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Trento

Ghezzi insulta Boso e i valligiani. Sui social succede il finimondo

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E ci risiamo.

Dopo lo scivolone sulla mancanza di competenze degli assessori Stefania Segnana e Giulia Zanotelli e il solito silenzio complice del centrosinistra ora Ghezzi trova il modo di criticare in modo piuttosto offensivo anche un cadavere.

Enzo Erminio Boso, morto da poche ore, è stato apostrofato dal principe dei radical chic della sinistra Trentina come colui che per anni ha «ispirato il cattivismo di Salvini come prototipo del valligiano perfetto per i Tv Show».

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Per Ghezzi quindi essere un valligiano è diventata una colpa. Insomma, siamo al delirio, una gaffes dietro l’altra.

Dopo le parole deliranti di Ghezzi i social si sono scatenati insultando e denigrando il radical chic di Futura 2018.

Le critiche sono arrivate in modo trasversale e non solo dal centrodestra

«Lei non è un nemico, é una fiammella che politicamente si spegnerà molto presto»scrive Terry. 

Scatenato il sindaco di Calliano Lorenzo Conci: «probabilmente da umile valligiano non sono in grado di comprendere tale superiorità espressiva e dialettica. Anche se così ad occhio non mi pare di esser stato l’unico. Ed almeno nel momento della morte forse sarebbe meglio ed umano evitare di far riflessioni politiche e limitarsi al rispetto E ti parla uno che è lontano anni luce dalla lega odierna»

«Signor Ghezzi,  – scrive invece Daniele – lei è un essere rancoroso e senza un minimo di umanità! Sono mesi che seguo il suo atteggiamento, sia in Consiglio che fuori! Non un accenno di sorriso…. Niente! Ce l’ha con la Lega e con il mondo intero! Le consiglio un paio di stecche di cioccolata tutte in un colpo, stimolano la serotonina e il buon umore»!

Molte risposte a Ghezzi sono state filtrate o cancellate.

«Credo che proprio nel momento del commiato un minimo rispetto è doveroso se non altro per chi resta, avevo una certa stima di lei dott.Ghezzi come giornalista ora devo dire mi è un po’ caduto con questo brutto scivolone»Incalza Marica.

«Non conoscevo Boso, ma certo ora conosco Paolo Ghezzi» – scrive sarcastico Morgan a cui replica subito Mario: «purtroppo anche noi lo si conosce»

«Meno male che Lei è un essere umano..» – scrive Sergio alludendo al nome usato da Ghezzi sul suo profilo

Glauco invece la butta sulla politica: «Capisco che aver perso le elezioni con una batosta storica roda ancora, ma a volte è più opportuno evitare certi commenti… tanto come la pensa questa parte politica lo sanno anche i sassi». 

Danny invece è durissima verso il radical chic: «Lei è il perfetto esempio della mala politica di sinistra. Facciata rassicurante, background solido, bontà e giustezza spiattellata ai quattro venti e rimarcata con nickname imbarazzanti quali “essere umano”. Eppure, a volte non riuscite a nascondere la vostra aridità, la vostra sicumera, l’auto proclamato senso di superiorità che vi permetterebbe di giudicare vivi e morti restando nel giusto a prescindere. Questo commento è squallido e vergognoso. Lei non è migliore di chi critica, lo sappia.»

Rosario affonda: «Ecco la vera faccia degli Illuminati e intellettuali fini, buonisti e umani, i sostanzialmente…esseri superiori di sinistra!!! Giù la maschera finalmente! Bravo Ghezzi essere umano!!»

Ma della cosa non si parla solo sul profilo del «dotto» della sinistra trentina ma praticamente sulla metà della pagine di facebook.

Volano migliaia di insulti per Ghezzi, alcuni esagerati, altri meno. Persone inferocite, altre molte deluse.

«Cari abitanti delle valli, di qualsiasi colore politico, questo è ciò che pensa di voi l’intellettuale in cachemire Paolo Ghezzi di Futura»scrive Alex.

La sensazione è che forse Ghezzi potesse risparmiarsi questa uscita inopportuna che alla fine si è dimostrata un segno di grande debolezza e confusione. Come quella che regna oggi in una sinistra che non esiste quasi più e che è ormai pronta all’estinzione grazie anche ai personaggi come «Paolo Ghezzi essere umano». Se questo vuol dire essere umani aggiungiamo noi…

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Trento

Operazione «Black Point», le congratulazioni del presidente Maurizio Fugatti

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«Congratulazioni alla Polizia e alla Magistratura per le indagini che hanno condotto, e che hanno portato ad una importante operazione, e grazie a nome della comunità trentina per aver dato un segnale importante del fatto che il territorio è ben presidiato e che la vigilanza è alta»: con queste parole il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha commentato gli esiti dell’operazione “Black Point”, che ha assicurato alla giustizia i presunti autori di furti in appartamenti di Trento e di Bolzano.

