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Italia ed estero

Sbarco ONG, Matteo Salvini furibondo: «Non cediamo ai ricatti e alle menzogne!»

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Matteo Salvini è intervenuto anche oggi sul caso dell Ong che sono in acque maltesi e che chiedono di sbarcare 49 migranti in un porto italiano.

Sono 3 i punti fondamentali su cui il ministro dell’interno non si smuove di un millimetro.

In primis le navi umanitarie con i 49 stranieri a bordo sono in acque maltesi, quindi devono sbarcare a La Valletta.

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Poi le Ong battono bandiera olandese e tedesca, dunque sono questi due paesi che dovrebbero accogliere i migranti.

Terzo, l’Italia non intende sottostare “ai ricatti”.

Ma, soprattutto, è quanto successo in mare a convincere il ministro della necessità di non cedere alle “menzogne” di Ong e buonisti.

Le associazioni umanitarie, infatti, avrebbero dribblato le regole del soccorso in mare con l’intento – a quanto pare – di evitare che i migranti venissero recuperati dalla Guardia costiera libica.

Salvini sul suo profilo di facebook ha tuonato: «Non cediamo ai ricatti. Due navi Ong sono in acque territoriali maltesi: le persone a bordo devono essere fatte sbarcare a La Valletta. Oppure, visto che le Ong hanno bandiera olandese e tedesca, chiedano aiuto a Berlino e Amsterdam per attivare immediatamente un corridoio umanitario. A questo proposito, non risulta che Olanda e Malta abbiano mai attivato corridoi umanitari come invece fatto dall’Italia. E ancora. Una delle due ong, la “Prof Albrecht Penck” ha violato una delle più logiche ed elementari regole per il soccorso delle persone in mare: nonostante avesse ricevuto una indicazione ufficiale dalla guardia costiera di Tripoli, che stava per intervenire e quindi chiedeva alla Ong di restare ferma, aveva deciso di DISOBBEDIRE, caricare a bordo gli immigrati e fuggire. Vergognoso, infine, l’atteggiamento dell’Europa che tace. Evidentemente le lezioncine di umanità vanno indirizzate solo all’Italia. Non cediamo ai ricatti e alle menzogne!»

Come ha documentato ilGiornale.it  dal rapporto del comandante della Guardia costiera italiana emerge che anche la Sea Watch 3 avrebbe anticipato la legittima operazione della Libia. Il capitano ricostruisce così i fatti: il 22 dicembre alle 11.50 la nave Sea Watch comunica “via e-mail alla Guardia costiera italiana, a quella di Malta e a quella olandese” di aver “avvistato un barcone con a bordo 33 migranti a circa 28 miglia dalla costa libica”.

Il gommone è in area Sar di Tripoli, anche se fuori dalle acque territoriali. Il coordinamento delle operazioni di salvataggio, secondo le leggi del mare, spetta dunque al governo libico.

In via teorica, l’Ong avrebbe dovuto contattare direttamente il centro di coordinamento marittimo di Tripoli. Eppure non lo ha fatto, preferendo chiamare Malta e Roma. Tant’è che la marina italiana e quella maltese sono state costrette a riferire la situazione alla Libia, la quale ha informato che “avrebbe provveduto ad inviare una motovedetta sul posto”. E qui casca l’asino.

Dopo qualche ora, Sea Watch decide comunque di caricare a bordo gli immigrati e alle 15.30 comunica a Roma “di aver recuperato i 33 migranti, asserendo di aver richiamato la Guardia costiera libica senza esito”. In realtà, nella sua relazione, il comandate italiano scrive che la motovedetta libica proveniente da Tripoli “sembrerebbe essere arrivata in zona” ma “si sarebbe fermata ad una piattaforma petrolifera per fare rifornimento di carburante”.

Una domanda sorge spontanea: l’Ong non poteva attendere il suo arrivo e, come da regolamento, lasciare alla marina libica la gestione del barcone?

Intanto il ministro dell’interno incassa anche il plauso di Bruno Vespa.

Matteo Salvini, scrive il direttore di Porta a Porta nel suo editoriale su il Giorno, aveva già vinto la sua battaglia riducendo a 22mila gli sbarchi nel 2018 contro i 119mila del 2017, limitati anche grazie alla cura Minniti rispetto ai 181mila del 2016“, per questo “l’attacco di alcuni sindaci è tanto più sorprendente perché il famigerato decreto sicurezza si limita ad evitare che il permesso di soggiorno per i richiedenti consenta l’iscrizione anagrafica, pur costituendo documento di riconoscimento”. Iscrizione anagrafica, sottolinea Vespa, “significa rilascio della carta d’identità che ha valore decennale. Quale persona di buonsenso può immaginare il rilascio di un documento di permanenza definitiva a persone che in gran parte si vedranno bocciata la richiesta di asilo?“.

