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Giudicarie e Rendena

Lupi cecoslovacchi in gabbia, condannato a tre mesi più il risarcimento di 4.000 euro

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Confiscati in val Rendena nel 2017 a seguito di una segnalazione di due vicini Paki e Athos, (nella foto) due splendidi esemplari di lupo cecoslovacco, da tempo costretti dal proprietario a vivere in una gabbia di pochi metri quadri.

I cani sono ora ospiti del parco canile di Marco di Rovereto.

Il Giudice del dibattimento, dott. Giuseppe Serao, ha condannato l’imputato alla pena di mesi tre di reclusione, ha disposto la confisca dei cani ai sensi dell’art. 544 sexies c.p., condannando altresì lo stesso al risarcimento del danno in favore dell’Ente Nazionale Protezione Animali costituito parte civile e al rimborso delle spese legali in favore dell’ENPA, nonché  alla rifusione delle spese di custodia sin ora sostenute dalla struttura presso la quale i cani si trovano a far data dal sequestro.

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Dopo due mesi di monitoraggio da parte delle guardie zoofile era stata sporta denuncia in procura e chiesto il sequestro degli animali.

Ivana Sandri, presidente dell’Enpa di Rovereto, nonché guardia zoofila ed esperta in etologia rilevava la seguente condizione:

i lupi cecoslovacchi erano costretti a vivere in gabbia e in condizioni igienico sanitarie non adatte, nel piazzale di un’impresa, spazio troppo ristretto per la natura della loro razza.

Le uscite per le corse erano tutt’altro che regolari e in inverno rischiavano di rimanere senza acqua a causa del gelo che la faceva ghiacciare nelle ciotole.

Tali condizioni a lungo andare avrebbero portato i cani a disagio psicofisico e comportamentale, come documentato dall’Enpa, costituitasi poi parte civile in procura con l’avvocato Claudia Ricci e l’avvocato Marina March.

E’ di ieri la sentenza di condanna per il proprietario, un cittadino residente a Pinzolo.

Oltre al sequestro degli animali, che potranno ora essere dati in adozione, Mor dovrà risarcire l’Enpa per il danno valutato nella misura di 4000 euro, oltre a rimborsare le spese legali sostenute di 2000 euro e quelle per la custodia dei cani presso il parco canile a Marco di Rovereto.

I due lupi cecoslovacchi, nonostante le prescrizioni impartite dal veterinario dell’A.P.S.S. che prevedevano la necessità di portarli a sgambare almeno un’ora al giorno, erano tenuti per lunghi mesi all’interno di due gabbie di 6 metri quadrati, situate in un area isolata nel comune di Carisolo, sovente lordate di urina ed escrementi, recandosi presso le gabbie solo per pochi minuti al giorno e privando gli stessi della possibilità di muoversi liberamente e di sviluppare le attività fisiche o mentali tipiche delle caratteristiche etologiche della razza di appartenenza.

Era stata l’attività investigativa svolta dalle guardie zoofile dell’ENPA, che avevano prodotto una consistente mole di indizi e il supporto delle persone che si erano prese a cuore i due cani, che hanno permesso di effettuare i necessari controlli, atti a dimostrare le effettive condizioni di vita dei due animali.

ENPA si era costituta parte civile tramite avv. Claudia Ricci (alla prima udienza infatti c’era lei), sostituita nel prosieguo del processo dall’avv. Marina March, corrispondente e sostituto processuale su Trento per ENPA

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Giudicarie e Rendena

Frontale fra due pullmini a Madonna di Campiglio: 7 feriti, 3 gravi

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Sono sette le persone rimaste ferite nell’incidente avvenuto sulla strada che attraversa le Dolomiti di Brenta, da Madonna di Campiglio a Campo Carlo Magno.

L’incidente è avvenuto poco prima delle 15.30 di oggi pomeriggio, mercoledì 19 giugno e ha visto protagonisti due pullmini adibiti al trasporto persone che si sono scontrati frontalmente.

Sul posto sono arrivate 4 ambulanze, i Vigili del Fuoco volontari di Madonna di Campiglio e l’elisoccorso che si è alzato da Trento.

