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Rovereto e Vallagarina

Il pensiero di Paolo Farinati sulla «nuova Lizzanella»

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Torno a riflettere e scrivere della mia amata Lizzanella, un paese che nei prossimi mesi sarà teatro di molti cambiamenti.

Noi tutti speriamo certamente migliorativi per la qualità di vita nel quartiere. Il quale, in verità, in questi ultimi tempi ha perso vari punti di aggregazione, quali il supermercato Sisa in piazza, la filiale della Cassa Rurale di Lizzana, la lavanderia e la fioreria su Corso Verona, l’albergo e ristorante Flora su via Abetone solo per fare degli esempi.

Dal punto di vista viabilistico l’apertura della bretella “Ai Fiori” ha certamente alleggerito il traffico sulla SS12, che ancora oggi comunque divide la parte storica dell’abitato da quella più recente posta ad ovest della statale stessa.

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Come a Lizzana anche a Lizzanella attendiamo con viva speranza la messa in cantiere del tratto stradale dalla Mira a viale Caproni, che dovrebbe spostare e allontanare ulteriormente dal paese molto traffico “parassita”.

Nella nostra comunità c’è pure molta attesa sulla nuova sistemazione dell’ampia area dell’ex Marangoni Meccanica. Una superficie strategica per ridare unità al quartiere, bellezza al comparto e spazio verde a tutta la comunità.

A tal proposito, mi permetto porre l’attenzione su un’altra vicina area, più ridotta in verità, di cui si discute da molto tempo. Quella chiamata da tutti “area pinguino”, ovvero quella su cui è insediato da anni il servizio di autolavaggio tra via Abetone e via Benacense II.

Nulla contro i proprietari e i gestori del suddetto servizio, ma è risaputo che ormai tali strutture sono poste ovunque ai margini degli abitati, se non altro per l’inquinamento acustico che a certe ore provocano, disturbando non poco gli abitanti vicini.

Ebbene, anche quest’area ritengo possa cambiare destinazione.

Il nostro Comune potrebbe comperarla o scambiarla con una propria superficie posta altrove in periferia, facendo in tal modo sì che lì possa nascere un punto di aggregazione misto a verde, giochi e sport.

Potrebbe starci anche qualche stallo a parcheggio, premessa determinante per poter liberare dalle automobili la bella piazza Sant’Antonio o almeno la parte ad est della stessa verso la chiesa.

Lizzanella, quindi, sta per beneficiare di alcuni interventi assai significativi, che se ben studiati e realizzati potrebbero contribuire molto a ridare quella vivacità che era propria del nostro paese fino a non molti anni fa.

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Rovereto e Vallagarina

«Robocup Junior 2019»: secondo posto e finale per la «TriPoloski» di Rovereto

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Anche in questo corrente anno scolastico l’Istituto Tecnico Tecnologico “Marconi” di Rovereto si è fatto magnificamente valere nella «Robocup Junior 2019», dedicata all’affascinante scienza della robotica.

Sabato scorso, 16 marzo, presso l’Istituto “Buonarroti” di Trento si è tenuta la fase regionale del concorso, alla presenza di parecchi Istituti e di molti giovani studenti.

I ragazzi del “Marconi” sono stati accompagnati, come succede da vari anni, dall’apprezzatissimo prof. Paolo Pancheri.

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La squadra “TriPoloski”, composta da due studenti del primo anno, Simone Pascotto e Riccardo Farinati, e da tre del secondo anno, Sebastian Cikes ( capitano ), Davide Eccheli e Sebastiano Ticò, si sono classificati al posto d’onore assoluto e primi del “Marconi”, meritandosi di andare dall’11 al 14 aprile prossimi a Firenze alla fase nazionale dell’ambìto concorso ROBOCUP JUNIOR 2019.

Un sentito plauso ai giovanissimi “scienziati della robotica”, ma soprattutto un sentito grazie all’Istituto “Marconi”, ed in particolare al bravo e stimatissimo prof. Paolo Pancheri, per aver permesso di vivere ai propri studenti questa importante, esclusiva e coinvolgente esperienza.

Ai ragazzi spetta l’enorme onore e la grande responsabilità di rappresentare l’Istituto “Marconi” sul proscenio nazionale.

A tutti un sincero “in bocca al lupo” per la tanto attesa finale di Firenze.

 

 

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Rovereto e Vallagarina

Torrente Leno: come violentare un fiume e la sua gente.

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Il torrente Leno prima e dopo

 Il torrente Leno non si limita a scorrere nel fondovalle di Vallarsa ed a qualificarne il territorio.

