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Rovereto e Vallagarina

Attentato alla chiesa di San Rocco di Rovereto, vescovo Lauro: «Sfregio per tutta la comunità»

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Unanime e ferma condanna della Chiesa trentina per l’attentato incendiario della notte scorsa contro la chiesa di San Rocco a Rovereto.

L’arcivescovo Lauro Tisi, attraverso il proprio vicario don Marco Saiani, si è messo in contatto con i sacerdoti operanti in zona per essere aggiornato sull’accaduto.

“Bruciare una porta, che sia di una struttura di accoglienza, come accaduto in passato, o di una chiesa, luogo di culto aperto e libero, è uno sfregio per tutta la comunità”, commenta monsignor Tisi. “Ogni parola di condanna – aggiunge l’Arcivescovo – rischia però di essere scontata se non ne deriva l’impegno affinché il dissenso e la diversità di opinione, legittimi anche all’interno della comunità ecclesiale, non travalichino mai il rispetto delle persone e degli ambienti ad esse destinati. Chi ha appiccato quel fuoco potrà alimentare paura e divisione, ma non riuscirà mai a mandare al rogo la forza del dialogo e del confronto, conquista di civiltà di cui tutti dobbiamo essere custodi e garanti”.

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La chiesa di San Rocco sorge sul territorio della parrocchia di San Giuseppe ed è inglobata all’interno del complesso scolastico Arcivescovile.

Viene utilizzata, in particolare, per attività di culto e preghiera di un gruppo di fedeli coordinato da don Matteo Graziola.

E’ stato lui, insieme al rettore dell’Arcivescovile Bruno Daves a denunciare questa mattina il fatto ai carabinieri che indagano sull’accaduto.

Gli uffici amministrativi di Arcidiocesi hanno esteso la segnalazione alla Sovrintendenza per i Beni culturali, al fine di valutare eventuali danni al patrimonio artistico, derivanti in particolare dal fumo e dalla fuliggine provocati dal rogo appiccato al portone.

Ferma condanna per l’attentato anche da parte del Sindaco Francesco Valduga. “Ogni atto espresso con la violenza e il vandalismo va condannato di per sè, e non esiste motivazione alcuna per giustificare atti di simile natura. Pertanto esprimo la mia più ferma condanna e auspico che le forze dell’Ordine possano fare – in tempi brevi – piena luce su questo deprecabile gesto, individuando le mani, al momento ignote, che hanno colpito e danneggiato la Chiesa”

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Rovereto e Vallagarina

«Robocup Junior 2019»: secondo posto e finale per la «TriPoloski» di Rovereto

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Anche in questo corrente anno scolastico l’Istituto Tecnico Tecnologico “Marconi” di Rovereto si è fatto magnificamente valere nella «Robocup Junior 2019», dedicata all’affascinante scienza della robotica.

Sabato scorso, 16 marzo, presso l’Istituto “Buonarroti” di Trento si è tenuta la fase regionale del concorso, alla presenza di parecchi Istituti e di molti giovani studenti.

I ragazzi del “Marconi” sono stati accompagnati, come succede da vari anni, dall’apprezzatissimo prof. Paolo Pancheri.

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La squadra “TriPoloski”, composta da due studenti del primo anno, Simone Pascotto e Riccardo Farinati, e da tre del secondo anno, Sebastian Cikes ( capitano ), Davide Eccheli e Sebastiano Ticò, si sono classificati al posto d’onore assoluto e primi del “Marconi”, meritandosi di andare dall’11 al 14 aprile prossimi a Firenze alla fase nazionale dell’ambìto concorso ROBOCUP JUNIOR 2019.

Un sentito plauso ai giovanissimi “scienziati della robotica”, ma soprattutto un sentito grazie all’Istituto “Marconi”, ed in particolare al bravo e stimatissimo prof. Paolo Pancheri, per aver permesso di vivere ai propri studenti questa importante, esclusiva e coinvolgente esperienza.

Ai ragazzi spetta l’enorme onore e la grande responsabilità di rappresentare l’Istituto “Marconi” sul proscenio nazionale.

A tutti un sincero “in bocca al lupo” per la tanto attesa finale di Firenze.

 

 

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Rovereto e Vallagarina

Torrente Leno: come violentare un fiume e la sua gente.

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Il torrente Leno prima e dopo

 Il torrente Leno non si limita a scorrere nel fondovalle di Vallarsa ed a qualificarne il territorio.

