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Italia ed estero

Arrestato dall’Interpol in Bolivia Cesare Battisti. Sconterà l’ergastolo in Italia

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L’ex terrorista Cesare Battisti è stato arrestato in Bolivia a santa Cruz.

Ad eseguire l’arresto una squadra speciale dell’Interpol con agenti italiani.

Al momento dell’arresto Battisti aveva barba e baffi finti.

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Battisti non ha opposto nessuna resistenza.

«Il terrorista italiano Cesare Battisti è stato arrestato e sarà presto portato in Brasile, da dove verrà probabilmente mandato in Italia, così da poter scontare l’ergastolo secondo la decisione della giustizia italiana» – riferisce Filipe Martins, consigliere speciale del presidente della repubblica Jair Bolsonaro.

«Cesare Battisti è stato preso! La democrazia è più forte del terrorismo», scrive invece l’ambasciatore italiano in Brasile, Antonio Bernardini, commentando su Twitter l’arresto in Bolivia del terrorista.

Anche il deputato federale Eduardo Bolsonaro, figlio del presidente Jair Bolsonaro, celebra su Twitter l’arresto di Cesare Battisti, catturato a Santa Cruz de la Sierra in Bolivia: «Matteo Salvini, il ‘piccolo regalo’ sta arrivando», scrive.

L’ex terrorista aveva fatto perdere le sue tracce a dicembre dopo che era stato spiccato nei suoi confronti un ordine di cattura.

Battisti ora dovrà scontare l’ergastolo in Italia dove sarà subito estradato.

Battisti era stato condannato a 12 anni in primo grado per banda armata,  e poi in seguito all’ergastolo in contumacia per partecipazione a quattro omicidi.

È stato membro del gruppo Proletari Armati per il Comunismo, e colpevole di due omicidi commessi materialmente altri due in concorso con altri.

Era stato condannato anche per altri vari reati legati alla lotta armata e al terrorismo.

Aveva trascorso la prima fase della sua latitanza in Messico e in Francia, dove beneficiò a lungo della dottrina Mitterrand, si sposò ed ebbe due figlie, ottenendo la naturalizzazione, poi revocata prima che gli venisse conferita la cittadinanza, infine in Brasile dal 2004.

Arrestato nel paese sudamericano nel 2007, Battisti fu detenuto in carcere a Brasilia fino al 9 giugno 2011.

Ha scontato in totale circa sette anni di carcere. Inizialmente gli fu concesso lo status di rifugiato, poi revocato.

Il 31 dicembre 2010 il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva annunciò il rifiuto dell’estradizione in Italia e concesse il diritto d’asilo e il visto permanente (status di “residente permanente”).

Della questione tuttavia fu investito il Tribunale supremo federale brasiliano, su sollecito della nuova presidente del Brasile Dilma Rousseff, che l’8 giugno 2011 negò definitivamente l’estradizione, con la motivazione che avrebbe potuto subire “persecuzioni a causa delle sue idee”.

Battisti fu quindi scarcerato, dopo aver scontato la pena per ingresso illegale tramite documenti falsi, e rimase in libertà fino al 12 marzo 2015, giorno in cui viene nuovamente arrestato dalle autorità brasiliane in seguito all’annullamento del permesso di soggiorno, ma viene rilasciato quasi subito. Nell’ottobre 2017 fu di nuovo tratto in arresto al confine con la Bolivia, ma scarcerato poco dopo.

Dopo l’insediamento del nuovo governo Bolsonaro si era subito dato alla macchia diventando nuovamente latitante. Ora l’arresto definitivo.

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Italia ed estero

Sequestrata la nave «Mare Jonio», Salvini: «Difesi i confini, chi sbaglia paga»

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La «Mare Jonio» è entrata nel porto di Lampedusa scortata dalla Guardia di Finanza che ha provveduto al sequestro della nave e a far sbarcare i 48 migranti soccorsi.

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ha evocato l’arresto dei responsabili dell’ong, ha commentato così: “Sequestrata la nave dei centri sociali. Ottimo. Ora in Italia c’è un governo che difende i confini e fa rispettare le leggi, soprattutto ai trafficanti di uomini. Chi sbaglia paga”.

