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Giudicarie e Rendena

Un Tour nei borghi più belli delle Giudicarie

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San Lorenzo in Banale, insieme a Rango e Canale di Tenno è stato riconosciuto come uno dei Borghi più Belli d’Italia, ma non tutti lo sanno.

A volte scegliere un luogo da visitare dipende anche dalla curiosità di scoprire nuovi itinerari, anziché ripercorrere cammini ormai noti.

Un tour tra le sette “Ville” del Borgo di San Lorenzo in Banale è molto interessante in qualsiasi stagione: un percorso ad anello ben esposto al sole, che in circa due ore congiunge le piccole frazioni di Prato, Berghi, Pergnano, Senaso, Dolaso, Prusa e Glolo.

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Durante il periodo natalizio i centri storici si riempiono di turisti in vacanza nelle località sciistiche ai piedi delle Dolomiti di Brenta o alle Terme di Comano.

Ma aggirandosi tra vicoli, antichi vòlti decorati con quadri di pittori locali, pregevoli bassorilievi in legno intarsiato che fanno bella mostra sulle facciate delle antiche dimore e piazzette, è come fare un vero e proprio viaggio indietro nel tempo, vivendo l’atmosfera contadina di una volta.

E’ consigliabile iniziare il percorso da Prato, sede del Municipio di San Lorenzo-Dorsino, qui si concentravano le più importanti attività per la comunità: il mulino, il panificio, la famiglia cooperativa, la posta e la chiesa parrocchiale.

Per questo i suoi abitanti erano chiamati “i signori di Prato”.

Tra i punti di interesse la chiesa parrocchiale dedicata al patrono del borgo e il teatro che ha sede in una chiesa sconsacrata nel 1910, restaurata per volontà degli abitanti.

Casa Osèi, antica abitazione di famiglia benestante, oggi è sede della casa del Parco “C’era una volta”, un’esposizione permanente che custodisce oggetti d’uso quotidiano della casa e del lavoro agricolo/silvo-pastorale.

Da segnalare la bella mostra “Par ieri” della Collezione Etnografica Giudicariese aperta anche in alcune domeniche di gennaio, febbraio e marzo 2019 (tel. 0465-771026).

A questo punto al visitatore non resta che seguire la segnaletica che indica facilmente l’itinerario, un alternarsi di piccole piazze, strette vie selciate , capitelli e ampie fontane.

Saliamo nel cuore della frazione di Berghi e ammiriamo le antiche dimore rurali di “Casa Martinoni” e “Casa Moscati” sapientemente restaurate, antiche fontane, storicamente diffuse per sopperire alla mancanza di acqua corrente nelle abitazioni e la chiesetta del ‘600 dedicata a Santa Apollonia.

Continuando il percorso indicato, ecco la chiesetta di Pergnano dedicata ai santi Rocco e Sebastiano, edificata dopo l’epidemia di peste nel 1578.

Al suo interno i famosi affreschi dei Baschenis di Averaria, pittori itineranti bergamaschi che tra il ‘400 e ‘500 hanno dipinto buona parte delle chiese delle Giudicarie, Rendena, Val di Non e Val di Sole. Godibili per luminosità e freschezza, propongono una pittura di facile lettura, con pochi colori ma di grande effetto cromatico.

Per facilitare la visita degli edifici dove si trovano i cicli di affreschi in queste valli, sono stati creati quattro itinerari ad hoc.

Pergnano è ricordato anche per la presenza delle “tesadre”, le tessitrici che proprio qui avevano fondato una vera e propria manifattura tessile, l’unica dell’altopiano del Banale. Lavoravano la canapa coltivata nella campagna limitrofa, realizzando su ordinazione teli, lenzuola e tovaglie.

La camminata prosegue in salita verso la frazione di Senaso, con la chiesetta di San Matteo, la Casa dei Sartorèi, testimonianza di abitazione rurale con gli originali graticci dei fienili e l’affumicatoio, è qui che resiste al tempo la tradizione dell’affumicatura artigianale della ciuìga, tipico salame con le rape, oggi presidio Slow Food.

Senaso è la porta d’accesso alla val d’Ambièz nel Parco Naturale Adamello Brenta, ma il nostro tour al bivio prosegue in direzione Dolaso con la chiesetta di Sant’Antonio Abate.

Più in basso incontriamo la frazione di Prusa, dove le forme slanciate dell’architettura giudicariese richiamano la necessità di favorire l’aerazione del fieno e l’esposizione al sole delle pannocchie di mais da polenta.

Una ristrutturazione rispettosa ha permesso la conservazione e valorizzazione di un importante patrimonio di architettura rurale, come Casa Mazoleti arricchita da un loggiato ad archi su colonne lapidee e da una meridiana perfettamente conservata.

Infine arriviamo a Glolo, ai piedi del Dòs Béo, sul quale si ergeva Castel Mani, di cui restano solo rovine, antico maniero del XII secolo distrutto durante l’invasione napoleonica.

Superato il capitello di Sant’Alessio, si trova la segnaletica per un’ulteriore escursione sul Dòs Béo, dove ammirare il panorama dell’intera vallata, oppure ritornare al punto di partenza nella piazza del paese di San Lorenzo in Banale.

Nelle vicinanze ci sono altre mete di interesse naturalistico e storico: Moline, Deggia e Nembia, che meriterebbero un capitolo a parte.