Il Leno scorre nelle vene dei residenti, e li lega ad altre comunità del territorio, in modo talmente qualificante da ricomprenderle sotto il comune nome di “Valli del Leno”.

A metà febbraio le limpide e fredde acque del Leno di Vallarsa sono state pervase dal fango, proveniente dal bacino artificiale della Busa.

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La ditta che gestisce la diga, infatti, ha effettuato lo svaso dell’acqua presente nel bacino, che era diventata fangosa anche a seguito degli eventi calamitosi dello scorso fine ottobre.

Questo ha provocato l’immediata compromissione dell’ecosistema: ha di fatto soffocato e ucciso la flora e la fauna (che comprende una specie protetta, lo Scazzone) che popolava il torrente.

Non è la prima volta, nel recente passato, che il torrente subisce la violenza da parte di chi da quello stesso torrente vuole forse trarre profitto: basti pensare allo stato in cui versa il cantiere per la costruzione di una centralina idroelettrica in località Ciama.

Il cantiere, avviato da un privato nell’autunno del 2017, risulta attualmente abbandonato: le impalcature sono parzialmente crollate, le parti metalliche divelte e quelle mancanti non possono che essere finite nel torrente.

Un’altra ferita al torrente, un’altra cicatrice per i suoi abitanti.

Questi eventi, infatti, uniti al silenzio assordante dell’Amministrazione comunale di Vallarsa, non possono che contribuire a far sentire ancora più soli e abbandonati i residenti della Valle, già peraltro oppressi da altre afflizioni: le predazioni dei lupi, l’assenza di acqua potabile in alcune frazioni, la scarsa considerazione politica di cui godono.

Il Gruppo Consiliare Aria Nuova per Vallarsa chiede a gran voce, anche per mezzo di una interrogazione comunale depositata il 15.03.2019 assieme al Gruppo Consiliare Vallarsa Domani, di fare chiarezza sulla ennesima ferita al fiume: la ditta ha preso le cautele necessarie per lo svaso? Non era possibile impedire la fuoriuscita del limo? Intende risarcire i danni effettuati o porvi rimedio, ripopolando il fiume?

«L’Amministrazione Comunale deve farsi portavoce degli interessi della gente di Vallarsa e dei portatori di interesse locali (fra cui gli operatori del settore turistico e i pescatori), e deve porsi come garante della salvaguardia di un ecosistema incontaminato, vera risorsa del territorio» – Afferma il movimento.

Ma ci sono anche altri possibili elementi di approfondimento.

Come per esempio le specie protette, come lo Scazzone, Cottus gobio, che “oggi è una specie che si è drasticamente ridotta di numero e localmente si è del tutto estinta a causa della diffusa alterazione dei fondali”. E quello che è avvenuto in Vallarsa è proprio l’alterazione del fondale.

Ma «Aria nuova per Vallarsa» chiama in causa anche «i due pesi e due misure» adottati dall’amministrazione locale.

«In questi periodi dell’anno ai residenti è vietato attraversare a piedi il fiume, perché c’è il rischio di calpestare le freghe, le uova dei pesci: alcuni residenti, che hanno distrattamente attraversato mentre erano impegnati in operazioni di taglio di alberi, hanno ricevuto le sanzioni amministrative previste (40 euro)». 

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Rovereto e Vallagarina

Rovereto: ragazzi del Fontana marciano a Padova in ricordo delle vittime delle mafie

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Quattro classi dell’Itet Fontana, tre seconde e una prima dei corsi AFM e CAT hanno partecipato venerdì con circa altri 50.000 coetanei alla marcia a Padova in ricordo delle vittime delle mafie.

Questo è il punto di arrivo di un progetto altamente formativo in collaborazione con l’Associazione Libera che ha visto lo scorso anno la partecipazione di una classe quarta e quinta alla marcia a Catania e il recente incontro con don Ciotti – presidente e fondatore di Libera – nella hall della scuola.

I ragazzi, con i loro striscioni e cartelloni, hanno sfilato per il centro della città insieme ai loro docenti accompagnatori e ai responsabili del progetto, terminando l’esperienza al Prato della Valle dove hanno assistito commossi alla lettura dei nomi delle centinaia di vittime della mafia, ai saluti del presidente della repubblica rappresentato dal prefetto della città e infine, clou della lunga mattinata, alla testimonianza di don Ciotti stesso. Una esperienza forte che ora procede con vari incontri e approfondimenti a cura dei referenti di Libera in regione.

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