Forse, spiega, “i cittadini non sanno è che il mancato rilascio dell’iscrizione anagrafica non impedisce agli immigrati di ricevere i servizi essenziali: servizio sanitario nazionale, scuola per i figli, accesso al lavoro se dopo sessanta giorni dalla presentazione della domanda di asilo la pratica non si è esaurita“. Il vero dramma è un altro: “Su 40mila persone che negli ultimi anni si son viste riconoscere il diritto di asilo, solo 3200 hanno trovato un lavoro“.

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Basilicata, centrodestra a valanga. Crollo del M5S, Lega primo partito dell’alleanza

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Dopo quasi 25 anni di governo di centrosinistra anche la Basilicata volta pagina definitivamente.

Al voto per le Regionali  il centrodestra è già avanti con un distacco quasi incolmabile.

Il candidato in testa nella corsa alla presidenza è Vito Bardi, sostenuto da Forza ItaliaLega e Fratelli d’Italia.

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A fronte di una affluenza del 53,58%,  Vito Bardi sostenuto da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia sarebbe al 41,4%, Carlo Trerotola (Pd e centrosinistra) al 33,9% mentre Antonio Mattia del M5s si fermerebbe al 20%, quando un anno fa alle politiche i 5 Stelle erano arrivati al 44 per cento.

Quarto e staccato Valerio Tremutoli (sinistra, Basilicata Possibile ) al 4,7 per cento.

Per il centrodestra sarebbe il sesto successo di fila nelle ultime elezioni regionali dopo quelle in Abruzzo, Sardegna, Trentino, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta.

Un risultato destinato ad avere ripercussioni anche a livello di governo.

Secondo le prime proiezioni il Movimento Cinque Stelle si confermerebbe comunque il primo partito (20,4%) seguito da Lega (17%), Forza Italia (11,5%), Pd (9,1%).

«Dopo 20 anni di centrosinistra Lega al governo – ha detto Matteo Salvini –  da stasera la Basilicata sarà governata dalla Lega dopo 20 anni di sinistra»

E ancora: «Togliamoci dalla testa i sondaggi. Torniamo ad avere quella grinta e quella cattiveria di 5 anni fa quando la Lega era al 4%. Mai montarsi la testa. Dobbiamo dimostrare alla gente che ci siamo».

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Italia ed estero

La nuova via della seta. Dalle origini all’attesa della firma

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Ieri è atterrato in Italia il presidente cinese Xi Jinping dopo quasi dieci anni dall’ultima visita in veste ufficiale. Quello che lo ha portato nel Bel Pese è l’arrivo di un contratto molto importante la tanto nominato “Nuova via della seta” o in inglese Belt and Road Initiative (BRI)

Il progetto è stato lanciato nel 2013 dal presidente cinese Xi Jinping e promosso dal suo primo ministro durante i suoi numerosi viaggi in Europa ed Asia.

Da un punto di vista semantico il nome a cui è stato dato il progetto deriva dall’epoca degli scambi nei grandi spazi euroasiatici.

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Era in cui attraversando Siria, Iran e Asia Centrale si consentiva il commercio tra l’area del mediterraneo e la Cina.

L’idea base di Pechino nel definire questo sistema sta nel rilanciare la connettività infrastrutturale e commerciale tra Cina e circa 70 Paesi creando una spazio euroasiatico.

Da ricordare sono le parole espresse dal presidente stesso nel 2015 : “ Rinforzare la connettività e costruire un radioso futuro”. Del progetto di costruzione ne sono state riportate varie mappe, più o meno ufficiali.

Quello che è dato da sapere è che Pechino ha tenuto separata la progettazione del tratto terrestre con quella marittimo, sviluppandola con logiche diverse.

La parte terrestre intesa come un’insieme di “ponti terrestri” autostradali e ferroviari che svolgerebbero la funzione di rotte commerciali e tratti d’incontro tra paesi dalla Russia al Myanmar.

Quella marittima ancora non del tutto definita perchè aggiornata in base agli sviluppi cinesi nel campo.

Se l’unione euroasiatica riuscisse interesserebbe Paesi che riuniscono ciascuno il 65% della popolazione ed il 40% del PIL e questo significherebbe uno dei più grandi investimenti infrastrutturali della storia.

