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Musica

Recuperate le chitarre rubate a Natale ai Negrita

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Nella giornata di giovedì 3 gennaio 2018 i Carabinieri della Compagnia di Arezzo hanno individuato e denunciato all’autorità giudiziaria due persone che erano in possesso delle chitarre dei Negrita rubate la notte di Natale a Castelnuovo di Subbiano, dove la band le custodiva in un locale di loro proprietà.

Si tratta di due pregiudicati italiani, classe 1968 e 1983, già con precedenti per furto e ricettazione.

L’attività investigativa condotta dalla Stazione Carabinieri di Subbiano unitamente al Nucleo Operativo e Radiomobile di Arezzo, già iniziata il giorno del furto, ha avuto una svolta quando i due malviventi nella giornata di ieri si sono presentati in un negozio di strumenti musicali di Perugia per tentare di vendere due delle chitarre rubate.

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Le indagini seguenti, in collaborazione della Questura di Perugia, hanno portato i militari ad individuare, anche grazie alle telecamere di videosorveglianza, i due pregiudicati, che venivano rintracciati nell’immediato contesto nei pressi del Comune di Capolona.

Le successive perquisizioni eseguite dagli stessi Carabinieri operanti effettuate presso i locali nelle disponibilità degli indagati, hanno consentito di recuperare la restante refurtiva costituita da altre quattro chitarre ed alcuni amplificatori, nascosta all’interno di un capannone situato in un terreno tra i Comuni di Subbiano ed Anghiari.

I due dovranno rispondere del reato di ricettazione, mentre gli strumenti sono già stati restituiti ai musicisti.(foto)

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Musica

20 anni fa l’addio a Fabrizio De André

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Penso che un uomo senza utopia, senza sogno, senza ideali, vale a dire senza passione, senza slanci, beh, sarebbe un mostruoso animale fatto semplicemente di istinto e di raziocinio, una specie di cinghiale laureato in matematica pura.” – Amava ripetere Fabrizio De Andrè durante molte interviste

Tutta la carriera artistica di Fabrizio De Andrè è stata caratterizzata da fusioni e sincretismi culturali, consacrate sia in Italia che a livello internazionale.

Ma la sua musica, prima di tutto, è stata espressione di ribellione e di volontà di rompere tutti gli schemi: quelli sociali ma anche quelli culturali e musicali.

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E nei suo testi risaltano i disagi e i malesseri di allora.

De Andrè è stato decisamente uno dei re del cantautorato italiano e i suoi testi, come la sua musica, non smettono mai di mancarci: parliamo di Fabrizio De André, il poeta genovese che, con i suoi testi dissacranti e pieni di storie di anime nere, corrotte e perse, rivoluzionò la musica italiana.

Oggi, venerdì 11 gennaio 2019, ricorre il 20esimo anniversario della sua morte: proprio quel giorno del 1999, a Milano, De André ci lasciava stroncato da una malattia incurabile lasciando un grande vuoto artistico che proviamo a colmare ricordando la sua vita, la sua carriera e le sue canzoni.

Fabrizio Cristiano De André, detto «Faber» era nato a Genova il 18 febbraio 1940.

In quasi quarant’anni di attività artistica, De André ha inciso quattordici album in studio, più alcune canzoni pubblicate solo come singoli e poi riedite in antologie.

Molti testi delle sue canzoni raccontano storie di emarginati, ribelli e prostitute, e sono considerate da alcuni critici come vere e proprie poesie, tanto da essere inserite in varie antologie scolastiche di letteratura già dai primi anni settanta e da ricevere gli elogi anche di grandi nomi della poesia come Mario Luzi

Insieme a Bruno Lauzi, Gino Paoli, Umberto Bindi e Luigi Tenco è uno degli esponenti della cosiddetta Scuola genovese, un nucleo di artisti che rinnovò profondamente la musica leggera italiana. È l’artista con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, con sei Targhe e un Premio Tenco. La popolarità e l’alto livello artistico del suo canzoniere hanno spinto alcune istituzioni, dopo la sua morte, a dedicargli vie, piazze, parchi, biblioteche e scuole.

