voti. Pene inasprite per i malfattori, ecco cosa cambia

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Con 373 voti favorevoli la Camera ha dato il via libera alla riforma della legittima difesa

104 i contrari e 2 astenuti, e 25 ribelli del M5s che non hanno votato, tutti facenti parte della sinistra interna dei grillini che fa capo a Roberto Fico.

La lega e Forza Italia festeggiano, il Pd protesta.

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Il testo attiverà in Senato il 26 marzo, con l’obiettivo di chiudere in pochi giorni. “Ora mancano pochi passi al traguardo finale. Stop ai calvari giudiziari per chi si difende e per chi reagisce ad un’aggressione in stato di turbamento”, gioisce il ministro – avvocato Giulia Bongiorno.

Nel merito, la nuova legge riconosce «sempre» la sussistenza della proporzionalità tra offesa e difesa.

Affinché scatti la legittima difesa non è necessario che il ladro abbia un’arma in mano, ma è sufficiente la sola minaccia di utilizzare un’arma e non è necessario che la minaccia sia espressamente rivolta alla persona.

Con il nuovo testo si esclude la punibilità di chi si è difeso in «stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto».

Vengono inasprite le pene per violazione di domicilio e furto in appartamento.

In particolare, viene innalzata a quattro anni la pena massima di carcere per la violazione di domicilio.

Quanto al furto in abitazione e scippo, si arriva fino a un massimo di sei e sette anni di carcere.

Vengono inasprite anche le sanzioni con un massimo di 2.500 euro (attualmente 2000 euro). Infine, vengono aumentati anche gli anni massimi di carcere per la rapina, fino a sette.

Chi si è legittimamente difeso non sarà responsabile civilmente. In sostanza, la riforma fa sì che l’autore del fatto, se assolto in sede penale, non debba essere obbligato a risarcire il danno derivante dal medesimo fatto in sede civile.

L’ultimo articolo della riforma interviene sul codice di procedura penale affinché «nella formazione dei ruoli di udienza debba essere assicurata priorità anche ai processi relativi ai delitti di omicidio colposo e di lesioni personali colpose».

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