Il costo totale dell’investimento sarebbe di 180 miliardi di dollari ed in tal caso la collaborazione tra Stati diventerebbe a dir poco necessaria, per questo la Cina evidenzia il “ Win to Win” come tema centrale del progetto.

Tante sono le preoccupazioni che nascono nel caso si firmasse il “memorandum”. Non stupisce che Stati come l’America, la quale non è stata presa in considerazione nel Sistema, Francia e Germania esprimano forti dubbi a proposito.

Whashington ha infatti fatto molte pressioni su Roma affinchè non aderisse all’intesa con Pechino.

L’obiettivo non è solo quello di favorire lo scambio di merci. In molti pensano che dietro alla “ nuova via della seta” si nasconda, come un cavallo di Troia un nuovo modello di globalizzazione cinese.

In questi giorni in Italia si è molto parlato del Memorandum of Understunding (MoU) sulla nuova via della seta tra Italia e Cina.

Dopo che l’accordo ha ricevuto il via libera dal Quirinale tutti si chiedono quali sia il ritorno economico, la posta in palio e sopratutto le conseguenze della firma.

Da ricordare che la firma di Memorandum promossi dalla Cina hanno tradito altri 13 Stati dell’ UE. Per ora l’ Italia si è fatta promettere un accordo sugli agrumi italiani.

I costi per questo trattato sono chiari molto meno lo sono i vantaggi economici derivanti dallo stesso. Il MoU è scritto con formule molto vaghe senza mai specificare direttamente gli obiettivi da raggiungere.

Ma in tanti si chiedono cosa cambierà dopo la firma del trattato tra Cina ed Italia.

Il Governo Gialloverde è ormai convinto della scelta, il memorandum si firmerà.

Comunque vada domani, sabato 23 marzo, sarà il giorno nel quale il Presidente Xi Jinping incontrerà Conte per firmare uno dei più grandi progetti di tutti i tempi.

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Italia ed estero

Osseynou Sy aggredito in carcere. L’agghiacciante e sconvolgente audio del terrorista

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Il dirottatore dell’autobus con a bordo 51 bambini, dopo l’arresto, è stato portato a San Vittore.

Qui, però, gli altri detenuti del quinto raggio hanno applicato il “codice” non scritto contro chi fa del male ai bambini.

I detenuti prima hanno cominciato a lanciare addosso alla porta della cella del senegalese uova e arance e poi qualcuno ha tentato anche di aggredirlo.

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Per questo motivo Osseynou Sy è stato spostato al reparto protetti, la sezioni destinata a coloro che non possono stare insieme agli altri detenuti. “Mi sono sacrificato per l’Africa” le sue parole.

L’autista senegalese ha ammesso di aver provato molta paura mentre si trovava insieme agli altri detenuti. (lo racconta il suo avvocato)

Chi lo ha incontrato lo ha descritto come una persona convinta di ciò che ha fatto e che ha programmato tutte le sue azioni. Alla domanda se si definisca un terrorista, Osseynou, o Paolo, come si faceva chiamare a Crema, ha risposto: “Io faccio cose politicamente, non uccido” come riportato dal Corriere della Sera. “Sono sicuro che quando i miei due figli saranno grandi capiranno quello che ho fatto” ha concluso.

Singolari fra le tante reazioni quelle di Gad Lerner che in un tweet scrive: «La follia criminale del cittadino italiano Ousseynou Sy è l’esito di una contrapposizione isterica che manifesta ostilità agli immigrati additandoli come privilegiati, negando le loro sofferenze e la loro umanità. Impersonata dai carabinieri e dai bambini di San Donato Milanese» e quella di Livio Turco del PD che in una trasmissione ha dichiarato che il gesto dell’attentatore «andrebbe compreso»

Il ministro dell’interno Matteo Salvini ha postato sulla sua pagina facebook l’agghiacciante e sconvolgente audio (sotto)dove si sentono i Carabinieri che cercano di convincere il senegalese ad arrendersi. Sotto le grida terrorizzate dei bambini.

🔴AUDIO SCONVOLGENTEAltro che “fatto che va compreso”, come dicono in casa PD!Questo è un VERME, solo un VERME, non c’è nulla da comprendere, deve solo PAGARE per il male che ha fatto.‪Ringraziamo il buon Dio che i bambini siano tutti sani e salvi.Buonanotte Amici.

Gepostet von Matteo Salvini am Donnerstag, 21. März 2019

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