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Sono state ricoverate all’ospedale di Tione tre persone, fra cui una quindicenne, che sono ritenute gravi.

Altre 4 persone sono state trasportate all’ospedale di Santa Chiara e al Santa Maria del Carmine di Rovereto.

Queste, due ragazze di 15 anni, un ragazzo di 14 anni, e un uomo di 52 anni non sarebbero gravi.

Gravi invece le ripercussione sul traffico. La strada infatti è rimasta chiusa fino alle 18.00

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Giudicarie e Rendena

La Giunta provinciale in visita alla Erika Eis di Fiavè

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Ieri Visita della Giunta provinciale alla Erika Eis di Fiavè, azienda dolciaria con una lunga tradizione alle spalle – il marchio originale risale al 1933 – che dallo scorso anno si è insediata nella sede dell’ex caseificio, ora di proprietà di Cooperfidi, che ha investito 7 milioni di euro di risorse proprie.

L’impresa dà lavoro attualmente a 35 persone, impegnate soprattutto nella produzione di gelati, un’attività che affonda le sue radici nella tradizione delle Giudicarie.

Erika Eis è quindi una realtà importante per l’intero territorio, e che intende ampliarsi ancora, in particolare con l’apertura di un punto vendita-bistrò, dove i clienti potranno trovare, oltre ai gelati, alle torte “mitteleuropee” e ai krapfen dell’azienda, anche altri prodotti locali.

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Una sorta di vetrina del km. 0, insomma, per valorizzare al meglio quanto le Giudicarie hanno da offrire in termini di produzioni agricole e di competenze nel settore agroalimentare.

A fare gli onori di casa al presidente Fugatti e alla sua Giunta i due titolari, Luciano Degli Esposti e Alberto Bertolini, assieme al sindaco di Fiavè Angelo Zanotti, per il quale “oggi non saprei neanche immaginare il nostro territorio senza la presenza di una realtà come questa”.

Un grazie per gli sforzi fatti, per la tenacia con cui sono stati perseguiti gli obiettivi, e per l’ottima qualità delle produzioni, è stato rivolto all’azienda dal presidente Fugatti.

“Abbiamo bisogno di realtà imprenditoriali come la vostra per far vivere le nostre valli.” ha sottolineato.

Ma un grazie particolare è stato rivolto dai titolari al vicepresidente della Provincia Mario Tonina, che, anche nelle sue passate vesti di consigliere provinciale, si è adoperato per la buona riuscita dell’operazione, e al direttore generale della Provincia Paolo Nicoletti.

La Erika Eis dal ’93 assomma due diverse realtà imprenditoriali: quella di Fiavè, che fino allo scorso anno aveva sede in un’altro edificio, e un’azienda gemella di Fiè allo Sciliar. Ora tutta la produzione si concentra a Fiavè.

Si tratta di una produzione di qualità, che utilizza latte locale, per preparare gelati, torte (Sacher, Foresta Nera e altri prodotti  dall’inconfondibile caratterizzazione mitteleuropea) e krapfen.

“Siamo orgogliosi di mostrare alla Giunta cosa abbiamo fatto – ha detto Degli Esposti. – Un risultato importante, raggiunto anche grazie al supporto che abbiamo sempre ricevuto dalla Giunta. Non è stato facile portare a termine questa operazione, ma adesso che il treno è avviato possiamo coglierne i frutti, assieme a tutto il territorio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Giudicarie e Rendena

Incendio nei boschi sopra Mavignola

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L’incendio è scoppiato ieri pomeriggio e ha visto all’opera i vigili del fuoco di tre corpi e l’elicottero.Le fiamme si sono alzate sopra Sant’Antonio di Mavignola in località Clemp dove le fiamme hanno aggredito il sottobosco.

I vigili del fuoco volontari e permanenti di Madonna di Campiglio – coordinati dal caposquadra Sem Malacarne – Pinzolo e Carisolo, oltre ai vigili del fuoco permanenti saliti in Rendena con l’elicottero, sono intervenuti alle 14.30 circa. L’elicottero ha fatto la spola tra il luogo del rogo e Campiglio, dove in diverse fasi è stata prelevata dal laghetto l’acqua per domare le fiamme.

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