Sarà il fatto che l’altopiano del Banale gode di una posizione favorevole e assolata, sarà la giornata limpida e mite per essere gennaio, questa gita rimarrà memorabile per la bellezza e i sapori di un territorio, dove la cucina genuina è di casa, nei locali tipici e rifugi raggiungibili a pochi minuti dal paese.

Un mix di natura, storia, arte e cultura, dove l’opera dell’uomo è insita nel paesaggio.

Un paesaggio è uno stato d’animo.” (Henri Frèdèric Amiel)

Maria Cristina Betzu (m.betzu@tin.it)

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Giudicarie e Rendena

Tra Saone e Ponte Arche un furgone centra in pieno un’altra auto. Ferita una donna

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Ieri pomeriggio una donna è rimasta ferita nell’incidente avvenuto sulla statale 237 tra Saone e Ponte Arche.

L’incidente è avvenuto intorno alle 15 e l’auto su cui viaggiava la donna è stata centrata in pieno da un furgone.

Dai primi accertamenti della polizia locale delle Giudicarie il conducente ha perso il controllo del furgone, non si sa se per un malore o una distrazione, invadendo la corsia opposta e finendo contro la macchina.

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All’arrivo dell’ambulanza la donna e il conducente del furgone sono stati portati in ospedale a Tione, ma le loro condizioni non sembrano gravi.

Gli esami del pronto soccorso chiariranno le loro condizioni psicofisiche.

 

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Giudicarie e Rendena

Frontale fra due pullmini a Madonna di Campiglio: 7 feriti, 3 gravi

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Sono sette le persone rimaste ferite nell’incidente avvenuto sulla strada che attraversa le Dolomiti di Brenta, da Madonna di Campiglio a Campo Carlo Magno.

L’incidente è avvenuto poco prima delle 15.30 di oggi pomeriggio, mercoledì 19 giugno e ha visto protagonisti due pullmini adibiti al trasporto persone che si sono scontrati frontalmente.

Sul posto sono arrivate 4 ambulanze, i Vigili del Fuoco volontari di Madonna di Campiglio e l’elisoccorso che si è alzato da Trento.

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Sono state ricoverate all’ospedale di Tione tre persone, fra cui una quindicenne, che sono ritenute gravi.

Altre 4 persone sono state trasportate all’ospedale di Santa Chiara e al Santa Maria del Carmine di Rovereto.

Queste, due ragazze di 15 anni, un ragazzo di 14 anni, e un uomo di 52 anni non sarebbero gravi.

Gravi invece le ripercussione sul traffico. La strada infatti è rimasta chiusa fino alle 18.00

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Giudicarie e Rendena

La Giunta provinciale in visita alla Erika Eis di Fiavè

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Ieri Visita della Giunta provinciale alla Erika Eis di Fiavè, azienda dolciaria con una lunga tradizione alle spalle – il marchio originale risale al 1933 – che dallo scorso anno si è insediata nella sede dell’ex caseificio, ora di proprietà di Cooperfidi, che ha investito 7 milioni di euro di risorse proprie.

L’impresa dà lavoro attualmente a 35 persone, impegnate soprattutto nella produzione di gelati, un’attività che affonda le sue radici nella tradizione delle Giudicarie.

Erika Eis è quindi una realtà importante per l’intero territorio, e che intende ampliarsi ancora, in particolare con l’apertura di un punto vendita-bistrò, dove i clienti potranno trovare, oltre ai gelati, alle torte “mitteleuropee” e ai krapfen dell’azienda, anche altri prodotti locali.

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Una sorta di vetrina del km. 0, insomma, per valorizzare al meglio quanto le Giudicarie hanno da offrire in termini di produzioni agricole e di competenze nel settore agroalimentare.

A fare gli onori di casa al presidente Fugatti e alla sua Giunta i due titolari, Luciano Degli Esposti e Alberto Bertolini, assieme al sindaco di Fiavè Angelo Zanotti, per il quale “oggi non saprei neanche immaginare il nostro territorio senza la presenza di una realtà come questa”.

Un grazie per gli sforzi fatti, per la tenacia con cui sono stati perseguiti gli obiettivi, e per l’ottima qualità delle produzioni, è stato rivolto all’azienda dal presidente Fugatti.

“Abbiamo bisogno di realtà imprenditoriali come la vostra per far vivere le nostre valli.” ha sottolineato.

Ma un grazie particolare è stato rivolto dai titolari al vicepresidente della Provincia Mario Tonina, che, anche nelle sue passate vesti di consigliere provinciale, si è adoperato per la buona riuscita dell’operazione, e al direttore generale della Provincia Paolo Nicoletti.

La Erika Eis dal ’93 assomma due diverse realtà imprenditoriali: quella di Fiavè, che fino allo scorso anno aveva sede in un’altro edificio, e un’azienda gemella di Fiè allo Sciliar. Ora tutta la produzione si concentra a Fiavè.

Si tratta di una produzione di qualità, che utilizza latte locale, per preparare gelati, torte (Sacher, Foresta Nera e altri prodotti  dall’inconfondibile caratterizzazione mitteleuropea) e krapfen.

“Siamo orgogliosi di mostrare alla Giunta cosa abbiamo fatto – ha detto Degli Esposti. – Un risultato importante, raggiunto anche grazie al supporto che abbiamo sempre ricevuto dalla Giunta. Non è stato facile portare a termine questa operazione, ma adesso che il treno è avviato possiamo coglierne i frutti, assieme a tutto il territorio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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