Durante la sua carriera ha collaborato con personalità della cultura e importanti artisti della scena musicale italiana, tra cui Nicola Piovani, la Premiata Forneria Marconi, Ivano Fossati, Mauro Pagani, Massimo Bubola, Álvaro Mutis, Fernanda Pivano e Francesco De Gregori.Oltre Paolo Villaggio, Fabrizio ha infatti molti amici celebri nel panorama musicale italiano, come Gino Paoli e Luigi Tenco.

De Andrè viene ricordato anche come “il cantautore degli emarginati” o “il poeta degli sconfitti”, che per queste categorie umane scriveva ballate che rimarranno per sempre vere e proprie opere d’arte musicali.

De André aveva alte, altissime fonti d’ispirazione: dalle ballate francesi a Leonard Cohen fino a Bob Dylan, De André sapeva cogliere le giuste influenze, anche diversissime fra loro, ma utilizzarle per parlare degli ultimi.

I modelli sia francesi che americani lo hanno accompagnato nella creazione dei suoi testi in cui il cantautore sfidava le convenzioni borghesi, ripudiava la violenza e raccontava le vite di coloro che non trovavano spazio nella società: “Bocca di Rosa”,La Guerra di Piero” e “Via del Campo” sono infatti solo alcuni dei brani che ancora oggi ascoltiamo e che, probabilmente, rimarranno attuali per l’eternità.

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Musica

Auditorium Santa Chiara: sabato l’omaggio al grande Ennio Morricone con l’ensemble Le Muse

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Uno straordinario omaggio al maestro Ennio Morricone, con le più celebri colonne sonore, selezionate tra le oltre 400 musiche da film, dagli esordi con Sergio Leone (1964, “Per un pugno di dollari”) fino alle più recenti collaborazioni con Tornatore e Tarantino.

Il 25 febbraio 2007, dopo cinque candidature non premiate, gli è stato conferito, accompagnato da una standing ovation tributatagli dalla platea, il Premio Oscar alla carriera, “per i suoi magnifici e multiformi contributi nell’arte della musica per film”.

A consegnargli il premio l’attore Clint Eastwood, icona dei film western di Sergio Leone.

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Ne 2016 il maestro ottiene il prestigioso riconoscimento alla Migliore colonna sonora, composta per The Hateful Eight, film di Quentin Tarantino

Protagonista strumentale del concerto sarà il prestigioso Ensemble LE MUSE, che ha avuto l’onore di rappresentare l’eccellenza musicale italiana all’inaugurazione del semestre di presidenza italiana presso l’Unione Europea.

Diretto al pianoforte dal suo ideatore, il maestro Andrea Albertini e accompagnato dalla suadente voce di Angelica De Paoli, l’ensemble “Le Muse” ci condurrà attraverso un viaggio emozionale coinvolgente dentro l’universo creativo di Morricone.

Musiche che diventano immagini, tanto sono radicate nella memoria collettiva le scene di alcuni film che le colonne sonore di Morricone hanno contribuito a far diventare celeberrimi.

Dalla lunga e incomparabile collaborazione con Sergio Leone fino alla produzione cinematografica più recente.

C’era una volta il west, Il Buono il brutto e il cattivo, Giù la testa, le magiche atmosfere di Missio, le tinte più moderne di Malena, Nuovo cinema Paradiso. Ascolteremo anche un Morricone che forse non ci aspettavamo, e cioè il Morricone autore di indimenticate canzoni come Se Telefonando (portata al successo da Mina) e Here’s to you (cantata da Jon Baez) .

ENSEMBLE LE MUSE – Un ensemble al femminile, formato da strumentiste cresciute artisticamente nei principali Conservatori del Nord Italia (Milano, Torino, Genova, Parma). Dopo esperienze di perfezionamento in Accademie Musicali come Fiesole, Santa Cecilia a Roma , Chigiana a Siena, Prix Virtuositè a Ginevra, arricchiscono sul campo il loro bagaglio musicale lavorando per Enti Lirici.

Tutto il repertorio MUSE è creato appositamente per il gruppo dal proprio ideatore pianista e direttore d’orchestra Andrea Albertini.