I migranti durante lo sbarco hanno gridato in coro «Libertè, Libertè»

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Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha evocato l’arresto dei responsabili dell’ong, come avviene per chi “forza un posto di blocco stradale di polizia. La nave ha ignorato le indicazioni dei libici e scelto di navigare verso l’Italia, disobbedendo alla richiesta di non entrare nelle acque italiane”.

Intanto la Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un fascicolo d’inchiesta per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sulla vicenda della nave Mare Jonio.

A rincarare la dose arrivano anche le dichiarazioni della Marina libica che per voce dell’ammiraglio Ayob Amr Ghasem, conferma che la nave Mare Jonio del progetto Mediterranea avrebbe agito scorrettamente nel salvataggio dei migranti. Una pattuglia portatasi nell’area dove era stato segnalato il gommone “ha scoperto che una ong non aveva preso contatto” con la guardia costiera libica, ha detto il portavoce in dichiarazioni all’Ansa. “Hanno preso contatto dopo” l’intervento “e hanno sostenuto che i migranti erano in una condizione che necessitava un salvataggio” ma “ciò è scorretto“, ha sostenuto Ghasem.

“No agli sbarchi indiscriminati del passato” – Sul tema dei migranti il governo ha “una chiara linea politica che può piacere o essere opinabile. Diversi indirizzi politici sono stati espressi in passato, noi non possiamo che giudicarli insoddisfacenti: il concetto di accoglienza è diverso da quello di sbarco. Consentire sbarchi indiscriminati senza limiti non equivale a offrire accoglienza”. Lo ha dichiarato il premier Giuseppe Conte in Aula al Senato

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Incredibile, sulla Sila in Calabria riaprono le piste da sci

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“Impianto in chiusura. La Scalise Sport Group ringrazia i gentili ospiti che ci hanno onorato della loro gradita presenza” questo il messaggio con il quale il villaggio turistico aveva lasciato domenica 10 marzo i propri clienti.

Invece, grazie alle abbondanti nevicate dei giorni scorsi, sabato 16 e domenica 17 gli impianti del Palumbo Sila saranno regolarmente aperti.

Nel prossimo fine settimana, oltre agli sport invernali, si potranno effettuare gite in quad, in motoslitta, ed escursioni a piedi e con le ciaspole.

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Sole e tanta neve.

Le ultime spolverate di neve fresca hanno reso le piste soffici, facili da sciare e divertenti sia per gli amanti dello sci che dello snowboard.

Il resort del Villaggio Palumbo, che si affaccia sul lago Ampollino, oltre agli impianti sciistici dispone anche di un palaghiaccio e di alberghi e ristoranti da poco ristrutturati.

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Precipita aereo della Ethiopian Airlines: 149 passeggeri morti, fra cui 8 italiani

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Un aereo della Ethiopian Airlines partito da Addis Abeba e diretto a Nairobi, in Kenya è precipitato 6 minuti dopo il decollo in un luogo ancora imprecisato.

La compagnia aerea etiope riferisce che a bordo si trovavano 149 passeggeri e 8 membri dell’equipaggio di 33 diverse nazionalità fra cui pare 8 italiani.

Lo fa sapere in un comunicato la compagnia di bandiera Ethiopian Airlines dove viene riportato che nessuno si è salvato

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Il premier Abiy Ahmed ha confermato la notizia e ha espresso «a nome del governo e del popolo etiope le più sentite condoglianze alle famiglie di coloro che hanno perso i loro cari».

Squadre di soccorso sono state inviate alla ricerca del Boeing 737, del quale si sono persi i contatti 6 minuti dopo il decollo.

L’area stimata dello schianto dovrebbe trovarsi a una cinquantina di chilometri a sud della capitale etiope.

Le ricerche si concentrano vicino alla località di Bishoftu. «Membri dello staff di Ethiopian Airlines, si legge ancora nel comunicato, saranno inviati sul luogo dell’incidente e faranno il possibile per aiutare gli addetti all’emergenza».

Ethiopian Airlines gode di una buona reputazione in termini di sicurezza, una delle migliori in Africa, sebbene nel 2010, come ricorda la Bbc, un suo aereo precipitò nel Mar Mediterraneo dopo il decollo da Beirut, in Libano.

L’aereo era stato consegnato solo 4 mesi fa.

Nell’incidente morirono 90 persone.

La compagnia aerea informa che a breve sarà disponibile una linea telefonica dedicata per parenti e amici che necessitino informazioni sui passeggeri a bordo dell’aereo

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