“Nel nostro ordinamento – ha aggiunto il presidente Fugatti – attraverso i processi si dice una parola definitiva in ordine alle responsabilità penali individuali, ma non possiamo che essere soddisfatti della risposta che le forze di polizia e la Magistratura hanno dato a episodi criminali che avevano molto allarmato la comunità perché, con le dimore, è stata violata anche l’intimità di molte famiglie. E’ bene che si sappia che in Trentino, grazie all’assiduo impegno degli operatori della sicurezza ma anche al diffuso senso di legalità, non c’è spazio per rimanere impuniti se si delinque. Voglio ringraziare quindi per il lavoro svolto, e per quello che ancora dovranno portare a termine, il Procuratore Sandro Raimondi, il Questore Giuseppe Garramone e tutti i loro collaboratori”.

L’operazione ha portato all’arresto di 3 albanesi e un romeno. Sono state emesse anche otto ordinanze di custodia cautelare e quattro decreti di perquisizione.

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Questo il bilancio dell’operazione “Black Point”, scattata alle prime luci di giovedì 17 gennaio e condotta dalla Squadra mobile di Trento diretta dal vice questore Salvatore Ascione con la collaborazione degli omonimi reparti di Milano e dalla Squadra mobile di Bolzano.

Si tratta del primo risultato di un’operazione iniziata nello scorso mese di ottobre in seguito a numerosi furti in appartamento realizzati tra Trento e Bolzano. 

30 in tutto i furti in abitazione commessi tra i due capoluoghi, 26 a Trento e 4 a Bolzano, tutti operati con le stesse modalità: prima i sopralluoghi, poi l’intrusione notturna e la rottura degli infissi di balconi o porte finestre, con particolare abilità nel raggiungere i piani alti delle abitazioni.

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Trento

Lupi, scontro Zanotelli – Rossi in aula

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Nel question Time di stamane in aula consiliare momenti di nervosismo fra il consigliere di minoranza Ugo Rossi e alcuni esponenti della giunta.

Rossi aveva chiesto a Maurizio Fugatti lumi sulla questione dalle recenti vicende accadute ad Ala, relative all’attacco dei lupi. (qui articolo)

Nell’interrogazione l’esponente del PATT chiedeva se la giunta intendesse resistere al ricorso pendente presso la Corte Costituzionale presentato dal Governo nazionale  il 6 settembre 2018 nei confronti della norma, varata dal governo Rossi, che prevede l’abbattimento, per motivi di pubblica sicurezza e la tutela degli allevatori, di lupi e orsi.

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Questo per difendere le prerogative dell’autonomia speciale e la possibilità di dare una risposta concreta e reale ai timori e alle preoccupazioni degli allevatori e dei cittadini.

A rispondere però è stata l’assessore Zanotelli e questo ha innervosito molto Rossi.

Zanotelli ha confermato la volontà della Giunta nella difesa dell’ordinamento provinciale in merito alla gestione dei grandi carnivori di cui si è registrata negli ultimi anni una significativa permanenza nel territorio provinciale con danni al comparto zootecnico.

«Nel dicembre scorso durante la visita del ministro Centinaio si è affrontato il tema dei grandi carnivori e vi sarà presto un confronto sul tema con i governatori del nord Italia. Ci si appellerà anche entro la settimana al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. E’ singolare – ha aggiunto Zanotelli – la richiesta del Patt il cui ex assessore Dallapiccola aveva dichiarato nella scorsa legislatura che orso e lupo non sono pericolosi per l’uomo e invocava la convivenza con i grandi carnivori. Il ddl per l’abbattimento – ha concluso Zanotelli – era stato presentato a fine legislatura probabilmente per motivi politici».

La risposta decisa e secca dell’assessore Giulia Zanotelli ha messo a tappeto Ugo Rossi che nella sua replica si è dichiarato “molto soddisfatto” della prima parte della risposta, che conferma la volontà dell’attuale Giunta di proseguire nel ricorso per tutelare su questo tema le prerogative dell’autonomia davanti alla Corte Costituzionale.

Poi Rossi, apparso molto nervoso, ha spiegato che la risposta dell’assessora si è trasformata in un piccolo comizio, arrivando a citare un ex assessore, in maniera un po’ inusuale per l’aula. Durante il question time, ha ricordato Rossi, non si erano mai sentite valutazioni politiche come queste. Per questo ha chiesto al presidente Kaswalder di vigilare affinché le risposte della Giunta alle interrogazioni a risposta immediata si attengano alle domande, e non assumano un taglio politico.

Il governatore Fugatti è intervenuto dicendo a Rossi «di stare sereno»

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Trento

Fondo stradale scivoloso: auto si cappotta sulla Fricca

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Era alla guida della propria vettura sulla statale della Fricca quando ad un certo punto ha perso il controllo della propria vettura, la donna trentanovenne trasportata al Santa chiara ieri mattina, poco dopo le 8, con ferite procurate dall’incidente.

La dinamica non è ancora chiara ma sembra che il veicolo si sia capottato a seguito di una sbandata in corrispondenza di una curva, dopo che la donna aveva perso il controllo del mezzo per cause ancora da appurare.

Sono stati i vigili del fuoco di Centa San Nicolò a liberarla dalle lamiere per poi affidarla ai sanitari che sono tempestivamente giunti sul posto assieme alle forze dell’ordine che hanno effettuato i dovuti rilievi. Un altro degli incidenti questo, che risolleva la questione della sicurezza sulla strada della Fricca: la tratta diventa pericolosa in inverno soprattutto a causa delle ampie zone in ombra dove il ghiaccio rende il fondo stradale scivoloso: si raccomanda prudenza.

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