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Rovereto e Vallagarina

Attentato incendiario alla chiesa di San Rocco, Cia: «Non segua il silenzio complice di chi dovrebbe prendere posizione».

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Attentato incendiario nella notte alla Chiesa di San rocco in corso Bettini a Rovereto, quella di Don Matteo Graziola, tenace difensore del diritto dei bambini a nascere e vivere.

«Coraggio che gli viene dalla sua fede in Cristo e non dalla smania di piacere ad ogni costo a tutti; per questo è stato più volte preso di mira da politici, o presunti tali, e da cattolici “progressisti”, perfino con il colletto sacerdotale»Sottolinea il consigliere di Agire per il Trentino Claudio Cia

Don Matteo recentemente nella Chiesa di San Rocco aveva promosso l’allestimento di un presepe con l’intento di richiamare tutti a riflettere sul dramma dell’aborto, una rievocazione moderna della strage dei Santi Innocenti, i bambini di cui Erode ordinò l’uccisione con l’intento di eliminare Gesù in tenera età.

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«Qualcuno però non ha gradito… e ha dato fuoco al portone della chiesa! La violenza è e rimarrà sempre l’espressione degli incapaci» – Tuona ancora Cia

«Ciò che però mi preoccupa, – aggiunge il consigliere provinciale –  non è tanto la violenza dei frustrati della vita, ma il silenzio complice di quanti sbraitano per il rispetto dei diritti civili, e minimizzano ingiustizie tra le quali il dramma dei bimbi strappati dal grembo materno e gettati nei contenitori dei rifiuti speciali ospedalieri; una delle più vergognose violazioni dei diritti umani»

«Ringrazio Don Matteo per suo il suo coraggio e mi auguro che il Vescovo non chiuda questo luogo di culto per non “dare fastidio” e assecondare la realpolitik del pensiero unico seguendo la via dell’ambiguità: almeno la Chiesa ha la fortuna di non avere problemi di scadenze elettorali, tali da condizionarne l’agire».

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Rovereto e Vallagarina

Rovereto: va a fuoco l’ex negozio Kube

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foto di Matteo Bonato

Allerta incendio in tarda mattinata a Rovereto dove un edificio abbandonato ubicato in via Abetone, per la precisione fra la due stazioni di Rovereto e lo Stadio Quercia è andato a  fuoco.

Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco volontari di Rovereto e una squadra dei permanenti di Trento.

La struttura che ha perso fuoco, ospitava il negozio Kube e nell’ultimo periodo è frequentato da numerosi senza tetto.

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Le fiamme hanno provocato un forte e denso fumo grigio visibile da chilometri di distanza e che in parte hanno invaso anche i binari della ferrovia che passa proprio di fronte all’edificio.

Ad andare a fuoco alcuni materassi e delle coperte. 

Non risultano persone ferite.

Gravi problemi al traffico che è rimasto per ore paralizzato.

L’ipotesi è che qualcuno per riscaldarsi abbia accesso un fuoco che poi è degenerato in un grosso incendio.

Sotto il video di Tommaso Peterlini postato su «se sei di Rovereto….»

Gepostet von Tommaso Peterlini am Sonntag, 20. Januar 2019

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Rovereto e Vallagarina

Marangoni: richiesti 6 mesi di cassa integrazione straordinaria

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E’durante un incontro con la Marangoni in Confindustria ieri mattina, pianificato per discutere del business plan aziendale, che i sindacati si sono sentiti dire che lunedì e martedì saranno chiusi i reparti aziendali “core business” , il «mescole» e il «ricostruiti per movimento terra», sia per la settimana in corso che per la prossima.

L’Azienda ha infatti preso la decisione di chiedere l’accesso alla cassa integrazione straordinaria a causa di problemi legati alla liquidità.

Per appianare tali difficoltà i vertici aziendali ritengono necessario ridurre il personale per i prossimi sei mesi.

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Il problema della mancanza di liquidità con cui l’azienda roveretana si confronta da tempo è scaturito dal ritardato pagamento di una fattura che ha causato un ritardo anche nell’acquisto delle materie prime riducendo di conseguenza il bisogno di manodopera.

La proposta avanzata per appianare la situazione sarebbe quindi di usufruire di 4 giornate di festività che nel 2019 coincidono con le domeniche, lasciando a casa i lavoratori lunedì e martedì della settimana prossima, e lo stesso nella settimana successiva.

L’assessore Spinelli (nella foto)ha confermato che la provincia è pronta ad avviare una cabina di regia per cercare delle soluzioni nel merito

«Oltre alla crisi dei piccoli commercianti del centro storico e della città in generale, – dichiara Alessandro Dalbosco portavoce pentastellato di Rovereto – leggiamo in queste drammatiche ore del nuovo avvicinarsi dello spettro della cassa integrazione per una delle storiche ed un tempo floride industrie di Rovereto: la Marangoni. Nella mera speranza che il fermo momentaneo delle attività di alcuni settori di tale industria, dia il tempo necessario affinché il tavolo delle trattative si possa riaprire contando anche sulla presenza della compagine provinciale nella figura dell’assessore competente, vogliamo esprimere la nostra vicinanza alle famiglie e ai dipendenti Marangoni».

I sindacati nel merito chiedono l‘obbligo morale da parte della Marangoni di fare completa chiarezza sulla situazione, per quindi poter comprendere come intenda gestire questa difficile fase temporale.

Ai quesiti sindacali l’Azienda ha replicato giustificandosi con l’impossibilità di produrre regolarmente e, vista l’assenza di altri strumenti (es. smaltimento ferie arretrate, ecc.), la necessità di fare ricorso per almeno 6 mesi a qualche ammortizzatore.

Inoltre, grazie all’attivazione di uno specifico piano finanziario (recupero insoluti, cessione di “asset”, ecc.), la Marangoni confida di pervenire ad un riequilibrio finanzio, almeno di “cassa”, tale da permettere una regolare produzione.

Mario Cerutti della Filctem CGIL ha precisato: «I colpi di scena sembrano proprio non finire, tra l’altro con una curiosa temporalità e, in tutto questo, la PAT continua a essere la grande assente. Per tale motivo ribadiamo la necessita di una “cabina di regia” della Provincia ma, se non dovesse giungere a breve una disponibilità, porremmo la questione direttamente al MI.SE».

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Rovereto e Vallagarina

Nuovo attacco dei Lupi a Marani di Ala, sbranate 3 pecore. Forti preoccupazioni dei residenti

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Nuovo attacco di un branco di lupi nella mattinata al pascolo Marani, frazione di Ala.

I lupi hanno aggredito un gregge di pecore.

Le pecore erano custodite in un recinto elettrificato, con rete alta 1.45 metri, fornito dalla Provincia come prevenzione antilupo.

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Intorno alle 6.30 di questa mattina il branco ha aggredito il recinto, spaventando tutto il gregge, che in preda al panico ha sfondato il recinto per scappare.

Alcuni agnelli sono rimasti schiacciati ed altri incastrati nella rete elettrificata, tre pecore sono state sbranate dai lupi.

Il fatto è accaduto nei vigneti ad una distanza di circa 50 metri dalle case.

Le pecore sbranate sono state trovate ad una ventina di metri dalle case abitate della zona.

La cosa molto preoccupante è l’orario dell’attacco avvenuto al mattino presto in una zona abitata.

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