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Italia ed estero

Minorenne pugnala a morte un 63enne marocchino, la ragazzina: «Voleva stuprarmi»

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Un marocchino di 63 anni è stato ucciso con diverse coltellate a Castelnuovo Scalo, in provincia di Siena.

Una ragazza di 16 anni, che abita con la famiglia nello stesso stabile della vittima, è stata fermata con l’accusa di omicidio e si trova ora in una casa di prima accoglienza.

Ai carabinieri, che l’hanno interrogata, ha raccontato che l’uomo aveva tentato di violentarla e per questo lei lo avrebbe accoltellato.

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Lo stabile in cui s’è svolta la tragedia, che non può non far tornare alla mente la storia di Pamela Mastropietro, è dato in uso ai dipendenti della fornace dove aveva lavorato per anni, ma dove continuava ad abitare pur non essendo più un dipendente.

Nello stesso appartamento vivono anche altri extracomunitari.

L’uomo sarebbe stato ucciso da almeno una decina di fendenti al dorso, al volto e alla schiena.

Il cadavere, completamente nudo, era supino sul pavimento.

Forse l’uomo ha tentato di fuggire. Nell’appartamento, al momento del delitto, pare ci fossero altre persone, tutte straniere.

Pare che siano state alcune testimonianze delle persone che condividevano l’appartamento con il marocchino a far individuare la ragazza. Che, davanti ai militari ha confessato raccontando di aver preso il coltello da cucina e di aver pugnalato l’uomo.

Gli investigatori stanno cercando di capire se la giovane sia stata aiutata da altre persone ma dalle prime indiscrezioni il racconto della ragazza abbia trovato conferme nelle prime ricostruzioni del delitto.

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Italia ed estero

Caso Sea Watch archiviato, Salvini: «Posso chiudere i porti»

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“Non fu sequestro ma semplicemente richiesta di ordine e regole? Bene! Prendo atto della decisione del Tribunale per i reati ministeriali di Catania, che ha archiviato il caso della SeaWatch del gennaio scorso. Processi e indagini non mi fanno paura, ma sono felice che anche la magistratura confermi che si possono chiudere i porti alle navi pirata. Continuerò a difendere i confini”. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Il tribunale dei ministro di Catania, accogliendo la richiesta delle procura distrettuale, ha archiviato le posizioni del premier Giuseppe Conte, del vice premier Luigi Di Maio e del ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, su caso della SeaWatch del gennaio scorso.

Dell’archiviazione della sua posizione aveva parlato già il ministro Matteo Salvini.

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La notizia ha trovato conferma in ambienti giudiziari.

La nave della ong straniera ”è entrata in Italia in maniera unilaterale e senza le necessarie autorizzazioni della Guardia Costiera”.

E’ questa in sintesi la motivazione del tribunale del riesame di Catania che ha disposto l’archiviazione per Conte, Salvini, Di Maio e Toninelli per il caso caso della SeaWatch del gennaio scorso.

I giudici sottolineano la differenza con il caso della Diciotti che era una nave militare italiana. Per quella vicenda fu chiesta l’autorizzazione a procedere contro Salvini, negata dal Senato.

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Italia ed estero

Il trucco della «nave madre»: ecco come funziona la tratta dei migranti nel Mediterraneo

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Un video realizzato da un drone di Frontex ha documentato il trasbordo di 81 migranti da un peschereccio a bordo di un’imbarcazione più piccola, mostrando la dinamica del traffico di esseri umani del Mediterraneo.

Le immagini mostrano come la “nave madre” traini un barcone dalla Libia verso l’Italia.

Poi si ferma, fa accostare l’imbarcazione e comincia il trasbordo di decine di persone che indossano magliette colorate e giubbotti di salvataggio.

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Durante le operazioni di trasferimento, 60 miglia a sud di Lampedusa, i profughi si accalcano in maniera caotica, alcuni scendono attraverso i boccaporti sotto coperta: con ogni probabilità sono quelli hanno pagato meno per la traversata e sarebbero i primi a morire se qualcosa dovesse andare storto.

Poi l’equipaggio del peschereccio si allontana per far ritorno verso il porto libico da cui è partito.

Ricevuta la segnalazione, la guardia di finanza si lancia all’inseguimento del peschereccio, lo raggiunge e lo sequestra.

Vengono arrestati i sette uomini dell’equipaggio: sei egiziani e un tunisino.

Sul barchino rimorchiato al limite delle acque territoriali italiane si trovavano 75 uomini, tre donne e tre minori.

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Italia ed estero

Immigrazione, Viminale: in 5 anni status di profugo solo nel 7,3% dei casi

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Nella giornata mondiale del rifugiato il ministero dell’interno ha diffuso i dati relativi a quanti status di profugo sono stati rilasciati negli ultimi 5 anni in Italia

In Italia 420.834 domande esaminate dal 2014, oltre il 61% infondate.

Dal 2014 al 2019, sono state esaminate in Italia 420.834 richieste di asilo, di queste il 7% è sfociata nel rilascio dello status di protezione internazionale.

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Oltre il 61%  delle richieste sono state giudicate dalle apposite commissioni interdisciplinari infondate, non essendoci i presupposti né situazioni meritevoli di tutela secondo le norme.

«Chi fugge dalla guerra – ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini – può e deve arrivare in Italia, senza doversi affidare a trafficanti di esseri umani o a navi pirata»

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