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Rovereto e Vallagarina

Attentato incendiario alla chiesa di San Rocco, Cia: «Non segua il silenzio complice di chi dovrebbe prendere posizione».

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Attentato incendiario nella notte alla Chiesa di San rocco in corso Bettini a Rovereto, quella di Don Matteo Graziola, tenace difensore del diritto dei bambini a nascere e vivere.

«Coraggio che gli viene dalla sua fede in Cristo e non dalla smania di piacere ad ogni costo a tutti; per questo è stato più volte preso di mira da politici, o presunti tali, e da cattolici “progressisti”, perfino con il colletto sacerdotale»Sottolinea il consigliere di Agire per il Trentino Claudio Cia

Don Matteo recentemente nella Chiesa di San Rocco aveva promosso l’allestimento di un presepe con l’intento di richiamare tutti a riflettere sul dramma dell’aborto, una rievocazione moderna della strage dei Santi Innocenti, i bambini di cui Erode ordinò l’uccisione con l’intento di eliminare Gesù in tenera età.

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«Qualcuno però non ha gradito… e ha dato fuoco al portone della chiesa! La violenza è e rimarrà sempre l’espressione degli incapaci» – Tuona ancora Cia

«Ciò che però mi preoccupa, – aggiunge il consigliere provinciale –  non è tanto la violenza dei frustrati della vita, ma il silenzio complice di quanti sbraitano per il rispetto dei diritti civili, e minimizzano ingiustizie tra le quali il dramma dei bimbi strappati dal grembo materno e gettati nei contenitori dei rifiuti speciali ospedalieri; una delle più vergognose violazioni dei diritti umani»

«Ringrazio Don Matteo per suo il suo coraggio e mi auguro che il Vescovo non chiuda questo luogo di culto per non “dare fastidio” e assecondare la realpolitik del pensiero unico seguendo la via dell’ambiguità: almeno la Chiesa ha la fortuna di non avere problemi di scadenze elettorali, tali da condizionarne l’agire».

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Rovereto e Vallagarina

Addio a padre Cherubino, anima di Santa Caterina a Rovereto

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L’ultimo saluto, oggi, mercoledì 20 marzo, nella comunità parrocchiale di Santa Caterina a Rovereto, che aveva contribuito a fondare nel 1968.

Al compimento dei 97 anni (il prossimo 25 marzo) si è spento nella mattinata di lunedì 19 marzo padre Luigi Bernard Cherubino, figura indimenticabile di religioso e di pastore d’anime, da ultimo confessore in San Lorenzo a Trento.

 “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore mi consegnerà”: con queste parole, tratte dalla seconda lettera di San Paolo a Timoteo, i Frati Cappuccini della Provincia di S. Croce, unitamente ai famigliari, ne hanno annunciato la scomparsa.

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Rovereto e Vallagarina

Rovereto: romena paga una Bmw con un assegno scoperto. Condannata per truffa

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Voleva vendere la sua Bmw S5 , per questo aveva deciso di mettere un annuncio su Subito.it al prezzo di 16mila euro.

Tra le tante telefonate, quella di Cristina Oana Popescu, romena, sembrava la più interessata.

La donna ha subito chiarito che l’autovettura avrebbe preso la via di qualche paese dell’est Europa.

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Dopo essersi accordate sul prezzo, la ragazza era arrivata a Trento per provare la macchina e poi a Rovereto per chiudere l’affare.

Nonostante la proprietaria chiedesse un metodo di pagamento sicuro (un assegno circolare), Popescu le aveva consegnato un assegno postale spacciandolo per circolare.

La donna di Rovereto dopo aver chiesto alla sua banca ed essere stata tranquillizzata sul fatto che l’assegno appariva sicuro si era decisa a concludere l’affare con la rumena.

Poi però dopo alcuni giorni la stessa banca che l’aveva rassicurata le ha comunicato che l’assegno era totalmente scoperto.

Dopo aver querelato la donna per truffa, quest’ultima si è difesa dicendo che aveva problemi con il suo conto corrente.

Il giudice Peloso però non gli ha creduto e l’ha condannata ad 1 anno di reclusione e 400 euro di multa, oltre al pagamento di 20 mila euro alla donna truffata.

Per il momento dell’autovettura non vi è traccia, per il pagamento dei 20 mila euro di risarcimento….

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Rovereto e Vallagarina

Villa Lagarina sceglie le piante “mangia smog”

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La pulizia dell’aria, con la riduzione dell’anidride carbonica e delle polveri, passa anche dalle scelte che un Comune effettua quando decide di piantumare un parco o un viale.

Ecco che Villa Lagarina, riprendendo uno studio elaborato con dati del Cnr e presentato dalla Coldiretti al Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione a Cernobbio, ha stilato il proprio elenco di specie arboree antismog: piante che possono letteralmente ripulire l’aria catturando migliaia di chili di anidride carbonica e sostanze inquinanti come le polveri PM10 che ogni anno in Italia causano circa 80mila morti premature.

Ma che hanno anche la capacità di influire sulla temperatura dell’ambiente in cui si trovano, mitigandola.

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«La lotta al cambiamento climatico si fa anche con azioni semplici e sobrie – commenta l’assessore all’ambiente Marco Vender – con questa decisione la giunta dà un chiaro indirizzo alla propria giardineria comunale riguardo la messa a dimora di nuove specie arboree, nel segno della sostenibilità ambientale e dell’attenzione alla salute dei cittadini».

Il Comune di Villa Lagarina, da anni certificato Emas, rinnova e rilancia il proprio impegno in tema di ambiente e sviluppo sostenibile.

Tra i primi in Trentino e in Italia per l’efficacia della sua raccolta differenziata, ogni anno rinnova la dichiarazione ambientale con cui fornisce ai cittadini informazioni sul proprio impatto e sulle proprie prestazioni ambientali in materia di terra, acqua, aria, rifiuti, energia e acquisti verdi.

Con queste premesse, la giunta comunale ha deliberato, all’unanimità, che nella piantumazione di essenze arboree in parchi, giardini e aiuole comunali siano di norma utilizzate le seguenti specie, classificate tra le 10 migliori piante antismog: Acero riccio (Acer platanoides), Cerro (Quercus cerris), Ginkgo (Ginkgo Biloba), Tiglio nostrano (Tilia Plathyphyllos), Bagolaro (Celtis australis), Tiglio selvatico (Tilia cordata), Olmo comune (Ulmus minor), Frassino comune (Fraxinus excelsior), Ontano nero (Alnus glutinosa).

Entrambe le specie di tiglio non dovranno tuttavia essere utilizzate in presenza di parcheggi o panchine, dato che tendono a produrre una melata imbrattante.

La betulla inoltre, benché sia la seconda per capacità mangia smog, non viene inserita nell’elenco in quanto notoriamente crea problemi di allergie.

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