L’attività concertistica ha portato il gruppo ad esibirsi nelle principali sale da concerto di tutto il mondo. Da ricordare le principali tappe di una grande crescita di successi. Nel luglio del 2015 LE MUSE aprono ufficialmente il semestre di presidenza italiana alla Comunità Europea con due concerti presso l’Auditorium del Conservatorio di Ankara e presso Palazzo Venezia ad Istanbul.

Sono altresì scelte come rappresentanza della eccellenza musicale italiana in un concerto presso il Padiglione Italia nel corso di EXPO MILANO 2015.
Nel febbraio del 2017 suonano per la
Fondazione Dante Alighieri di Montecarlo alla presenza dei reali monegaschi.

Nel giugno del 2017 concerto benefico voluto dalla famiglia Elkann alla Reggia di Venaria favore del reparto di pediatria dell’ospedale Sant’Anna di Torino. Suonano per la festa della repubblica Italiana a Tirana, chiamati dalla ambasciata.

Il 24 ottobre scorso, in occasione dell’esecuzione del Progetto Morricone eseguito a Rabat (Marocco), ricevono l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana. Nel 2018 grazie a questo riconoscimento, effettueranno tourneè in Thailandia (per il festival del cinema italiano a Bangkok) e negli USA.

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Musica

«Beppi Crismas»: Lucio Gardin conquista il web con la prima raccolta di canzoni natalizie

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Lucio Gardin spopola sul web e sui social e centra nuovamente il bersaglio con il suo CD che raccoglie le canzoni natalizie più ascoltate che vengono riproposte in chiave ironica e dissacrante.

Ed ora aumenta la fronda che vorrebbe il grande comico Trentino come direttore del centro culturale santa Chiara.

L’idea di ricantare le più belle e famose cantoni natalizie di sempre in dialetto trentino è venuta a Lucio Gardin. 

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L’estratto che potete sentire cliccando sulla foto del titolo è dedicato ai nonni ed è molto commovente.

«Credo che si potrebbe fare un quiz a premi: trova il nonno o la nonna che riesce a resistere alla lacrimuccia ascoltando questa canzone» – dice lo stesso comico roveretano

Il CD si intitola «Beppi Crismas» e sulla foto di copertina riposta: «Pochi sanno che le mie canzoni di Natale più belle, in origine erano trentine. Complimenti a Lucio Gardin che le ha trovate e cantate nella loro lingua originale, il dialetto trentino». Firmato Bing Crosby (contattato da una medium) (costata 200 euro).

Come è nata l’idea?

«Mi ha sempre divertito fare il centone delle canzoni famose (il centone, è il nome che si usa per definire una canzone con il testo modificato), quello che da sempre fa Vergassola o Dado o altri comici. Partendo da questo ho pensato a quali fossero le canzoni più famose di sempre e sono arrivato alle canzoni natalizie».

E quindi sei andato in sala di registrazione….

«Sì, con Elio Voltolini (il foletto sdraiato che appare nella foto) dello Screen studio ci siamo messi al lavoro ed abbiamo registrato i brani. Devo dire che lui è stato molto paziente perché era la prima volta che cantavo e senza il suo aiuto sarebbero usciti solo ugulati».

Quante canzoni contiene il CD?

«Il CD contiene 10 brani musicali tra i più famosi di sempre, e tra uno e l’altro ci sono degli sketch comici che introducono la canzone che seguirà».

Qualche traccia?

«Beh tra le altre c’è “Oh happy day” che è diventata “Oh Beppy vei” e racconta, con una serie di situazioni irresistibili, i molteplici modi in cui il protagonista ci ha rimesso i dei (le dita della mano). Poi molto divertente è “Adeste Fidelis” che diventa “Ades-te me spieghi” e parla di quegli automobilisti che fanno colonna anche quando sono in garage; il ritornello dice: “ades-te me spieghi perché te vai si piam..”. Poi c’è “Jingle bells” che è diventata “ma che bel” e parla delle difficoltà di fare l’albero di natale sul balcone al freddo.

Un CD tutto da ridere quindi?

«Sono tutte canzoni divertenti ad eccezione di “Last Christmas” degli Wham che è diventata “L’ha scrit sat” e parla di una bambina (la voce è della piccola Emma Voltolini) che scrive la letterina a Babbo Natale chiedendo di poter riavere a casa il nonno che è appena volato in cielo»

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