Il Leno scorre nelle vene dei residenti, e li lega ad altre comunità del territorio, in modo talmente qualificante da ricomprenderle sotto il comune nome di “Valli del Leno”.

A metà febbraio le limpide e fredde acque del Leno di Vallarsa sono state pervase dal fango, proveniente dal bacino artificiale della Busa.

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La ditta che gestisce la diga, infatti, ha effettuato lo svaso dell’acqua presente nel bacino, che era diventata fangosa anche a seguito degli eventi calamitosi dello scorso fine ottobre.

Questo ha provocato l’immediata compromissione dell’ecosistema: ha di fatto soffocato e ucciso la flora e la fauna (che comprende una specie protetta, lo Scazzone) che popolava il torrente.

Non è la prima volta, nel recente passato, che il torrente subisce la violenza da parte di chi da quello stesso torrente vuole forse trarre profitto: basti pensare allo stato in cui versa il cantiere per la costruzione di una centralina idroelettrica in località Ciama.

Il cantiere, avviato da un privato nell’autunno del 2017, risulta attualmente abbandonato: le impalcature sono parzialmente crollate, le parti metalliche divelte e quelle mancanti non possono che essere finite nel torrente.

Un’altra ferita al torrente, un’altra cicatrice per i suoi abitanti.

Questi eventi, infatti, uniti al silenzio assordante dell’Amministrazione comunale di Vallarsa, non possono che contribuire a far sentire ancora più soli e abbandonati i residenti della Valle, già peraltro oppressi da altre afflizioni: le predazioni dei lupi, l’assenza di acqua potabile in alcune frazioni, la scarsa considerazione politica di cui godono.

Il Gruppo Consiliare Aria Nuova per Vallarsa chiede a gran voce, anche per mezzo di una interrogazione comunale depositata il 15.03.2019 assieme al Gruppo Consiliare Vallarsa Domani, di fare chiarezza sulla ennesima ferita al fiume: la ditta ha preso le cautele necessarie per lo svaso? Non era possibile impedire la fuoriuscita del limo? Intende risarcire i danni effettuati o porvi rimedio, ripopolando il fiume?

«L’Amministrazione Comunale deve farsi portavoce degli interessi della gente di Vallarsa e dei portatori di interesse locali (fra cui gli operatori del settore turistico e i pescatori), e deve porsi come garante della salvaguardia di un ecosistema incontaminato, vera risorsa del territorio» – Afferma il movimento.

Ma ci sono anche altri possibili elementi di approfondimento.

Come per esempio le specie protette, come lo Scazzone, Cottus gobio, che “oggi è una specie che si è drasticamente ridotta di numero e localmente si è del tutto estinta a causa della diffusa alterazione dei fondali”. E quello che è avvenuto in Vallarsa è proprio l’alterazione del fondale.

Ma «Aria nuova per Vallarsa» chiama in causa anche «i due pesi e due misure» adottati dall’amministrazione locale.

«In questi periodi dell’anno ai residenti è vietato attraversare a piedi il fiume, perché c’è il rischio di calpestare le freghe, le uova dei pesci: alcuni residenti, che hanno distrattamente attraversato mentre erano impegnati in operazioni di taglio di alberi, hanno ricevuto le sanzioni amministrative previste (40 euro)». 

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Rovereto e Vallagarina

Rovereto: ragazzi del Fontana marciano a Padova in ricordo delle vittime delle mafie

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Quattro classi dell’Itet Fontana, tre seconde e una prima dei corsi AFM e CAT hanno partecipato venerdì con circa altri 50.000 coetanei alla marcia a Padova in ricordo delle vittime delle mafie.

Questo è il punto di arrivo di un progetto altamente formativo in collaborazione con l’Associazione Libera che ha visto lo scorso anno la partecipazione di una classe quarta e quinta alla marcia a Catania e il recente incontro con don Ciotti – presidente e fondatore di Libera – nella hall della scuola.

I ragazzi, con i loro striscioni e cartelloni, hanno sfilato per il centro della città insieme ai loro docenti accompagnatori e ai responsabili del progetto, terminando l’esperienza al Prato della Valle dove hanno assistito commossi alla lettura dei nomi delle centinaia di vittime della mafia, ai saluti del presidente della repubblica rappresentato dal prefetto della città e infine, clou della lunga mattinata, alla testimonianza di don Ciotti stesso. Una esperienza forte che ora procede con vari incontri e approfondimenti a cura dei referenti di Libera in regione.

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